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TIFOSI

Desertificazione Lazio, L’Olimpico è il più vuoto d’Europa

La protesta dei tifosi della Lazio proseguirà, in casa, anche nella prossima stagione, al punto che non verranno sottoscritti gli abbonamenti; l’Olimpico, quindi, continuerà a restare deserto confermandosi come lo stadio più vuoto d’Europa.

Come riporta Il Messaggero, lo stadio Olimpico si conferma il più vuoto d’Europa. Con una media di 8mila spettatori presenti, la Lazio ha il numero più basso di tifosi presenti all’interno del proprio impianto. Numeri impietosi, certo, ma che descrivono perfettamente il punto di rottura e di non ritorno tra tifoseria e società.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, riprende la protesta. Olimpico (sponda biancoceleste) deserto per il derby: i tagliandi staccati

Dalla meravigliosa atmosfera da tutto esaurito di ieri al nuovo vuoto in programma.

Un silenzio che sarà ancora più rumoroso del solito, perché arriverà nella partita storicamente più sentita. Al derby contro la Roma non ci saranno i gruppi organizzati della Lazio, lasciando un buco desolante all’interno dell’Olimpico. A ieri, riporta il Corriere dello Sport, erano appena 700 i biglietti venduti (sponda biancoceleste) per la stracittadina, che sarà l’emblema della contestazione dei tifosi nei confronti del presidente Lotito.

Una protesta che va avanti in varie forme da mesi e che è stata interrotta solo momentaneamente nella finale di Coppa Italia contro l’Inter per via di una promessa fatta a Sarri e alla squadra. Ora, però, riprenderà ancora più forte di prima nella partita contro i giallorossi.

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COPPA ITALIA

Troppa Inter per la Lazio: decima nerazzurra, biancocelesti ancora senza Europa (FT)

L’Inter si aggiudica la Coppa Italia: all’Olimpico finisce 2-0 con l’autogol di Marusic (14′) e la rete di Lautaro Martinez (35’).

PRIMO TEMPO

Sarri scegli Patric. L’11 iniziale quindi è con Motta tra i pali; dietro Marusic, Gila, Romagnoli e Tavares; in mezzo al campo lo spagnolo tra Basic e Taylor col tridente composto da Isaksen, Noslin e Zaccagni. La Lazio non parte male e costringe Bisseck a rimediare il primo giallo dopo 6’ di gioco, ma è l’Inter a creare più pericoli fino al vantaggio arrivato al 14’: dagli sviluppi di un corner colpisce di testa Thuram ma la devia Marusic. Col passare dei minuti lo spartito non cambia e al 35’ raddoppiano i n nerazzurri con Lautaro Martinez. Si va all’intervallo sul risultato di 0-2.


SECONDO TEMPO

All’intervallo un cambio per Sarri: Rovella prende il posto di Patric. La Lazio riparte meglio, ci provano prima Noslin e poi Taylor ma le conclusioni terminano fuori. Al 66’ la seconda sostituzione: esce Isaksen per Cancellieri. Pochi minuti dopo in campo anche Dia e Lazzari per Zaccagni e Marusic. L’occasione migliore arriva sui piedi di Dia che però colpisce in pieno Martinez. L’ultimo cambio di Sarri è Pedro, esce Basic. Poche emozioni nei minuti finali: la Lazio si arrende all’Inter, Coppa Italia ai nerazzurri.

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COPPA ITALIA DICHIARAZIONI

Finale Coppa Italia, Sarri: “Attraversato il deserto senz’acqua. Ora crediamoci alla follia”

La conferenza stampa del tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, alla vigilia della finale di Coppa Italia in programma domani all’Olimpico contro l’Inter:

Come sta Cataldi? Il dubbio maggiore è in regia?

Danilo ha fatto il primo allenamento stamattina, le condizioni mediche sono un conto, l’efficienza fisica è un’altra. Nell’ultimo mese non si è mai allenato. Di dubbi, dopo la partita di sabato, ne ho 8 o 9. Abbiamo fatto talmente male a livello collettivo che non è nemmeno il caso di guardare le prestazioni individuali. Non abbiamo aggredito, è stata una prestazione del cazzo. 

Le indicazioni di questi ultimi giorni la confortano?

Quando si gioca così spesso non si può fare una tipologia di allenamenti che dà tante indicazioni. La squadra a dir la verità aveva fatto bene in allenamento anche la settimana scorsa, poi però si è sciolta in partita. Quella di sabato spero sia frutto solo di qualcosa di mentale, domani spero che sia diversa sotto tutti i punti di vista.

Quanto è orgoglioso a livello personale di essere arrivato in finale?

Sono orgoglioso della stagione, soprattutto dell’atteggiamento della squadra. Che ha sbagliato qualche partita, vero, ma non ha mai mollato. Mi ha fatto divertire negli allenamenti, per me la gara di domani ha come motivazione in più la vittoria per i calciatori, loro se lo meritano. Abbiamo fatto fuori squadre di grandissimo livello, la squadra ha attraversato il deserto senza acqua. È un motivo di soddisfazione. Siamo diversi da inizio stagione, siamo migliori. Poi può darsi che siamo scarsi come tecnico e come calciatori, ma come uomini siamo contenti di ciò che abbiamo fatto.

Che orgoglio sarebbe vincere un trofeo alla Lazio? Cosa rappresenterebbe per la sua carriera?

Io ne ho già perse due a livello nazionale di coppe, in Italia e soprattutto in Inghilterra al settimo rigore, contro il Manchester City. Avevamo fatto qualcosa in più in quella gara, quello è un grande rimpianto. Questo è un trofeo, deve essere per i giocatori e per il pubblico, vogliamo dare una soddisfazione. Anche per loro non venire allo stadio è stato faticoso. Penso di avere una carriera lunga alle spalle, non mi cambia la vita. Ma sarebbe bello dare una soddisfazione ai ragazzi e ai tifosi. 

Queste partite sono diverse dalle altre: come si affrontano? 

Dopo pranzo mi ero messo a preparare la riunione di stasera, ero in difficoltà a trovare le parole giuste. Qualsiasi cosa dica è retorica, è chiaro che sia importante, è chiaro che sia difficile. Bisogna dimenticarsi della gara di sabato, ogni parola poi diventa superflua. C’è bisogno di queste cose. Bisogna crederci fino alla follia. 

Ha un messaggio per la tifoseria e per Pedro?

Pedro è stato acciaccato fino a stamattina, oggi ha lavorato, per domani penso si metta a disposizione. Lui di solito è uno specialista di queste partite. Ha segnato nell’80% delle finale che ha fatto, riesce a tirare fuori tutto, speriamo lo faccia anche domani, pure se è uscito un po’ acciaccato da sabato. 

Su Chivu? 

Ha avuto un approccio con una bella personalità. Ha una squadra forte, l’ha sfruttata nella maniera giusta. L’Inter è la squadra nettamente più forte. 

Domani cosa dovrà fare la Lazio? 

Se l’atteggiamento mentale è quello di sabato la tattica non conta niente. Se abbiamo mentalità ma non attacchiamo gli spazi non ci fai nulla. Abbiamo preparato qualcosa di diverso. 

I tifosi potranno aiutare la squadra a non sbagliare l’approccio mentale e a essere più cattiva?

Sicuramente andare a fare il riscaldamento negli ultimi tempi è stato deprimente, il ritorno dei tifosi potrà aiutare la squadra da questo punto di vista. Io non so quanti punti ci è costato non avere tifosi allo stadio, ma sicuramente qualcosa ci è costato. Quindi sì, i tifosi da questo punto di vista ci potranno aiutare.

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COPPA ITALIA

Finale Coppa Italia, Zaccagni: “Per la coppa rinuncerei a un dito. Serata che vale la stagione”

La conferenza stampa del capitano della Lazio, Mattia Zaccagni, alla vigilia della finale di Coppa Italia in programma domani all’Olimpico contro l’Inter:

Come stai? Che percorso è stato quello in Coppa Italia?

“Mi sento bene, ho recuperato dal colpo preso. È stato un bellissimo percorso, abbiamo buttato fuori le due finaliste, siamo andati a Bergamo con personalità. Domani sera ci giochiamo questa bellissima partita che ci meritiamo e vogliamo portarci la Coppa a casa”.

Vi meritate questa finale? Dedichereste la vittoria a Sarri?

“Noi ce la meritiamo eccome per tutto quello che è stato quest’anno. Come dice Sarri abbiamo attraversato il deserto senz’acqua, è vero. Siamo contenti del percorso fatto e ci meritiamo la partita di domani sera”.

Quanto è importante questa partita?

“È fondamentale, sia personalmente che a livello di squadra. Abbiamo passato una stagione difficile, mai come quest’anno ci meritiamo la finale. Scenderemo in campo con l’atteggiamento giusto e ce la giocheremo alla grande”.

Che aria c’è all’interno dello spogliatoio?

“C’è grande positività per domani, c’è voglia. Non sappiamo il risultato, ma sappiamo che metteremo in campo quello che serve per ottenere la vittoria”.

Che emozioni provi a pensare all’Olimpico pieno?

“Me lo immagino da un po’, da quando tornavamo da Bergamo. Quando i tifosi sono venuti a salutarci ci hanno promesso che sarebbero tornati allo stadio, domani ce li dobbiamo godere perché sarà una bellissima serata”.

A cosa rinunceresti per una vittoria?

“A un dito, qualcosa (ride, ndr.). Sicuramente qualcosa di importante. Sarri? Sicuramente non rinuncerebbe alle sigarette”.

Che stagione è stata per te? Pedro?

“È il primo anno che vivo così. Mi sono buttato anche un po’ giù mentalmente, ma il mio procuratore mi ripete che ci sono certe annate che in un solo giorno le puoi risolvere, e domani sera può essere quella giusta. Su Pedro, sappiamo tutti l’esperienza che ha di queste partite, quello che ci può trasmettere sia mentalmente che in campo. Pochi giocatori hanno vinto come lui, sicuramente cercheremo di vincere anche per lui perché saranno le ultime partite qui. Qualcosa ha vinto (ride, ndr.), ma dobbiamo farlo per noi stessi”.

Dirai qualcosa alla squadra?

“Dirà qualcosa il mister Ianni, poi qualcosa io. Ma non mi sono preparato niente. Non lo faccio niente, dico quello che penso come quando vengo qui. Sicuramente ai ragazzi dirò qualcosa”.

Che è successo sabato?

“Apposta sicuramente no. Può esserci che un po’ di testa e di cuore fosse alla partita di domani. Lo lasciamo alle spalle e siamo concentrati per la finale”.

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CITTA' SERIE A

Derby, caos data non finito: oggi vertice in Prefettura, si va verso lo spostamento a lunedì 18

Nella giornata di oggi verrà quasi certamente messo il punto in merito alla data e soprattutto all’orario del derby di Roma. Nonostante i comunicati di ieri e le parole dei vertici della Serie A, si allontana sempre di più l’ipotesi di vedere Roma-Lazio giocarsi domenica 17 maggio alle 12.30. Il problema resta quello della sovrapposizione con le finali degli Internazionali di tennis al Foro Italico, evento che richiamerà oltre 20 mila persone: il derby così facendo terminerebbe a meno di
3 ore dall’inizio della finale di tennis, con relativi problemi per l’ordine pubblico. Per questo oggi, in orario ancora da definire, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica si riunirà in Prefettura per prendere una decisione, col sempre più probabile slittamento del derby (e quindi delle altre sfide di campionato da giocare in contemporanea) a lunedì con orario da definire ma senza escludere la possibilità di un match serale.

Le ultime indicazioni, scrive il Corriere della Sera, vanno in questa direzione, con tutte le istituzioni e parti in causa che avranno un vertice per capire quale sarà l’orario e soprattutto il giorno migliore per il match di cartello della 37^ giornata di Serie A.

Questo il programma comunicato ieri dalla Lega Serie A:
17/05/2026 Domenica 12.30 Como – Parma
17/05/2026 Domenica 12.30 Genoa – Milan
17/05/2026 Domenica 12.30 Juventus – Fiorentina
17/05/2026 Domenica 12.30 Pisa – Napoli
17/05/2026 Domenica 12.30 Roma – Lazio
17/05/2026 Domenica 15.00 Inter – Verona
17/05/2026 Domenica 18.00 Atalanta – Bologna
17/05/2026 Domenica 20.45 Cagliari – Torino
17/05/2026 Domenica 20.45 Sassuolo – Lecce
17/05/2026 Domenica 20.45 Udinese – Cremonese

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RASSEGNA STAMPA

La lunga settimana della Lazio: contestazione e sold out, tre stadio Olimpico diversi fino al derby

Tre partite, una settimana, lo stesso stadio. Ma l’Olimpico che accompagnerà Lazio-Inter (campionato), la finale di Coppa Italia e il derby sarà ogni volta diverso. Non per struttura, ma per anima.

I tre match e le risposte

Si parte domani con la sfida ai nerazzurri in Serie A, antipasto di lusso ma con un’atmosfera surreale. Circa 16.000 i biglietti venduti, uno stadio ben lontano dalle grandi occasioni. Non è una questione di scarso interesse, ma di posizione. I gruppi organizzati della Lazio non entreranno per proseguire la contestazione nei confronti del presidente Lotito. E a loro si uniranno, in segno di solidarietà, anche gli ultras dell’Inter, storicamente gemellati con la tifoseria biancoceleste. Quattro giorni dopo, però, cambierà tutto. Ancora Lazio-Inter, ma questa volta con un trofeo in palio. La finale di Coppa Italia riporterà l’Olimpico al centro del calcio italiano, nella sua versione più piena, più calda, più vera. I biglietti sono stati polverizzati, il sold-out è totale. Sarà l’unica notte di questo finale di stagione in cui i tifosi della Lazio torneranno allo stadio, mantenendo la promessa fatta alla squadra e al mister. Un’eccezione alla protesta, un ritorno carico di significato. E poi, il derby. Formalmente in trasferta, ma sempre all’Olimpico. Storicamente la partita più sentita, quella che divide la città e accende ogni angolo della Capitale. Ma anche qui il contesto sarà particolare. I tifosi della Lazio non ci saranno, riprendendo nella loro linea di assenza. La Curva Nord non offrirà il solito spettacolo da esportazione con le sue coreografie, nell’impianto sarà presente la sola versione giallorossa. Sarà un derby monco, privo di quella contrapposizione che lo ha sempre reso unico.

Tre partite, tre scenari. Un Olimpico prima vuoto, poi pieno, infine sbilanciato. È questo il paradosso di una settimana che dovrebbe esaltare la passione del tifo biancoceleste e che invece ne racconterà tutte le difficoltà vissute in questa stagione. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Lazio-Inter, primo atto: in campionato Olimpico deserto. Il dato dei tagliandi staccati

Per il vero spettacolo bisognerà attendere la finale di Coppa Italia del 13 maggio.

Ora l’antipasto della finale, da disputare con gli spalti deserti. Lazio-Inter di campionato prima di Lazio-Inter di Coppa Italia, due scenari completamente diversi: il primo round, di Serie A, non vedrà la partecipazione attiva di entrambe le tifoserie organizzate. Quella
nerazzurra, come atto solidale nei confronti dei sostenitori laziali (seguiranno la partita a Ponte Milvio), ha deciso di non entrare all’Olimpico sabato. Al momento, riporta il Corriere dello Sport, staccati 10mila tagliandi. Per il vero spettacolo bisognerà attendere la sfida di Coppa in programma quattro giorni dopo.

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TIFOSI

Sabato Lazio-Inter, gruppi organizzati biancocelesti e nerazzurri non entreranno all’Olimpico

In vista della partita di sabato prossimo alle 18 contro l’Inter di campionato, il Tifo Organizzato della Lazio ha diramato il seguente comunicato: “Per la partita di campionato che si svolgerà sabato 9 maggio, i gruppi organizzati si raduneranno sulla piazza di Ponte Milvio per organizzare al meglio la finale di coppa Italia e vivere tutti insieme una giornata tra Laziali. Ricordiamo a tutti che questa protesta è volta a sensibilizzare i problemi e le mancanze societarie, non ad allontanare i tifosi dalla Lazio, quindi è forte il bisogno di rafforzare la vicinanza tra il popolo Laziale, la squadra ed il mister,senza venir meno alla dimostrazione di dissenso.

Rimarremo a ponte Milvio, non entreremo, come non lo faranno per soliderietà i gruppi organizzati del tifo dell’Inter, che nonostante abbiano appena vinto il loro 21° scudetto, rimarranno fuori dallo dallo stadio per solidarietà e per appoggio al nostro dissenso. Avanti Lazio! Avanti Laziali! I gruppi del tifo organizzato”.

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SERIE A

Lazio-Udinese pirotecnico. Pellegrini e Pedro illudono, Maldini salva: 3-3 all’Olimpico, aggancio al Bologna (FT)

Termina 3-3 Lazio-Udinese, gara valida per la 34esima giornata di Serie A: in gol Ehizibue (18′), Pellegrini (50′), Pedro (80′), Atta (86′, 90+3′) e Maldini (90+4′).

PRIMO TEMPO

Sarri cambia ancora l’11 iniziale: Motta tra i pali; dietro Lazzari, Romagnoli, Provstgaard e Pellegrini; in mezzo al campo Basic, Patric e Taylor con il tridente composto da Cancellieri, Dia, Noslin. Parte bene la Lazio ma al 18′ è l’Udinese a trovare il gol del vantaggio: tiro da fuori di Ehizibue che finisce dove Motta non può arrivare. Col passare dei minuti sono i friulani a prendersi la scena con i biancocelesti che accennano qualche timida ripartenza, mai veramente pericolosa. Nel finale ammonito Cancellieri che era diffidato e salterà la trasferta di lunedì in casa della Cremonese.

SECONDO TEMPO

Due cambi all’intervallo per Sarri: in campo Pedro e Dele-Bashiru per Noslin e Taylor. Non passano neanche 5′ e ci pensa Pellegrini a ripristinare la parità: tiro al volo da fuori che finisce all’incrocio. Al 65′ cambia ancora Sarri: Isaksen prende il posto di Cancellieri. Al 76′ si rivede Maldini, esce Noslin. Ripresa equilibrata con la Lazio che si va vedere più spesso dalle parti di Okoye. E a 10′ dalla fine è Pedro, con un colpo da campione dei suoi, a riportare avanti la Lazio. Passano pochi minuti e Atta segna il pari (2-2). Nel finale Motta provvidenziale su Zaniolo ma in pieno recupero Atta sigla la sua doppietta personale e fa 2-3. Quasi allo scadere però ci pensa Maldini a chiudere la sfida sul 3-3. La Lazio aggancia il Bologna all’ottavo posto con 48 punti.