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COPPA ITALIA

Lazio, dal sogno finale all’incubo trentaduesimi: chi sarà l’avversario in Coppa Italia ad agosto…


La sconfitta nel derby contro la Roma ha reso definitivamente impossibile per la Lazio raggiungere l’ottavo posto in classifica; di conseguenza, i biancocelesti saranno sicuramente impegnati già nei trentaduesimi di finale di Coppa Italia, ma attendono ancora di conoscere chi possa essere l’avversario.

La matematica certezza di non rientrare tra le prime otto classificate della Serie A 2025-2026 porta con sé anche la consapevolezza di dover dare avvio all’inseguimento della prossima edizione della Coppa Italia dalle retrovie. La Lazio, infatti, sarà in campo già nei trentaduesimi di Coppa Italia, contro una tra Mantova, Padova e Cesena. L’avversario sarà certo solo nel momento in cui sarà definita la posizione dei biancocelesti nella graduatoria: se sarà nono posto saranno i lombardi, decimo i veneti, undicesimo i romagnoli. Brutte notizie per la società di Lotito, così costretta a scendere in campo anticipatamente già prima dell’inizio del prossimo campionato.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mustica: “Futuro Sarri, sensazioni negative tra l’attesa della sentenza mercato e la corte di Napoli ed Atalanta” (AUDIO)

GIUSEPPE MUSTICA (Il Messaggero) in collegamento a ‘NMM’

“Sumata la Coppa Italia, per la Lazio c’è la resa dei conti ed anche la necessità di capire come impostare la prossima stagione. Il derby, in questo momento, passa in secondo piano. Ora la gente vuole capire se Sarri sarà il prossimo tecnico, che mercato si potrà fare.

Quella del tecnico sulla sua presenza al derby resterà una provocazione, anche se conoscendolo il dubbio è sempre lecito. Tutti lo vogliono in panchina, la squadra in primis. Dopo una finale che ha prosciugato tutto quello che avevi già dalla semifinale di Bergamo, avere 30 ore in più a disposizione per prepararlo nel modo migliore avrebbe potutto fare la differenza.

Futuro Sarri? Mi aspetto un confronto in cui si possa giocare a carte scoperte. Non è giusto ora dire che sia certo che andrà via, chiaro che le sensazioni ora non sono positive. Un faccia a faccia costruttivo passa anche dalla volontà di ripercorrere tutto quello che tra le parti è accaduto in questa stagione. Intanto, la società ha anche l’esigenza di capire che tipo di mercato potrà fare e questo avverrà solo dopo che a fine maggio la commissione si sarà espressa. Giocatori come Gila e Romagnoli spingeranno per andare via. Il primo riceverà offerte importanti, è una situazione veramente delicata quella tra Sarri e la Lazio. Le offerte Sarri le riceverà sicuramente, magari qualche approccio concreto già c’è stato. Se parliamo di Napoli, Milan ed Atalanta, parliamo di progetti molto diversi rispetto a quelli della Lazio”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Derby, Rambaudi: “Dopo la finale poco coraggio ed autostima, ma senso di rivalsa. Senza Nord…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Quello che è accaduto per il derby è abbastanza ridicolo, non capisco. Non esiste. Ok il tennis, ma Roma ha gestito il Giubileo e tanti altri grandi eventi. Si sta andando contro logica. Poi il derby di sera fa respirare un’aria diversa, per me è più bello.

Dopo la Coppa Italia, è difficile immaginare la preparazione mentale al derby; è complicato preparalo con coraggio ed autostima, però potrebbe esserci voglia di rivalsa, per provare a pendersi una gratificazione. Non credo che sarà difficile nell’approccio, ma durante la gara potresti andare in difficoltà se la gara dovesse mettersi in un determinato fuori. Mi auguro che l’appetito venga mangiando e quindi che si cresca di fiducia col passare dei minuti.

Il derby rimane sempre il derby, è chiaro, poi c’è una situazione come questa e diventa complicato pensarci come al solito. Vi assicuro però che quando entri in campo ti rendi conto che resta sempre la solita partita. Tra l’altro senza Nord sei in un’arena, contro tutto e tutti”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio senza coraggio, per l’Inter quasi un allenamento” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Sono deluso, le partite si possono perdere ma con un atteggiamento diverso. Senza paura, non concedendosi così. La Lazio ha regalato il primo tempo all’Inter, senza aggredire il loro possesso di palla. Anche io avrei dato campo alla squadra di Chivu, ma quando serve devo saltargli addosso. E’ sembrato un allenamento, è mancato coraggio. Forse lo 0-3 del campionato ha fatto male in termini di autostima. Non è solo una questione di caratura tecnica, è stato un problema di testa. Non puoi pensare di tenere in eterno lo 0-0 e tra l’altro il ritmo dell’avversario era anche lento. A questo non ci sto, anche se non credo ci sia una connessione con il piano gara pensato da Sarri. Anzi, penso anche che l’assenza del tecnico in panchina possa aver influito in tal senso”.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, non solo la coppa: in una notte persa (ancora) l’Europa e soldi per ripartire. E Sarri ora…

Quello che poteva essere un viaggio in paradiso si è trasformato in una discesa all’inferno. La Lazio cade contro l’Inter nella finale di Coppa Italia e vede sgretolarsi in una sola notte tutto ciò che avrebbe potuto rappresentare una ripartenza. 

Poteva essere il punto da cui ripartire: un trofeo, il ritorno in Europa League, nuovi introiti economici e la possibilità di dare continuità al progetto tecnico di Sarri dopo una stagione complicata. Invece, resta soltanto la delusione. Niente coppa, qualificazione in Europa League sfumata e secondo anno consecutivo senza competizioni europee, mai accaduto durante la gestione del presidente Lotito. Un fallimento pesante soprattutto a livello economico. 

La vittoria avrebbe garantito ossigeno alle casse biancocelesti, invece la società deve accontentarsi dei 4,6 milioni destinati alla finalista sconfitta, più i 2,5 milioni del botteghino e quelli legati alla prossima Supercoppa Italiana, ancora contro l’Inter. Troppo poco rispetto a ciò che si sarebbe potuto ottenere con gli introiti derivanti da una qualificazione europea e dalla vittoria della coppa Italia, per una cifra fino a 50 milioni di euro. 

Oltre a questo, la Lazio potrebbe addirittura chiudere il campionato fuori dalle prime otto, iniziando la prossima stagione ad agosto con i turni preliminari della coppa nazionale. Una situazione che alimenta sempre di più la sensazione di un ridimensionamento all’orizzonte. 

L’ unica parentesi dolce della serata è stata Pedro. A fine partita, nonostante la delusione per la sconfitta, il campione spagnolo si è presentato sotto la Curva Nord per salutare i tifosi. Visibilmente emozionato, avrebbe voluto lasciare un ricordo diverso al popolo biancoceleste. E adesso il futuro appare nebuloso, soprattutto per la posizione di Sarri. 

Una vittoria avrebbe potuto rappresentare il collante per ricucire i rapporti tra il tecnico e la società, la sconfitta rischia di segnare la rottura definitiva. Le voci che lo accostano ad Atalanta e Napoli circolano e, sebbene Sarri abbia promesso di parlare prima con la Lazio, ad oggi è difficile immaginare una prosecuzione del rapporto. Sarri chiede calciatori funzionali alla sua idea di calcio. 

Se non arrivano garanzie tecniche ed economiche, l’addio sembra sempre più probabile. E questo spaventa i tifosi biancocelesti, che sui social continuano a chiedere al Comandante di restare: «Ti prego mister rimani, sei il nostro salvatore», scrive qualcuno. «Ripartiamo insieme», rilancia un altro. Perché una Lazio senza Sarri, in un momento in cui il ridimensionamento si fa largo, rischia di far aumentare ancora di più la distanza tra ambiente e società. Forse irrimediabilmente. Repubblica.it

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DICHIARAZIONI

Lazio, il rimpianto di Taylor: “Nel primo tempo abbiamo fatto giocare troppo l’Inter”

L’Inter vince la sua decima Coppa Italia: il 2-0 contro la Lazio vale la stella d’argento per i nerazzurri. Grande delusione sul fronte biancoceleste: la squadra di Maurizio Sarri vedeva nella
vittoria del trofeo l’ultima possibilità di dare un senso ad una stagione travagliata. Vincere la Coppa Italia, come noto, avrebbe dato infatti alla Lazio la possibilità di qualificarsi in Europa, oltre che di aggiungere un trofeo in bacheca.

Al termine della sfida il centrocampista biancoceleste Kenneth Taylor ha parlato del match ai microfoni di Radio TV Serie A: “Penso che nel primo tempo abbiamo lasciato giocare l’Inter un po’ troppo” – le parole del giocatore arrivato a gennaio nella Capitale. “Dico questo perché l’Inter ha molta qualità. Nel secondo tempo eravamo più carichi e abbiamo pressato più alto, abbiamo avuto alcune possibilità in più, ma loro sono stati migliori. L’Inter ha fatto un grande lavoro e possiamo
solo congratularci con loro ora per la vittoria della Coppa Italia”.

Poi ha analizzato: “Noi abbiamo giocato un secondo tempo migliore del primo. Nel primo tempo non abbiamo giocato molto bene e ovviamente l’Inter ha una squadra molto buona e molto forte, questo lo sapevamo già. Abbiamo provato a cercare una soluzione e riguardo al secondo
tempo abbiamo giocato meglio, ma ovviamente alla fine del match sei molto deluso”.

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COPPA ITALIA

Troppa Inter per la Lazio: decima nerazzurra, biancocelesti ancora senza Europa (FT)

L’Inter si aggiudica la Coppa Italia: all’Olimpico finisce 2-0 con l’autogol di Marusic (14′) e la rete di Lautaro Martinez (35’).

PRIMO TEMPO

Sarri scegli Patric. L’11 iniziale quindi è con Motta tra i pali; dietro Marusic, Gila, Romagnoli e Tavares; in mezzo al campo lo spagnolo tra Basic e Taylor col tridente composto da Isaksen, Noslin e Zaccagni. La Lazio non parte male e costringe Bisseck a rimediare il primo giallo dopo 6’ di gioco, ma è l’Inter a creare più pericoli fino al vantaggio arrivato al 14’: dagli sviluppi di un corner colpisce di testa Thuram ma la devia Marusic. Col passare dei minuti lo spartito non cambia e al 35’ raddoppiano i n nerazzurri con Lautaro Martinez. Si va all’intervallo sul risultato di 0-2.


SECONDO TEMPO

All’intervallo un cambio per Sarri: Rovella prende il posto di Patric. La Lazio riparte meglio, ci provano prima Noslin e poi Taylor ma le conclusioni terminano fuori. Al 66’ la seconda sostituzione: esce Isaksen per Cancellieri. Pochi minuti dopo in campo anche Dia e Lazzari per Zaccagni e Marusic. L’occasione migliore arriva sui piedi di Dia che però colpisce in pieno Martinez. L’ultimo cambio di Sarri è Pedro, esce Basic. Poche emozioni nei minuti finali: la Lazio si arrende all’Inter, Coppa Italia ai nerazzurri.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Finale Lazio-Inter, Cardone: “l tifosi, Tavares, Taylor e Zaccagni le armi in più di Sarri” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sarà una gara diversa da quella di sabato. Per quanto riguarda la formazione, ieri Cataldi si è allenato ma non è al meglio. Davanti credo che sia favorito Isaksen su Cancellieri. Sono molto colpito dalla frasi di Sarri di ieri ‘abbiamo provato qualcosa di diverso’. Può darsi abbia fatto riferimento a qualche accortezza tattica. Non c’è stata assolutamente pressione sabato, la Lazio è stata passiva quindi magari Sarri può aver pensato di andarli a prendere più alti.

La Lazio stasera ha quattro armi in più rispetto alla sfida contro l’Inter di qualche giorno fa: il pubblico, Tavares, Taylor e Zaccagni. Sono giocatori importanti e Sarri punterà molto su di loro.

L’Inter lo spazio lo concede, lo abbiamo visto col Como, è lì che la Lazio dovrà essere implacabile. Se ti capita un’occasione e sei molle o non aggredisci la porta avversaria, non puoi pensare di portare a casa la partita”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Finale Lazio-Inter, Rambaudi: “Servirà la gara perfetta. Le parole di Lotito? Da buon politico…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Le parole di Lotito? Da buon politico, vuole far vedere altro, vuole far sembrare che vada tutto bene: le cose non vanno, poi la Lazio va in finale e vuole smentire i pessimisti. Qui il problema non sono i pessimisti, c’è da capire cosa si vuole fare da grandi. Non c’è da dimostrare chi fa la ‘voce più grossa’, non si possono far passare gli altri per sciocchi, quindi ripeto che non è questione di pessimismo. Ha raggiunto dei risultati, è vero ed è stato bravo, ma poi non c’è mai stato il cambio di passo.

L’assenza di Sarri in panchina un po’ può incidere, anche se poi la gara la prepari in settimana e magari con lo stadio pieno neanche c’è troppa comunicazione in campo. Però si può sopperire a questa cosa, c’è l’esperienza giusta.

Nel discorso pre partita immagino Sarri ne abbia di cose da dire, anche se queste sfide come diceva lui portano motivazioni da sole. Ripercorrendo le varie fasi della stagione, ne ha di cose da ricordare e sottolineare.

La probabile formazione dell’Inter? Anche se cambiano qualcosa, la qualità c’è. Devi cercare di fare la partita perfetta contro queste squadre, sfruttando i loro limiti. Squadra forte ma battibile. Non giocheremo contro gli extraterrestri”.

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COPPA ITALIA DICHIARAZIONI

Finale Coppa Italia, Sarri: “Attraversato il deserto senz’acqua. Ora crediamoci alla follia”

La conferenza stampa del tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, alla vigilia della finale di Coppa Italia in programma domani all’Olimpico contro l’Inter:

Come sta Cataldi? Il dubbio maggiore è in regia?

Danilo ha fatto il primo allenamento stamattina, le condizioni mediche sono un conto, l’efficienza fisica è un’altra. Nell’ultimo mese non si è mai allenato. Di dubbi, dopo la partita di sabato, ne ho 8 o 9. Abbiamo fatto talmente male a livello collettivo che non è nemmeno il caso di guardare le prestazioni individuali. Non abbiamo aggredito, è stata una prestazione del cazzo. 

Le indicazioni di questi ultimi giorni la confortano?

Quando si gioca così spesso non si può fare una tipologia di allenamenti che dà tante indicazioni. La squadra a dir la verità aveva fatto bene in allenamento anche la settimana scorsa, poi però si è sciolta in partita. Quella di sabato spero sia frutto solo di qualcosa di mentale, domani spero che sia diversa sotto tutti i punti di vista.

Quanto è orgoglioso a livello personale di essere arrivato in finale?

Sono orgoglioso della stagione, soprattutto dell’atteggiamento della squadra. Che ha sbagliato qualche partita, vero, ma non ha mai mollato. Mi ha fatto divertire negli allenamenti, per me la gara di domani ha come motivazione in più la vittoria per i calciatori, loro se lo meritano. Abbiamo fatto fuori squadre di grandissimo livello, la squadra ha attraversato il deserto senza acqua. È un motivo di soddisfazione. Siamo diversi da inizio stagione, siamo migliori. Poi può darsi che siamo scarsi come tecnico e come calciatori, ma come uomini siamo contenti di ciò che abbiamo fatto.

Che orgoglio sarebbe vincere un trofeo alla Lazio? Cosa rappresenterebbe per la sua carriera?

Io ne ho già perse due a livello nazionale di coppe, in Italia e soprattutto in Inghilterra al settimo rigore, contro il Manchester City. Avevamo fatto qualcosa in più in quella gara, quello è un grande rimpianto. Questo è un trofeo, deve essere per i giocatori e per il pubblico, vogliamo dare una soddisfazione. Anche per loro non venire allo stadio è stato faticoso. Penso di avere una carriera lunga alle spalle, non mi cambia la vita. Ma sarebbe bello dare una soddisfazione ai ragazzi e ai tifosi. 

Queste partite sono diverse dalle altre: come si affrontano? 

Dopo pranzo mi ero messo a preparare la riunione di stasera, ero in difficoltà a trovare le parole giuste. Qualsiasi cosa dica è retorica, è chiaro che sia importante, è chiaro che sia difficile. Bisogna dimenticarsi della gara di sabato, ogni parola poi diventa superflua. C’è bisogno di queste cose. Bisogna crederci fino alla follia. 

Ha un messaggio per la tifoseria e per Pedro?

Pedro è stato acciaccato fino a stamattina, oggi ha lavorato, per domani penso si metta a disposizione. Lui di solito è uno specialista di queste partite. Ha segnato nell’80% delle finale che ha fatto, riesce a tirare fuori tutto, speriamo lo faccia anche domani, pure se è uscito un po’ acciaccato da sabato. 

Su Chivu? 

Ha avuto un approccio con una bella personalità. Ha una squadra forte, l’ha sfruttata nella maniera giusta. L’Inter è la squadra nettamente più forte. 

Domani cosa dovrà fare la Lazio? 

Se l’atteggiamento mentale è quello di sabato la tattica non conta niente. Se abbiamo mentalità ma non attacchiamo gli spazi non ci fai nulla. Abbiamo preparato qualcosa di diverso. 

I tifosi potranno aiutare la squadra a non sbagliare l’approccio mentale e a essere più cattiva?

Sicuramente andare a fare il riscaldamento negli ultimi tempi è stato deprimente, il ritorno dei tifosi potrà aiutare la squadra da questo punto di vista. Io non so quanti punti ci è costato non avere tifosi allo stadio, ma sicuramente qualcosa ci è costato. Quindi sì, i tifosi da questo punto di vista ci potranno aiutare.