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DICHIARAZIONI

Lazio, Isaksen: “Bene i nuovi, io spero di tornare al gol. Obiettivo? L’Europa” (AUDIO)

Gustav Isaksen a Lazio Style channel ha commentato il successo in trasferta contro il Verona:

“Partita importantissima per noi che arrivavamo da un momento difficile. Adesso non vediamo l’ora di giocare in casa contro il Como.

I nuovi? Hanno grandi potenzialità. Non è facile arrivare qui e giocare subito quindi ho molto rispetto per loro ma sono sicuro che ci daranno una grande mano, hanno qualità e sono bravi ragazzi.

Ho avuto grandi occasioni in queste ultime partite, spero di tornare al gol. Come mi sento? Sto bene, mi sento bene, vorrei giocare sempre ogni fine settimana per migliorare ancora. In questo momento voglio aiutare la squadra sempre di più.

Obiettivi? L’Europa, la Lazio è un club che deve stare in Europa”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, dopo la falsa partenza arriva la solidità: ora i numeri sono credibili per l’Europa

La Lazio è in ripresa dopo un avvio preoccupante: il dato.

La falsa partenza pesa tantissimo, nei numeri e nella percezione, evidenzia il Corriere dello Sport. La Lazio di Sarri ha iniziato la stagione in salita, con tre sconfitte (con Como, Sassuolo e Roma) nelle prime quattro giornate che hanno subito indirizzato il racconto verso il sospetto, la critica e l’urgenza, acuendo un malessere ambientale già esistente per via dei rapporti tesi tra società e tifoseria, così come per l’inaspettato blocco del mercato. Un avvio shock, che ha inciso sulla classifica e ha costretto l’allenatore a lavorare da subito in condizioni limite, tra emergenze continue e una rosa mai davvero al completo. Con il passare delle gare, però, qualcosa è cambiato.


Dalla quinta giornata in avanti, si legge, la Lazio ha trovato una sua quadra, costruita più sul pragmatismo che sull’estetica, più sulla solidità che sulla brillantezza. Se si guarda esclusivamente ai punti conquistati da quel momento in poi, il quadro è chiaro: i biancocelesti sarebbero oggi quarti a quota 20, dietro Inter (27), Milan (23) e Roma (21), e davanti a Napoli e Bologna (19). Un dato da leggere con attenzione, considerando che tutte le squadre elencate, fatta eccezione per i giallorossi, hanno una partita in meno in quanto partecipanti alla Supercoppa italiana in Arabia Saudita. Non è un passo da Champions piena, ma è un ritmo credibile da Europa, ed è soprattutto una risposta concreta dopo un avvio che rischiava di compromettere tutto.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Patania: “Lazio, sta pesando l’impegno di Lotito in Senato. Squadra buona, manca una mezzala di classe. Su Tavares e Sarri…” (AUDIO)

FABRIZIO PATANIA (Corriere dello Sport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ho seguito la storia delle Noif e dell’ammissione al mercato. Ieri Lotito era impegnato a Palazzo Madama, mi vien da dire che una delle cose che più sta pesando è l’impegno del presidente in Senato. E’ venuta meno, da parte sua, un po’ di attenzione in più sulle questioni Lazio. Chi fa il nostro mestiere non può chiedere ad un presidente di vendere la società, per quanto siano comprensibili i timori e lo stato d’animo dei tifosi.

Sul campo la squadra, dopo l’impresa di Parma, contro la Cremonese si è espressa sotto tono. Magari sarebbe servito un pizzico di creatività in più da parte di Sarri. Mi ha stupito molto l’intero match in panchina di Tavares. Lui davanti può spostare molto, mi piacerebbe vederlo come mezzala o esterno alto quando manca Zaccagni. Pedro non ha più tempi ed abitudine per giocare sulla fascia. Fuoriclasse leggendario, ma insistere su un giocatore che non sta più dando risposte può essere un errore. Sarri è un fenomeno ed io sono un sarriano, ma di queste cose si può discutere. Tavares a me non piace, in fase difensiva consegna agli avversari una valanga di palloni, ma in situazione di emergenza proverei a recuperarlo. Dubito che possa forzare il suo impiego ad Udine da interno sinistro.

La Lazio a pieno organico è una buona squadra. E’ successo di tutto in questo inizio di stagione, credo manchi una mezzala di classe. Un Luis Alberto, un Mauri, un Milinkovic, il Samardzic di cui si parla adesso. Un po’ di creatività alle spalle dell’attacco. Se elimini le prime cinque, secondo me potresti anche giocartela con Bologna, Como ed Atalanta. La Lazio ha sbagliato la partenza, dalla quinta in poi ha fatto bene, sarebbe al quarto posto per punti totalizzati”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio, il problema attacco dipende dalla qualità dei singoli. Quando manca Zaccagni…” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

Sono d’accordo con Sarri quando dice che la prestazione della Lazio con la Cremonese passa anche e soprattutto da una mancanza di qualità per le assenze pesanti. Pareggio brutto, dettato anche dalla prestazione dei Pedro, Cancellieri e Vecino che erano quelli che dovevano aiutarti in fase offensiva. I difetti offensivi non vengono da problemi di organizzazione tattica. Anzi, quella non manca assolutamente, ma per tirare quel pallone dentro la porta serve la qualità dei singoli. L’organizzazione è tanta.

Sarri su Castellanos? Anche qui il tecnico lascia rispondere gli altri. Il rendimento dell’argentino non dipende dal gioco della Lazio, ma da un suo momento di difficoltà particolare. Se fosse stato quello delle prime giornate, magari la gara con la Cremonese l’avresti vinta. Non è che Sarri non curi la fase offensiva, ma quella è condizionata dalle individualità, non solo dai movimenti pre-ordinati. Quando manca uno come Zaccagni, in un contesto come questo, lo senti tanto.

Tavares neanche dalla panchina? La sensazione è che ormai lo porti in panchina per fare numero. Con la Cremonese questa carta me la sarei giocata, ma credo che ormai è finita la fiducia nei suoi confronti”.

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ESCLUSIVE

“QUELLI CHE…” – Mirra: “Lazio, Cremonese e Udinese per l’Europa. E sul possibile cambio modulo…” – (AUDIO)

VINCENZO MIRRA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Le vittorie le devi fare contro squadre alla portata per dare continuità e raggiungere l’Europa, obiettivo che i biancocelesti possono centrare. Il successo di Parma poi ha un sapore particolare, per come è arrivato deve diventare una spinta determinante per gli obiettivi da raggiungere. Quella del Tardini deve essere la gara della svolta.

La sfida di oggi contro la Cremonese è difficile, è una squadra rognosa ma la Lazio queste partite, in un verso o nell’altro, le deve portare a casa.

La formazione della Lazio è ‘facile’, obbligata. A differenza delle altre volte, agli infortunati si aggiungono due squalifiche pesanti, il problema non è quindi tanto nell’11 quanto nelle sostituzioni.

La Cremonese è una squadra equilibrata, attrezzatissima e, a differenza di altre compagini che lottano per salvarsi, hanno qualità. Sono curioso di rivedere Floriani Mussolini. La Cremonese è una squadra che va presa con le molle, la Lazio non deve lasciare spazi agli avversari. Ennesima partita difficile, una sorta di scontro diretto per ambire all’Europa: ora Cremonese e Udinese, poi ci sarà il Napoli che mi preoccupa meno per assurdo, perché concede. La Cremonese è una squadra combattiva, ecco perché le gare difficili sono questa e quella di Udine.

Pedro o Noslin dal 1′? Noslin me lo aspettavo titolare anche a Parma, perché quando un calciatore subentra bene poi magari la gara dopo può trovare continuità. Pedro saprà gestire il momento. Ad ogni modo, ci sono sempre più partite nella partite, quindi starà a Sarri capire quale giocatore è più determinante a gara in corso. Spesso è anche più importante chi subentra di chi è in campo all’inizio.

Cambio modulo? Almeno all’inizio non credo che Sarri prenderà in considerazione questa ipotesi, soprattutto ora che la squadra sta trovando la sue identità. Magari in corso d’opera, con la panchina corta, potrà pensarci ma comunque ne dubito”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Capodanno in Europa? Cremonese e Udinese per chiudere il 2025 tra le prime sei

L’Europa che ad inizio stagione era un miraggio ora è meno lontana.

Il mercato bloccato in estate non ha permesso alla stagione di partire con i migliori pronostici. Poi le defezioni non hanno aiutato un avvio già complicato, ma oggi la Lazio di Sarri sta piano piano tornando a dire la sua.

La squadra, evidenzia il Corriere della Sera, è solida: 8 clean sheet in 15 giornate, ben 7 nelle ultime 11. Di partita in partita la Lazio sta anche creando sempre di più. Questa sera servono i 3 punti per provare ad accorciare i tempi del percorso di crescita stabilito internamente a Formello. Al momento la Lazio è a 3 punti dal Bologna sesto, posizione che garantirebbe, nella peggiore delle ipotesi, la qualificazione alla Conference League e a -2 dal Como settimo (posizione che può diventare utile a seconda di quale club si aggiudicherà la Coppa Italia).

A inizio anno, conclude il quotidiano, puntare all’Europa sembrava azzardato, ora, arrivati quasi a metà torneo, i biancocelesti vanno tenuti in seria considerazione. Vincendo stasera, fra l’altro, Cataldi e compagni aggancerebbero il Bologna che, a causa dell’impegno in Supercoppa, non scenderà in campo in campionato. Con una vittoria verrebbe scavalcato anche il Como (che non giocherà perché avrebbe dovuto sfidare il Milan, altro club che ha partecipato alla Supercoppa). Insomma: con una vittoria la Lazio si ritroverebbe in zona europea per la prima volta da quando è cominciata la serie A. Certo, la giornata di campionato è incompleta, ma per fare il pieno di fiducia ogni scusa è buona. Non solo. Dopo la sfida con la Cremonese i biancocelesti affronteranno l’Udinese, altro impegno alla portata. In questo torneo i ragazzi di Sarri non hanno mai fatto registrare due vittorie, dopo quella di Parma, possono arrivare a tre. Basta un successo per passare il Natale in zona Europa. Due per passarci anche il Capodanno.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Lotito a colloquio con Zaccagni: promessa anche alla squadra

Lunedì durante la cena di squadra il presidente ha parlato con il capitano.

Lotito e Zaccagni a tu per tu lunedì sera durante la cena di squadra per parlare degli ennesimi torti subiti a Parma, testare l’umore dello spogliatoio e dare un’ulteriore spinta motivazionale alla Lazio: come riporta Il Messaggero, è sstato un pour parler, un accordo verbale da due milioni in caso di qualificazione per la Conference o l’Europa League, addirittura da 2,5 in caso di un’utopistica Champions. Il tutto andrà ratificato, c’è tempo, ma è un segnale di fiducia inviato al gruppo.

Senza pressare Sarri, si legge, il presidente ci crede, eccome, e punta anche sulla Coppa Italia, dopo aver battuto il Milan, in attesa dei quarti di Bologna a febbraio. Nel 2013, prima della finale storica giocata contro la Roma, il presidente stanziò un premio da 60mila euro a testa per i suoi giocatori (totale di 1,5 milioni di euro).

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Farina: “Lazio, reazione agli episodi e modo di stare in campo da grande squadra”

LUCA FARINA (Dazn) in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Il Parma può avere dei rimpianti soprattutto per non aver sfruttato la superiorità numerica. Da parte della Lazio, ho visto una capacità di reagire agli episodi ed un modo di stare in campo davvero da grande squadra. Qualcosa che avevo apprezzato anche contro il Bologna, sono tutti certificati della crescita di questa squadra dopo il difficile avvio. E’ stata una partita molto coinvolgente, chiaro che il Parma poteva essere più lucido nello sfruttare la superiorità numerica. La sensazione che la Lazio potesse fare qualcosa, nonostante tutto, ma vincere in nove uomini è davvero il massimo.

Gli episodi arbitrali? Sul primo rosso di Zaccagni, bisogno ripartire dalle indicazioni di Rocchi che ha chiesto di punire sempre quando una gamba è molto alta per tutelare incolumità dei giocatori. La chiamata più giusta nel caso specifico, però, era quella di un cartellino giallo visto che Zaccagni fa tutto per evitare l’impatto. Sul secondo episodio, servirebbe una linea più chiara nei diversi episodi. Quel rosso lì è più colpa del giocatore nella reazione che doveva evitare”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio solida ed unita. E’ un crescendo grazie a Sarri” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“C’è podo da fare, la Lazio è una squadra dura a morire. Al netto delle problematiche, sta dimostrando di essere solida e unita, vanno dati davvero dei meriti importanti a Sarri. E’ sempre stato bravo, soprattutto per l’organizzazione della squadra difensiva. Poi è chiaro che le gare le vinci se c’è la giocata di Noslin o comunque del singolo. Nella stagione del secondo posto, Sarri porta la Lazio a quel traguardo proprio per l’organizzazione difensiva he era riuscito a dare. La differenza, poi, è che in avanti aveva maggiore qualità.

Sabato si è visa tutta la differenza tra la bravura di Sarri e l’inesperienza del tecnico del Parma Cuesta. Assurdo inserire un colpitore di testa come Djuric solo dopo essere andati in svantaggio a 3′ dalla fine. Non a caso Sarri aveva messo Provstagaard perchè sapeva che ormai sarebbero arrivate solo pallate nella propria aria di rigore.

Ora la Lazio ha autostima ed entusiasmo, tutte componenti che dovrà utilizzare anche nell’emergenza contro la Cremonese. Non sarà facile vincere, ma questo gruppo può farlo. La Lazio è stata un crescendo, poi più di troppo non puoi fare a livello di posizione in classifica. Al massimo puoi spingerti in una zona intermedia tra Conference ed Europa League”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, servono i gol di Castellanos: urge un cambio di rotta per avvicinarsi all’Europa

Altra chance per l’argentino dal primo minuto a Parma.

Servono gol. E, come sottolinea il Corriere della Sera, la Lazio ha bisogno di Castellanos. L’attaccante argentino, rimasto fermo per circa un mese e mezzo fra ottobre e novembre, ha già collezionato tre presenze da quando è tornato a disposizione: poco meno di 90 minuti con il Milan (fra la partita di campionato e quella di Coppa Italia), altri 60 col Bologna. Oggi, a Parma dovrà finalmente incidere.

Nelle sue prime tre uscite, è rimasto a secco. Il Taty, si legge, con Sarri vanta appena 4 reti in 43 presenze. Castellanos non è al massimo, Noslin non è un attaccante puro, Dia siamo a metà via. La squadra ha raddoppiato le statistiche di tiri: la crescita è giusta.

Ora però, conclude il quotidiano, la Lazio ha bisogno dei gol del suo centravanti titolare: l’argentino non riesce a segnare da settembre, in questa stagione ha fatto la differenza solamente con il Verona alla seconda di campionato (era agosto). Serve un cambio dirotta, serve un cambio di ritmo. Anche per rilanciare la Lazio in classifica e riavvicinarla alla zona europea, lontana, al momento, 5 punti.