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ARBITRI

Espulsione Zaccagni, il VAR si complimenta con Marchetti: “Molto bravo”

Continua a far discutere Parma-Lazio, partita che ha visto vincere i biancocelesti con un gol di Noslin in 9 contro 11. Inferiorità numerica dovuta alle due espulsioni rimediate dalla squadra di Maurizio Sarri su cui c’è ancora tanto da discutere. Come di consueto, nella giornata di oggi sono state rese note le conversazioni tra gli arbitri e la sala VAR di tutte le partite della 15ª giornata di campionato.

In merito alla sfida del Tardini, si analizza prima l’espulsione di Mattia Zaccagni, capitano della Lazio che viene appunto espulso dall’arbitro Marchetti dopo un fallo su Estevez. Nel video che fa analizzare De Marco durante la trasmissione si sente perfettamente che la sala VAR fa i complimenti al direttore di gara per la decisione maturata sul campo, ma l’episodio rimane comunque molto dubbio, visto la caduta accentuata da parte di Estevez e il piede del capitano della Lazio. Questa è la conversazione avvenuta tra la sala bar il l’abito Marchetti e la risposta che dà dal direttore di gara a Mattia Zaccagni.

Espulsione Zaccagni, i complimenti della sala VAR

“Se è qualcosa lo vado a vedere, per me è alto”, ha dichiarato il direttore di gara, tentando di valutare l’azione dal vivo. La risposta dalla sala VAR, però, non ha lasciato spazio a interpretazioni:

“Matteo sono Gianluca, il rosso è confermato, molto bravo. Il pallone lo gioca quello del Parma, quindi può andare”.

A quel punto, il direttore di gara Marchetti si è rivolto al capitano biancoceleste, cercando di stemperare la tensione e chiarire la decisione: “Zacca, me l’hanno confermato, ci sono venti telecamere. Mi dispiace per te, mi dispiace, lo sai pure tu”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Farina: “Lazio, reazione agli episodi e modo di stare in campo da grande squadra”

LUCA FARINA (Dazn) in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Il Parma può avere dei rimpianti soprattutto per non aver sfruttato la superiorità numerica. Da parte della Lazio, ho visto una capacità di reagire agli episodi ed un modo di stare in campo davvero da grande squadra. Qualcosa che avevo apprezzato anche contro il Bologna, sono tutti certificati della crescita di questa squadra dopo il difficile avvio. E’ stata una partita molto coinvolgente, chiaro che il Parma poteva essere più lucido nello sfruttare la superiorità numerica. La sensazione che la Lazio potesse fare qualcosa, nonostante tutto, ma vincere in nove uomini è davvero il massimo.

Gli episodi arbitrali? Sul primo rosso di Zaccagni, bisogno ripartire dalle indicazioni di Rocchi che ha chiesto di punire sempre quando una gamba è molto alta per tutelare incolumità dei giocatori. La chiamata più giusta nel caso specifico, però, era quella di un cartellino giallo visto che Zaccagni fa tutto per evitare l’impatto. Sul secondo episodio, servirebbe una linea più chiara nei diversi episodi. Quel rosso lì è più colpa del giocatore nella reazione che doveva evitare”.

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ARBITRI

Designazioni, Parma-Lazio a Marchetti: i precedenti

Sarà il signor Matteo Marchetti della sezione di Ostia Lido, coadiuvato dagli assistenti C. Rossi e Trinchieri e dal quarto uomo Ayroldi a dirigere il match di sabato tra Parma e Lazio. Al VAR il signor Gianluca Aureliano della sezione di Bologna, mentre l’AVAR sarà il signor Manuel Volpi della sezione di Arezzo.

I precedenti di Marchetti con Parma e Lazio:

Quarto incrocio tra Marchetti e il Parma, il primo in Serie A. Gli altri tre sono inerenti tutti alla Serie B.

Quarto anche per la Lazio, che ha arbitrato due volte in Serie A (Venezia lo scorso anno finita 0-0 e Empoli due anni fa finita 0-2) e una in Supercoppa Italiana (la semifinale persa con l‘Inter a gennaio 2024).

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Marchetti: “Lazio, ora giochi con un’anima. Sarri? Già tanto che è rimasto, quello che dice va accettato” (AUDIO)

FEDERICO MARCHETTI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Io arrivavo dal Cagliari che ambiva alla salvezza e a Roma con la Lazio è cambiato tutto in termini di pressioni. Ivan Provedel ha fatto un inizio molto importante, poi ha avuto delle vicissitudini ed ora faccio il tifo per lui affinchè torni ai suoi livelli, determinanti per la squadra. Ora sente la fiducia del mister, per qualsiasi portiere questo è determinante. Per Sarri è il titolare e questo gli ha dato una grossa mano. Poi, più giochi e più hai l’opportunità di migliorarti ed il resto lo sta dimostrando partita dopo partita. La parata su Lookman è stata determinata da un grande istinto. Il sistema difensivo di Sarri sta influendo? Se hai una difesa solida che si muove a memoria il lavoro è agevolato. Gli interventi in un contesto organizzato sono più puliti.

Nella Lazio di oggi percepisco un po’ di confusione generale. Sono rientato a Roma a maggio ed ho seguito in modo vago le vicissitudini del blocco di mercato con Sarri che era partita da un’idea. Ora vedo una squadra con un’anima, una squadra che gioca senza il salvagente e l’alibi del blocco di mercato. E’ una stagione partita in sordina che può riservare delle belle sorprese se c’è compattezza.

Sarri e le stoccate alla società? E’ normale che se le promesse fatte inizialemente non sono state mantenute, ha tutto il diritto di dire ciò che pensa. Penso che vada accettato, già che è rimasto è tanta roba in virtù delle premesse estive.

Prossimo preparatore dei portieri della Lazio? Mi sto formando, ho preso anni fa l’UEfa B. Ora volevo ampliare il mio bagaglio con la licenza, poi farò anche Uefa A e poi vediamo. Se scocca la scintilla magari mi vedrete alla Lazio in futuro. Tengo le porte aperte, sarebbe un sogno”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Marchetti consiglia Provedel: “Anche io ho avuto un momento difficile alla Lazio, ecco cosa devi fare…” (AUDIO)

FEDERICO MARCHETTI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Sono a Malta, è stata una scelta anche per la famiglia; mio figlio qui impara bene l’inglese, sono arrivato con Luciano Zauri poi lui ora non c’è più ma io fino a giugno sarò qui. Mi diverto.

Seguo la Serie A, in primis la Lazio. Campionato sopra alle aspettative quello dei biancocelesti. Sapevo che il mister era molto preparato, chiaramente questa è una piazza importanti e per lui è la prima volta in un club superiore rispetto agli altri che aveva allenato. C’erano quindi dubbi su di lui, ma ha dimostrato subito di essersi integrato alla grande e poi ha fatto parlare il campo. Ha smentito tutti con lavoro e umiltà, complimenti a lui, ha dimostrato di essere un tecnico che può stare in un grande club.

Con me prima c’erano Vargic e Bizzari, poi Strakosha; nel mezzo Berisha e lui ha giocato molto quando ho vissuto un periodo personale complicato e non mi sentivo tranquillo, avevo chiesto al tecnico di stare fuori per recuperare la forma giusta. Mister Reja, che era subentrato a Petkovic, può confemarvi. E’ un grande uomo, mi chiedeva spesso come stessi, voleva che rientrassi. Allenatore e società, in accordo, sapevano tutto e mi sono tirato indietro dopo aver parlato con loro. Non dare tutto, mi sembrava un torto. Per me la squadra viene prima del resto e se le cose non sono ok è giusto ragionare da uomo e fare un passo indietro. Ho fatto un anno fuori rosa, Strakosha poi si era preso il posto.

La gara di Roma vinta quando giocavo col Cagliari? Rocchi tirò fuori un rigore, a Zarate lo parai. Lì mi sono detto che la Lazio era nel mio destino. Avevo parato di tutto.

Provedel? Ci sono annate e annate. Il nostro è un ruolo particolare, che vive di andamento di squadra e episodi. La sua annata non è fortunata. Vedo i gol che prende la Lazio, ci sono state molte situazioni borderline. Io da fuori possono solo dire che ha la mia stima, con il lavoro si è meritato la maglia da titolare. Ha abituato forse tutti troppo bene, ora sta vivendo un po’ di difficoltà, ma se si allena bene ed è positivo io non vedo motivi per cambiare. La vedo così, è rispetto. Se invece non la sta vivendo bene questa situazione, un po’ di riposo potrebbe rigenerarlo. Questo mi sento di dire da collega.

Quanto sarebbe importante che i tifosi lo elogiassero all’Olimpico? Sarebbe un bel segnale. Già solo a sentirvelo dire mi è venuta la pelle d’oca per la carica che trasmette il pubblico. Il portiere è un ruolo a sè. Provedel negli anni è sempre stato determinante, ora non deve strafare perché è peggio. Deve continuare a lavorare.

Un messaggio per lui? Ivan, sei forte, devi stare tranquillo. Pensa a lavorare che tutto si sistema.

Faccio un piccolo esempio? Maignan non sta facendo benissimo ma non è messo in discussione, Milano non è Roma. Tutto si sistemerà e tra qualche settimana parleremo di altro.

26 maggio 2013? E’ il momento più alto della mia storia alla Lazio. E’ stata scritta la storia, sono ricordi stupendi, indelebili, che porto sempre dentro. La nostra base è su Roma, torno spesso, e sentire l’affetto dopo 10 anni fa molto piacere, è un orgoglio.

L’azione dopo il nostro gol, a distanza di anni, la chiamo ‘la palla magica’. Il destino era quello, la Coppa ce la siamo meritata. Non ce lo meritavamo il pareggio loro in quel modo (sorride, ndr).

La maglia di Lulic? Era un talismano, la portavo sotto alla mia quando giocavo. Quando torno allo stadio a vedere la Lazio la metto“.

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ARBITRI

Designazioni, Venezia-Lazio a Marchetti: i precedenti

Sarà il signor Matteo Marchetti della sezione di Ostia Lido l’arbitro designato dall’AIA per dirigere la gara tra Venezia e Lazio in programma sabato alle 15,00. Il fischietto lidense sarà coadiuvato dagli Di Iorio e Di Gioia assistenti e dal quarto uomo Cosso.Al VAR andrà il signor Francesco Meraviglia della sezione di Pistoia, mentre l’AVAR sarà il signor Davide Massa della sezione di Imperia.

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Marchetti: “Il 26 Maggio è stato straordinario. La traversa al 73′ è stato un segnale di vittoria. Provedel portiere completo” (AUDIO)

Federico Marchetti a ‘9 GENNAIO 1900’

“Ci sono molti aneddoti che mi fanno vedere similitudini tra questa Lazio e quella di Pioli. Due allenatori che non avevano grande esperienza in grandi squadre e che hanno creato una importate alchimia con la squadra e il tifo. Questo aspetto è fondamentale perché tutti si sacrifichino per il bene della squadra.”

Sul 26 Maggio: “E’ un trofeo che porto nel cuore, il più bello della mia carriera è stata una giornata incredibile. La traversa colpita al 73′ dopo il gol di Senad? Un segnale di vittoria, non mi sono tuffato, sono rimasto in piedi e toccando quella palla abbiamo probabilmente decretato la nostra vittoria. Che tensione!”

“L’amore dei tifosi nei miei confronti lo sento ogni volta che torno a Roma. Mi spiace che la mia storia con la Lazio si sia conclusa con un anno da fuori rosa. Quello è il mio unico rimpianto, ci sono stati problemi anche personali che non mi hanno permesso di chiudere come avrei voluto ma questo forse è un segnale per un mio ritorno.

E’ importante in ogni società avere dei personaggi che conoscono la storia e hanno vissuto la società. Ad esempio Maldini nel Milan scudettato”

Su Provedel: “E’ un portiere completo, mi piace molto, bravo con i piedi, segue l’azione sempre e esce dalla porta dando molta sicurezza al reparto, in questo mi somiglia molto. In generale questa Lazio mi piace davvero tanto, va forte tutti lottano con mentalità e con sacrifico fino al 90′, mi piace molto vederla giocare”.

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ARBITRI

Designazione Final four Supercoppa, Inter-Lazio a Marchetti: i precedenti

La designazione arbitrale per la semifinale di ha assegnato la direzione della gara di EA SPORTS FC SUPERCUP Inter-Lazio a Matteo Marchetti della sezione di Ostia Lido.

Il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti Baccini e Mokhtar: Marinelli sarà il IV ufficiale mentre Di Bello e Di Paolo sono stati indicati nei ruoli di VAR e AVAR, con Vecchi come riserva.

Secondo incrocio per Marchetti con i biancocelesti, dopo la vittoria per 0-2 di questo campionato a Empoli. Quinto invece con i nerazzurri: 4 precedenti e altrettante vittorie finora.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Marchetti: “Lazio unica, il mio vanto. Sarri mi è piaciuto quando ha detto…” (AUDIO)

FEDERICO MARCHETTI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“La cosa che mi emoziona ancora è girare a Roma ed essere ancora fermato dalla gente ed ancora osannato. Mi riempie di gioia e mi fa capire cosa esattamente significa giocare nella Lazio. In pochi possono vantare questo, posso dire di aver giocato in un posto unico. Ricordo quando in nazionale proposi a Immobile di venire a giocare alla Lazio, mi rispose che ci sarebbero stati degli incontri tra l’agente ed il club. Poi sappiamo come è andata, è stata una fortuna per entrambe le parti. E’ un generoso, un talentuoso”.

Il 26 maggio

“Avevamo fatto gol da poco, ci fu poi quel calcio di punizione laterale di Totti in un momento in cui c’eravamo un po’ abbassati e si era creata un po’ di confusione. Quella palla nessuna la prese, sono riuscito ad intercettarla mandandola sulla traversa, per poi raccoglierla subito dopo. Quello fu un segnale che ci rafforzò a noi, togliendo fiducia a loro. Fu un segno del destino. In quella finale, ci furono tanti segnali, come l’ingresso in campo di Mauri per Ledesma. Poi Stefano partecipò all’azione del tap-in di Lulic. Fu massacrante l’avvicinamento a quella gara, tanto che negli ultimi minuti chiusi con i crampi e la richiesta ai compagni di perdere tempo”.

La Lazio di oggi e il futuro

“Si vede la mano di Sarri. È arrivata alla partita con la Juve con troppe defezioni e quindi i bianconeri hanno completamente chiuso la partita in modo netto. È un peccato. La Lazio c’è arrivata bene, anche se il derby è stato abbastanza brutto. Sapeva che contava vincere, segnale di maturità e di furbizia. Il bel gioco conta, ma poi è la sostanza a fare la differenza. Mi è piaciuto anche il tecnico quando alla fine ha detto che contasse solo far godere i tifosi. La Roma ha fatto poco per vincere, l’ha un po’ regalata con quell’errore di Ibanez. Il mio futuro? Mi sto allenando da solo, non voglio smettere. Sto aspettando la soluzione ideale dopo la conclusione dell’avventura al Genoa. A febbraio farò 40 anni, gli Acquario non mollano mai”.

Ascolta l’intervista integrale….

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DICHIARAZIONI

Marchetti: “Provedel bravo con i piedi e tra i pali”

Federico Marchetti ha chiuso la sua esperienza al Genoa. Al momento è svincolato in attesa di una chiamata, ma intanto l’ex portiere della Lazio ha parlato di mercato biancoceleste e non solo al canale Twitch di AllRoundLazio: “Il legame con Roma e i laziali è rimasto bello e forte, ho casa a Roma e quando posso torno sempre. Personalmente ho un rammarico: la vita privata è stata un pò problematica, in passato avrei fatto scelte diverse, oggi sarei ancora con la Lazio. Dopo aver preso Bielsa, la società mi comunicò di trovare una nuova squadra, perché il tecnico voleva un altro tipo di portiere. Poi il tecnico saltò, ma con il mio agente decidemmo di cambiare. Il mio primo pensiero però, è sempre stato quello di chiudere la carriera con la Lazio. In questa sessione di mercato mi era stata fatta una proposta, io sarei venuto anche gratis anche a fare il terzo o aiutare i giovani a crescere”.

Il mercato della Lazio

“Per i portieri della Lazio mi dispiace per Carnesecchi, lo seguo da un pò ed è un bravissimo ragazzo. Peccato l’infortunio. Lotito sa fare scelte intelligenti, se ha optato per altro è giusto cosi. Non conosco Maximiano, Provedel invece ha fatto molto bene quest’anno, gioca bene con i piedi, é molto affidabile tra i pali. L’unica domanda che mi porrei è relativa alla piazza. Spezia non è Roma, qui non è semplice giocare. Se regge ben per lui”. Corrieredellosport.it