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Italia, Lotito in azione in Senato: raccolta firme per le dimissioni di Gravina

Raccolta firme in Senato per le dimissioni del presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina. L’iniziativa se la intesta il senatore di Forza Italia, Claudio Lotito. Il presidente della Lazio, come riportato da Il Messaggero, si aggira in questi minuti in Transatlantico, a Palazzo Madama, con un faldone sotto braccio, dove sta raccogliendo le firme per chiedere il passo indietro di Gravina, dopo il flop azzurro contro la Bosnia e l’addio ai mondiali dell’Italia. Ad essere avvicinati sono esponenti di maggioranza e minoranza. «Ora chiamo pure Boccia, con l’opposizione non c’è problema», dice a chi gli chiede se c’è l’accordo di tutti.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Patania: “Lazio, sta pesando l’impegno di Lotito in Senato. Squadra buona, manca una mezzala di classe. Su Tavares e Sarri…” (AUDIO)

FABRIZIO PATANIA (Corriere dello Sport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ho seguito la storia delle Noif e dell’ammissione al mercato. Ieri Lotito era impegnato a Palazzo Madama, mi vien da dire che una delle cose che più sta pesando è l’impegno del presidente in Senato. E’ venuta meno, da parte sua, un po’ di attenzione in più sulle questioni Lazio. Chi fa il nostro mestiere non può chiedere ad un presidente di vendere la società, per quanto siano comprensibili i timori e lo stato d’animo dei tifosi.

Sul campo la squadra, dopo l’impresa di Parma, contro la Cremonese si è espressa sotto tono. Magari sarebbe servito un pizzico di creatività in più da parte di Sarri. Mi ha stupito molto l’intero match in panchina di Tavares. Lui davanti può spostare molto, mi piacerebbe vederlo come mezzala o esterno alto quando manca Zaccagni. Pedro non ha più tempi ed abitudine per giocare sulla fascia. Fuoriclasse leggendario, ma insistere su un giocatore che non sta più dando risposte può essere un errore. Sarri è un fenomeno ed io sono un sarriano, ma di queste cose si può discutere. Tavares a me non piace, in fase difensiva consegna agli avversari una valanga di palloni, ma in situazione di emergenza proverei a recuperarlo. Dubito che possa forzare il suo impiego ad Udine da interno sinistro.

La Lazio a pieno organico è una buona squadra. E’ successo di tutto in questo inizio di stagione, credo manchi una mezzala di classe. Un Luis Alberto, un Mauri, un Milinkovic, il Samardzic di cui si parla adesso. Un po’ di creatività alle spalle dell’attacco. Se elimini le prime cinque, secondo me potresti anche giocartela con Bologna, Como ed Atalanta. La Lazio ha sbagliato la partenza, dalla quinta in poi ha fatto bene, sarebbe al quarto posto per punti totalizzati”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, il presidente del Senato colombiano: “James, ho sentito di un accordo…”

Lazio, sulla trequarti valutazioni in corso di Lotito sul 33enne James Rodriguez (quando sarà svincolato dal San Paolo), non solo per le laute commissioni, ma anche per il biennale da 3,5 milioni più bonus richiesto. Eppure il presidente del Senato colombiano Fuad Char tiene vivo il sogno di un popolo: «Ho sentito che ha un accordo con la Lazio»

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DICHIARAZIONI

Lotito: “Siamo passati a un calcio ormai industriale. Divieti sulle scommesse senza senso”

Anche Claudio Lotito, senatore e presidente della Lazio, ha partecipato oggi all’audizione sulle “Prospettive di riforma del calcio italiano”. Di seguito le sue principali dichiarazioni, riprese da Fanpage.

Ha detto, a proposito della Legge Melandri sulla ripartizione dei diritti televisivi: “Il male nasce dagli interventi spot, invece di fare elementi complessivi. Siamo passati a un calcio che ormai è industriale. Partecipare a un campionato superiore significa avere una situazione economica e non solo sportiva che permetta di competere. Dovremmo avere il coraggio di fare una norma complessiva”.

Quindi si è soffermato pure sul tema scommesse: La demagogia ha tolto la sponsorizzazione in diretta sulle scommesse, perché induce alla ludopatia, cose strumentali, non hanno senso. Questo mondo produce un miliardo. L’anno scorso, ho fatto una battaglia per lo slittamento dei versamenti fiscali e oggi tutti riconoscono che quella norma ha portato risultati importantissimi per lo stato. Bisogna avere il coraggio all’interno del sistema”. Chiosa finale sul tema stadi: “Senza stadi è come se uno ha il cavallo e non ha la stalla”

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RASSEGNA STAMPA

Lotito tra politica, la firma per Auronzo e possibile visita a Formello

[…] Claudio stato e sarà ancora molto impegnato sul fronte politico, basti vedere l’indolenza sul ritiro di Auronzo: firmato ieri sera, alle 22.30, il contratto da 600mila euro con il comune di Auronzo (ma atteso oggi l’invio della pec) per il ritiro estivo. Sabato Lotito ha giurato di voler stare più vicino alla Lazio e a Tudor. Non è escluso che oggi possa far un blitz a Formello e suonare la carica come un tempo. Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Lotito, spallata al sistema: denuncia alla magistratura per colpire Gravina e scoprire se c’è una macchinazione contro la Lazio

La clausola compromissoria

C’è un solo modo per non violare la clausola compromissoria e proteggere la Lazio: non possono essere chiamati in giudizio altri soggetti federali, ma è ammessa – senza controindicazioni – una denuncia alla magistratura contro ignoti per verificare se c’è stata o esiste ancora una macchinazione contro il club capitolino. A questo iter, un pool di legali biancocelesti sta lavorando in gran segreto: «Per colpire Lotito si colpisce la Lazio? Non sta a me fare dietrologie, ma ci stanno organi preposti che faranno le valutazioni del caso». Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, è l’obiettivo, l’acerrimo rivale ormai conclamato. Lotito teme il complotto, la sua guerra politica ora va infatti ben oltre Di Bello, persino oltre il commissariamento dell’Aia, punta a dimostrare cospirazioni dall’alto. L’arbitro viene considerato solo un esecutore dal patron: «È quanto meno strana questa direzione nel giorno in cui escono sui giornali le mie posizioni in Lega sulla Figc. La Lazio è stata violentata e mortificata, ma è solo il capro espiatorio di un sistema non più credibile e malato. Quando determinati episodi si ripetono da inizio anno, non può essere più a caso. E allora se non c’è più affidabilità, nel senso che il sistema non è in grado di correggere certi errori, si ricorre nelle sedi preposte a istituzioni terze, che pongano fine a questo abuso dei valori dello sport. Siamo senza regole e la Lega ha il dovere di ripristinarle subito. Anche perché sono stati colpiti altri club, non solo la Lazio». Insomma, si dovrebbe ribellare tutto il calcio, certi errori vanno colti quasi al balzo ma senza violare la clausola compromissoria.

INCHIESTA E UEFA

Non sono stati fatti nomi e cognomi, le istituzioni citate senza andare oltre i limiti, almeno in pubblico. Lotito è stato molto attento al verbo, stavolta persino alle virgole, nel suo sfogo. Per questo Chiné riflette se aprire un’inchiesta e un fascicolo in Procura Federale sulle parole del patron oppure sorvolare come è stato fatto con altri presidenti nell’ultimo periodo, per non gettare altra benzina sul fuoco. Iervolino è stato punito con una multa per aver puntato il dito contro il designatore Rocchi, ma è diverso. Il numero biancoceleste ha messo in dubbio un sistema generico. Poco importa che tutti sappiano a cosa e a chi si riferisca, o che sia a capo dei ribelli desiderosi di sovvertire un ordine da troppo tempo prestabilito: «Le riforme, le decide la maggioranza. Non possiamo mettere i soldi, portare i ricavi e poi far decidere per noi qualcun altro. In Premier danno incarichi a terzi e, se non garantisci bene il servizio, ti cacciano». Lotito, fra le righe, chiede sempre la testa di Gravina, che ha però ancora 4 big (e sotto sotto non solo) al suo fianco: «In Lega abbiamo fatto una delibera votata all’unanimità con cui abbiamo chiesto di uscire dalla Federazione perché non ci sono le condizioni e non abbiamo l’obbligo di restarci dentro». In realtà, c’è un vincolo sotto inteso da un altro ordinamento. Mollare la Figc significherebbe uscire dalle competizioni internazionali perché la Uefa riconosce soltanto i campionati organizzati dalle Leghe, gli altri non esistono. Lo sa bene, Lotito, e taglia corto: «Sicuramente noi veniamo visti un po’ come una situazione particolare nell’ambito del sistema europeo».

IL SENATO

Di certo, così non si può andare avanti, la Lazio rischia di aver già perso la qualificazione in Champions, e non solo. Magari, ancora più fomentato dal danno economico e sportivo sul bilancio, a breve si capirà se Lotito farà davvero sul serio o avrà fatto solo baccano. «Stiamo studiando la reazione migliore e preparando un dossier con tutti i torti», assicura l’avvocato biancoceleste Gianmichele Gentile, senza sbilanciarsi troppo sulle prossime mosse in arrivo. Bisogna muoversi bene, avere tutto pronto nel minimo dettaglio per urlare davvero al complotto. Nel 2011 Lotito sbandierava un “tintinnio di manette”, lo sbarco in Senato lo ha cambiato, ma non troppo. Adesso potrebbe aggiungere un’interrogazione parlamentare alla denuncia per la sua Lazio. Il Messaggero

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POLITICA SPORTIVA

Passa la proposta di Lotito, prorogati fino al 2026 i diritti televisivi della Serie A a Sky e DAZN

Milano Finanza e La Repubblica dedicano spazio alla questione dei diritti tv della Serie A che sta tenendo banco in queste ore nelle aule della politica italiana. Sky e DAZN potranno mantenere i diritti televisivi del calcio italiano fino al 2025/2026, lo stabilisce un emendamento al decreto Milleproroghe approvato ieri in Commissione Bilancio del Senato, su proposta del senatore Claudio Lotito, presidente della Lazio. Via libera dunque alla proroga di due anni, ci sarà poi tempo fino al prossimo 31 luglio per richiedere i rimborsi del cashback.

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POLITICA SPORTIVA

Lotito non molla sul salva-calcio e fa stalking tra i colleghi: “Mandiamo sotto la maggioranza”

Claudio Lotito non ci sta e dopo il “no” del governo alla sua norma per salvare finanziariamente e penalmente le società di calcio, è pronto per tornare alla carica. “Mi hanno fatto girare le palle…” si è sfogato il senatore e presidente della Lazio con alcuni colleghi fuori dell’aula del Senato. E adesso ci sta riprovando. Il ministro dello Sport Abodi e quello dell’Economia Giorgetti si sono rifiutati ma lui non molla. Ha riformulato il primo emendamento bocciato con uno nuovo “fotocopia” che prevede che il debito venga spalmato in 60 mesi con comode rate per i prossimi cinque anni (le prime tre da pagare subito), stavolta però inserendo una piccola mora del 3% contro agli interessi zero del primo emendamento. Un modo per convincere gli altri colleghi senatori. Lotito è interessato in prima persona visto che la Lazio è esposta per 50 milioni di euro. Ma in assenza di un accordo generale, il Fatto Quotidiano sottolinea che si tratterebbe di un “inaccettabile favore al pallone”. Lotito sta cercando di fare proseliti e ieri, al collega capogruppo del PD spiegava: “Lo votiamo con voi opposizione e facciamo andare sotto il governo”. La risposta però è stata eloquente: “Un conto è se riguarda solo la Lazio, ma qui riguarda tutto lo sport italiano e non possiamo aver paura dell’effetto Juventus”. Per ora Lotito ha convinto i capigruppo della commissione Bilancio di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Autonomie e PD. Ma non la Lega e nemmeno il M5S. Lotito però proverà comunque a forzare la mano e ieri ai colleghi ha detto: “Abodi dice che faccio i miei interessi? Io sono un senatore e rappresento tutto lo sport italiano”.

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APPROFONDIMENTI

Lotito e la ‘media house’: di che si tratta?

Secondo il Corriere dello Sport, Lotito starebbe pensando di aprire una ‘media house’ per autoprodurre le immagini della gare casalinghe di campionato e Coppa Italia della Lazio. Dopo aver sottoscritto un accordo con l’agenzia NVP, la società potrebbe quindi autogestirsi e risparmiare un bel po’ di soldi. La facoltà di produrre immagini è esercitata da sei società in Italia (fra cui Juventus e Napoli) e la Lazio potrebbe aggiungersi alla lista. Sempre Lotito, in Senato, ha presentato un emendamento per allungare da tre a cinque anni la durata dei contratti di licenza per i diritti televisivi dei campionati professionistici, inclusa la Serie A. Così DAZN potrebbe rimanere al timone (come player) fino al termine della stagione 2025/26.

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POLITICA SPORTIVA

La prima mossa da Senatore: l’emendamento Lotito in soccorso del calcio

Allungare da tre a cinque anni la durata dei contratti di licenza per i diritti tv dei campionati professionistici sportivi, inclusa la Serie A del calcio, regolati dalla Legge Melandri: la proposta è inserita come modifica al dl Aiuti quater in due emendamenti identici, uno presentato da tre senatori di Forza Italia fra cui il presidente della Lazio, Claudio Lotito, e uno da Daniele Manca, del Pd.

Gli emendamenti, all’articolo del decreto su disposizioni in materia di sport, propongono che la durata dei contratti relativi al triennio 2021-2024 “può essere prorogata fino a un massimo di due anni”.Ansa