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Il leghista Fontana è il nuovo presidente della Camera

Alla prima votazione utile anche la terza carica della Repubblica è appannaggio del Centrodestra. Dopo i primi tre scrutini a maggioranza dei due terzi svoltisi nella giornata di ieri e finiti con un no contest, il primo a maggioranza assoluta in data odierna ha incoronato il cattoleghista Lorenzo Fontana con 222 voti favorevoli. L’opposizione non ha applaudito.

Nella giornata di ieri Ignazio La Russa è stato eletto presidente del Senato grazie ai voti di FdI, Lega e parte delle opposizioni, ma con l’astensione di buona parte di FI.

Alessio Buzzanca

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Al via la XIX legislatura: si votano i presidenti delle Camere

Calcio d’inizio della nuova legislatura e come liturgia impone, il primo passo è l’elezione della seconda e terza carica dello Stato: i presidenti di Camera e Senato. Per la prima volta nella storia della Repubblica i due rami del Parlamento si riuniscono dopo la riduzione degli eletti e con nuove regole di ingaggio.

Alla Camera nella prime tre votazioni sarà necessaria la maggioranza del due terzi (nella prima degli eletti, nella seconda e terza dei presenti) che è pari 267. Dalla quarta votazione sarà sufficiente la maggioranza assoluta, pari a 201.

Al Senato il sistema elettorale è completamente diverso: nelle prime due votazioni sarà sufficiente la maggioranza assoluta dei componenti (104), dalla terza quella dei presenti. Nel caso non si dovesse raggiungere un verdetto, la quarta votazione prevede un ballottaggio tra i due più votati alla terza, indipendentemente dai voti ottenuti. In caso di ulteriore parità tra i due, verrebbe eletto al Senato il più anziano. Quindi al Senato non si può andare oltre le quattro votazioni. Alla Camera non c’è limite fino all’ottenimento di una maggioranza convergente su un nome.

L’elezione avviene a scrutinio segreto, pertanto si stanno svolgendo febbrili negoziati nel Centrodestra per evitare franchi tiratori. Astrattamente i due Presidenti potrebbero vedere la luce alla quarta votazione alla Camera e alla prima al Senato poiché le Destre superano abbondantemente il quorum, ma si sta lavorando ancora sui nomi. Se La Russa sembra essere quasi certo dello scranno del Senato, alla Camera le quotazioni di Riccardo Molinari sembrano attualmente al ribasso.

Dalla Meloni giungono rassicurazioni: “Faremo bene e in fretta”.

Alessio Buzzanca

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Lotito senatore, brindisi e targa dalla squadra: “Ora possiamo cambiare ogni stortura”

Una settimana di brindisi, una gioia infinita. Lotito ieri finalmente ha festeggiato all’Olimpico con la Lazio, dopo il successo sullo Spezia: «Ringrazio tutti, Sarri, Tare, la squadra. Con questa vittoria avete dimostrato ancora una volta l’unione della nostra famiglia. Se continuerete a giocare con questo spirito e questa compattezza, regalerete grandi soddisfazioni a me e a tutta la tifoseria», assicura il patron col microfono di fronte alla torta per 80 persone, realizzata in «Piazza Lab». Sopra la panna c’è una “S” gigante e la scritta “Congratulazioni senatore”, Immobile (insignito oggi alle 17 al Coni del premio “Beppe Viola”) gli consegna una targa: «Al nostro condottiero, che diventa senatore della Repubblica, con onore e merito. La Tua Prima squadra». E allora Lotito gonfia ancora il petto e replica: «Volli, volli, fortissimamente volli. Questa non è solo la mia vittoria, ma anche la vostra. Per la prima volta nella storia la Lazio ha un rappresentante nelle istituzioni, nel Parlamento, non è poca roba. Ora che sto nel Governo, possiamo cambiare ogni stortura. Questa non è più una Lazietta, è già una grande società». Alla sinistra del presidente c’è la moglie Cristina e il suocero Gianni Mezzaroma. Alla destra, Tare, Sarri, pian piano si aggiungono tutti i giocatori alla spicciolata. Prima del brindisi in sala, anche le congratulazioni negli spogliatoi a Sarri per il lavoro svolto nel suo ultimo mese di lontananza. Lotito ha promesso al tecnico che lo sosterrà sempre di più perché «abbiamo gettato le basi per fare qualcosa di grande e non finirà». Il Messaggero

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Doppio Lotito: ieri in Lega, oggi a Formello e l’ufficio a Campobasso

Claudio Lotito è tornato. Dopo l’elezione in Senato nella circoscrizione del Molise alle recenti politiche, ieri il presidente della Lazio, come riportato dal Corriere dello Sport, è tornato in Lega e tra oggi e domani sarà di nuovo a Formello.

Il numero 1 biancoceleste non ha intenzione di mollare nulla tanto che ha intenzione di aprire un ufficio a Campobasso: il doppio ruolo pesa ma Lotito ha promesso di non abbandonare la sua Lazio: Sarri potrà continuare a contare su di lui come puntualmente successo in estate.

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Lotito: “Resto presidente di una grande Lazio”

Alla buvette, la Senators’ Lounge di Palazzo Madama, finalmente ci entrerà con il pass da senatore e non da turista-aperitivista. Elettoralmente vittorioso, trionfante, Claudio Lotito. Per il divulgatore del calcio didascalico e moralizzatore è iniziata la stagione politica, ritardata negli ultimi anni (2018) da falchi e falchetti. «Vorrei lavorare per la polis», era il suo sogno. Nelle sue raffigurazioni letterarie ha sempre detto che il politico deve seguire Manzoni («l’utile per iscopo e l’interessante per mezzo»), anche Pascoli e la poetica del fanciullino. Entusiasmo civile, la politica del fare, fedele a queste coscienze Lotito è stato candidato e ha dominato la scena in Molise con Forza Italia. Ha strappato il 43%, una ventina di punti percentuali più di Ottavio Balducci del M5S (23,9%) e di Rossella Gianfagna del centrosinistra (23,7%), i doppiati. E’ stata la seconda miglior performance di Forza Italia dopo i numeri della Calabria: «Porterò le istanze dei molisani in Parlamento con la stessa determinazione che ho impiegato nella campagna elettorale», è stata la promessa del senatore Lotito, segue ai proclami.

La Lazio

Non è mai stato profeta in patria, lontano dalla Roma laziale ha forza pubblica. Il presidente sinestetico, nello sdoppiamento, ha dato la sua parola ai molisani: «Non sarò di passaggio». E ha ribadito la sua parola alla Lazio, conserverà la carica di presidente, non è incompatibile, sarà anche accanto alla squadra. Lotito è sulla scia dei presidenti-senatori (Achille Lauro e il Napoli, Dino Viola e la Roma, Vittorio Cecchi Gori e la Fiorentina, Berlusconi e il Milan), intraprenderà una doppia missione. Nella notte post-elezioni erano rimbalzate le sue prime dichiarazioni calcistiche, raccolte da lalaziosiamonoi.it nel quartier generale politico. Immobile ha parlato di scudetto, Lotito s’è accodato: «Non ci facciamo mancare nulla. Abbiamo allestito la squadra per renderla sempre più competitiva, ci sono tutte le possibilità». Lotito nei giorni scorsi aveva scritto un editoriale per il prossimo numero di Lazio Style Magazine, in edicola in questa settimana, ne pubblichiamo alcuni stralci in anteprima: «Cari tifosi biancocelesti, la stagione sportiva 2022-2023 è cominciata in maniera decisamente positiva. La Lazio ha una rosa competitiva, una sua fisionomia di gioco, è coraggiosa, non rinuncia mai ad attaccare e fare la partita… incarna l’ambizione di tutta la società, che sul suo allenatore ha voluto costruire un nuovo progetto. Il patrimonio tecnico è stato molto rafforzato. I nostri migliori calciatori, che le grandi d’Europa vorrebbero, sono rimasti qui. In più, sono arrivati giocatori importanti, giovani ed esperti… Sono soddisfatto dell’importante riscontro in termini di presenze allo stadio, con una campagna abbonamenti che ci ha portato a superare le 26mila presenze fisse nelle partite di casa e anche del bellissimo supporto che viene dato in trasferta. Quando il tifoso laziale c’è, si vede e si sente. E la nostra squadra fa tutto per ripagare questo affetto: lotta su ogni pallone, non si arrende anche di fronte a risultati inaspettati, mostra audacia e determinazione…». Lotito ha investito come mai in passato, s’è legato a Sarri per vincere: «Il nostro punto di forza sono le certezze, avere una squadra competitiva, un pubblico splendido, non essere secondi a nessuno…». Ha dedicato pensieri alla Lazio Women, alla Lazio Primavera e al figlio Enrico, fresco di esordio dirigenziale: «Per entrambe le squadre l’obiettivo è tornare dove meritano. Per questo, ho voluto dare a mio figlio Enrico un ruolo di primo livello nella società, per la gestione di entrambe le compagini e del settore giovanile, sapendo che potrà portare nuova linfa in termini di energia giovane e grande attaccamento ai colori biancocelesti». Lotito, anche da senatore, si conferma presidente non transeunte: «Un impegno non semplice, non mi distoglierà dalla Lazio. Nelle partite in casa, quando possibile in trasferta, come anche a Formello non mancherà la mia presenza a fianco della squadra, per il successo di questa grande famiglia». Corriere dello Sport

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Elezioni politiche 2022, La gioia di Lotito finalmente senatore: “Non tradirò i molisani”

Claudio Lotito è ufficialmente senatore. Il presidente della Lazio ha vinto la sfida nel collegio uninominale del Molise in cui è stato candidato dal centrodestra in quota Forza Italia.

Il patron biancoceleste ha condotto la sua campagna tra Roma e il territorio (discoteche incluse) che gli è stato affidato dalla coalizione e finalmente può coronare il sogno che riteneva di aver realizzato già nel 2018: Lotito ha passato l’intera scorsa legislatura a protestare e presentare ricorsi contro l’esclusione dal Senato.

Intanto i laziali, pur spesso in disaccordo con il presidente, si fregano le mani. Quando Dino Viola fu eletto senatore, la Roma vinse lo scudetto. Era il 1983 e il proprietario dei giallorossi era un uomo della Democrazia Cristiana. Il bis, stavolta in salsa laziale e forzista, non dispiacerebbe affatto alla curva Nord.

“Ho messo in questa campagna elettorale cuore e passione, non tradirò la fiducia dei molisani”, ha subito dichiarato il patron biancoceleste. E ora può pure lasciare l’albergo in Molise in cui ha vissuto durante la campagna elettorale e tornare a Roma. Repubblica.it

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Enrico Lotito, prove da presidente. Intanto è iniziata la rivoluzione nella comunicazione

Enrico Lotito, da quest’estate è direttore generale della Primavera e della Lazio Women (oggi il debutto ufficiale). Ha esordito all’hotel Gallia con Angelo Fabiani sul mercato generale. Ora fa anche le prove da presidente: giovedì ha partecipato al pranzo con i delegati Uefa, ha dimostrato tutta la sua abilità e la padronanza con le tre lingue parlate. Nei prossimi mesi il patron biancoceleste potrebbe accellerare l’annunciata successione. Già, perché il patron è candidato con Forza Italia per un seggio al Senato in Molise, spera di essere eletto il prossimo 25 settembre e ambisce a ricoprire cariche governative. «In teoria non c’è nessuna incompatibilità», risponde Lotito. Enrico compirà 26 anni il 21 dicembre, è laureato in giurisprudenza all’università Europea della capitale, anche se ha un carattere molto più introverso rispetto al vulcanico padre. Lotito lunedì ha fatto recapitare al Campidoglio – tramite Pec – la nota ufficiale per ottenere gli atti del Flaminio«Se sarà convinto e presenterà un progetto serio, in 10 mesi potrebbe partire tutto», assicura l’assessore allo Sport, Alessandro Onorato. In realtà, è ancora troppo presto, dai vincoli dipende tutto il resto. L’iter è molto tortuoso. Invece, la rivoluzione della comunicazione è in attoSi è già insediata la società esterna che si occuperà di tutto, a capo dell’ufficio stampa non c’è più De Martino. I lavori sono in corso, a breve termineranno quelli dei nuovi studi televisivi a Formello. C’è tanta voglia di far brillare l’immagine della Lazio, anche nel marketing qualcosa si sta muovendo. Soffia forte il vento del cambiamento. Il Messaggero

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Stadi, capienza verso il 75% dal 26 febbraio: la situazione

La Commissione Affari Costituzionali al Senato ha accorciato i tempi per il ritorno al limite del 75% della capienza complessiva per gli impianti all’aperto e del 60% per quelli al chiuso, in zona bianca. Per l’ufficialità si attende l’entrata in vigore del nuovo decreto Covid, fissato per il 22 febbraio e della successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il primo weekend dove la capienza passerà dunque dal 50% al 75% è quello del 26-27 febbraio.