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Addio Suor Paola, la camera ardente in Campidoglio: Lotito e Baroni guidano la delegazione Lazio (FT/VD)

A Roma, presso la Sala della Protomoteca allestita in Campidoglio, è possibile tributare un omaggio, dalle 10,00 alle 19,00 all’amata religiosa tifosa della Lazio. Domani i funerali alle ore 10.30 presso la Chiesa Gran Madre di Dio a Ponte Milvio con un corteo che trasporterà il feretro passando anche per lo stadio Olimpico.

Di seguito alcune immagini della giornata, compreso l’arrivo e la presenza della delegazione della Lazio guidata da Lotito, Cristina Mezzaroma, Baroni, Rovella, Pellegrini e Castellanos, Marusic ed Enrico Lotito.

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‘QUELLI CHE…’ – Addio Suor Paola, Onorato: “Lascia un segno indelebile nella città di Roma. Con Lotito…” (AUDIO)

Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“C’è stata una triangolazione tra il presidente Lotito, il sindaco Gualtieri ed il sottoscritto tra ieri notte e questa mattina all’alba per fare in modo di onorare Suor Paola come merita. Lascia un segno indelebile in questa città ed è giusto che la stessa ricambi celebrandola come personalità di rilievo per il tanto bene che ha fatto. Da domani dalle 10,00 alle 19,00 in Campidoglio, presso la sala Protomoteca, sarà allestita la camera ardente a lei dedicata per dare modo a tutti di salutarla. Poi il giorno successivo ci sarà un corteo che la porterà presso la Chiesa Gran Madre di Dio a Ponte Milvio per le esequie. Era un dovere da parte dell’amministrazione comunale”.

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Il leghista Fontana è il nuovo presidente della Camera

Alla prima votazione utile anche la terza carica della Repubblica è appannaggio del Centrodestra. Dopo i primi tre scrutini a maggioranza dei due terzi svoltisi nella giornata di ieri e finiti con un no contest, il primo a maggioranza assoluta in data odierna ha incoronato il cattoleghista Lorenzo Fontana con 222 voti favorevoli. L’opposizione non ha applaudito.

Nella giornata di ieri Ignazio La Russa è stato eletto presidente del Senato grazie ai voti di FdI, Lega e parte delle opposizioni, ma con l’astensione di buona parte di FI.

Alessio Buzzanca

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Al via la XIX legislatura: si votano i presidenti delle Camere

Calcio d’inizio della nuova legislatura e come liturgia impone, il primo passo è l’elezione della seconda e terza carica dello Stato: i presidenti di Camera e Senato. Per la prima volta nella storia della Repubblica i due rami del Parlamento si riuniscono dopo la riduzione degli eletti e con nuove regole di ingaggio.

Alla Camera nella prime tre votazioni sarà necessaria la maggioranza del due terzi (nella prima degli eletti, nella seconda e terza dei presenti) che è pari 267. Dalla quarta votazione sarà sufficiente la maggioranza assoluta, pari a 201.

Al Senato il sistema elettorale è completamente diverso: nelle prime due votazioni sarà sufficiente la maggioranza assoluta dei componenti (104), dalla terza quella dei presenti. Nel caso non si dovesse raggiungere un verdetto, la quarta votazione prevede un ballottaggio tra i due più votati alla terza, indipendentemente dai voti ottenuti. In caso di ulteriore parità tra i due, verrebbe eletto al Senato il più anziano. Quindi al Senato non si può andare oltre le quattro votazioni. Alla Camera non c’è limite fino all’ottenimento di una maggioranza convergente su un nome.

L’elezione avviene a scrutinio segreto, pertanto si stanno svolgendo febbrili negoziati nel Centrodestra per evitare franchi tiratori. Astrattamente i due Presidenti potrebbero vedere la luce alla quarta votazione alla Camera e alla prima al Senato poiché le Destre superano abbondantemente il quorum, ma si sta lavorando ancora sui nomi. Se La Russa sembra essere quasi certo dello scranno del Senato, alla Camera le quotazioni di Riccardo Molinari sembrano attualmente al ribasso.

Dalla Meloni giungono rassicurazioni: “Faremo bene e in fretta”.

Alessio Buzzanca