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‘QUELLI CHE…’ – Paratore (madre Meloni): “Vi racconto come nasce la mia lazialità. Che scontri con Giorgia su Lazio e Roma!” (AUDIO)

ANNA PARATORE, madre di Giorgia Meloni, in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Come è giusto che sia, resto defilata dalla vita professionale di mia figlia Giorgia, ma quando c’è da parlare di Lazio ci sono sempre. Sento sempre Radiosei, ci sono alcuni periodi in cui è davvero una dipendenza. La vita del laziale è anche piena di tormenti (ride, ndr).

La mia lazialità nasce da mio padre. Lui, in realtà, da buon siciliano avrebbe voluto tanti figli maschi. La sorte ha voluto che avesse una sola figlia femmina. Quindi sono stata cresciuta un po’ come fossi un maschietto con tanto sport in primo piano. Dalla boxe al calcio, passando per la fede della Lazio. Lui era inizialmente un tifoso del Messina, ma venendo a Roma diventò un laziale feroce. Mi ha trascinato nella sua passione fin da piccola. Il mio idolo era Pino Wilson, ero innamorata di lui. Quando ero piccola non potevamo permettersi l’abbonamento. Quando si poteva andavo allo stadio con papà, poi in seguito ci sono andata per conto mio. Ho fatto anche qualche trasferta con la tifoseria organizzata. Poco prima dell’epoca Cragnotti ho iniziato anche a sottocrivere la tessera. Da quel momento in poi ci sono sempre stata.

Le mie due figlie, Giorgia ed Arianna, sono state sempre sveglie, ma non troppe. A parte quando innescarono in incendio casalingo che mi costrinsero a chiamare i pompieri (ride, ndr). Con Giorgia non ho mai avuto modo di parlare con i professori, talmente buono era il suo profitto. Lei da piccola era molto taciturna, poco comunicativa, quando iniziò la sua carriera politica pensavo l’avessero clonata. Non la riconoscevo più, finì già a sedici anni nella trasmissione di Vespa in tv. Rimasi molto sorpresa, alla fine è uscita fuori questa belva (ride, ndr).

La fede calcistica di Giorgia? La scuola mi ha rovinato le figlie (ride, ndr). Non sapevo che l’istituto in cui le ho mandate fosse un covo di romanisti. Lei è stata sempre romanista, anche se in modo molto blando. Abbiamo avuto degli scontri terribili, a volte per la Lazio e la Roma le ho mandate a dormire dalle proprie amiche. Una volta, causa sfottò derby, tirai loro una secchiata di acqua gelata”.

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Al via la XIX legislatura: si votano i presidenti delle Camere

Calcio d’inizio della nuova legislatura e come liturgia impone, il primo passo è l’elezione della seconda e terza carica dello Stato: i presidenti di Camera e Senato. Per la prima volta nella storia della Repubblica i due rami del Parlamento si riuniscono dopo la riduzione degli eletti e con nuove regole di ingaggio.

Alla Camera nella prime tre votazioni sarà necessaria la maggioranza del due terzi (nella prima degli eletti, nella seconda e terza dei presenti) che è pari 267. Dalla quarta votazione sarà sufficiente la maggioranza assoluta, pari a 201.

Al Senato il sistema elettorale è completamente diverso: nelle prime due votazioni sarà sufficiente la maggioranza assoluta dei componenti (104), dalla terza quella dei presenti. Nel caso non si dovesse raggiungere un verdetto, la quarta votazione prevede un ballottaggio tra i due più votati alla terza, indipendentemente dai voti ottenuti. In caso di ulteriore parità tra i due, verrebbe eletto al Senato il più anziano. Quindi al Senato non si può andare oltre le quattro votazioni. Alla Camera non c’è limite fino all’ottenimento di una maggioranza convergente su un nome.

L’elezione avviene a scrutinio segreto, pertanto si stanno svolgendo febbrili negoziati nel Centrodestra per evitare franchi tiratori. Astrattamente i due Presidenti potrebbero vedere la luce alla quarta votazione alla Camera e alla prima al Senato poiché le Destre superano abbondantemente il quorum, ma si sta lavorando ancora sui nomi. Se La Russa sembra essere quasi certo dello scranno del Senato, alla Camera le quotazioni di Riccardo Molinari sembrano attualmente al ribasso.

Dalla Meloni giungono rassicurazioni: “Faremo bene e in fretta”.

Alessio Buzzanca