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RASSEGNA STAMPA

Lazio, ricorso per Guendouzi: poche chance che venga ridotta la squalifica

Il danno, dopo la beffa di Lazio-Milan. Come prevedibile, quattro giorni dopo arriva la stangata. Si salva solo Marusic nelle decisioni del giudice sportivo, Gerardo Mastrandrea. Una sola giornata al montenegrino, più un’ ammenda di cinquemila euro  «per avere, al 49′ del secondo tempo, rivolto un’espressione gravemente irrispettosa nei confronti del direttore di gara”. In pratica, nel referto di Di Bello c’è solo un «vaffa» e nessuna «espressione irriguardosa o un’ingiuria», che avrebbe da regolamento comportato una seconda giornata. Invece, il fischietto di Brindisi conferma la «condotta violenta», che costa due turni di stop a Guendouzi «per avere, al 51′ del secondo tempo, in reazione ad un fallo subito, colpito un calciatore avversario con due manate al petto e alla schiena». La Lazio farà ricorso per provare ad accorciare lo stop del francese, sapendo di non avere però quasi nessuna chance di vittoria. Da regolamento sono tre le giornate, è già stato fatto uno sconto l’attenuante è l’evento «in azione di gioco» – sulla squalifica. Se verrà accolto il reclamo, Guendouzi tornerà col Frosinone, altrimenti direttamente contro la Juventus, il 30 marzo, dopo la sosta.

GLI ALTRI

Una sola giornata e quindi un turno di stop per Pellegrini a causa della «doppia ammonizione per comportamento scorretto nei confronti di un avversario (Pulisic, nello specifico, ndi)». Salterà l’Udinese anche Maurizio Sarri, diffidato e squalificato per i veementi reclami contro Di Bello. Confermate le ammonizioni per Immobile e Romagnoli «per proteste nei confronti degli ufficiali di gara» nel parapiglia al triplice fischio. A questi si aggiunge Hysaj «per comportamento scorretto nei confronti di un avversario». Quest’epilogo era scritto nel referto. Altre parole sarebbero state un’ammissione di colpa da parte di Di Bello sul suo operato. Eppure il designatore Rocchi aveva giurato di averlo sentito pentito. Nel frattempo, mentre l’arbitro Ayroldi è stato fermato per un turno dopo la direzione negativa in Inter-Genoa, il presidente Figc Gravina ha fissato per giovedì a Roma un incontro con gli arbitri di serie A e il designatore Rocchi. Il Messaggero

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Di Bello, perdita del controllo o accanimento. Ma perché quel post se davvero è mortificato?” (AUDIO)

STAFANO MATTEI (RAI) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Il problema è che ci sono stati tanti arbitraggi strani e sfortunati nella stagione della Lazio, ma quanto accaduto venerdì sera con il Milan ha un sapore diverso. Ho c’è stata la perdita di controllo della partita o un accanimento. Nel momento in cui Rocchi fa sapere che Di Bello fosse mortificato, non mi aspetto che lo stesso arbitro, poi, si esprima in questo modo sui social sfidando di fatto la Lazio ed i suoi tifosi. Chiaro, poi, che sullo sfondo c’è la battaglia politica di Lotito che vuole tirare fuori l’AIA dalle componenti federali.

Io non ricordo precedenti di un direttore di gara che dopo una pessima prestazione commenti attraverso i propri social. Se un arbitro è davvero mortificato poteva chiedere scusa e chiudere così il discorso. Ieri vedevo Napoli-Juventus, ad ogni contatto sulla testa dei calciatori l’arbitro ha interrotto puntualmente il gioco. C’è stato un evidente richiamo da parte di Rocchi ai direttori di gara dopo quanto avvenuto all’Olimpico in occasione dell’espulsione di Pellegrini”.

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DICHIARAZIONI

Lazio-Milan, Rocchi su Di Bello: “Rigore su Castellanos al limite, sull’espulsione di Pellegrini doveva fermare il gioco. Poi ha perso il controllo”

Lazio-Milan è una partita che ha fatto (e ancora fa) molto discutere a causa di una prestazione da dimenticare da parte dell’arbitro Marco Di Bello, al punto che secondo le ultime indiscrezioni l’AIA l’avrebbe fermato per un mese. Sono diversi gli episodi che non hanno convinto tifosi e addetti ai lavori, oltre che i vertici arbitrali stessi. Tra questi anche un rigore chiesto dalla Lazio per un’uscita in scivolata di Mike Maignan.

A ‘Open VAR’, su DAZN, è stato mandato in onda l’audio tra Di Bello e la Sala VAR. “Per me non c’è nulla. E’ in scivolata sull’uscita precedente”, dice in diretta l’arbitro della sezione di Brindisi. Una decisione che trova sponda a Lissone: “Check completato, hai visto bene, non l’ha presa con la mano e colpisce prima il pallone”, confermano VAR e AVAR.

Presente negli studi dell’emittente, come di consueto, il designatore Gianluca Rocchi si è espresso così su questa situazione: “Non è un episodio chiaro, è un episodio al limite. Se avesse fischiato rigore ci sarebbe stato silent-check e sarebbe stata confermata la scelta di campo. Questo per farci capire come si tratti di un episodio complicato”.

Sulla trattenuta di Pellegrini a Pulisic, arrivata dopo lo scontro tra Bennacer e Castellanos e che ha portato al rosso per il terzino laziale: “L’arbitro è più attratto dal secondo episodio, non si accorge di Castellanos a terra. Se si fosse accorto di qualcosa, avrebbe fermato il gioco. Il doppio giallo è dovuto per quanto avvenuto. Quando ci rendiamo conto che c’è un problema, dobbiamo intervenire. Capisco la dinamica, è più attratto da quello che avviene dopo e va sulla dinamica da punire col doppio giallo. Detto questo, quando c’è di mezzo la testa è sempre qualcosa di serio”.

Sui due rossi: “Ha perso un po’ il controllo della situazione, il giorno dopo mi ha scritto ed era dispiaciuto per questo”.

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RASSEGNA STAMPA

Lotito, spallata al sistema: denuncia alla magistratura per colpire Gravina e scoprire se c’è una macchinazione contro la Lazio

La clausola compromissoria

C’è un solo modo per non violare la clausola compromissoria e proteggere la Lazio: non possono essere chiamati in giudizio altri soggetti federali, ma è ammessa – senza controindicazioni – una denuncia alla magistratura contro ignoti per verificare se c’è stata o esiste ancora una macchinazione contro il club capitolino. A questo iter, un pool di legali biancocelesti sta lavorando in gran segreto: «Per colpire Lotito si colpisce la Lazio? Non sta a me fare dietrologie, ma ci stanno organi preposti che faranno le valutazioni del caso». Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, è l’obiettivo, l’acerrimo rivale ormai conclamato. Lotito teme il complotto, la sua guerra politica ora va infatti ben oltre Di Bello, persino oltre il commissariamento dell’Aia, punta a dimostrare cospirazioni dall’alto. L’arbitro viene considerato solo un esecutore dal patron: «È quanto meno strana questa direzione nel giorno in cui escono sui giornali le mie posizioni in Lega sulla Figc. La Lazio è stata violentata e mortificata, ma è solo il capro espiatorio di un sistema non più credibile e malato. Quando determinati episodi si ripetono da inizio anno, non può essere più a caso. E allora se non c’è più affidabilità, nel senso che il sistema non è in grado di correggere certi errori, si ricorre nelle sedi preposte a istituzioni terze, che pongano fine a questo abuso dei valori dello sport. Siamo senza regole e la Lega ha il dovere di ripristinarle subito. Anche perché sono stati colpiti altri club, non solo la Lazio». Insomma, si dovrebbe ribellare tutto il calcio, certi errori vanno colti quasi al balzo ma senza violare la clausola compromissoria.

INCHIESTA E UEFA

Non sono stati fatti nomi e cognomi, le istituzioni citate senza andare oltre i limiti, almeno in pubblico. Lotito è stato molto attento al verbo, stavolta persino alle virgole, nel suo sfogo. Per questo Chiné riflette se aprire un’inchiesta e un fascicolo in Procura Federale sulle parole del patron oppure sorvolare come è stato fatto con altri presidenti nell’ultimo periodo, per non gettare altra benzina sul fuoco. Iervolino è stato punito con una multa per aver puntato il dito contro il designatore Rocchi, ma è diverso. Il numero biancoceleste ha messo in dubbio un sistema generico. Poco importa che tutti sappiano a cosa e a chi si riferisca, o che sia a capo dei ribelli desiderosi di sovvertire un ordine da troppo tempo prestabilito: «Le riforme, le decide la maggioranza. Non possiamo mettere i soldi, portare i ricavi e poi far decidere per noi qualcun altro. In Premier danno incarichi a terzi e, se non garantisci bene il servizio, ti cacciano». Lotito, fra le righe, chiede sempre la testa di Gravina, che ha però ancora 4 big (e sotto sotto non solo) al suo fianco: «In Lega abbiamo fatto una delibera votata all’unanimità con cui abbiamo chiesto di uscire dalla Federazione perché non ci sono le condizioni e non abbiamo l’obbligo di restarci dentro». In realtà, c’è un vincolo sotto inteso da un altro ordinamento. Mollare la Figc significherebbe uscire dalle competizioni internazionali perché la Uefa riconosce soltanto i campionati organizzati dalle Leghe, gli altri non esistono. Lo sa bene, Lotito, e taglia corto: «Sicuramente noi veniamo visti un po’ come una situazione particolare nell’ambito del sistema europeo».

IL SENATO

Di certo, così non si può andare avanti, la Lazio rischia di aver già perso la qualificazione in Champions, e non solo. Magari, ancora più fomentato dal danno economico e sportivo sul bilancio, a breve si capirà se Lotito farà davvero sul serio o avrà fatto solo baccano. «Stiamo studiando la reazione migliore e preparando un dossier con tutti i torti», assicura l’avvocato biancoceleste Gianmichele Gentile, senza sbilanciarsi troppo sulle prossime mosse in arrivo. Bisogna muoversi bene, avere tutto pronto nel minimo dettaglio per urlare davvero al complotto. Nel 2011 Lotito sbandierava un “tintinnio di manette”, lo sbarco in Senato lo ha cambiato, ma non troppo. Adesso potrebbe aggiungere un’interrogazione parlamentare alla denuncia per la sua Lazio. Il Messaggero

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ARBITRI

Lazio-Milan, disastro Di Bello: stop di un mese

E sarà ancora… panchina. Per un mese circa e come già successo a inizio stagione quando lo stop durò 36 giorni. Marco Di Bello non ha tenuto le redini di Lazio-Milan così come alla seconda di campionato non vide il famoso rigore solare in Juventus-Bologna: allora tornò dopo oltre un mese in campo; adesso il lasso di tempo sarà più o meno lo stesso, considerata anche la prossima sosta per le nazionali. Lo riporta gazzetta.it. Fin troppo scontato che la gara dell’arbitro di Brindisi sia stata giudicata molto negativa. Anche il designatore Gianluca Rocchi non ha trovato spunti assolutori se non la prima scelta della gara, quella che al 12’ del primo tempo ha visto protagonisti Maignan e Castellanos in un contatto in scivolata giustamente non reputato da rigore. Poi, da lì o quasi, la guida di Di Bello ha decisamente deragliato

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RASSEGNA STAMPA

Rigori, cartellini e gol annullati: con i fischietti una stagione maledetta

Ci risiamo. Lo stadio è sempre l’Olimpico, di fronte c’è il Milan, ma l’epilogo è lo stesso del Bologna. In quel caso a complicare i piani della Lazio era stato Maresca, stavolta invece è Di Bello. I biancocelesti partono bene con un’occasionissima per Vecino, ma al 13’ qualcosa cambia. Luis Alberto e compagni chiedono a gran voce un rigore per un atterramento in area di Castellanos da parte di Maignan. Il portiere rossonero travolge il Taty lanciato in pressing alla ricerca del pallone, ma per il fischietto di Brindisi (e Di Paolo e Aureliano al Var) non c’è nulla. Finita qui? No, perché il vero show arriva nel secondo tempo. Al 57’ non vede il colpo in volto di Bennacer a Castellanos, dopo il quale Pulisic antisportivamente scippa il pallone a Pellegrini che lo atterra e viene espulso. La Lazio contesta di Bello anche per un mancato doppio giallo a Florenzi per i ripetuti falli su Zaccagni, così come più volte vengono graziati Giroud e Leao. Come se non bastasse poi, dopo il vantaggio di Okafor, arrivano anche due rossi diretti. Al 95’ Marusic per un “vaffa” di troppo che il montenegrino nello spogliatoio giura di non aver detto. Un minuto dopo Guendouzi, continuamente strattonato da Pulisic (sanzionato troppo tardi), per una spinta di reazione sullo statunitense che a tutto fa pensare tranne che a un’espulsione.

Ormai è un tunnel senza fine con gli arbitri. Col Bologna manca il secondo giallo a Fabbian, il penalty su Isaksen e un’ammonizione a Ferguson nonostante una gomitata su Cataldi. Finita qui? No. Tornando indietro fino a Salerno, Gyomber – appena ammonito per il fallo da rigore su Immobile – interviene in modo duro su Marusic, ma il direttore di gara, Prontera, gli risparmia il secondo giallo e la Lazio nel secondo tempo subisce la rimonta dei campani. Due settimane dopo a Verona Ayroldi grazia Duda al 50’, salvo espellerlo all’80’ per un’altra evidente trattenuta su Castellanos. Senza dimenticare che al Bentegodi è stato annullato un gol a Casale per la spinta su Terracciano, giudicato in maniera diversa dall’identico contatto Reijnders-Soulé in Frosinone-Milan o Bisseck-Strootman in Genoa-Inter che porta al centro di Arnautovic.

Per concludere in bellezza, il gol annullato a Guendouzi a Napoli per il fuorigioco (attivo?) di Zaccagni sul quale Colombo ha ammesso l’errore e infine il mancato rigore contro il Genoa per un fallo di Bani proprio su Zaccagni. Lotito si era fatto sentire tramite l’addetto agli arbitri Marco Gabriele con il designatore Rocchi, ma nulla è cambiato. Stavolta ci ha messo lui stesso la faccia. Il Messaggero

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ARBITRI

Designazioni, Sassuolo-Lazio a Di Bello: i precedenti

La designazione arbitrale della 9ª giornata di Serie A TIM ha assegnato la direzione della gara Sassuolo-Lazio al signor Marco Di Bello della sezione di Brindisi.

Il direttore di gara pugliese sarà coadiuvato dagli assistenti Bottegoni e Massara, Minelli sarà il IV uomo mentre Di Paolo e Muto sono stati indicati nei ruoli di VAR e AVAR.

Di Bello ha già arbitrato per 19 volte i biancocelesti in Serie A TIM. Il bilancio complessivo del fischietto brindisino sorride leggermente alla Lazio che è uscita vincitrice per 10 volte, pareggiando in 2 occasioni e perdendo in 7 circostanze (5 consecutive, ndr).

Nella stagione in corso non ha ancora diretto i biancocelesti; ultimo incrocio, la vittoria casalinga per 2-1 sulla Juventus dello scorso 8 aprile.

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ARBITRI

Lazio-Napoli, designazione arbitrale e precedenti

La 27ª giornata di Serie A TIM Lazio-Napoli, in programma domenica 27 febbraio 2022 alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico di Roma, sarà diretta dal signor Marco Di Bello (sez. Brindisi). 

Assistenti: Passeri-Tegoni

IV uomo: Cosso

V.A.R.: Massa

A.V.A.R.: Preti

PRECEDENTI

Il direttore di gara pugliese ha già arbitrato per 16 volte i biancocelesti in Serie A TIM. Il bilancio complessivo degli arbitraggi del fischietto brindisino sorride alla Lazio che è uscita vincitrice per 8 volte, pareggiando in 2 occasioni e perdendo in 6 circostanze.

In questa stagione, Di Bello ha diretto i biancocelesti alla 13ª giornata, nella sconfitta interna contro la Juventus.