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SERIE A

Lazio, finalmente la stagione è finita: Pedro saluta da campione, è nono posto. Esordio Przyborek (AUDIO)

Termina 2-1 Lazio-Pisa, gara valida per la 38esima ed ultima giornata di Serie A; succede tutto nel primo tempo: Moreo porta avanti i suoi (23′), Dele-Bashiru pareggia (33′) e Pedro chiude la sfida (35′).

PRIMO TEMPO

Sarri fa i conti con le assenze anche a fine stagione. Sceglie così Furlanetto tra i pali; Marusic, Gila, Romagnoli e Pellegrini dietro; in mezzo al campo Dele-Bashiru, Basic e Belahyane con Cancellieri, Noslin e capitan Pedro davanti. Ritmi blandi all’Olimpico, come era pronosticabile vista l’importanza, nulla, della gara. In avvio il Pisa impegna subito Furlanetto, poi è la Lazio ad avere occasioni, prima con Cancellieri e poi con Pedro: in entrambi i casi Semper spedisce in angolo. Al 23′ però sono i toscani a passare in vantaggio con Moreo. Passano 10′ e arriva il pari con Dele-Bashiru e poco dopo Pedro sigla il raddoppio biancoceleste. Si va quindi all’intervallo sul 2-1.


SECONDO TEMPO

Si riparte con un cambio per Sarri: Provstgaard prende il posto di un acciaccato Gila. Pochi spunti nella ripresa a al 61′ il cambio che fa alzare in piedi i pochi presenti all’Olimpico: Pedro lascia il posto a Dia, ovazione per il campione spagnolo. Intanto Noslin prova a rendersi pericoloso, mette in mezzo un bel pallone sul quale però non arrivano i compagni. Al 71′ altro cambio: entra Maldini per Cancellieri, con Noslin che trasloca a destra. All’82’ c’è tempo anche per l’esordio di Przyborek che subentra insieme a Lazzari, per Dele-Bashiru e Lazzari. Poche emozioni ma almeno arriva una vittoria: dopo tre minuti di recupero cala il sipario sulla gara… e sulla stagione, finalmente.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, i calci piazzati continuano a fare male: un gol su tre subito da palla inattiva

È una fragilità che emerge nei momenti decisivi.

Due colpi, identici, ravvicinati. Due incornate che hanno indirizzato il derby e acceso un riflettore su un problema che accompagna la Lazio da mesi. Non è una questione nuova, ma contro la Roma è diventata evidente, sicuramente decisiva, al netto di tutte le altre problematiche che hanno condizionato preparazione e gestione della stracittadina: i calci piazzati continuano a fare male. Il dato, preso da solo, potrebbe anche non allarmare, sottolinea il Corriere dello Sport. In Serie A la Lazio ha subito 13 gol da palla inattiva, un numero che la colloca a metà classifica, lontana dalle peggiori. Ma è la proporzione a raccontare la verità. Su 39 reti incassate in campionato, ben il 33% nasce da situazioni da fermo. In sostanza, un gol su tre arriva così. È questo il vero problema per Sarri. Perché spesso arrivano in momenti chiave, spezzano l’equilibrio delle partite, condizionano risultati e umori.

L’elenco dei gol subiti su piazzato, conclude il quotidiano, racconta una stagione fatta di errori ripetuti: episodi che sono distribuiti lungo tutto l’arco del campionato, senza una vera soluzione di continuità. Dalla punizione diretta di Nico Paz contro il Como alla doppietta di sabato, passando per le marcature arrivate su rigore di Gudmundsson (Fiorentina), Malinovskyi (Genoa) ed Ederson (Atalanta), quelle sugli sviluppi di corner di Fadera (Sassuolo), Coco (Torino), Vitinha (Genoa) e Atta (Udinese), quelle a seguito di punizione indiretta (Rrahmani con il Napoli e Delprato con il Parma) o addirittura da rimessa laterale (Lautaro con l’Inter). Cambiano gli avversari, cambiano le dinamiche, ma il risultato resta lo stesso. La Lazio non è tra le squadre più vulnerabili sui piazzati, ma subisce troppo da quelle situazioni in rapporto al totale. È una fragilità che emerge nei momenti decisivi, quando la concentrazione dovrebbe essere massima.

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STATISTICHE

Zona Lazio, nessuno meglio dopo il 90’. E nelle ultime otto gare ha fatto di più solo il Napoli

Quando il pareggio sembra ormai il risultato più probabile, arriva il nuovo colpo biancoceleste. Al 92’ Noslin trova il gol del 2-1 e regala alla Lazio tre punti significativi a Cremona. È un’altra rete – l’ottava – nel recupero (primato stagionale in Serie A), un’altra partita risolta oltre il novantesimo, un’altra conferma della tenuta mentale di una squadra che continua a crederci fino all’ultimo pallone.

Il dato è significativo: la Lazio ha conquistato 17 punti nelle ultime otto gare (meglio solo il Napoli nel parziale) dopo averne raccolti soltanto 16 nelle precedenti 15. Una crescita evidente, che tiene viva la rincorsa europea e restituisce fiducia in vista delle prossime sfide.

Il successo di Cremona non chiude i discorsi, ma li riapre. La Lazio resta in corsa per un posto in Europa e si avvicina alla zona che conta, anche se il calendario non concede margini di distrazione. L’Inter è ormai alle porte e poi ci sarà il derby, una partita che pesa sempre più della classifica.

Sarri sa che servirà una Lazio più continua, meno fragile nei primi tempi e più concreta nella gestione dei momenti. La rimonta di Cremona dà entusiasmo, ma conferma anche alcuni limiti: partire in salita resta un rischio, soprattutto contro avversari più forti.

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DICHIARAZIONI

Lazio, scalata Noslin: “Uno dei miei gol più belli e la speranza di vincere la Coppa Italia” (AUDIO)

Al termine di Cremonese-Lazio, il calciatore dei biancocelesti Tijjani Noslin ha concesso un’intervista ai cronisti presenti per raccontare le sue sensazioni a caldo dopo il triplice fischio. Ecco le sue parole a partita finita.

“Sono veramente felice di questi 3 punti, la Lazio ci ha sempre creduto, è una vittoria importante e voluta per la classifica. Sì è sicuramente uno dei gol più belli, non l’ho ancora rivisto, ma è molto importante. Questi 3 punti sono l’inizio, danno anche speranza di vincere la Coppa Italia ma sono 3 punti per aprire questo mese e terminare al meglio la stagione. Bellissimo gol. Come mi sento? Cambia poco se da esterno o attaccante centrale, l’importante è che la Lazio vinca, a livello mentale però mi sento molto più forte”.

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STATISTICHE

Lazio, sterile ma solida: la doppia faccia della Lazio in trasferta. Con la Cremonese…

Verso Cremonese-Lazio, dati Opta:

  • La Cremonese ha vinto solo una delle ultime otto partite (2N, 5P) giocate contro la Lazio in Serie A: 2-1 il 24 marzo 1996, con una doppietta di Andrea Tentoni – dopo il vantaggio iniziale di Paolo Negro – e Luigi Simoni in panchina.
  • Dopo sei trasferte consecutive senza successi contro la Cremonese in Serie A (2N, 4P), la Lazio ha vinto l’ultima gara esterna giocata allo Zini nel massimo torneo, il 18 settembre 2022: 4-0, grazie a una doppietta di Ciro Immobile, seguita dai gol di Sergej Milinkovic-Savic e Pedro.
  • La Lazio è sia una delle due squadre che non hanno trovato il gol per più trasferte in questa Serie A (10, al pari della Cremonese), sia una delle due ad avere collezionato più clean sheet nelle gare esterne del torneo in corso: nove, come l’Inter, compreso l’ultimo guadagnato sul campo del Napoli.
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Lazio, un gol per il rilancio: il sigillo di Maldini vale doppio

Ieri ha riassaggiato il campo e ha risposto con una zampata all’ultimo respiro da rapace dell’area di rigore.

Un gol per rilanciarsi a livello personale e per evitare alla Lazio di uscire sconfitta all’Olimpico. Ha una doppia valenza il sigillo di Daniel Maldini al 95′, dopo essere stato lanciato da Sarri nel quarto d’ora finale. Il progetto di attaccante sul quale sta lavorando da gennaio l’allenatore, evidenzia il Corriere dello Sport, ha dato una risposta importante che aprirà a nuovi ragionamenti tecnici nei prossimi giorni. Già, perché negli ultimi tempi, complice anche la tendinopatia cronica che lo ha tormentato, si è visto sorpassare nelle gerarchie da Noslin e Dia. È rimasto ai box con la Fiorentina, poi in panchina con Napoli e Atalanta. Ieri ha riassaggiato il campo e ha risposto con una zampata all’ultimo respiro da rapace dell’area di rigore.

Un gol che ha permesso alla squadra biancoceleste di uscirecon un pareggio dalla sfida con l’Udinese e anche di ritrovare la rete di un centravanti come, si legge, non accadeva dal 9 marzo, quando era stato ancora l’ex Atalanta a segnare (in quel caso contro il Sassuolo) partendo da riferimento centrale offensivo. Con i neroverdi, però, aveva timbrato il cartellino in apertura di match e non in extremis. Quello era stato il suo primo timbro da laziale, ieri è arrivato il secondo (sempre giocando in casa). Una lunga assenza di marcature da parte degli attaccanti che ha pesato nell’economia del gioco di Sarri, che nelle ultime partite si è affidato più che altro alle intuizioni delle mezzali e dei difensori.

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Lazio, dalla valigia pronta al primo gol stagionale: Romagnoli certezza e guida verso il rush finale

Il centrale è il pilastro della Lazio di Sarri, ieri l’ultima conferma.

Un gol pesante, il primo della sua stagione. Il primo, soprattutto, dopo tutto quello che è accaduto a gennaio. Sì, perché c’è stata una storia che sembrava già scritta, un addio annunciato, una valigia pronta. Nell’ultima sessione di mercato Romagnoli, sottolinea il Corriere dello Sport, era davvero a un passo dal lasciare la Lazio. Dopo la trasferta di Lecce aveva salutato tutti, con l’idea di trasferirsi negli Emirati Arabi Uniti, all’Al-Sadd di Roberto Mancini. E invece qualcosa non è andato come sembrava.

Ieri il gol, dentro una prestazione da leader difensivo, con senso di appartenenza, responsabilità. Prima della rete, c’era stata la solita prestazione da riferimento centrale. In coppia con Gila ha alzato un muro, leggendo in anticipo ogni movimento dell’Atalanta, chiudendo gli spazi, guidando la linea, con l’unico momento di vero pericolo rappresentato dal gol di Ederson poi cancellato dal Var. Romagnoli, però, non si è limitato a difendere. Ha sentito che era il momento di sbloccarsi anche dal punto di vista realizzativo, scegliendo il momento perfetto per segnare il suo primo gol stagionale, nella notte più importante.

In una stagione in cui tante certezze sono venute meno lui, conclude il quotidiano, è rimasto. Ha continuato a lavorare, a guidare, a mettersi al servizio della squadra. E anche a segnare nella partita più importante della stagione.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri: “Soddisfazione meritata, servono più gol. Appello ai tifosi? Rispetto la scelta ma saremmo felice di rivederli. Su Motta…” (AUDIO)

Il tecnico della Lazio Maurizio Sarri a Mediaset ha commentato l’approdo in finale di Coppa Italia:

“La partita stasera era complicatissima, contro una squadra forte e in uno stadio difficile non solo per noi. I ragazzi si sono meritati questa serata, abbiamo fatto un grande percorso in Coppa Italia, in una stagione dura, complicata; siamo riusciti a prenderci questa soddisfazione della finale.

Cosa chiederei alla squadra? Di risolvere un problema che abbiamo da inizio stagione: non trovare con facilità il gol. Siamo diventati una squadra solida, con cui non è facile giocare, ma grossa facilità ad andare in gol non l’abbiamo.

Rigori? Motta ha numeri impressionanti. Ha delle prospettive e per me ha margine, soprattutto con i piedi. Prospetto importante, interessante, deve avere nella testa la volontà di migliorare ancora.

Appello ai tifosi per la finale? Porto grande rispetto alle scelte delle persone e lo porto anche ai nostri tifosi. Detto questo, se venissero, io per primo, ma tutta la squadra, saremmo non contenti, di più. Ieri erano all’aeroporto ad incoraggiarci. Se venissero sarei l’allenatore più felice del mondo, ma rispetto”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Lazio, Rambaudi: “Fiorentina gol fortuito, ma serve attenzione. Bene Patric, Cancellieri…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Il primo tempo la Lazio mi è piaciuta, per atteggiamento e qualità nello sviluppo di gioco. Con Patric si sono viste belle giocate in cui la squadra si ritrova, ma poi devi trovare il gol. Bene De Gea su Zaccagni, Cancellieri doveva fare gol; queste sono situazioni che possono capitare, magari pure con l’Atalanta, quindi ti devi allenare. Avevamo detto che queste gare sarebbero state un allenamento e questo stiamo vedendo.

L’importante ora è recuperare qualche calciatore. Sul loro gol occasionale hai pagato i centimetri che non ha Lazzari ma comunque non era messo bene. I particolari fanno la differenza, bisogna guardare anche le cose stupide, basilari: la postura del corpo è importante, per esempio. Ora chiaramente non è da colpevolizzare solo Lazzari, ma in generale serve maggiore attenzione.

Devi pensare al momento, alla Coppa Italia. Il futuro poi si vedrà. E c’è tanto da vedere. Se cambi interpreti ma non cambi pensiero, come in Nazionale, il risultato rimarrà lo stesso. A fine stagione io partirei resettando tutto per provare a fare qualcosa di bello.

Sogliano? Qui non è un discorso di nomi. Le direttive sono quelle, non c’è carta bianca. La strategia è: compro a 5, vendo a 30. Non si guarda l’aspetto tecnico o meritocratico, ma solo economico. Io invece credo che si debba ragionare sul come ripartire, guardando tutto, a 360°, creando una società forte, competente, che lavori anche sul settore giovanile”.

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STATISTICHE

Lazio, top e flop: la migliore nell’ultimo quarto d’ora, ma per Sarri è la seconda peggiore media punti

Dati Opta verso Fiorentina-Lazio:

  • La media punti della Lazio di Maurizio Sarri in questo campionato è di appena 1.42 punti a match, il secondo peggior risultato del tecnico toscano in termini di media punti in un singolo torneo di Serie A dopo il 2014/15 alla guida dell’Empoli (1.11 in quel caso, in quella che era la sua prima stagione alla guida di un club di massima serie).
  • Con la rete di Noslin al Parma nell’ultimo turno e includendo anche il 2-2 di Pedro nel match d’andata contro la Fiorentina, la Lazio ha segnato ben 12 dei suoi 32 gol in questo campionato nel quarto d’ora finale di match, un record in percentuale (38%) dal 76′ in avanti in questa Serie A.