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RASSEGNA STAMPA

Lazio, debutto in Coppa Italia per Motta: già è stato decisivo in questa competizione ad agosto

Titolare senza preavviso, Motta ha risposto con maturità e personalità.

Motta si prepara a vivere la sua prima notte di Coppa Italia con la maglia della Lazio, un debutto che arriva nel momento più delicato della stagione. Non è il suo esordio in questo tipo di palcoscenico, sottolinea il Corriere dello Sport, visto che in questa edizione della Coppa Italia ha già dimostrato di saper incidere, anche se con un’altra maglia. Il 15 agosto, quando ancora difendeva i pali della Reggiana, era stato protagonista nel primo turno contro l’Empoli: un rigore parato a Ilie nei tempi regolamentari, poi un altro a Carboni nella lotteria dagli undici metri dopo l’1-1 al 90′.

A gennaio è arrivato il salto, improvviso e impegnativo. Dalla Serie B alla Lazio. Poi l’episodio che cambia tutto: l’infortunio di Provedel, la necessità di farsi trovare subito pronto. Motta si è ritrovato titolare senza preavviso, ma ha risposto con maturità e personalità. Da quando è tra i pali, la Lazio ha vinto quattro partite su sei, mantenendo la porta inviolata in tre occasioni. Non solo statistiche, ma segnali concreti di affidabilità. Parate decisive, il rigore neutralizzato a Orsolini a Bologna, presenza costante, capacità di restare lucido nei momenti più complicati.

Adesso, conclude il quotidiano, arriva la Coppa Italia. Un altro esame, forse il più pesante. Anche perché il percorso della Lazio nella competizione è stato segnato da una continua rotazione tra i portieri. Negli ottavi contro il Milan aveva giocato Mandas, nei quarti a Bologna e nella semifinale d’andata con l’Atalanta era toccato a Provedel. A Bergamo servirà personalità, capacità di gestire la pressione e di interpretare i momenti della partita: l’ex Reggiana dovrà farsi trovare pronto.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, ultimo sprint: mese decisivo (anche) per il futuro

Ad aprile una serie di importanti appuntamenti per Sarri e i suoi: in ballo c’è anche il futuro.

Il mese dell’anno, quello che decide. Quello che ci dirà se questa squadra può sognare ancora oppure può pensare con largo anticipo alla prossima stagione. Parma stasera, poi tripla trasferta a Firenze, Napoli e Bergamo (la partita più importante, la semifinale di ritorno di Coppa Italia) e infine Udinese all’Olimpico. La Lazio, evidenzia Il Messaggero, si gioca tutto in poco più di tre settimane: il settimo posto nel mirino (sette sono anche i punti dietro alla Dea) che spesso regala una qualificazione europea e la finale della manifestazione nazionale che dopo un’annata del genere sarebbe clamorosa. Pensare partita dopo partita il diktat di Maurizio Sarri, alla ricerca della quarta vittoria di fila cosa che non gli è mai riuscita quest’anno.

Per ritrovare una Lazio così vincente con il Comandante in panca, si legge, bisogna tornare al 22 dicembre del 2023: una serie di quattro affermazioni chiusa il 14 gennaio. Baroni invece era riuscito a vincerne cinque di fila dal 27 ottobre del 2024 al 24 novembre, un filotto in questo caso interrotto proprio dal Parma nel primo giorno di dicembre. Evitare un altro scherzetto sarebbe il massimo. Ed è l’obiettivo.

Al Tardini a dicembre era arrivata la più grossa soddisfazione degli ultimi mesi: due espulsi, un finale che sembrava solamente di contenimento e di sofferenza vera, e invece la zampata di Noslin che regalò tre punti pesantissimi che tutti speravano potessero stravolgere in positivo la stagione biancoceleste. Da quel momento in poi la Lazio ha dovuto aspettare quattro partite per tornare a prendersi il bottino pieno (a Verona in trasferta) e ha inanellato una serie di prestazioni che sono sì il passato, ma che sarebbe meglio non dimenticare per riuscire a rimanere a galla: non si può tornare a quello. Poi il mercato aperto – con gli addii eccellenti – la protesta dei tifosi, le frecciate in conferenza stampa tra tecnico e società, il restyling del Flaminio e le tante telefonate a Lotito. È successo di tutto nel frattempo. Ma prima della sosta Sarri sembra abbia trovato il giusto binario e nonostante l’emergenza vuole continuare a vincere. Solamente così si possono continuare a preparare le partite con la giusta serenità e con la giusta voglia, quella che tutti devono avere, per forza, il 22 aprile quando davvero conta fare risultato.

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SERIE A

Lazio con personalità a San Siro ma non basta: decisivo Leao, Maignan super. Collu nega un rigore ai biancocelesti

Termina 1-0 Milan-Lazio, gara valida per la 13esima giornata di Serie A: decisivo Leao.

PRIMO TEMPO
Sarri sceglie la formazione vista già contro il Lecce, eccezion fatta di Vecino al posto dell’infortunato Cataldi. La Lazio parte in maniera completamente opposta rispetto a come si è presentata a San Siro nell’ultima trasferta di campionato, quella contro l’Inter; a dimostrazione di questo la palla gol in avvio capitata sulla testa di Gila: solo un provvidenziale Maignan, con un super intervento dei suoi, ha negato la gioia allo spagnolo. Nei primi 45′ i biancocelesti sono riusciti a fare la partita, anche magari per volere dei rossoneri, fatto sta però che la personalità alla squadra di Sarri non è mancata. Nel complesso più Lazio che Milan.

SECONDO TEMPO

Il Milan riparte meglio ma la Lazio riesce comunque a farsi vedere: all’occasione di Leao risponde subito Zaccagni. Al primo vero, concreto, tentativo della gara però i padroni passano in vantaggio: ci pensa Leao a siglare l’1-0 (51′). A mezz’ora dalla fine le prime mosse di Sarri: fuori Vecino e Dia, in campo si rivedono Dele-Bashiru e Castellanos; l’argentino si rende subito pericoloso. Al 70′ spazio a Pedro che prende il posto di Isaksen. A 5′ dalla fine in campo Noslin e Tavares, per Basic e Pellegrini. In pieno recupero poi gli animi si accendono: arbitro al Var per un possibile fallo di mano in area di Pavlovic su conclusione di Romagnoli; nel frattempo rosso ad Allegri e a Ianni, il vice di Sarri, per una discussione nei pressi delle panchine. Dopo una revisione lunga diversi minuti Collu non concede il rigore alla Lazio, tra le polemiche. Al triplice fischio è quindi il portoghese l’uomo-partita: va al Milan il primo dei due confronti ravvicinati con la Lazio; ora testa agli ottavi di Coppa Italia in programma giovedì all’Olimpico.