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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Noslin trascinatore inatteso dell’attacco: vuole la prima finale

Olandese sempre in campo nelle partite più delicate.

Cercava spazio, non trovava nemmeno un ruolo fisso. La storia è cambiata da un mese a questa parte, insieme a lei anche le gerarchie offensive: prestazione super a Napoli, poi la conferma nella semifinale di ritorno con l’Atalanta. Noslin ha sorpassato la versione da falso nove di Maldini e la candidatura di Dia, eppure spesso era stato utilizzato sulla fascia come vice-Zaccagni. Sempre in campo, evidenzia il Corriere dello Sport, nelle partite più delicate, quelle che permettono oggi alla Lazio di capovolgere le sorti di una stagione tribolata fin dal principio.

L’olandese aveva guidato il tridente a Bergamo, nel match di ritorno chiuso ai rigori era rimasto in campo per 120 minuti nonostante le fatiche della gara precedente al Maradona. Non ha segnato, ma è stato comunque determinante. Il gol decisivo, al contrario, lo aveva messo a referto nei quarti disputati al Dall’Ara: 1-1 a inizio ripresa su assist di Dele-Bashiru, appena dopo l’ingresso al posto di Pedro (uscito per infortunio pochi minuti prima dell’intervallo). Di Noslin, in Coppa Italia, rimane indelebile soprattutto la prova con il Napoli dello scorso anno: tripletta a Conte e passaggio del turno centrato all’Olimpico. In totale, si legge, ha realizzato 4 reti in 6 presenze nella competizione. Curriculum alla mano, sarà la partita più importante della sua carriera. Non ha mai giocato un confronto di questo livello, che mette in palio un trofeo.

C’è un precedente, conclude il quotidiano, che sorride a Noslin: contro l’Inter riuscì a timbrare il cartellino nell’ultima giornata della Serie A 2023-2024. Finì 2-2 a Verona, segnò il provvisorio 1-1 incrociando con il sinistro su assist di Suslov. La partita risale al 26 maggio 2024, una data dolce per i tifosi, sempre a proposito di Coppa. Ripetendosi domani, realizzerebbe un sogno inimmaginabile fino a qualche anno fa, quando non giocava nemmeno nei professionisti. Adesso è il capocannoniere della rosa insieme a Isaksen (5 reti, ma con un minutaggio inferiore rispetto al danese, 1180 contro 1860) e l’attaccante pronosticato dall’inizio per l’all-in biancoceleste di domani sera. Non potrebbe scordare mai un gol nella prima finale in carriera.

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Lazio, è Castellanos il trascinatore del gruppo: i numeri

Gol e assist anche ieri: Taty è il valore aggiunto dei biancocelesti.

Spesso rimproverato di non essere un goleador, Castellanos risponde con giocate di alto livello. Non sarà il classico bomber da chissà quante reti in stagione, ma il lavoro che fa per la squadra è sotto gli occhi di tutti e spesso e volentieri le sue azioni sono caratterizzate da grande tecnica.

E può un attaccante con due gol in cinque partite essere il giocatore più decisivo di una squadra? Si, l’impatto avuto da Taty Castellanos in questo inizio di stagione sulla Lazio ne è la perfetta dimostrazione, scrive TuttoMercatoWeb. Le due vittorie stagionali della squadra di Maurizio Sarri sono marchiate Castellanos, doppio assist e gol contro il Verona in un tempo, assist e gol anche ieri a Marassi per indirizzare il match nei primi 45 minuti di gioco. A questo impatto va poi aggiunto il gol annullato a Como per un millimetro, unico lampo in un’apatia biancoceleste che avrebbe portato la Lazio sul punteggio di 1-1 in una partita dove tutto si poteva pensare meno che Castellanos e compagni potessero fare risultato.

Anche il derby, giocato solo per 25 minuti dall’argentino, ha dimostrato come la Lazio sia tutt’altra squadra con l’ex Girona in campo. Due gol, si legge, tre assist e un contributo del 71% sui gol stagionali della squadra di Sarri.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Sarri deve essere il trascinatore. E su Fazzini e Fabbian…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Fazzini o Fabbian? Il primo mi piace, gioca tra le linee, ma per la Lazio di Sarri Fabbian penso sia più utile, potrebbe portare 6-7 gol.

Scordiamoci un mercato in cui si prendono tanti giocatori. Lo scorso anno ero molto fiducioso, credevo nel progetto, ora sono più cinico e voglio i fatti: non mi interessa il mercato, il tecnico deve decidere i profili utili.

A mio avviso sarebbe meglio intervenire ora per far sì che Sarri possa avere la rosa al completo in ritiro, se poi dovessero mancare uno o due giocatori non sarebbe un problema, ma di base dovrà avere il gruppo pronto.

Il tecnico deve essere trascinante e rassicurante, magari scegliendo un giocatore funzionale ma con leadership; anche a fine carriera, ma che vuole mettersi in mostra, stile Pedro”.