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PAROLA ALL'OPINIONISTA

Lazio, per la difesa occhi anche su Chiarodia. In attacco idea Pablo Felipe

La retrocessione del West Ham può favorire la Lazio.

Tra i nodi da sciogliere, la cessione di Romagnoli all’Al-Sadd per far entrare un giovane sostituto. Coppola, riporta Il Messaggero, piace ma non c’è nessun affondo. Oltretutto serve più un centrale dal piede mancino: occhio, si legge, a Fabio Chiarodia e all’argentino Lautaro Rivero.

Per quanto riguarda l’attacco, Noslin tornerà a fare solo l’esterno o il trequartista in un eventuale 4-2-3-1. Per Gattuso non ha caratteristiche da prima punta ed è il motivo per il quale insiste per un altro centravanti da aggiungere a Dia e Ratkov. L’agente Mendes ha proposto il 22enne Pablo Felipe, fra i nomi della talent room già a gennaio, prima di finire in Premier per 25 milioni insieme a Castellanos. La retrocessione del West Ham può favorire la Lazio. A Firenze, conclude il quotidiano, parlano di un interesse per Roberto Piccoli, magari inserendo Cancellieri più un conguaglio. Già prima dello sbarco al Milan, Santiago Gimenez era un vecchio pallino di Lotito, ma sembra ancora un sogno. Servono nuove parate, ma anche tanti gol in più.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Cataldi si racconta: “Il mio ritorno, Sarri, Immobile e Felipe. Vi dico tutto…”

Il centrocampista biancoceelste Danilo Cataldi ha parlato a Lazio Style channel. Queste le sue dichiarazioni:

Differenza tra il 2018 e il mio ritorno quest’estate? Sono passati un po’ di anni; superati i trenta vivi tutto in maniera diversa, c’è un po’ di esperienza in più, Firenze è stata una tappa diversa rispetto alle precedenti“.

Firenze – “Anche da lì ho visto tutte le gare della Lazio che potevo, anche quando eravamo in spogliatoio con il telefono. Sicuramente i quarti con il Bodo sono stati quelli che mi hanno segnato di più, mi è dispiaciuto per i compagni che ho sentito tutto l’anno. Anche i derby li ho vissuti in maniera caotica, li ho visti insieme a Edo (Bove, ndr)”.

Pioli, Inzaghi e Sarri – Sono stati tre allenatori importanti. Con Sarri c’è un legame a livello calcistico più adatto alle mie caratteristiche, speriamo di continuare questa crescita“.

Il gol di Provedel –Una gioia incredibile. Una partita che non meritavamo di perdere, in Champions, è stato un bel momento“.

Mihajlovic – “La Lazio ha avuto grandi giocatori ma anche grandi uomini, se me lo chiedi ora, per quello che è stato e per la mancanza, ti direi che avrei voluto giocare con Sinisa Mihajlovic“.

Kean-Immobile – Paragone complicato, Ciro ha fatto 8/10 anni a livelli importantissimi, era incredibile in fatto di gol e di continuità. Ha vinto la Scarpa d’Oro in un’epoca con giocatori incredibili. Kean credo sia un giocatore incredibile, ha potenzialità atletiche impressionanti. L’anno scorso ha fatto un campionato importante, è un giocatore forte. Ripetersi è difficile ma ha tutte le qualità per poterlo fare“.

Immobile-Radu – “Quando smetterò dirò che ho avuto la fortuna di giocare con calciatori importanti. Radu è stata la persona che in campo mi ha aiutato di più, ho giocato anche con Klose. Sono, oltre che giocatori straordinari, personaggi importanti nella storia del calcio“.

Felipe Anderson – “Era straripante nei suoi primi quattro mesi alla Lazio, poi è tornato e penso che comunque faceva la differenza, era più pulito magari meno devastante a livello fisico. Giocatore fortissimo“.

Feder – È il mio sportivo del cuore, mi rivedo le vecchie partite. Credo sia stato un pilastro del mondo sportivo“.

250 presenze e oltre con la Lazio? Mi fa piacere, penso che da un certo punto di vista non sia stato facile, sono andato via e poi sono tornato. Se mi guardo indietro sono contento e spero di poter portare la Lazio il più in alto possibile“.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Marusic la garanzia sulle fasce. Domani affiancherà Felipe Anderson in una speciale classifica

Il montenegrino è una certezza per Sarri e nel frattempo entra nella storia della Lazio.

Che sia a destra o a sinistra, il suo apporto alla causa non cambia: Adam Marusic ormai è un inamovibile della Lazio, soprattutto per Sarri. Come evidenzia il Corriere dello Sport, il montenegrino è la garanzia del toscano sulle fasce, non ha più nemmeno bisogno di testarlo. A destra o sinistra, stesso livello di prestazioni. Una manna per l’allenatore. Finora ha saltato solamente la sfida contro il Torino, non era stato convocato a causa di un problema muscolare. Rendimento costante il suo, ha dato un grosso contributo alla fase difensiva della squadra, conosceva alla perfezione i movimenti richiesti dal tecnico visto il triennio 2021-2024 vissuto insieme.


Domani Marusic, conclude il quotidiano, toccherà quota 326 presenze con la Lazio, affiancherà Felipe Anderson sull’11º gradino della speciale graduatoria all time. In stagione, senza intoppi fisici, entrerà sicuramente nella top ten. Quella attuale è la sua nona annata
in biancoceleste, soltanto nel 2018-2019 e nel 2019-2020 ha totalizzato meno di 30 gare in Serie A. Sarri, tornando a Formello, ha ritrovato uno dei suoi uomini più fidati: 131 match disputati con il Comandante, anche in questo caso Felipe Anderson è il prossimo da raggiungere (decimo con 137).

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Caicedo: “Non è più la mia Lazio cattiva e vincente. A Immobile dico di tirare fuori il veleno!” (AUDIO)

FELIPE CAICEDO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Cerco di seguire sempre la Lazio, in questo momento mi sto godendo a Dubai la mia bimba e mia moglie. La Lazio mi è rimasta tanto dentro, ho tanti amici ancora lì, un bel rapporto con i tifosi, mi sento sempre di dare una pinta in più alla gente laziale ed ai ragazzi che giocano per questa maglia.

I risultati ottenuti con Sarri sono stati importanti, poi il tecnico purtroppo se ne è andato. Il bilancio generale dell’ultima stagione è stato negativo, non l’ho riconosciuta, ha perso identità, ha perso qualità offensiva. Sento ancora i miei ex compagni di squadra, ma ora è un’altra storia. Da quando sono andato via io sono rimasti in pochi, Patric ed Immobile e pochi altri. Non è più la mia Lazio, quella cattiva, quella che ci piaceva, che giocava per vincere. Negli ultimi anni.

Non mi sorprendo di quello che Inzaghi sta facendo all’Inter, è bravo, competente, ha uno staff importante. Ogni tanto con lui discutevo, mi faceva sempre entrare nel secondo tempo (ride, ndr). Litigavamo ma dieci minuti dopo ci abbracciavamo. Lui fa la differenza in quel senso, capisce i momenti. Mi trattava come uno importante, mi faceva sentire una pedina essenziale per la squadra.

Cosa vorrei dire ad Immobile? Lui sa che deve tirare fuori quel veleno che ha dentro. Era e resterà sempre un bomber, deve solo essere tranquillo e tirare fuori tutto il meglio che ha dentro. Ha fatto la storia della Lazio, deve essere consapevole che la Lazio ha ancora bisogno di lui. I veri tifosi sono al suo fianco, nessun dubbio.

Il mio gol più importante è stato quello di Cagliari. Ha significato tanto, eravamo in corsa per lo scudetto, stavamo perdendo, è la rete che mi ha dato più gioia. Fu molto bello anche quello alla Juventus. E’ stato un bel capolavoro anche di Correa.

Quando alla cena di Natale parlai apertamente di scudetto era perché davvero ci credevo. Eravamo lì, in fiducia, tutti nello spogliatoio ci credevano, io ho avuto il coraggio di dirlo. Purtroppo c’è stato il Covid che ci ha fermato”.

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Lazio, un Felipe saluto: il brasiliano all’ultima in biancoceleste: pronto il tributo del club

Domenica sarà l’ultima partita di Felipe Anderson con la maglia della Lazio. Il brasiliano, che aveva già salutato Roma nel 2018, salvo poi tornare nel 2021 (operazione sempre col West Ham), ha già firmato col Palmeiras dal 1 luglio e giocherà contro il Sassuolo la sua ultima gara in biancoceleste, il 26 maggio alle 20:45.

Come riporta il Messaggero, la Lazio ha già pronto un tributo per il brasiliano. Verranno fatti vedere tutti i gol e gli assist del numero 7 sui maxischermi e poi verranno consegnate al calciatore una maglia celebrativa e una targa in ricordo proprio dei momenti vissuti insieme

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APPROFONDIMENTI

Felipe Anderson, fai l’ultimo regalo alla Lazio!

Da Felipe Anderson la Lazio si aspetta un ultimo regalo. In uno stadio che spesso lo ha esaltato. Felipe Anderson è all’ultima sfida di cartello con la maglia della Lazio. Da quando, nell’estate del 2021, è tornato a Roma, non ha saltato nemmeno una partita: ne ha giocate 147 su 147. “Ringrazio il presidente Lotito e il direttore sportivo Fabiani per avermi accolto in un momento per me non facile – ha detto nel giorno in cui ha annunciato il suo passaggio al Palmeiras -. Ringrazio anche i tifosi che mi hanno voluto bene e mi hanno sempre dimostrato il loro affetto. Mi voglio godere ogni giorno e ogni minuto con la maglia della Lazio”. Quella di domenica contro l’Inter sarà la sua ultima grande partita con la maglia biancoceleste. Serve un suo gol per avvicinarsi alla zona Champions League. 

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STATISTICHE

Lazio, per Anderson l’ultima trasferta laziale: fa 250 contro la sua vittima preferita

Felipe Anderson ai saluti, gli ultimi 180′ e finirà anche la sua seconda vita laziale (20 gol e 20 assist dal suo ritorno). “Luci a San Siro” anche per il brasiliano che domenica toccherà quota 250 presenze nella massima serie contro quella che è stata la sua vittima preferita. L’Inter, infatti, è la squadra contro cui Felipe ha realizzato più gol in carriera in Serie A (sei), inclusa la sua prima doppietta nel torneo, il 21 dicembre 2014 al Meazza.

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FORMELLO

Lazio, Felipe c’è sempre: 145 di fila oltre il dolore

Felipe Anderson c’è! Il brasiliano, nonostante avverta un fastidio all’alluce, non vuole mancare nella gara di oggi contro l’Hellas Verona e dunque potrebbe giocare dall’inizio nel 3-4-2-1 di Igor Tudor: Felipe è pronto a incrementare il record personale tra i club dei 5 campionati europei arrivando a 145 partite consecutive da agosto 2021.

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COPPA ITALIA

Felipe Anderson e il pestone di Alex Sandro: che taglio al piede!

Ha stretto i denti, poi ha dovuto mollare. Felipe Anderson ha subito un pestone da Alex Sandro nel primo tempo, che lo ha costretto a uscire nella seconda frazione di gioco. Al suo posto è entrato Vecino. Sul profilo Instagram dell’agenzia che gestisce il brasiliano sono state pubblicate le foto della ferita all’alluce che non gli ha permesso di terminare la partita. L’immagine che vedete e che abbiamo scelto, è la meno cruenta tra quelle pubblicate. La speranza per tutti i tifosi e per Igor Tudor è che non sia nulla di grave.

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, i soldi di Felipe a Zac (oggi la firma): non è un caso ma un calcolo. Fabiani: “Tempo vacche grasse è finito”

Chiodo schiaccia chiodo, cuore e testa al futuro. Per un simbolo che va, ne resta un altro. Lunedì Felipe saluta e il Palmeiras annuncia il nuovo matrimonio a giugno, nella notte Zaccagni resta e trova l’accordo totale per il rinnovo sino al 2029 a quasi 3 milioni a stagione più 500 di bonus. La firma arriverà oggi stesso con Mattia e l’agente Giuffredi a Formello. Stavolta col massimo tempismo, a livello strategico e comunicativo, per placare il malcontento di una piazza in fermento. Le cifre accettate dall’ex Hellas sono le stesse proposte, e poi rifiutate, da Anderson. Non può essere solo un caso, come il fatto che non tutti in società abbiano storto il naso per l’addio del brasiliano, nell’ottica di una politica di ringiovanimento. Lotito voleva trattenerlo perché lo considera un figlio, ma un quinquennale per un 31enne rischiava di ricalcare il solco di certi errori già commessi in passato. Zaccagni ha invece ancora 28 primavere e, riacquistato potere sul cartellino (in scadenza nel 2025), chiunque dovrà trattarlo alle esose condizioni della Lazio. La Juventus e Giuntoli hanno già bussato, ma Mattia (che non ci sarà il 23 aprile nella semifinale di ritorno di Coppa Italia) sta bene con la moglie Chiara e il figlio Thiago (in arrivo la secondogenita) a Roma e, per questo, non vedeva l’ora di firmare il prolungamento tanto atteso.

INCASTRO

C’era una promessa fatta da Lotito a Zaccagni al suo matrimonio. Con Felipe out e Mattia in, si concretizza un altro gioco a incastro. Un po’ come era successo, a luglio scorso, con Milinkovic e Luis Alberto: lo stipendio risparmiato col serbo destinato allo spagnolo. Un errore forse allora per la Lazio, ancora irritata (chiederà i danni in caso di braccio di ferro) per l’uscita a gamba tesa del Mago, che ha chiesto pubblicamente la risoluzione del contratto, favorendo le speculazioni di eventuali pretendenti (in Qatar o altrove) al suo cartellino, su cui rimane anche il 20% da riconoscere al Liverpool. Poi però resta valido un altro discorso: Lotito taglierebbe volentieri la sua busta paga monstre (da oltre 4 milioni sino al 2027) per abbassare ulteriormente il monte ingaggi che, nel rapporto con i ricavi, dovrà scendere dal 90% dell’attuale stagione all’80%, secondo i nuovi paletti Uefa e Figc del prossimo anno. D’ora in avanti, quindi, adeguamenti solo per i giovani (arriverà quello di Casale in stile Patric) o per chi guadagna poco (vedi Provedel) e se lo è meritato: «Come avete visto anche con Zaccagni, stiamo rispettando ogni impegno – assicura il ds Fabiani, intercettato ieri all’uscita di Formello – e non andiamo dietro a chiacchiere destituite di qualsivoglia fondamento né a gossip a pagamento. Nessuno dei calciatori mi ha chiesto ufficialmente di andare via, è cambiato il registro e il bene della società è al centro del progetto. Forse questo non piace all’esterno e qualcuno si sta agitando. Il tempo delle vacche grasse è finito». Il Messaggero