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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Coppa con i tifosi: è un ritorno che va oltre la partita. Pedro invitato sotto la Nord

Notte speciale anche per il meritato tributo a Pedro.

Mercoledì sarà tutta un’altra storia. La finale riporterà la Lazio e il suo popolo dentro lo stesso perimetro. L’Olimpico sarà pieno, completamente diverso, finalmente vivo. La metà laziale, circa 30.000 tifosi, si colorerà interamente di celeste, come richiesto dai gruppi organizzati per preparare una coreografia all’altezza dell’evento. È un ritorno, sottolinea il Corriere dello Sport, che va oltre la partita. Dopo mesi di assenza volontaria, la tifoseria torna sugli spalti per un appuntamento che vale una stagione. Una scelta ponderata, coerente con la linea della protesta ma anche con la promessa fatta alla squadra e all’allenatore. Una spinta che la Lazio cercherà di trasformare in energia, in ritmo, in convinzione. Perché contro l’Inter servirà tutto: qualità, attenzione, ma anche cuore.

Sarà inoltre una notte speciale per il meritato tributo a Pedro (uscito tra i fischi degli interisti sabato sera). Lo spagnolo, si legge, è pronto a salutare a fine stagione, la tifoseria lo ha già invitato a presentarsi sotto la Nord a fine partita, indipendentemente dal risultato.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Lazio viva, al ritorno il 50% di possibilità. E su Tavares e Maldini…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“La squadra è viva e questo è un segnale. Secondo tempo più vivo del primo. Andando ad analizzare i gol: quello che ha portato alla rete di Dele-Bashiru è ciò che devi fare contro una squadra che marca a uomo; la giocata che puoi fare per sorprendere. Sono contento anche per Dia, che ci ha creduto nell’occasione della rete. L’attenzione poi doveva essere altissima, soprattutto nel finale.

Le motivazioni diventano decisive: a Torino ti sei approcciato in maniera moscia, con la ‘depressione’ del momento e l”adrenalina poi dell’impegno di Coppa. Credo che Sarri debba ricalcare il fatto che il campionato dovrà essere un allenamento per arrivare bene al ritorno. Voglia, determinazione, fame: tutto questo non deve mancare.

Ora il passaggio del turno è 50 e 50. A Bergamo loro dovranno fare la partita, concederanno spazi. Il ritorno ci sarà tra tante settimane, c’è da capire come arriveranno le squadre ma per questo diventa fondamentale nel frattempo fare bene in campionato.

Tavares, lo diciamo sempre, ha qualità ma mentalmente spesso non è stato concentrato. Come dice Sarri, si vede che il portoghese ha lavorato su se stesso.

Maldini è questo e in questa squadra serve il suo gioco. Ha un tipo di gioco, protegge palla, occupa certe zone, anticipa o ritarda nel passaggio, che serve a questa Lazio. Ha tecnica individuale e fisicità, è intelligente: tutto questo serve a Sarri e alla squadra”.

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COPPA ITALIA

Lazio, risveglio e rimpianto: doppia rimonta Dea e tutto rinviato al ritorno (Photogallery)

Termina 2-2 Lazio-Atalanta, semifinale di andata di Coppa Italia: in gol Dele-Bashiru (47′), Pasalic (50′), Dia (87′) e Musah (90′)

PRIMO TEMPO

Sarri parte con Provedel tra i pali; dietro torna Gila che riforma la coppia centrale con Romagnoli, ai loro lati Marusic e Tavares; in mezzo al campo il ballottaggio lo vince Dele-Bashiru, che si unisce a Cataldi e Taylor; davanti Maldini si riprende il posto tra Isaksen e Zaccagni. Subito un brivido: l’Atalanta passa in vantaggio con Krstovic, ma dopo una revisione l’arbitro ha annullato la rete per un precedente fuorigioco di Zappacosta sul lancio di Scalvini (9′). Poco dopo ci prova di testa anche Pasalic: palla out non di molto. I padroni di casa nel frattempo faticano a rendersi pericolose. Nel finale traversa di Zappacosta (42′).

SECONDO TEMPO

Il tempo di ripartire e la Lazio si porta in vantaggio: Maldini serve Dele-Bashiru che con un pallonetto supera Carnesecchi per l’1-0. Passano 3′ minuti e l’Atalanta pareggia i conti: Samardzic calcia indisturbato, Provedel respinge ma sulla ribattuta c’è Pasalic che fa 1-1. Al 64′ primo cambio per Sarri: fuori Isaksen per Cancellieri; 10′ dopo lasciano il campo Zaccagni e Maldini per Noslin e Dia. La Lazio è cresciuta nella ripresa e si fa vedere spesso dalle parti di Carnesecchi. A 10′ dalla fine ultima sostituzione biancoceleste: entra Belahyane per Taylor. (quarto cambio, terzo slot). Negli ultimi minuti succede di tutto: all’87’ Tavares mette in mezzo, Pasalic non controlla bene e Dia, che sbuca alle spalle dell’avversario, ruba la palla del raddoppio biancoceleste; passano poi 3′ minuti e Musah fa 2-2. Parità dunque al triplice fischio: discorso rimandato al ritorno in programma a Bergamo a fine aprile.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Lazio mare in burrasca. Importante il ritorno di Dia? Rappresenta il momento del club” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Giocare con questo clima è complicato e io sono preoccupato. La gara col Lecce ti può dare tanto ma allo stesso tempo anche toglierti molto.

Il ritorno di Dia? Rappresenta il momento della Lazio. Ci stiamo aggrappando a tutto. A me è un giocatore che non dispiace ma non è di altissimo livello. Se pensi che ti è mancato lui, vedi che la Lazio ha grandissime problematiche.

Ogni squadra ha il suo Sinner: l’Inter ha Lautaro, il Milan Modric. E la Lazio?

Si deve creare una base solida, altrimenti non puoi costruire niente di importante. Mare in burrasca, ma i buoni capitani si vedono ora: si deve tirare fuori le qualità, devono farlo sia il tecnico che i giocatori.

Zaccagni può essere un buon giocatore, un leader tecnico ma non ci si può aspettare che sia un trascinatore per il gruppo”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Cataldi si racconta: “Il mio ritorno, Sarri, Immobile e Felipe. Vi dico tutto…”

Il centrocampista biancoceelste Danilo Cataldi ha parlato a Lazio Style channel. Queste le sue dichiarazioni:

Differenza tra il 2018 e il mio ritorno quest’estate? Sono passati un po’ di anni; superati i trenta vivi tutto in maniera diversa, c’è un po’ di esperienza in più, Firenze è stata una tappa diversa rispetto alle precedenti“.

Firenze – “Anche da lì ho visto tutte le gare della Lazio che potevo, anche quando eravamo in spogliatoio con il telefono. Sicuramente i quarti con il Bodo sono stati quelli che mi hanno segnato di più, mi è dispiaciuto per i compagni che ho sentito tutto l’anno. Anche i derby li ho vissuti in maniera caotica, li ho visti insieme a Edo (Bove, ndr)”.

Pioli, Inzaghi e Sarri – Sono stati tre allenatori importanti. Con Sarri c’è un legame a livello calcistico più adatto alle mie caratteristiche, speriamo di continuare questa crescita“.

Il gol di Provedel –Una gioia incredibile. Una partita che non meritavamo di perdere, in Champions, è stato un bel momento“.

Mihajlovic – “La Lazio ha avuto grandi giocatori ma anche grandi uomini, se me lo chiedi ora, per quello che è stato e per la mancanza, ti direi che avrei voluto giocare con Sinisa Mihajlovic“.

Kean-Immobile – Paragone complicato, Ciro ha fatto 8/10 anni a livelli importantissimi, era incredibile in fatto di gol e di continuità. Ha vinto la Scarpa d’Oro in un’epoca con giocatori incredibili. Kean credo sia un giocatore incredibile, ha potenzialità atletiche impressionanti. L’anno scorso ha fatto un campionato importante, è un giocatore forte. Ripetersi è difficile ma ha tutte le qualità per poterlo fare“.

Immobile-Radu – “Quando smetterò dirò che ho avuto la fortuna di giocare con calciatori importanti. Radu è stata la persona che in campo mi ha aiutato di più, ho giocato anche con Klose. Sono, oltre che giocatori straordinari, personaggi importanti nella storia del calcio“.

Felipe Anderson – “Era straripante nei suoi primi quattro mesi alla Lazio, poi è tornato e penso che comunque faceva la differenza, era più pulito magari meno devastante a livello fisico. Giocatore fortissimo“.

Feder – È il mio sportivo del cuore, mi rivedo le vecchie partite. Credo sia stato un pilastro del mondo sportivo“.

250 presenze e oltre con la Lazio? Mi fa piacere, penso che da un certo punto di vista non sia stato facile, sono andato via e poi sono tornato. Se mi guardo indietro sono contento e spero di poter portare la Lazio il più in alto possibile“.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio-Napoli, le uniche note positive: il ritorno di Caicedo e lo spettacolo della Nord

La Curva è sempre una certezza: spettacolo sugli spalti e accoglienza speciale per Caicedo.

Partita da dimenticare, per risultato e prestazione. Da salvare ci sono due particolari: Caicedo all’Olimpico per sostenere la Lazio e la Curva Nord, come sempre, impeccabile sugli spalti. Il Panterone, evidenzia il Corriere dello Sport, è stato omaggiato in campo indossando la “sua” maglia numero 20 e sotto la Curva Nord si è preso l’abbraccio dei tifosi biancocelesti. «Sono emozionato, è da tempo che non venivo, ho molti ricordi belli». L’ex attaccante ha poi parlato della Lazio attuale: «Non sono mai obiettivo, sono più tifoso, spero che Sarri guidi ancora la squadra come in passato e arrivino risultati positivi». Una rete su tutte è rimasta nel cuore: «Quella contro il Cagliari, una follia vera… La Lazio è così, il suo popolo ti spinge e per questo devi crederci fino alla fine. È il messaggio che posso dare a tutti i calciatori».

Poco dopo, aggiunge il quotidiano, ha dato spettacolo la Curva Nord con una coreografia dinamica: i tifosi, alzando e abbassando i cartoncini colorati, hanno formato e mostrato più volte una sciarpa grande quanto l’intero settore, retta da mani e braccia perfettamente riuscite. Show realizzato e ammirato dai 45mila spettatori presenti.

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RASSEGNA STAMPA

Luis Alberto: “Ritorno alla Lazio? Se mi chiamasse Sarri potrei pensarci, se lo facesse Lotito no”

L’ex numero 10 laziale ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, queste le sue dichiarazioni:

Subito la domanda di mercato, si può dire che cosa è successo con il Milan in passato?
«Ho parlato con Maldini e Leonardo. Era il 2018-19. Ho sempre saputo però come va qui in Italia, non era facile portarmi via dalla Lazio».


In passato si è letto: “Luis Alberto voleva smettere col calcio e fare il pittore ma è stato convinto da Tare a continuare”. Tutto vero al 100%?
«Più o meno. Il primo anno alla Lazio non è stato facile, sono stati sei mesi difficili.C’è stato un momento in cui volevo smettere e tornare a casa. Mi sarei messo a giocare con gli amici, avrei forse fatto il cameriere che era il mio lavoro da ragazzo. Tare mi ha fatto cambiare idea, magari a San Siro guarderò Milan-Lazio con lui…».


Con Sarri che rapporto c’è? Vi sentite?
«No, da quando è andato via dalla Lazio non gli ho parlato, mi sento solo coi ragazzi del suo staff. A Sarri però voglio molto bene, mi piace perché è un uomo che vive sempre con la faccia in avanti».

E in campo che tipo di allenatore è, visto dallo spogliatoio?

«Posso dire che ho imparato tantissimo da Sarri, per me è un maestro. Forse lo vedrò in albergo prima della partita, mi farebbe sicuramente piacere».


E le partite della Lazio?
«Quelle le vedo spesso. Anche dal Qatar, un po’ di
tempo per la Lazio si trova sempre. Per otto anni è stata tutto per me. Mi sarebbe piaciuto finire lì la carriera ma ho visto cose che non mi sono piaciute nel progetto. E un anno e mezzo fa è finita».


Otto anni in una città sono lunghi. Guardando indietro, lo scudetto inseguito e poi svanito nel 2020 resta il ricordo più forte?
«Vi dico che, veramente, fino a febbraio di quella stagione ero convinto che avremmo vinto lo scudetto. Ero convinto al 100%.Abbiamo giocato contro il Bologna a fine febbraio, poi il campionato si fermato e il calcio è fatto così, lo sapete, cambia
ogni settimana. Prima dello stop vedevo la squadra felice, in quelle settimane con uno sguardo capivi che cosa volesse fare il compagno. Il Covid ci ha distrutto».


E lo scudetto quest’anno chi lo vince? Il Milan ha chance?
«Sì,perme è da scudetto e il derby vinto è stato un grande passo avanti. C’è Luka (Modric, ndr) che gestisce la palla, Fofana, Loftus-Cheek, Rabiot, in mezzo sono forti. E davanti con Pulisic e Leao la qualità è tanta. Senza le coppe sarà più facile, anche se ci sono tante squadre in lotta».


La Serie A è cambiata. C’è un giocatore che, anche dalla tv, fa innamorare?
«Nico Paz. Per me lui sarà fortissimo: ha qualità, gamba, visione di gioco, fa gol. È anche cresciuto tanto fisicamente. Io dico che sarà un giocatore di alto livello».


Che sarà invece di Luis Alberto?

«Intesta ho la voglia di continuare con il calcio, mi piacerebbe fare l’allenatore o il direttore sportivo ma adesso non ci voglio pensare. Ho 33 anni, posso giocare ancora per tre o quattro anni e divertirmi.
E poi tutti quelli che smettono mi dicono che l’addio è un momento difficile».


E se chiamasse una squadra italiana?

«Io in Italia mi vedo solo con la Lazio».

Allora, se chiamasse la Lazio?

«Se mi chiamasse Sarri forse potrei pensarci un po’ ma… se chiamasse Lotito, nulla da fare».

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Operazione Rovella, dott. Capua: “Non va colpevolizzato, giusto provare la terapia conservativa. Sul ritorno…” (AUDIO)

Il Dott. PINO CAPUA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Quando si parla di un problema di salute, qualsiasi essi sia, si entra nella sfera personale: ognuno ha i suoi pensieri rispetto ai percorsi da seguire per guarire. Per i calciatori la pubalgia è una vera e propria rogna, può esserci e sparire, dipende da piccole dinamiche posturali, da una serie di piccoli meccanismi. Un ragazzo giovane, centrato come Rovella, ha avuto diversi incontri con specialisti, ne ha parlato anche con me: ognuno gli ha detto la sua ed è possibile che sia entrato in confusione.

Asssolvo il giocatore e, più in generale, non è colpa di nessuno: il tentativo della terapia conservativa è corretto. Lo avevo incontrato tempo fa allo stadio e mi disse che si sarebbe fatto operare, poi non è accaduto. Non dobbiamo fare critiche o dare giudizi in questi casi. Purtroppo si è perso del tempo, è vero. L’intervento è semplice, mi auguro possa guarire e rientrare presto.

Ormai nel calcio moderno lo staff medico del club è importante ma relativamente: i giocatori sono delle industrie e si fanno curare dove vogliono.

Tempistiche? Dopo l’intervento occorre un primo momento per far chiudere la sutura, parliamo di 10-15 giorni, poi può riprendere piano piano ad allenarsi. Per il rientro in campo occorrono un paio di mesi”.

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Castroman: “Il mio gol al derby una magia. Ritorno alla Lazio? Magari un giorno. E su Stam, Sinisa e Couto…” (AUDIO)

MARTIN LUCAS CASTROMAN in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Tutti noi che abbiamo giocato in questa bellissima società ci auguriamo il meglio; con il rientro di Sarri speriamo che la squadra cominci piano piano a risalire, ce lo auguriamo per i tifosi e l’ambiente tutto.

Al primo derby non capivo molto il significato di questa partita, ero arrivato da poco. Giocarlo, far gol pareggiare al 95′ quando la Roma stava per vincere lo scudetto e fare il giro in campo è stato una magia. Dopo quella partita ho capito veramente cosa fosse il derby. La settimana prima i tifosi sfidano i romanisti, anche poi sugli spalti. Si sente proprio per strada, è un po’ come Boca-River qui in Argentina; una cosa simile, speciale.

Un ritorno da svincolato alla Lazio? (Ride, ndr). Ormai ho 45 anni, magari più avanti come allenatore o comunque a lavorare per questa società: mi piacere tantissimo. Da 12 anni sto lavorando con i bambini in una scuola calcio costruita nel mio paese, voglio aiutarli a prescindere da quale futuro sceglieranno.

La mia Lazio? Non posso scegliere, era fortissima. C’erano dei ragazzi giovani che poi sono diventati campioni, vedi Nesta. Oppure ‘adulti’ come Peruzzi, che era fortissimo. Gli argentini tutti: Veron, Crespo, il Chiolo, Lopez. E ancora Nedved, Stankovic, Mihajlovic che ricordo sempre. Dopo è arrivato Stam. Erano tutti forti, non riesco a dirne uno soltanto. Ci sono stati tanti veri campioni, persone squisite.

Il più cattivo tra Stam, Mihajlovic e Couto? Nando (ride, ndr), era abbastanza ‘cattivo’. Stam sembrava, aveva la faccia cattiva ma era un ‘dolce di latte, come diciamo in Argentina. Anche Nando era simpaticissimo, il primo scherzo me lo fece lui in ritiro. In campo volevano vincere sempre e fuori sono persone meravigliose”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, effetto Sarri: quando sarà a Roma

Il Sarri-Bis è realtà: il Re torna a Formello. Dopo 15 mesi dal suo addio il tecnico toscano è pronto a rimettersi in gioco nell’ultima panchina allenata. La Lazio. Con sé ci sarà tutto il suo staff, i fedelissimi che lo hanno accompagnato nella prima esperienza. Come scritto dal Corriere dello Sport, questa mattina in edicola, Maurizio Sarri arriverà nella Capitale tra mercoledì e giovedì dove firmerà un biennale. 2.5 milioni, più 500 mila euro per l’entrata in Europa League più 1 milioni in caso di Champions League. Sul progetto tecnico l’allenatore toscano sarà parte principale attiva non solo negli acquisti ma anche nelle cessioni. I tifosi sono impazziti di gioia: Sarri torna con l’obiettivo di divertire e tornare subito in Europa per rendere l’annata passata solo un vecchio ricordo.