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Lazio, Sarri cerca l’erede di Luis Alberto: da Ilic a Samardzic i nomi in lista

Serve maggiore qualità e servirebbero anche più gol: i piani del tecnico laziale.

Bene dietro, davanti invece c’è qualcosa da rivedere. Le priorità in vista del mercato restano il centrocampo e l’attacco ma, come evidenzia Il Messaggero, è tutto un gioco a incastro, non solo condizionato da un eventuale e probabile mercato “a saldo zero” (uno esce, uno entra con lo stesso ingaggio). Se infatti Raspadori sembra legato alla cessione di Castellanos, l’ingresso di una mezz’ala di qualità può dipendere dall’addio di Guendouzi.

Sarri, si legge, vorrebbe a prescindere un centrocampista con le caratteristiche che mancano: in estate aveva studiato Karetsas (gioiello del Genk), ma ormai sembra un sogno proibito. È ancora troppo acerbo, Tommaso Berti del Cesena, per il grande salto. Il Comandante ora accoglierebbe subito Samardzic (poco utilizzato dall’Atalanta) rispetto a quando Lotito lo aveva trattato. Sempre gradito Ilic del Torino, ma il tecnico teme possa essere più utile come vertice basso. La talent room monitora da tempo Watson in scadenza a giugno col Kilmarnock, ma Mau è stato chiaro: «Serve gente che ci migliori, altrimenti meglio rimanere come siamo». Dopo aver rilanciato Basic, il Comandante preferirebbe una mezz’ala alla Luis Alberto, uno che torni a illuminare il gioco ma, se dovesse partire Guendouzi, non disdegnerebbe nemmeno uno come Fabbian per avere più inserimenti e gol. Oltretutto nel 2026, il 22enne italiano non rientrerebbe nel calcolo del “costo del lavoro allargato”.

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Luis Alberto: “Ritorno alla Lazio? Se mi chiamasse Sarri potrei pensarci, se lo facesse Lotito no”

L’ex numero 10 laziale ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, queste le sue dichiarazioni:

Subito la domanda di mercato, si può dire che cosa è successo con il Milan in passato?
«Ho parlato con Maldini e Leonardo. Era il 2018-19. Ho sempre saputo però come va qui in Italia, non era facile portarmi via dalla Lazio».


In passato si è letto: “Luis Alberto voleva smettere col calcio e fare il pittore ma è stato convinto da Tare a continuare”. Tutto vero al 100%?
«Più o meno. Il primo anno alla Lazio non è stato facile, sono stati sei mesi difficili.C’è stato un momento in cui volevo smettere e tornare a casa. Mi sarei messo a giocare con gli amici, avrei forse fatto il cameriere che era il mio lavoro da ragazzo. Tare mi ha fatto cambiare idea, magari a San Siro guarderò Milan-Lazio con lui…».


Con Sarri che rapporto c’è? Vi sentite?
«No, da quando è andato via dalla Lazio non gli ho parlato, mi sento solo coi ragazzi del suo staff. A Sarri però voglio molto bene, mi piace perché è un uomo che vive sempre con la faccia in avanti».

E in campo che tipo di allenatore è, visto dallo spogliatoio?

«Posso dire che ho imparato tantissimo da Sarri, per me è un maestro. Forse lo vedrò in albergo prima della partita, mi farebbe sicuramente piacere».


E le partite della Lazio?
«Quelle le vedo spesso. Anche dal Qatar, un po’ di
tempo per la Lazio si trova sempre. Per otto anni è stata tutto per me. Mi sarebbe piaciuto finire lì la carriera ma ho visto cose che non mi sono piaciute nel progetto. E un anno e mezzo fa è finita».


Otto anni in una città sono lunghi. Guardando indietro, lo scudetto inseguito e poi svanito nel 2020 resta il ricordo più forte?
«Vi dico che, veramente, fino a febbraio di quella stagione ero convinto che avremmo vinto lo scudetto. Ero convinto al 100%.Abbiamo giocato contro il Bologna a fine febbraio, poi il campionato si fermato e il calcio è fatto così, lo sapete, cambia
ogni settimana. Prima dello stop vedevo la squadra felice, in quelle settimane con uno sguardo capivi che cosa volesse fare il compagno. Il Covid ci ha distrutto».


E lo scudetto quest’anno chi lo vince? Il Milan ha chance?
«Sì,perme è da scudetto e il derby vinto è stato un grande passo avanti. C’è Luka (Modric, ndr) che gestisce la palla, Fofana, Loftus-Cheek, Rabiot, in mezzo sono forti. E davanti con Pulisic e Leao la qualità è tanta. Senza le coppe sarà più facile, anche se ci sono tante squadre in lotta».


La Serie A è cambiata. C’è un giocatore che, anche dalla tv, fa innamorare?
«Nico Paz. Per me lui sarà fortissimo: ha qualità, gamba, visione di gioco, fa gol. È anche cresciuto tanto fisicamente. Io dico che sarà un giocatore di alto livello».


Che sarà invece di Luis Alberto?

«Intesta ho la voglia di continuare con il calcio, mi piacerebbe fare l’allenatore o il direttore sportivo ma adesso non ci voglio pensare. Ho 33 anni, posso giocare ancora per tre o quattro anni e divertirmi.
E poi tutti quelli che smettono mi dicono che l’addio è un momento difficile».


E se chiamasse una squadra italiana?

«Io in Italia mi vedo solo con la Lazio».

Allora, se chiamasse la Lazio?

«Se mi chiamasse Sarri forse potrei pensarci un po’ ma… se chiamasse Lotito, nulla da fare».

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Lazio, Luis Alberto: “Sarri maestro, ma squadra non sua. Società? Tre errori decisivi, poi è subentrato chi non capisce tanto di calcio…”

L’ex numero 10 biancoceleste si racconta in un’intervista a Il Messagero.

Luis Alberto ha salutato la Lazio nell’estate del 2024 e si sta godendo la sua esperienza all’Al-Duhail. Di recente l’incontro, postato sui social con Milinkovic, appena ritrovato nella Champions League: “Non ci vedevamo da tanto. Con Sergej siamo molto amici. Abbiamo parlato della famiglia e di come si sente in Arabia. È felice, ma quest’anno gli scade il contratto. Può ancora giocare dove vuole“.

Com’è stato ritrovare Inzaghi?Per me è come un padre, una persona fantastica. Così come Ripert, Cecchi e gli altri dello staff. Abbiamo vissuto un periodo bellissimo alla Lazio. Alla fine del 2016-17 volevo trovare un’altra possibilità visto che giocavo poco, ma sia Igli che Inzaghi mi dissero che dovevo rimanere perché sarei stato importante. Alla fine è andato tutto secondo i piani“.

Subito la Supercoppa vinta contro la Juventus…Quella gara ha cambiato la mia storia. Lì giocai trequartista, quella dopo con la Spal da regista perché non c’era Leiva. Mi stavo allenando bene da diversi mesi, poi il mister mi ha dato fiducia. Il resto lo conosciamo“.

Ha vinto 5 derby segnando 3 gol. Com’era l’attesa?Pazzesca. I tifosi in quella settimana cambiano faccia, sbagliano anche a lavoro talmente sono distratti. In più so anche l’impegno che ci mette la Curva per quelle meravigliose scenografie. Il tifoso laziale è diverso dagli altri: la fede per la Lazio viene prima di tutto“.

I migliori ricordi nelle stracittadine?Direi la doppietta nel 3-0 del 15 gennaio 2021, peccato solo per lo stadio vuoto causa Covid. Poi il primo con Sarri, il 3-2 in cui segnano Sergej, Pedro e Felipe”.

Ce n’è un altro per il quale lei è celebre… Quello del ‘Se hanno sentido encu**’ (ride, ndc). Ero contento non per la vittoria in sé per sé, ma proprio per come andò. Loro avevano parlato tanto prima e alla fine erano tutti impazziti. Rimarrà nella storia per sempre“.

Con Sarri è stato odi et amo… Perché abbiamo un carattere simile, ma come in tutte le relazioni sane abbiamo preso la strada giusta“.

Durante la pausa per il Mondiale 2022 stava per lasciare la Lazio: cosa successe? Volevo andare via perché non trovavo continuità, ma quando ho comunicato il mio pensiero Sarri mi ha risposto: ‘Tu non vai da nessuna parte. Per come ti stai allenando la formazione sarà Luis Alberto più altri dieci’. E così fu“.

E invece nell’estate del 2023? Lì dipendeva tutto dal rinnovo. Ogni giorno cambiavano le carte in tavola, ma il mister è sempre stato dalla mia parte“.

Che ne pensa del suo ritorno a Formello?Sarri deve avere determinati giocatori per fare il proprio calcio. Ha trovato una squadra costruita per un altro tecnico e senza poter fare acquisti. Però lui è un maestro e di sicuro troverà un modo per cambiare qualcosa in base al gruppo che ha, ma i giocatori dovranno mettersi a disposizione“.

La Lazio è stata l’unica squadra della Serie A a non poter fare mercato… Per un nuovo allenatore è difficile, io sarei arrabbiato, ma tanto sia per il tecnico che i tifosi sarebbe una guerra persa. Si può solo attendere gennaio“.

Con la dirigenza invece l’amore non è mai sbocciato…Ha sbagliato tante cose. Secondo me i tre momenti cruciali sono stati l’addio di Inzaghi, quello di Tare e infine quello di Sarri. Lì si era capito che non si sarebbe andati da nessuna parte. In più quando subentra gente che non ci capisce tanto di calcio diventa difficile e ora lo sarà ancora di più. O rinnovano tutto o sarà dura. Menomale che c’è un allenatore che dice quello che pensa e capisce di calcio, almeno lui. Ma se il resto delle persone non lo seguono…“.

A Formello ci sono diversi suoi ex compagni in attesa da tempo per il rinnovo, lei può capirli… Io quando mi stancavo delle parole non mantenute, non mi presentavo. La gente diceva che era solo per i soldi, ma il tifoso che mi conosce davvero sa che era una questione di rispetto. Non si cambiano gli accordi di giorno in giorno, i giocatori a lungo andare si stufano. Ma queste cose lì non cambieranno mai“.

Sente ancora qualcuno?Patric, che sta in un momento buio, Gila e Pedro. Poi Zaccagni, con cui in estate mi sono visto a Ibiza, mentre Cataldi l’ho visto a maggio a Roma insieme ai magazzinieri e i team manager. Roma è la mia seconda casa e chissà se un giorno non diventerà la prima (ride, ndc)”.

La squadra del 2019-20 oggi potrebbe lottare per lo Scudetto?Maledetto Covid, eravamo pazzeschi. Scudetto non lo so, il calcio è cambiato molto. Sicuro arriverebbe in Champions“.

Come va in Qatar?Non me l’aspettavo così bene. La mia famiglia è felicissima e quando le pressioni scendono si sta meglio. Purtroppo riesco a giocare meno a golf perché fa troppo caldo. È un’eterna estate“.

Piani per il futuro? Mi piacerebbe allenare, ma per ora voglio giocare almeno altri 3 o 4 anni se il corpo mi assiste“.

Quali modelli ha? Fabregas, Xabi Alonso e Guardiola. In più ho avuto la fortuna di essere allenato da Inzaghi e Sarri. Mi piace il 4-3-3 e il 4-2-3-1, e con me il 10 giocherà sempre“.

Ora alla Roma c’è Gasperini. Che derby si aspetta? Le partite con la sua Atalanta erano sempre toste. Nei derby cambia tutto, non si guarda la classifica. È come se fossero due gare secche durante l’anno. Ci sono due allenatori nuovi che hanno ancora bisogno di tempo per lavorare, per questo penso che sarà un match di attesa, quasi pauroso“.

Su chi scommette?Pedrito, sono le sue gare. Ma se devo pregare per qualcuno affinché segni, allora dico Cataldi. Sarebbe davvero bello“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Le mezzali erano Milinkovic e Luis Alberto, la Lazio ha fatto un passo indietro. Esuberi? Dipende da chi ha mercato…”(AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il Club Referee Manager? Ricordiamo che tutte le società lo hanno, era alla Lazio che mancava.

Esuberi? Sarri lo ha detto: vanno tagliati due giocatori. Visto che a centrocampo la rosa è corta, inevitabilmente i due tagli riguarderanno attacco e difesa. Secondo me i tagli avverranno in base a chi si riuscirà a piazzare sul mercato. Ad esempio, a mio avviso Lazzari si vorrebbe tagliare ma se arrivasse l’offerta per Pellegrini, la Lazio lascerebbe partire lui. In attacco il dubbio è tra Noslin e Cancellieri ed il discorso è lo stesso: si vorrebbe tenere Cancellieri ma se per lui arrivasse un’offerta saluterebbe.

La Lazio due o tre anni fa aveva come mezzali Luis Alberto e Milinkovic Savic e invece di andare avanti a livello di qualità, va indietro. Qualcuno poi ci parla di progetto.

Cosa aspettarsi all’Olimpico alla prima gara in casa della stagione? Il clima dell’ambiente dipenderà dal risultato di Como; l’esordio è difficile”.

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Lazio, serve il nuovo Luis Alberto. E’ caccia alla mezzala sinistra: la lista

Sarri cerca una mezzala sinistra, un calciatore tecnico e in grado di aiutare con qualche marcatura.

Al momento nessuna mossa è stata effettuata sul mercato: la Lazio dovrà vendere prima di provare ad acquistare. Intanto il tecnico toscano e la società baincoceleste studiano i profili più adatti alla “nuova” Lazio. Tra le priorità c’è sicuramente quella di portare a Roma una mezzala sinistra.

Come riporta Il Messaggero, la richiesta del Comandante non cambia: alla Lazio formato 2025-26 serve disperatamente un numero 10 stile Luis Alberto, ma con maggiore disponibilità al sacrificio in fase difensiva. Come mezzala sinistra al momento c’è solo Dele-Bashiru, che tra l’altro sarà tra gli osservati speciali da inizio ritiro.

Tuttavia, vincolati ad una cessione illustre come quella di Rovella ci sono diversi nome che la Lazio sta prendendo in considerazione per il centrocampo: il sogno, si legge, è Frattesi. Nel frattempo a Formello si continuano a monitorare molti altri profili giovani dall’estero: in primis Sulc, affrontato in Europa League contro il Viktoria Plzen, mentre in Francia piace El Aynaoui del Lens. Al capitolo baby talenti invece spicca Nypan; classe 2006 appena acquistato dal Manchester City, ma che potrebbe essere girato in prestito per farsi le ossa. È dello stesso anno Miller del Motherwell, finito nei taccuini di Fabiani assieme a Rigg, 2007 del Sunderland.

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DICHIARAZIONI

Luis Alberto: “Il Cadice è speciale per me, nel 2022 pensavo di andarci ma Sarri…”

L’ex Lazio Luis Alberto, ora all’Al-Duhail, ai microfoni di Canal Sur ha ribadito la sua volontà di giocare in Spagna, tornando indietro nel tempo e ricordando un episodio legato anche a quando vestiva la maglia biancoceleste.

“Il Cadice è speciale, è la mia squadra da quando ero piccolo. Mi sarebbe piaciuto giocare lì ma non ci sono mai riuscito. Se devo dire la verità due anni fa, nel dicembre 2022, parlavo molto con il presidente Manolo Vizcaino perché alla Lazio non mi stavo trovando bene. Pensavo che sarei andato lì, ci ho provato, ma alla fine c’è stato il mio allenatore, che in quel mese mi ha visto con una mentalità diversa, che mi ha detto che non mi avrebbe fatto andare via dalla Lazio, che dovevo lasciar perdere e che non mi avrebbe permesso di trasferirmi. Poi tutto si è un po’ fermato e non abbiamo più parlato.

Futuro? Se a 35 anni mi sentissi bene e il mio corpo fosse ancora in grado di giocare, mi piacerebbe tornare in Spagna. Una cosa che non mi perdonerei è di andare a Cadice o a Siviglia quando non sono in condizione, non poter dare il giusto contributo sarebbe una mancanza di rispetto non solo per i club, ma anche per i miei amici e la mia famiglia. La scorsa estate il Siviglia non stava attraversando un buon momento e per me era difficile andare lì. Non mi hanno nemmeno chiamato”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Mercato? Qualcuno in avanti arriverà, Basic in uscita. Immobile in forse anche per la Supercoppa” (AUDIO)

Vendere Basic? GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Per il mercato di gennaio ci si sta muovendo per vendere Basic e penso che ci si possa riuscire. Quello di Insigne non è un fronte caldo nonostante i buoni rapporti con Sarri.

Vedremo se Kamada ci darà segni di vita contro il Frosinone. Purtroppo lui ha fallito terribilmente a Salerno quando è stato chiamato e dopo il Frosinone – se verrà chiamato dal Giappone per la Coppa d’Asia – andrà via.

Sarri sognava Ferguson prima che esplodesse nel Bologna, ma adesso non te lo danno più. Sono certo che Fabiani provenendo dalla vecchia scuola si stia muovendo a fari spenti per dare qualcosa a Sarri. Sono convinto che a gennaio arriverà qualche giocatore. Annuso l’aria e dico che i biancocelesti potrebbero fare un attaccante e/o un’ala. Quanto più che dalla società, mi arriva da alcuni procuratori.

Per quanto riguarda l’infortunio a Immobile ci sono voci discordanti sul recupero che andrà comunque monitorato. Due settimane di stop sono comunque sicure, poi si vedrà. Ciro comunque deve stare molto più attento e deve avere molta più prudenza prima di rientrare, ecco perché me lo danno in forse addirittura per la Supercoppa. Su Luis Alberto c’è una considerazione da fare: spesso lui avverte problemi che non hanno riscontro radiografico. Mentre stavolta c’è molto pessimismo e si teme lo stiramento. Se così fosse sono almeno tre settimane di stop, ma forse di più. Ma attendiamo il responso della diagnostica”.

Alessio Buzzanca

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CALCIOMERCATO

Fumata bianca per il Mago: firma fino al 2027

La Lazio prosegue il suo lavoro sul mercato. Dopo le parole di Lotito che ha confermato quello di Pedro, è fatta per il rinnovo di Luis Alberto. Lo spagnolo ha firmato fino al 2027. Il precedente contratto aveva una durata fino al 2025, quindi altri due anni di contratto per il trequartista. Gianlucadimarzio.com

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Lazio, Luis Alberto è al top: le statistiche lo confermano

Come riportato oggi dalle pagine de Il Messaggero, le statistiche raccontano che Luis Alberto è in grande crescita grazie anche alla grande applicazione. La Lazio e Sarri ringraziano, la svolta del Mago è ormai certificata dai fatti, dal rendimento, dalle scelte del tecnico, dall’apporto totale alla causa in entrambe le fasi di gioco.

Luis Alberto non sarà uno di quelli che corre di più della Lazio (9,5 km medi percorsi), ma adesso di certo lo fa con intelligenza. Basta vedere le ultime quattro partite: in fase di possesso è il più lucido nelle scelte, mentre in quella difensiva recupera quattro palloni di media.

Con un rendimento del genere, Sarri non può che farne un perno della sua mediana. Nel 2023 Luis Alberto è il centrocampista più utilizzato della Lazio (1109 minuti) con 13 presenze, tutte da titolare, su 15 gare ufficiali e nessun subentro come invece avveniva nella prima parte di stagione.

Alessio Buzzanca

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Luis Alberto, in A nessun centrocampista come lui dal 2016

Come riportato dalle pagine del Corriere dello sport di oggi, Luis Alberto è il centrocampista più prolifico della serie A: dal 2016 ha realizzato 41 gol e e 51 assist. Inoltre è l’unico centrocampista in Italia ad aver realizzato almeno 5 gol a stagione (e ala fine di questa stagione mancano ancora 14 partite) negli ultimi 4 campionati. L’apporto del rinato Luis Alberto sarà decisivo per il finale di campionato e il cammino di Conference league.

Alessio Buzzanca