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DICHIARAZIONI

Motta: “Felice che Buffon e Zoff mi seguano. Dopo Bergamo Sarri non mi ha detto niente, Lotito invece…”

L’intervista del portiere della Lazio a TuttoSport:

 «Vivo tutto serenamente. Sapevo bene che fosse una partita importante quella di Bergamo, un vero e proprio spartiacque per la nostra stagione, ma dentro di me ero estremamente tranquillo. Alla vigilia ho dormito benissimo. Anzi , anche nel pomeriggio ero riuscito a rilassarmi per qualche ora. Il mio problema è tentare di dormire dopo una partita. L’adrenalina è sempre troppo forte».

Cosa ti rimane di quella notte? «Penso agli errori che ho fatto. A quello che ci poteva costare la finale, il gol che poi è stato annullato, ma sarebbe stato decisivo per l’eliminazione».

Ma come? Pari 4 rigori e pensi agli errori? «E’ più forte di me, io sono così, lavoro sempre per migliorarmi».

Gigi Buffon ti ha inviato un messaggio dove dice che la parata più difficile l’hai fatta su Scamacca, prima che si arrivasse ai rigori: concordi? «Ho una stima immensa per Buffon, lo vedevo giocare da bambino, quando mi allenavo a Vinovo, e cercavo di carpirgli qualche segreto. Sono felice che fenomeni come Gigi o leggende viventi come Dino Zoff mi seguano e analizzino le mie parate. È una responsabilità enorme, ma anche motivo di orgoglio».

Sarri cosa ti ha detto? «Nulla. Ho fatto solo il mio lavoro in fondo».

Beh, a me ha detto che non devo esaltarti troppo, perché devi stare con i piedi per terra. «Ha fatto bene. Concordo. Ma credo di non correre questo rischio».

E il Presidente invece? «Mi ha abbracciato e mi ha detto una frase molto importante: sono felice, non per le tue prodezze, ma per la persona che sei».

A chi hai pensato nel momento che hai realizzato che avevi portato la Lazio in finale? «A mio padre Giacomo e a mia madre Sabrina. Mio padre fa il meccanico e con mamma hanno fatto tanti sacrifici per sostenere il mio sogno. Poterli ripagare è la più grande soddisfazione».

Quando da piccolo giocavi con i tuoi compagni di scuola perché finivi in porta? Perché eri scarso con i piedi? «No. Ho scelto io di fare il portiere. A casa mia non avevamo un giardino e si giocava spesso sulla ghiaia. Anche se mi facevo spesso male, tuffandomi, non mi importava nulla: volevo fare il portiere e basta, fin da subito».

Chi è stato il primo a credere in te? «Il preparatore dei portieri dell’Alessandria Under 17. Me lo disse convinto».

Mai vissuti attimi di difficoltà? «Si. Non tutto è così facile. Ma sentire mio padre e mia madre sempre vicini mi ha aiutato molto. Poi se si è equilibrati, i momenti difficili si superano».

Un giornalista chiese ad uno dei più grandi intellettuali della storia del Novecento, Jorge Luis Borges, se da bambino avrebbe voluto diventare “celebre” o “essere amato”. Lui rispose, senza esitare: «Essere amato, perché la celebrità appartiene alla sfera delle illusioni della vita». Tu cosa risponderesti alla stessa domanda? «Che aveva ragione Borges. Il successo nasconde molte insidie ed io non pensavo che avrei mai vissuto un momento come questo, ma penso di sapere come gestirlo».

Federico Fellini, invece, disse che quando andò per la prima volta al circo fu come l’Annunciazione: «I clown mi hanno chiamato ad una vocazione a cui non potevo dire di no». Anche tu hai avuto il tuo clown che ti ha chiamato alla vocazione di portiere? «Si: Petr Čech, il portiere del Chelsea. Lo trovavo iconico per via del caschetto di protezione che portava in testa. Mi affascinava il suo modo di essere. Certamente, in Italia, lo è stato Gigi Buffon».

Credi in Dio? «No. Credo solo nel mio lavoro. La mia fede è tutta lì».

Passiamo dal sacro al profano: che rapporto hai con le ragazze? (sorride) «Al momento non sono fidanzato perché adesso vivo per il lavoro e se mai dovesse essere non sarebbe certamente un’influencer, ma una ragazza delle nostre parti».

Ma almeno ti sei mai innamorato? «Si, alle elementari. Si chiamava Martina, ma non l’ho più vista».

Torniamo al calcio: primi tre portieri italiani di oggi? «Donnarumma, Carnesecchi, Vicario».

Di sempre? «Buffon, Zoff, Zenga».

Attaccanti italiani di oggi? «Kean, Immobile, Scamacca». 

Il più forte giocatore che hai visto in Italia? «Yildiz: fa tremare, è un talento puro». 

Messi o Ronaldo? «Messi perché fa prevalere il talento sul lavoro: non è costruito come Ronaldo».

Se ti dico Maradona? «Diego è inarrivabile».

Buffon ti ha detto che devi continuare a sognare. Oggi qual è il tuo sogno? «Continuare a lavorare con la stessa intensità che sto mettendo in campo».

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COPPA ITALIA TIFOSI

Da Formello a Fiumicino, che carica per la Lazio in partenza per Bergamo (FT)

Dal centro sportivo di Formello a Fiumicino, da colazione a merenda prima di spiccare il volo verso Bergamo per i 90′ che potrebbero cambiare una stagione tramite la Coppa Italia. Lazio e tifosi, parte seconda della giornata: quella che si è consumata all’ingresso del Terminal dell’aeroporto capitolino, dove ad aspettare la squadra di Sarri c’era una folla biancoceleste. Cori, abbraccio, pacche, voglia di spingere la Lazio verso la finale: non solo una presenza di incitamento, un contatto fisico vero e proprio al quale i giocatori non si sono sottratti. Di seguito alcuni scatti pubblicati dalla società sui propri social:

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, a Bergamo serviranno fase difensiva attenta e capacità di ribaltare il fronte” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Quella di domani è una fantastica opportunità per salvare la stagione. Vincere sarebbe quasi un’impresa, considerando il pari dell’andata, la loro forza, il momento: è una gara contro una squadra che da quando c’è Palladino ha raddoppiato la sua media punti.

Credo che la Lazio possa ripetere la prova di Napoli: fase difensiva molto attenta, per poter sfruttare poi le ripartenze. L’Atalanta dietro a volte concede qualcosa. Però sottolineiamo che a Napoli la gara è stata atipica, i partenopei non avevano motivazioni, discorso che non vale invece per l’Atalanta. Dipenderà molto dalla fase difensiva e della capacità di ribaltare il fronte, tenendo conto, ripeto, che l’atteggiamento dell’Atalanta non sarà quello ‘remissivo’ del Napoli.

Guardando la classifica, ma soprattutto l’Atalanta di Palladino, devi fare un’impresa o quasi; giocherai poi a Bergamo e non facile vincere lì”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Per Bergamo confermerei l’11 di Napoli, farei solo due valutazioni…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Di giocatori come Gila ce ne sono pochi in giro, è un top player che vale una punta.

Palladino a Bergamo ha portato la normalità, proseguendo su un lavoro fatto per anni. Squadra più propositiva, più coraggiosa e anche più leggera rispetto a quella di Juric. Rosa di ottimi giocatori, non fenomeni; con uno spartito preciso possono rendere bene. De Roon mi piace, Ederson quest’anno è un po’ sotto il suo livello, poi davanti l’Atalanta ha giocatori importanti e De Ketelaere è uno di questi, è migliorato tanto. Non penso Palladino sia la fotocopia di Gasperini, magari per un 80% sì ma ora c’è più palleggio per trovare la verticalità.

L’abbraccio di oggi dei tifosi che effetto può avere sulla squadra? C’è bisogno, c’è bisogno di passione, questo è il calcio. La Lazio ha lavorato per la serata di domani, sentire i tifosi vicino può solo essere positivo.

Probabile formazione? Confermeri gli 11 di Napoli. Squadra che ha approcciato bene, ha tenuto bene, ha giocato da squadra, ha fatto tutto bene. L’unico dubbio ce l’ho su Patric e Cataldi, magari parti con Danilo e lo spagnolo può dare qualcosa in più a gara in corso. Lo stesso discorso è da fare per la punta: chi può darmi di più subentrando, Noslin o Maldini?”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio bene a Napoli ma serve massima attenzione: a Bergamo sarà tutta un’altra gara” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La Lazio sabato ha fatto forse la sua miglior gara stagionale. Il Napoli probabilmente è entrato in campo scarico dopo il successo dell’Inter col Cagliari. Sbagliando i partenopei hanno permesso alla Lazio di fare la sua miglior partita, ecco perché si è vista questa differenza. Il dato più importante poi è che non hanno mai tirato in porta.

Ora però la Lazio avrà un’altra gara e un conto è l’Atalanta di Juric e un conto è quella di Palladino, che ha raddoppiato il suo rendimento. L’Atalanta potenzialmente è da Champions, la squadra è in ritardo dopo l’avvio con Juric. I bergamaschi hanno mille motivazioni e con Palladino sarebbero da secondo o terzo posto, quindi massima attenzione perché mercoledì sarà tutta un’altra storia”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Cardone: “Atalanta favorita, Lazio con più ottimismo. Staffetta Marusic-Lazzari, Noslin in vantaggio” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La prova generale meglio di così non poteva andare. La Lazio, al di là del rigore sbagliato, a Napoli ha fatto la partita perfetta, sia dietro che in contropiede. Prestazione eccezionale, non dimentichiamo le quattro vittorie consecutive al Maradona che nessuna in A aveva mai collezionato.

L’Atalanta resta favorita, e recupera tutta la rosa, ma forse ora c’è leggermente più ottimismo in casa Lazio. Dal punto di vista clinico dovrebbero essere tutti disponibili per Sarri poi, come dice il tecnico, va capito il contributo tecnico che possono dare.

Terzini? Alla fine credo che saranno disponibili sia Lazzari che Marusic, magari è possibile ipotizzare una staffetta; oggi altro controllo per il montenegrino. Tra oggi e domani indicazioni anche su Maldini. Il tema forte resta il centravanti: Noslin per me ha messo in difficoltà Sarri che pensava di dover scegliere tra Maldini e Dia.

Ho visto Cataldi un po’ provato fisicamente, spero possa recuperare al meglio e offrirci la migliore versione di se”.

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SERIE A

Lazio capolavoro prima della Dea: ancora trionfo a Napoli, Sarri espugna il ‘Maradona’ con Cancellieri e Basic

Termina 0-2 Napoli-Lazio, gara valida per la 33esima giornata di Serie A: in gol Cancellieri (6′) e Basic (57′).

PRIMO TEMPO

Sarri tra rodaggi e gestione in vista dell’impegno di Bergamo. Sceglie quindi Motta tra i pali; dietro Lazzari, Gila, Romagnoli e Tavares; in mezzo al campo Basic, Cataldi e Taylor con il tridente composto da Cancellieri, Noslin e Zaccagni. La Lazio parte bene e dopo appena 6′ trova il vantaggio con Cancellieri, perfettamente servito da Taylor. E lo spartito resta lo stesso, con il Napoli che fa fatica a rendersi pericoloso. I biancocelesti ne approfittano e Noslin alla mezz’ora conquista un rigore prezioso dopo una corsa di 40 metri, ma Zaccagni fallisce dal dischetto (parata di Milinkovic-Savic). Più Lazio che Napoli nella prima frazione di gioco, col Maradona che all’intervallo fischia la squadra partenopea.

SECONDO TEMPO

Conte cambia durante il break, nessuna sostituzione invece per Sarri. I biancocelesti ripartono come hanno chiuso il primo tempo e al minuto 57 altra ripartenza letale che porta al raddoppio, siglato da Basic. Il tecnico laziale inizia quindi a cambiare, anche in vista del prossimo match: al 61′ dentro Patric, Dia e Provstgaard per Cataldi, Zaccagni e Gila. Qualche minuto dopo Basic lascia il posto a Dele-Bashiru (71′). Nel finale si ferma Lazzari, tocca a Hysaj (82′); da valutare le condizioni del terzino. Lazio organizzata, che domina la partita; il Napoli non ha mai tirato in porta. La Lazio vince e convince al Maradona, ma ora la testa va a Bergamo: mercoledì è in programma il ritorno della semifinale di Coppa Italia.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, cambia il tridente ma non il risultato. Altra chance per Dia, Maldini titolare a Bergamo

Lazio continua a ruotare le pedine offensive ma il problema resta lo stesso: segnano tutti poco.

Sarri prova soluzioni diverse, alterna gli uomini, tenta con i veri e falsi nove. La risposta sotto porta non è ancora arrivata. Gli interpreti, evidenzia il Corriere dello Sport, sono un rebus di settimana in settimana, la costante è stata il livello del rendimento. Non all’altezza. Rischia di pesare ancora di più nel momento decisivo della stagione. Un attacco spesso sperimentale. A Napoli dovrebbe toccare a Dia, si prenderebbe la maglia da titolare per la seconda volta di fila. Ratkov, con Maldini ai box per l’infiammazione al tendine rotuleo, ha trovato spazio in corsa: un tentativo di testa,
poche altre chance a disposizione. Il serbo cerca di inserire il suo nome nelle rotazioni. Maldini non è al meglio, si trascina dietro un problema al ginocchio destro, è il tassello da recuperare e rilanciare con l’Atalanta in Coppa Italia. Questione di caratteristiche come mostrato nella semifinale d’andata all’Olimpico: perfetti l’assist e il sincronismo con Dele-Bashiru nell’azione del vantaggio firmato dal nigeriano.


Maldini, Dia e Ratkov, opzioni che non hanno dato nessuna certezza. Ma il discorso, conclude il quotidiano, non si limita solo al perno centrale del tridente. Il puzzle dell’attacco non è stato arricchito nemmeno dagli esterni, comunque maggiormente pericolosi rispetto ai tre già citati. I più prolifici – si fa per dire – sono stati Isaksen, Zaccagni e Noslin, arrivati a 4 reti complessive tra campionato e Coppa Italia (per il danese tutti i timbri in Serie A). A quota 3 ci sono Pedro e Cancellieri.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, prove per Bergamo e tanti ballottaggi: Taylor potrebbe riposare, le ultime in vista del Napoli

Prima Napoli, poi Bergamo: la Lazio si prepara alla Coppa Italia.

La Lazio con il corpo oggi pomeriggio sarà a Napoli, ma la testa è solo ed esclusivamente alla partita di Bergamo di mercoledì prossimo, la semifinale di Coppa Italia, il match della vita, quello che può tenere viva la stagione – e anche le speranze di vedere Sarri in panchina il prossimo anno – oppure chiudere in maniera definitiva un’annata maledetta. Dal Maradona negli ultimi tre incroci, riporta Il Messaggero, i biancocelesti sono tornati a casa col sacco pieno (e gli azzurri non perdono in casa proprio dal dicembre del 2024), sarebbe il massimo riuscirci di nuovo per presentarsi con una botta d’ottimismo e di fiducia al match contro l’Atalanta, ma questo Napoli ha bisogno di punti per blindare il posto nella prossima Champions League. Da un lato ci sono motivazioni a mille, dall’altro c’è solo l’idea di dare minutaggio a chi ne ha bisogno e sciogliere gli ultimi dubbi che possono sussistere nella testa di Mau.


Ballottaggi, si legge, ce ne sono quanti ne volete. La formazione è come un terno al lotto. L’unica certezza è Motta in porta, anche perché Furlanetto. In difesa Provstgaard continuerà a giocare dall’inizio, Lazzari e Hysaj lottano per una maglia, Romagnoli e Gila (che torna tra i convocati) divideranno il minutaggio in vista della Dea mentre Pellegrini insidia Nuno Tavares che avrebbe bisogno di riposare. Di giocare, invece, ha necessità Basic rientrato a Firenze ma lontano parente del centrocampista ammirato per una fetta di campionato, Cataldi dovrebbe tornare in mezzo e Taylor è pronto agli straordinari, anche se non è da escludere l’inserimento di Dele-Bashiru (con lo scivolamento del croato a sinistra) per far tirare il fiato pure all’olandese. Rientra Maldini tra i disponibili (ma dovrebbe iniziare dalla panchina) con Dia e Ratkov che si giocano la titolarità. Da un lato Isaksen (Cancellieri continua a non convincere), dall’altro Zaccagni, alla ricerca della forma migliore dopo aver affrettato i tempi di recupero. Alla Lazio serve il capitano.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Napoli-Lazio, Rambaudi: “La strategia di Sarri terrà conto di Bergamo” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Domani gara importante, ma meno di quella di mercoledì. Vediamo quale sarà la strategia di Sarri. Nella mia testa, qualcuno che vorrà fare a giocare a Bergamo e magari ha qualche problemino, non lo vedremo, non credo che andrà a rischiare. Gara sì importante quella del Maradona, ma che non dice niente alla Lazio. Ad ogni modo, Sarri non ha nemmeno grosse scelte però qualcuno che può risparmiare, immagino che lo risparmierà.

Su Gila e Zaccagni il discorso è più ampio, a questo punto della stagione salvaguardi il discorso fisico. Doppia a Patric? Direi di no, se gioca a Bergamo domani magari può fare mezz’ora.

Il Napoli ha migliorato anno dopo anno, questa poi anche per loro è stata una stagione particolare, piena di infortuni. Lukaku? Non è mai stato troppo amato a Napoli, ma per il gioco di Conte è importantissimo.

Chi della Lazio potrebbe giocare titolare nel Napoli? Gila e direi anche Romagnoli. Pure Tavares che col gioco propositivo davanti è un fattore”.