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DICHIARAZIONI

Felipe Anderson e la Lazio: “Era giunto il momento di lasciarsi, nonostante l’offerta allettante”

Felipe Anderson e la Lazio, una storia terminata la scorsa estate. Il brasiliano è tornato in patria, al Palmeiras, una volta terminato il vincolo contrattuale con i biancocelesti. In un’intervista a TNTSports, Felipe ha ripercorso le tappe della sua avventura laziale: “Non avrei mai immaginato mai immaginato che la mia avventura in biancoceleste sarebbe potuta terminare. Pensavano che sarei rimasto ancora per molto tempo. Nonostante avessi ricevuto l’offerta dal presidente di rimanere anche dopo la mia carriera, nello stesso momento quando si è presentata l’opportunità di tornare a casa l’ho presa subito in considerazione perché era ormai diverso tempo che ero fuori dal Brasile. Era giunto il momento di lasciare il club che mi ha visto crescere. Mia sorella ha lasciato tutto per potersi dedicare alla mia carriera realizzando i miei desideri, uno tra questi la volontà di giocare in Italia. Juliana ha deciso di raggiungere l’Italia e proprio così ha scoperto la Lazio che le è subito piaciuta e ha iniziato la trattative. Sarei dovuto arrivare in biancoceleste a gennaio del 2013 e invece tutto è slittato a Giugno 2013. Juliana già mi vedeva con la maglia della Lazio addosso e devo dire che tutto ha funzionato perfettamente”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi su Isaksen: “Tecnica e velocità d’esecuzione, può diventare più forte di Felipe Anderson” (AUDIO)

Roberto Rambaudi a Radiosei. Con l’ex calciatore l’analisi di Isaksen, l’esterno danese al secondo anno in biancoceleste

“Isaksen? Può diventare più forte di Felipe, perché no. Il brasiliano lo conosco bene, spesso parlavamo della sua discontinuità. Il danese ha un potenziale enorme. Sa interpretare bene il ruolo, puntare l’uomo e abbina tecnica e velocità d’esecuzione. Secondo me è un giocatore su cui lavorare, deve avere pochi compiti tattici pur lavorando sulla fase difensiva. I primi difensori sono gli attaccanti, ormai è la prassi. Isaksen è un prospetto che può crescere, vorrei vederlo giocare un po’ più d’istinto. Un giocatore mi fece capire l’importanza di finalizzare, Mastropasqua. Era un libero forte, un difensore coi piedi buoni. Mi diceva ‘Rambo, sei bravo, ma devi concretizzare’. Mi aprì un portone, prima pensavo un secondo in più prima di finalizzare, poi riuscii a diventare più concreto”.

L’impatto di Baroni

“Baroni l’ho incrociato qualche volta in alcuni eventi. So come lavora, quello che vuole dai suoi giocatori. E’ un vincente, ora dovrà dimostrarlo anche qui alla Lazio. E’ un tecnico che ti entra nella ‘pancia’, ha la chiave giusta per farti esprimere al meglio. Mercato? Lotito è un ottimo imprenditore, ma non riesce a fare lo step in avanti decisivo. Nella Lazio devi spendere un tot, ma lavorare con le idee. Tare ha fatto tante cose buone e altrettante non, ma il ragionamento di fondo era giusto. Prendere un allenatore che con mentalità mi trasforma la squadra. Sarri a me piace come addestratore, male come gestore. Non ha dato qualcosa in più”.

Dario Cadeddu

20/08/2024

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DICHIARAZIONI

L’addio di Felipe: “Per sempre laziale. Ho ottenuto più di quanto pensavo di ricevere”

Felipe Anderson saluta la Lazio. Al termine del match, il brasiliano si è commosso parlando al suo pubblico: “Volevo ringraziarvi perché dal primo giorno in cui sono arrivato mi avete accolto non solo come calciatore ma come ragazzo che adesso è uomo. Grazie perché al di là del calcio, mi avete dato di più di quello che avrei pensato di vivere nel calcio. Sarò per sempre laziale, Forza Lazio Sempre”.

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Lazio-Sassuolo, Felipe pre match: “Amo questi colori. Ho pianto…”

Lazio-Sassuolo, Felipe Anderson nel pre match ai microfoni di DAZN: “Questa settimana tutti quanti sapevano che sarebbe stata la mia ultima partita, tutti sanno quanto mi piace e quanto amo la Lazio. Tutti mi hanno chiesto se avessi già pianto. Se l’ho fatto? Sì, ma provo a contenermi ogni secondo”.

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DICHIARAZIONI

Felipe, è già nostalgia: “Lazio, mi mancherai, non riesco a dirti addio. Ecco che società lascio…”

Felipe Anderson al passo d’addio. Il brasiliano, domenica, toccherà quota 326 presenze con la maglia biancoceleste. Undicesimo per presenze nella storia della Lazio; quarto giocatore straniero a 15 gettoni da Milinkovic-Savic. 58 gol e 63 assist complessivi. Ai microfoni di Lazio Style, il brasiliano – visibilmente commosso – ha parlato della sua storia, ai suoi tifosi:

 “Se riuscirò a dormire prima della sfida col Sassuolo? Eh, siamo arrivati quasi all’intervista più difficile. Anche se sapevo che un giorno sarebbe successo, non so cosa proverò però sicuramente sarà una bella giornata e difficile. In questi ultimi mesi ho avuto tempo di ragionare, mi sono goduto tutto e ho avuto tutto qui. Questa scelta l’ho fatta col cuore insieme alla mia famiglia. È difficile dire addio, una parola che non voglio dire alla Lazio e alla sua gente perché li porterò sempre nel mio cuore. Mi mancherà, sì”.

“Seconda avventura? Quello che dico sempre, è più di una squadra per me la Lazio. Da quando sono arrivato a oggi ho vissuto un po’ di tutto: momenti bellissimi, incredibili e difficili. Poi, soprattutto, quando non giocavo e la Lazio mi ha ripreso dandomi tutta la fiducia come se non fossi mai andato via. Questa è una cosa che vale più del calcio, più di tutto”.

“Cosa mi ha dato la Capitale? Affetto, quello che ho avuto e ha avuto anche la mia famiglia ovunque andassimo. L’Italia è il paese più bello del mondo, l’affetto della gente ci ha colpito di più. Cosa hanno in comune con i brasiliani? Sono molto espressivi, è stato facile fare amicizia qui. La parola romana che ho detto di più? Aoh. Cosa mi mancherà? Penso la mia routine, sempre verso il calcio. Abito sempre vicino a Formello. Quella routine di venire qui e di trovare sempre i tifosi fuori”.

“La prestazione più vicina alla perfezione di quel Lazio-Sampdoria del 2015? Per la vittoria e per come mi sono sentito, sono state due Atalanta e Milan dello scorso anno. Abbiamo fatto una grande prestazione, ma come quella contro la Sampdoria è difficile”.

“Il mio FA7 preferito? Quello del 2014/15, individualmente si. Però negli ultimi anni ero molto contento di partecipare tanto durante le partite. Ma come individualità, quello”.

“Cartolina dei derby? Il mio primo, peccato che abbiamo pareggiato. È stato bellissimo. E quello in cui ho segnato e abbiamo vinto 1 a 0, ho segnato per un amico che oggi non c’è più. Mi aveva detto che se avessi fatto gol dovevo esultare in quel modo, è stato un derby speciale”.

“Che Lazio lascio? Ambiziosa, che ogni anno cresce sempre di più. Si vedeva la voglia in ogni allenamento e nelle nostre giornate insieme di voler vincere. Anche se quest’anno non è andato molto bene come lo scorso, c’è sempre la voglia di crescere e di competere a alto livello. È cambiata tantissimo”.

“Compagno che ha mostrato più talento in allenamento, ma che poi non è riuscito a esprimersi in partita? Tantissimi, ma soprattutto i giovani perché a volte in partita soffrono la mancanza di fiducia. A volte giocano poco, ma sono giovani che sicuramente erano devastanti. Pedro Neto era molto forte in allenamento. Il più simpatico? Bastos, ci faceva divertire tutti ballando e provando a scherzare. Chi ha meno gusto nel vestirsi? Tantissimi, metà della squadra. Chi ascolta musica discutibile? Patric, ma è bravo. Fa il dj. Il più forte? Leiva, la fiducia che ci dava quando andava in duello o quando veniva con la palla, per quello che ci diceva. Era diretto e dava molta chiarezza in campo. È stato il più forte”.

“Chi vorrei ringraziare all’interno del club? Klose, mi ha aiutato tanto da quando sono arrivato. Anche i brasiliani, Hernanes e Ederson. Quando sono arrivato mi hanno aiutato con la lingua, ero anche infortunato e loro subito nei primi mesi mi hanno dato una forza incredibile con consigli e fiducia”.

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FORMELLO

FORMELLO – Tudor prepara l’ultimo atto: solo due assenze e Felipe…

Ultimo atto della stagione in arrivo. Domenica la Lazio chiuderà contro il già retrocesso Sassuolo all’Olimpico. Tudor, oggi a Formello, ha iniziato a preparare la sfida. Il tecnico croato dovrà rinunciare a Casale (squalificato) e a Sepe (mai impiegato, operato al menisco). Tutto il resto della squadra è a completa disposizione. Gila, in forma smagliante dopo il rientro dall’infortunio, sostituirà l’ex Verona. A centrocampo soliti ballottaggi, con Guendouzi che spera di chiudere da titolare davanti ai suoi tifosi. Stesso discorso, al quadrato, per Felipe Anderson.

Il brasiliano è all’ultima gara con la maglia della Lazio, la numero 326. Verosimilmente Tudor lo schiererà dal primo minuto, da capire se verrà fatta la stessa scelta con Luis Alberto, anche lui (sulla carta) al passo d’addio. In base a questa scelta potrebbe cambiare la formazione. Non è escluso infatti, che Zaccagni possa scendere nella linea a 4 del centrocampo.

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APPROFONDIMENTI

Felipe Anderson, fai l’ultimo regalo alla Lazio!

Da Felipe Anderson la Lazio si aspetta un ultimo regalo. In uno stadio che spesso lo ha esaltato. Felipe Anderson è all’ultima sfida di cartello con la maglia della Lazio. Da quando, nell’estate del 2021, è tornato a Roma, non ha saltato nemmeno una partita: ne ha giocate 147 su 147. “Ringrazio il presidente Lotito e il direttore sportivo Fabiani per avermi accolto in un momento per me non facile – ha detto nel giorno in cui ha annunciato il suo passaggio al Palmeiras -. Ringrazio anche i tifosi che mi hanno voluto bene e mi hanno sempre dimostrato il loro affetto. Mi voglio godere ogni giorno e ogni minuto con la maglia della Lazio”. Quella di domenica contro l’Inter sarà la sua ultima grande partita con la maglia biancoceleste. Serve un suo gol per avvicinarsi alla zona Champions League. 

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DICHIARAZIONI

Felipe Anderson: “Vogliamo raggiungere gli obiettivi, ringrazierò sempre i tifosi e la società. Con testa e cuore sono della Lazio, fino alla fine”

Felipe Anderson ai microfoni di DAZN al termine di Genoa-Lazio 0-1: “Primo tempo ci hanno messo in difficoltà, abbiamo sbagliato molto tecnicamente e c’erano pochi spazi. Siamo stati bravi a cambiare la gara e sfruttare la nostra tecnica. Felice di aver aiutato i compagni. Sappiamo quanto i tifois ci tengano a vederci vincere. Kamada si è messo a disposizione da subito, siamo un gruppo unito e vogliamo sempre vincere. Futuro? Era giusto comunicare la mia scelta, ora voglio lasciare un bel ricordo e raggiungere gli obiettivi. Fino alla fine dobbiamo vincere ogni partita e non mollare, starci dentro con la testa. Ho giocato tanto in questi anni, sono ancora qui con la testa e con il cuore. Ho ringraziato Lotito, gli ho fatto sapere la decisione per primo. Grazie anche al direttore che ha sempre capito, tutti mi hanno rispettato. Sono stato accolto al mio ritorno e i tifosi mi hanno sempre sostenuto. Voglio godermi ogni ultimo minuto”.

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CALCIOMERCATO

Stallo Felipe Anderson, Romano: “Il brasiliano e la Juve sono sulla buona strada…”

Felipe Anderson, un destino sempre più in bilico. La Juventus è sul giocatore da mesi, la Lazio – come confermato dal DS Fabiano – ha fatto la sua offerta. Un quinquennale, superiore ai 3 milioni di euro a stagione. Sono giorni caldi, ma fronte Lazio non c’è stata nessuna accelerata. Lo conferma l’espero di mercato Fabrizio Romano: “Juventus e Felipe Anderson, sulla buona strada dalla settimana scorsa. Non è cambiato nulla nonostante le voci su un nuovo accordo con la Lazio”. Il tempo stringe, la scelta è sempre più vicina.

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DICHIARAZIONI

Tudor: “Vittoria non scontata, ora riportiamo i tifosi dalla nostra parte. Luis Alberto? Riguarda la società”

“Non era una partita facile. Devo fare i complimenti ai ragazzi perchè abbiamo vinto alla grande e potevamo segnare altri 4 gol. Volevamo mantenere la porta inviolata, per iniziare a creare una mentalità si deve curare ogni dettaglio. Può sembrare una vittoria facile, ma la Salernitana era partita bene, ha schierato un modulo speculare e ci ha messo fisicità. Ora tocca a tutti noi portare la gente dalla nostra parte.

Le parole di Luis Alberto? Non voglio commentare, sono cose che riguardano lui e la società. A me interessa che metta in campo quello che chiedo durante gli allenamenti. Non sta a me entrare nel merito, io faccio l’allenatore. E voglio ribadire la mia soddisfazione per la prestazione che abbiamo fatto oggi. La direzione è quella giusta. Abbiamo affrontato due volte la Juventus e poi la Roma che, ieri, ha fatto un partitone a San Siro e ha meritato di vincere. La strada intrapresa è quella corretta, vedo un gruppo che partecipa e c’è il giusto equilibrio tra possesso, non possesso e attacco dello spazio. Stiamo lavorando per mettere i giocatori di maggiore qualità nelle condizioni di offendere. 

E, per Lazzari, non parlerei di esperimento. Ha interpretato bene il ruolo, anche a Verona ho fatto la stessa cosa con Faraoni spostandolo sull’out opposto. Sono contentissimo anche di Castellanos, è uscito arrabbiato perchè voleva restare in campo ma aveva subito un colpo alla testa. Obiettivi? Crescere gara dopo gara, ne abbiamo vinte due su tre in campionato e ci sono 18 punti a disposizione”. Queste le parole del tecnico della Lazio Igor Tudor a DAZN.