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CALCIOMERCATO

Lazio, dal bilancio la specifica su Maldini: obbligo di riscatto già scattato?

“È stato acquistato a titolo temporaneo il diritto alle prestazioni sportive di un giocatore per un valore di Euro 0,50 milioni e obbligo di riscatto per Euro 14,43 milioni, con retribuzione fissa pari a Euro 1,17 milioni”. Il riferimento, apparso nella relazione finanziaria semestrale consolidata al 31 dicembre 2025 pubblicata dalla Lazio nella serata di ieri, è all’arrivo di Daniel Maldini nella sessione invernale di gennaio. Il club, dunque, parla esplitamente di un accordo con l’Atalanta sul riscatto dell’attaccante senza la specifica di vincoli e condizioni particolari come la partecipazione alle prossime competizioni europee. Se l’interpretazione del testo fosse confermata, dunque, l’ex Milan dovrebbe considerarsi a tutti gli effetti un elemento di proprietà biancoceleste a partire dalla prossima stagione agonistica. Con correlato impegno economico da parte del club già programmato.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Italia, Mattei: “Tristezza per le parole di Gravina, serve un passo indietro” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“L’espulsione di Bastoni, sacrosanta, indubbiamente ha condizionato la gara. Il rammarico è aver difeso toppo senza sfruttare le occasioni per il raddoppio che ci sono state.

Io ho provato profonda tristezza sentendo il presidente Gravina, che in 8 anni è protagonista di due mancate qualificazioni ai Mondiali, dire che deciderà il consiglio federale. In questi casi il presidente deve fare un passo indietro, anche se non si ritiene responsabile. Lo deve fare anche per rispetto nei confronti dei numeri tifosi.

I rapporti contrastanti Lega-Federcalcio sono il primo problema. Poi ricordiamoci sempre che il calcio italiano è una delle aziende principali del nostro Paese”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Italia, Cardone: “Tragedia sportiva. Prossima settimana cambiamenti a livello dirigenziale” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Italia ciclo finito, al di là delle parole sorprendenti del presidente Gravina. Parliamo di una tragedia sportiva, questo è. Non puoi non dimetterti e rimandare tutto al consiglio federale, facendo tra l’altro i complimenti a tutti: o non ha capito la situazione o l’ha capita e non vuole arrendersi all’evidenza.

Gravina ha chiesto a Gattuso e Buffon di restare, è metaverso. Da quello che so, la prossima settimana cambieranno le cose a livello dirigenziale. Sicuramente c’è da fare una riflessione molto profonda sui ragazzi che compiono 17-18 e non si vedono, perché i risultati a livello giovanile arrivano.

Non abbiamo toccato il fondo, abbiamo iniziato a scavare. L’attenuante che do alla Federcalcio è il rapporto con la Lega calcio; c’è una frattura che ha portato danni anche alla Nazionale. In queste ore si parla di una candidatura possibile di Malagò, ora c’è capire se è solo chiacchiericcio. La terza mancata qualificazione ai Mondiali è inaccettabile”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Taylor e non solo: la soluzione di Sarri per sopperire ai pochi gol degli attaccanti

Servono ancora i gol di quelli che partono da dietro per trovare un’altra vittoria.

Un anno fa il centrocampo a questo punto della stagione era fermo a due reti (una a testa per Guendouzi e Vecino) e 5 passaggi vincenti. Sì, c’erano gli uomini davanti che segnavano e che toglievano pensieri a Baroni, ma Sarri ha dovuto lottare con le polveri bagnate degli uomini offensivi e ha dovuto trovare formule diverse. E il centrocampo, riporta Il Messaggero, è il reparto che gli sta dando il maggior numero di soddisfazioni: in questo momento sono 11 i gol trovati dagli uomini che giocano in mezzo e sono 10 i servizi vincenti. Cataldi e Taylor, l’ultimo arrivato, stanno facendo la differenza con 3 reti a testa, poi ci sono i due di Guendo, e un centro per Basic, Vecino e Dele-Bashiru (nella semifinale d’andata di Coppa Italia). Più di cinque volte in più rispetto all’anno scorso.

Ecco, si vede il lavoro di Sarri che, sicuramente, vedrà ulteriormente aumentare questo bottino da qui alla fine dell’anno. O almeno ci spera. Magari già contro il Parma sabato, visto che Zaccagni come sappiamo mancherà (ed è quello che da un momento all’altro avrebbe potuto trovare la giocata), Isaksen tornerà dalle fatiche della nazionale e Maldini per il momento una sola volta ha esultato.

Servono ancora, conclude il quotidiano, i gol di quelli che partono da dietro per trovare la quarta vittoria di fila e cercare di prendersi il settimo posto che spesso regala una qualificazione europea. Dea permettendo, ovviamente.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, “base solida su cui costruire”: i nomi di Sarri per un futuro ancora condiviso

Sarri ripete la dolente cantilena dall’estate. Era il 24 luglio, giorno della presentazione: «L’obiettivo senza mercato? Costruire una bella base e poi aggiungere qualcosa in futuro. Più siamo bravi a far crescere i giocatori che ci sono, più la base sarà solida». Da quel giorno ha ripetuto il concetto di continuo fino a gennaio: «Sarebbe tanta roba arrivare a fine stagione convinti di avere 7-8 giocatori su cui innescarne 3 o 4 importanti per fare un salto di qualità altrimenti sarà dura». Il mercato invernale ha scombinato i piani. L’hanno gestito Lotito e Fabiani, Sarri lo ha subito. Guendouzi è partito, faceva parte del gruppo dei 7-8 presi in considerazione da Mau. Non ha mai considerato Castellanos incedibile a fronte però dell’acquisto di un centravanti dall’identikit specifico. E’ arrivato Ratkov, poi Maldini. Nessuno eletto dal Comandante.

Il Sarri di oggi è un Sarri spiazzato, disilluso. Di mercato non ha voluto parlare più dopo essere stato declassato a «dipendente». Ha rinviato ogni discorso, ogni decisione a fine stagione. La guerra fredda del post mercato si è trasformata in una tregua interessata, oggi come oggi non conviene a nessuno offrire alibi cui appigliarsi. Se la Lazio e Sarri andranno avanti nessuno può dirlo. Lotito ha fissato una deadline, è il 22 aprile, giorno della semifinale con l’Atalanta. Poi inizierà a tirare le somme. E’ mutevole negli umori, nelle azioni e nelle reazioni. Mau invece vuole chiudere bene per amore dei laziali e anche per garantirsi qualche chance in più di mercato. Presidente e tecnico andranno avanti se non potranno fare altrimenti, è più di una sensazione. Lo scenario non è da escludere per quanto sia forzato. In questo caso Sarri chiederebbe almeno la conferma del gruppo storico con l’aggiunta di Taylor e Provstgaard. In lista ci sono Provedel, Romagnoli, Gila, Marusic, Patric, Cataldi, Rovella e Zaccagni. Gila non è facile da confermare, è destinato a partire, ha mercato. Il miglior Isaksen convince Sarri, il peggiore no. Vale lo stesso per Tavares. Dele-Bashiru non l’ha mai convinto pienamente, può essere un’alternativa. Mau terrebbe Basic da vice Taylor, è in scadenza a giugno, era stato il tecnico a spingere per il rinnovo a dicembre, poi congelato. Corriere dello Sport

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, attesa per Diogo Leite. Spunta anche l’interesse per un centrale del River Plate

Le possibili mosse della società biancoceleste in vista del mercato estivo.

Diogo Leite è l’acquisto low cost, a zero. Si libererà dall’Union Berlino a giugno. La Lazio, riporta il Corriere dello Sport, aspetta la firma del portoghese dopo i contatti di gennaio, lo strappo di febbraio e la riapertura dei giorni scorsi. I contatti sono continui. Il calciatore è reduce da uno stiramento, si è ripreso, è andato in panchina nell’ultimo match col Bayern.

La Lazio, si legge, aspetta il sì definitivo per programmare le visite. Nelle idee del club dovrebbe essere il secondo acquisto dopo Pedraza del Villarreal, anche lui a zero; è un terzino sinistro. La difesa è il primo reparto da ricostruire.

Di ieri, conclude il quotidiano, una voce dall’Argentina. Il portale El Crack Deportivo ha inserito la Lazio nella corsa a Lautaro Rivero, difensore centrale argentino, classe 2003. In scadenza nel 2028, avrebbe una clausola monstre da 100 milioni ma è solo da effetto. Il prezzo reale s’aggirerebbe intorno ai 10 milioni; è tra i baby più seguiti in Argentina.

Il calciatore è alto 1,85, ha 22 anni, piede sinistro; è rientrato al River dopo il prestito al Central Cordoba, era cresciuto nella cantera del River. Il cittì Scaloni l’ha già chiamato in nazionale ad ottobre per le amichevoli contro Venezuela e Portorico. Lautaro Rivero ha esordito nel secondo tempo con Portorico. Quest’anno ha giocato 10 partite nel torneo Apertura, un gol. Può essere uno dei baby argentini più trattati in estate.

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NAZIONALI

Italia, altro disastro. Gravina chiama in causa la politica: “Responsabilità oggettiva mia, ma siamo ingessati da certe normative”

L’Italia del calcio è stata travolta dall’ennesima delusione recente portata dalla sua Nazionale, sconfitta ed eliminata al playoff di qualificazione per i Mondiali per la terza volta consecutiva. Questa volta è stata la Bosnia ad interrompere i sogni e ad abbattere le speranze azzurre, vincendo ai rigori dopo l’1-1 maturato al termine dei tempi regolamentari e poi dei supplementari. Fanno discutere le dichiarazioni nella conferenza stampa post-partita di Gabriele Gravina, presidente della FIGC, che tra le altre cose ha puntato anche il dito sul tema del professionismo del calcio come ‘freno’ allo sviluppo del movimento: “Il calcio è uno sport professionistico, gli altri sono sport dilettantistici. Dobbiamo fare dei rapporti che lo sono sulla base di equità: i dilettanti
possono adottare scelte e decisioni non possibili tra i professionisti e mi riferisco all’impiego di tanti giovani nei propri tornei. Per non parlare di altri, che sono sport di Stato: basti pensare allo sci, tolta Arianna Fontana gli altri sono dipendenti dell’Italia”.

Ha quindi poi aggiunto Gravina: “Sappiamo di essere in un momento di grande crisi generale, che richiede una riflessione complessiva spettante non solo alla FIGC ma anche alla politica italiana, che vedo subito accelera ma solo per chiedere dimissioni. Vorrei però capire se ci sia stata la disponibilità alla crescita del movimento italiano, da affrontare anche in sede politica. Certe normative impediscono di prendere delle scelte, siamo ingessati. Certo, la responsabilità oggettiva è mia che rappresento la Federazione, ma certe riflessioni non devono intaccare il grande lavoro e la dignità di chi in questi mesi ha profuso energie”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Oddi: “Purtroppo stiamo facendo ridere. Abituiamoci, l’Italia è questa” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“Purtroppo siamo calati molto. Non c’è niente da fare, è questo il dato di fatto. Abituiamoci, l’Italia questa. Prima eravamo molto più rispettati. Dobbiamo ripartire dai giovani, ricominciare da capo con pazienza. Una volta tanto l’errore va anche ammesso.

Il problema è che l’Italia non ha più crescita, i giovai adesso spesso preferiscono fare un altro sport. E li abbiamo portati noi a questo. Purtroppo stiamo facendo ridere, anche vedere le partite di campionato non è più così entusiasmante; ormai sembra una ‘lotta continua, solo spallate. Difficilmente vediamo belle gare di calcio anche in Serie A”.

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SOCIETA'

Lazio, bilancio semestrale: 20 milioni di perdite, scendono i ricavi ed aumentano i costi

La Società Lazio, attraverso i suoi canali ufficiali, ha reso nota la relazione finanziaria semestrale consolidata al 31 dicembre 2025. Questo quanto si legge nella relazione.

“Il Gruppo Lazio al 31 dicembre 2025 presenta un risultato netto negativo di Euro 20,37 milioni principalmente dovuto ai minori ricavi derivanti dalla mancata partecipazione alle competizioni Europee per la stagione sportiva 2025/2026 e dal blocco della campagna estiva della stagione sportiva 2025/2026.

Il giro di affari consolidato si attesta a Euro 51,83 milioni ed è diminuito rispetto al medesimo periodo della stagione precedente di Euro 25,32 milioni. Tale variazione è dovuta in gran parte all’assenza di introiti rivenienti dalla partecipazione a competizioni Europee.

Il valore della produzione al 31 dicembre 2025 è costituito da ricavi da gare per Euro 8,68 milioni, diritti TV ed altre Concessioni per Euro 29,47 milioni, sponsorizzazioni, pubblicità, royalties per Euro 8,39 milioni, merchandising per Euro 1,23 milioni ed altri ricavi e proventi per Euro 4,06 milioni. I costi operativi sono pari a Euro 90,96 milioni e sono aumentati rispetto alla stagione precedente di Euro 3,95 milioni di euro in gran parte per l’incremento dei costi del personale e dell’ammortamento dei diritti alle prestazioni sportive”.

Sul mercato di gennaio

“Sono stati acquistati a titolo definitivo i diritti alle prestazioni sportive di quattro giocatori per un valore di Euro 35,63 milioni più premi per Euro 5,50 milioni, Iva esclusa, all’ottenimento di prefissati obiettivi sportivi, con retribuzioni fisse pari a Euro 3,38 milioni” si legge in riferimento agli acquisti di Motta, Taylor, Przyborek e Ratkov.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – 14 anni senza Chinaglia, Oddi: “Un amico fraterno. Fuori classifica, giusto ricordarlo sempre” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

A 14 anni dalla scomparsa di uno dei più importanti idoli biancocelesti Giorgio Chinaglia, il ricordo del compagno di squadra e amico fraterno:

“Di ricordi ne ho tanti, eravamo quasi fratelli. Io e Pino, insieme al nostro allenatore, lo abbiamo fatto venire in Italia. Era forte, proprio forte. Era anche simpatico. Per me era fuori classifica. Quando giocava con noi era cattivo se sbagliavamo. Giorgio è stato un grande in tutto e per tutto; è giusto che sia ricordato sempre. Per me è stato un amico fraterno”.