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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Italia, Mattei: “Tristezza per le parole di Gravina, serve un passo indietro” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“L’espulsione di Bastoni, sacrosanta, indubbiamente ha condizionato la gara. Il rammarico è aver difeso toppo senza sfruttare le occasioni per il raddoppio che ci sono state.

Io ho provato profonda tristezza sentendo il presidente Gravina, che in 8 anni è protagonista di due mancate qualificazioni ai Mondiali, dire che deciderà il consiglio federale. In questi casi il presidente deve fare un passo indietro, anche se non si ritiene responsabile. Lo deve fare anche per rispetto nei confronti dei numeri tifosi.

I rapporti contrastanti Lega-Federcalcio sono il primo problema. Poi ricordiamoci sempre che il calcio italiano è una delle aziende principali del nostro Paese”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, la società chiede un cambio di passo. Squadra con Sarri ma non mancano i mugugni nello spogliatoio

Classifica da migliorare e futuro del tecnico: la situazione.

Mentre Castellanos dall’Inghilterra esalta il gioco di Marco Baroni che lo ha valorizzato nella passata stagione, restano dentro lo spogliatoio, riporta Il Messaggero, altri mugugni per un gioco troppo dispendioso e poco adatto alle caratteristiche di questo organico. La squadra è ancora stretta al fianco di Sarri, ma chiede al tecnico meno ripiegamenti e palleggio. Sembra di tornare a marzo 2024, quando poi il Comandante fece un passo indietro.

Stavolta, si legge, non c’è nessuna chance che Sarri si dimetta, dovrebbe essere la società a licenziarlo. Eppure Mau aveva fatto meglio di adesso nel suo terzo anno, aveva 6 punti e 6 gol in più (peggio dei 2 attuali nel 2010-21). Da 16 anni non venivano collezionati così pochi punti (34) dopo le prime 26 turni, è la quarta peggior stagione sotto la gestione Lotito.

La società, conclude il quotidiano, chiede un cambio di passo anche in campionato. Serve un miglior posizionamento del decimo posto, per i maggior ricavi a bilancio, ma anche per non compromettere la prossima preparazione estiva con la prima fase di Coppa Italia, che si giocherebbe tra il 15 e il 18 agosto, a dieci giorni dalla prima giornata del campionato. Succede a chi non finisce fra le prime otto, è successo al Milan l’anno scorso. La Lazio non finisce nella parte destra della classifica dal 2009/10, al dodicesimo posto con Ballardini (e poi Reja subentrato) come nel 2007/08. Il peggior piazzamento dal 2004 in poi (penalizzazioni a parte) è il 13° posto conquistato nel primo anno dell’era Lotito. Va bene il ridimensionamento, ma non si può tornare 22 anni indietro.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Ratkov ad un passo senza il via libera di Sarri. Stretta del club per Fabbian e Maldini

Il punto sulle possibili entrate biancocelesti.

Venduto Castellanos, la Lazio ha necessità di intervenire sul mercato per un attaccante. Come evidenzia Il Messaggero, il primo innesto ad un anno dall’ultimo acquisto è un giovane gigante serbo di 193 centimetri. Ieri il ds Fabiani ha offerto 12 milioni di euro al Salisburgo per il classe 2003 Petar Ratkov e a sorpresa si è assicurato il centravanti di Belgrado, esploso negli ultimi quattro mesi e atteso a Roma già questa mattina alle 11.45 per le visite mediche. Cresciuto in patria nel Backa Topola, gli austriaci l’avevano prelevato per 5 milioni nell’estate 2023 e lui aveva bagnato l’esordio col numero 21 con un gol dopo 33′, per poi infortunarsi. Dominante in elevazione e discretamente mobile, è dotato di un buon tiro col piede preferito, il destro, ma finora ha fatto tremenda fatica a incidere nei big match. Lo manda Milinkovic, nel primo anno e mezzo in Austria ha fornito dodici assist ma anche saltato ben ventisei gare per noie muscolari alla coscia. Da agosto s’è preso l’attacco dei biancorossi, trascinandoli in vetta con 9 reti e 2 assist in 12 apparizioni dal 1’. Un exploit recentissimo. Seppur acerbo, dopo il debutto di fine 2023 vanta due spezzoni in Nations League con la Serbia dei grandi (a novembre 2024 contro Spagna e Danimarca di Isaksen), e il bomber-icona Mitrovic l’ha già pubblicamente designato come suo potenziale successore. Già 17 presenze in Champions e 6 nell’Europa League in corso (senza reti), la scommessa di Fabiani non ha ricevuto alcun via libera di Sarri, che – perso Castellanos – aveva chiesto l’affondo su Raspadori, scartato l’ipotesi Lucca e non ha mai concesso spazio ai centravanti boa (non ultimi il georgiano Mchedlidze a Empoli e il kosovaro Muriqi). Da verificare anche la collocazione tattica: Ratkov ha sempre giocato nel 4-4-2 col sostegno di una seconda punta a ruotargli attorno.

Mau, conclude il quotidiano, era stato chiaro con la società: avrebbe dato il placet a un baby da prelevare all’estero solo a condizione d’essere accontentato su uno dei due pupilli Loftus-Cheek o Samardzic, oltre che su (un comunque non prioritario) Insigne. Se il 29enne inglese resta nel mirino, con Tare che accetterebbe di inserire nell’affare il suo vecchio pallino Gila, nelle ultime ore la dirigenza è intenzionata a stringere con l’Atalanta per il 2001 Daniel Maldini (forse addirittura a titolo definitivo, in prestito con obbligo di riscatto) e col Bologna per l’altro classe 2003 Fabbian (a circa 15 milioni di euro).