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‘SVB’ – 14 anni senza Chinaglia, Oddi: “Un amico fraterno. Fuori classifica, giusto ricordarlo sempre” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

A 14 anni dalla scomparsa di uno dei più importanti idoli biancocelesti Giorgio Chinaglia, il ricordo del compagno di squadra e amico fraterno:

“Di ricordi ne ho tanti, eravamo quasi fratelli. Io e Pino, insieme al nostro allenatore, lo abbiamo fatto venire in Italia. Era forte, proprio forte. Era anche simpatico. Per me era fuori classifica. Quando giocava con noi era cattivo se sbagliavamo. Giorgio è stato un grande in tutto e per tutto; è giusto che sia ricordato sempre. Per me è stato un amico fraterno”.

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Long John night: la serata in ricordo di Chinaglia

Una serata nel segno di Giorgio Chinaglia.

Questa sera Radioseilazio ha  vissuto un’emozione speciale, un tributo a un campione senza tempo: Giorgio Chinaglia. Un uomo, un bomber, simbolo di una Lazio indomabile, che ancora oggi fa battere il cuore dei tifosi.

Tra racconti, immagini e testimonianze,si è  ripercorsa la sua carriera, dalla maglia biancoceleste indossata con orgoglio fino all’esperienza negli USA, senza dimenticare il suo legame viscerale con la Curva e con la città di Roma.

Un grande grazie a tutti coloro che hanno partecipato, condividendo ricordi e passione, perché Chinaglia non è solo storia: è leggenda.

Giorgio vive nei cuori laziali!

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‘QUELLI CHE…’ – Immobile: “La Lazio ed i laziali, la mia emozione per sempre. Con Baroni mi diverto, quando parlai la prima volta con lui…” (AUDIO)

Nel giorno del suo compleanno, l’ex capitano della Lazio, CIRO IMMOBILE, in collegamento a RadioseiLazio nella trasmissione ‘QUELLI CHE…’

Ho ricordi bellissimi della Lazio, resteranno sempre con me, anche perché riguardano la mia famiglia. Ringrazio tutti i tifosi e gli amici che mi stanno inondando di messaggi. Ho sempre detto che mi sarebbe piaciuto lasciare qualcosa di importante, lasciare un segno. Questa è la cosa più importante, anche perché la carriera è breve e quando finisci di giocare è questo ciò che resta. Ho messo tutto me stesso per ottenere questo risultato, il più importante. Mi fa piacere che la gente non si sia dimenticata di me, significa che io e la mia famiglia abbiamo fatto un buon lavoro. Mia moglie ed i miei figli sono vivono ancora a Roma, è importante che continuino ad essere coccolati. Ho lasciato tanti amici e tante persone che mi vogliono bene, non ci siamo dimenticati a vicenda.

Ogni volta che vedo le partite della Lazio mi diverto. Devo dire che me l’aspettavo, ho avuto subito questa sensazione quando parlai per la prima volta con Baroni. La Lazio ha bisogno di un tecnico come lui, che sprona in continuazione e coinvolge tutti. La seconda parte della stagione è sempre la più importante e complicata, sono tante le gare giocate e quelle da giocare. Poi quando arrivano gli scontri diretti decisivi, la questione inizia a farsi più nervosa. La cosa determinante è in quale condizione arrivi al momento decisivo. In campionato le cose puoi sempre metterle apposto, in Europa se sbagli una partita perché in quel momento non sei al meglio, è più difficile.

Il mio record? Nella storia della Lazio ci sono stati grandi campioni e bomber, il fatto di averli superati tutti è una grande soddisfazione. Così come i complimenti ricevuti da Signori, Giordano o quella maglia di Chinaglia che ho ricevuto da te (Guido De Angelis, ndr), sono momenti che non si dimenticano.

Mourinho? Si, con il Besiktas lo abbiamo battuto. Ci siamo solo salutati con rispetto”.

PUBBLICATO IL GIORNO 20-02-2025

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Noslin time: tripletta sulle orme di Chinaglia e la Lazio lo blinda

E’ il momento di Noslin. L’attaccande olandese, acquistato la scorsa estate dal Verona per 18 milioni, è entrato nella storia. L’edizione odierna del Corriere dello Sport, ricorsa come l’ultimo a segnare una tripletta contro il Napoli (fra i calciatori biancocelesti) fu Giorgio Chinaglia nel 3-3 del 7 aprile 1974.

La Lazio se lo gode, Noslin e – sempre secondo il quotidiano – ha inserito una clausola di ben 70 milioni per il suo cartellino. L’olandese spera nel bis al Maradona, anche se ai nastri di partenza, sembra partire dietro a Castellanos.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, operazione riscatto per Immobile: Giordano e Chinaglia gli obiettivi

È iniziata la rincorsa al mito per Ciro Immobile. Il capitano della Lazio vuole lasciarsi alle spalle la stagione passata e ripartire con determinazione, convincendo prima di tutto Baroni. Nonostante sia in vacanza, Immobile ha già iniziato la preparazione seguendo un programma di allenamenti personalizzati e intensi. Durante il ritiro ad Auronzo di Cadore, emergeranno le linee guida e le gerarchie che il tecnico seguirà durante l’anno. Si riparte da zero, ma i numeri non mentono.

Come sottolinea il Corriere dello Sport, i numeri di Immobile lo spingono a superare i leggendari giocatori del passato. In otto anni, ha raggiunto il primato in tutte le classifiche, tranne in due: è a un gol da Chinaglia nelle competizioni internazionali (escluse quelle riconosciute dalla UEFA, dove è già in testa) e a sei gol da Giordano nelle competizioni nazionali. La Coppa Italia è l’unica competizione in cui non è mai stato capocannoniere. Nella storia del club, Immobile è in cima per numero di gol totali (207), reti in Serie A (169) e gol su rigore (60). Ora punta a entrare nella top-five per presenze, attualmente fermo a 340, con Lulic al 5° posto a 371. Corriere dello Sport

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DICHIARAZIONI

‘Diario di un sogno’, Immobile: “Io e la gente laziale, amore reciproco. Ho capito che su Chinaglia…”

Ospite dell’evento svolto questa sera presso l’Auditorium Conciliazione, “Diario di un sogno”, Ciro Immobile è salito sul palco per parlare della giornata ed esprimendo tutto il proprio amore nei confronti dei tifosi: “Per me credo che sia il massimo restare così tanto nel cuore dei tifosi, ogni calciatore dovrebbe avere quello come obiettivo, poi ci sono i premi collettivi e personali. lo e i miei compagni abbiamo fatto il possibile per regalarvi il 100% di quello che vi meritavate, con la vittoria di oggi abbiamo concluso alla meglio la festa. I laziali? Mì amano e io amo la gente laziale. Ho capito davvero quanto la gente amava Chinaglia quando mi sono avvicinato al suo numero di gol. Sentivo la gente più anziana essere combattuta perché stavo superando Giorgio ed erano sia contenti, sia tristi perché era Chinaglia. Gli occhi gonfi? Quando parlo di Lazio e di quello che abbiamo fatto mi emoziono”.

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‘NMM’ – 50 anni dal primo scudetto, Maestrelli: “Domenica il battesimo di una nuova generazione di laziali!” (AUDIO)

Massimo Maestrelli, figlio di Tommaso Maestrelli che con la Lazio vinse il primo Scudetto, a Radiosei.

Massimo Maestrelli sarà presente al grande evento di domenica, per commemorare la grande Lazio del ’74 nel cinquantennale dallo Scudetto.

Massimo, possiamo immaginare i tuoi brividi…

“Ho provato grandi emozioni anche la scorsa stagione, quel ‘tranello’ di Roberto Rao che mi ha portato sotto la Curva Sud per tagliare il nastro, fui messo in mezzo (ride, ndr.) Fu un bagno d’amore, culminato con la bandiera di babbo in curva. Pensate che all’inizio Tommaso Maestrelli era preoccupato del suo arrivo a Roma. Penso che neanche il più ottimista dei tifosi poteva pensare ad un epilogo del genere. Sarri si è emozionato a stringere la mano di Gigi Martini, questo la dice lunga sull’impatto che ha avuto quella Lazio anche su chi viveva fuori dal nostro ambiente. Sarri manca, credo che anche a lui dispiaccia non esserci il 12 maggio. Penso che sia ferito, che questa vicenda delle dimissioni lo abbia toccato profondamente”.

I significati profondi, un passaggio generazionale

“Domenica rappresenta una nuova generazione di laziali. Tutti i genitori che porteranno i figli, a cui permetteranno di conoscere una storia incredibile e meravigliosa. Ancora non conosco i dettagli su quello che succederà, il programma. Sono sicuro che sarà un evento indimenticabile grazie a tute le iniziative. Lenzini fu forte ad imporsi, perché quando papà arrivò alla Lazio c’erano molti dubbi, anche da parte di Chinaglia. Tommaso aveva un profilo basso, mentre mister Lorenzo era di alto profilo. Lenzini si impuntò ed ebbe ragione. Era un uomo coraggioso. Quel giro di campo rimane inciso nella nostra storia. Spero di vedere tana gente domenica, persone che possano mettere da parte per qualche ora tutti i fastidi di questa stagione. Poi, sul campo, ancora confido in un finale diverso”.

Dario Cadeddu

08/05/2024

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APPROFONDIMENTI

Derby, due successi di fila in trasferta (in Serie A) mancano dal 1974

Il derby è alle porte. Sabato alle ore 18.00, in un Olimpico verso il tutto esaurito, andrà in scena il centosessantesimo confronto fra le due squadre in Serie A. La Lazio è imbattuta complessivamente da 4 derby, compreso quello deciso da Zaccagni (ultimo confronto, in Coppa Italia, valido per i quarti di finale). Sarà la squadra giallorossa ad ospitare, il 6 novembre 2022 decise Felipe Anderson. In Serie A, solo una volta la Lazio si è imposta in due stracittadine esterne di fila. E’ accaduto nelle stagioni 1972-1973 e 1973-1974. 12/11/72, Roma-Lazio 0-1 (35′ Nanni) e 31/03/74 Roma-Lazio 1-2 (47′ D’Amico, 51′ Chinaglia).


Ci sono anche i precedenti d’inizio anni cinquanta. 15/10/50 Roma-Lazio 0-1 (71′ Flamini) e 22/03/53 Roma-Lazio 0-2 (55′, 58′ Puccinelli). Nel mezzo, annata 1951-1952, la Roma disputò però un campionato di Serie B.

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La storia si ripete, anche Sarri si è ammalato di Lazio. Lotito: “Mai avuto dubbi su Maurizio”

L’emozione ha una voce rotta non solo dalle sigarette: «Tuo per sempre». Un’altra esplosione del cuore, l’ennesimo atto di fede biancoceleste. Come Chinaglia, Sarri si è ammalato di Lazio inguaribilmente. E, come Pulici, ripete: «La Lazio ti entra dentro», è lei che ti sceglie. La storia si ripete. E il popolo si scioglie ai piedi di Maurizio dopo quest’ennesima dichiarazione d’amore: «La Lazio è strana: da fuori non ti rendi conto, dall’interno la lazialità ti invade. Qui sto bene, tutti mi hanno fatto sentire importante e partecipe. Ho altri due anni di contratto e, se non succede nulla di clamoroso, ho un progetto a lunga scadenza, voglio chiudere qui la carriera e smettere di allenare». Lotito è euforico, ora deve dargli solo la chiave per non mollare: «Non c’è bisogno ancora del rinnovo. L’ho già fatto blindandolo a giugno scorso con altri due anni e mezzo di contratto. Dobbiamo proseguire su questa strada e con questa unione. Mai avuto dubbi su Maurizio e il suo spessore». Sarri è il suo più grande colpo, sta dimostrando di essere la soluzione. Alzi la mano chi a inizio anno avrebbe scommesso sulla Lazio seconda a 10 giornate dal termine. Solo Tare: «Non è una sorpresa per me». In questo 2023 i biancocelesti hanno battuto il Napoli – che sta facendo una corsa a sé – e, nelle ultime 6 partite, si sono messi alle spalle corazzate ben più attrezzate. Guai a sminuire questo miracolo del Comandante. Il Messaggero

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‘QUELLI CHE…’ – Martini: “Si vede il secondo anno di Sarri, perché non dovrebbe giocarsi lo scudetto?” (AUDIO)

LUIGI MARTINI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Vado avanti secondo la mia logica. Questo è il secondo anno di Sarri, da sempre il secondo è il migliore per assimilare gioco e filosofia. La Lazio ha battuto l’Inter senza i gol di Immobile. Questo è un dato molto significativo. Ci sono 4-5 grandi calciatori, gli altri sono buoni ed affidabili. Mi chiedo perché non potremmo lottare per lo scudetto. La Lazio ho l’impressione che sia la più motivata. Sta esprimendo un calcio preparato da un tecnico molto bravo. Poi il calcio è imprevedibile, ci mancherebbe altro”.

Capitolo Lotito

“Ho fatto un post in favore di Lotito, ho solo scritto che ha dimostrato di essere un grande manager. Io sono stato un contestatore del club per quanto riguarda la comunicazione con i propri tifosi. Non può esserci una contrapposizione così forte. Ma guardiamoci incontro. Inter, Milan, Roma a chi sono finite in mano? Se Lotito mollasse la Lazio cosa potrebbe accadere? Finire in mano ad un fondo cinese è una cosa positiva? Credo sia giusto chiederselo”.