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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi: “Lazio, il minimo che si possa fare è intestare il Flaminio a Maestrelli. Per Sarri e la squadra…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘NMM’

“Giocare al Flaminio sarebbe molto bello, soprattutto per la vicinanza con i tifosi. Toltalmente diverso diverso dal punto di vista emotivo rispetto all’Olimpico. A chi lo intesterei tra Chinaglia e Maestrelli? Sceglierei Tommaso indubbiamente. Lui è stato il massimo, rappresenta tutti noi e solo lui poteva tenere a bada quel gruppo. Quando è arrivato alla Lazio, Giorgio era preoccupato. Era molto in sintonia con Lorenzo, il predecessore di Maestrelli. Poi sono diventati come padre e figlio. Intestarlo a lui sarebbe il minimo che si possa fare.

Quella di Sarri è una situazione particolare. Da questa situazione ci rimette soltanto la squadra, i giocatori la subiscono. Vedre l’Olimpico così vuoto è davvero una tristezza. Quando entri in campo condiziona, certamente non è una spinta a dare qualcosa in più”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Cardone: “In società servono persone gradevoli. Contestazione legittima, ma squadra danneggiata. Sul Flaminio…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il rigore per l’Atalanta non c’era. Cross avvenuto a distanza ravvicinata, posizione del braccio di Cataldi congrua, l’impatto è stato nella parte alta. Sacchi ha dato il rigore senza la revisione, in questo caso non lo hanno reputato un chiaro ed evidente errore al Var. Così ci siamo beccati uno 0-1 immeritato dopo un buon avvio di gara. Era una partita decisiva, l’ultimo treno per agganciare l’Europa passando dal campionato.

Nel primo tempo ho visto una Lazio superiore all’Atalanta sul piano del gioco. Al netto delle loro assenze, che erano pesanti. Tuttavia anche ai biancocelesti mancavano calciatori importanti. Considerando tutto, credo sia uan sconfitta immeritata. E’ anche vero che la Lazio deve crescere tanto.

Contestazione legittima, ma con questa assenza si fa male solo la Lazio. Io spero si possa cambiare contestazione, per sostenere e abbracciare la squadra, che lo merita anche per l’impegno.

Servono alla Lazio personaggi empatici, riconoscibili anche all’esterno. Io continuo a fare il nome di Massimo Maestrelli, che rappresenta la storia della Lazio, è empatico, sa farsi volere bene. Il presidente ogni volta che parla aggredisce e non fa autocritica, Fabiani aveva cominciato bene dicendo di non alzare i toni ma poi li ha accesi, serve un personaggio gradevole che sappia porsi con la gente.

Quella di domani mattina è una cosa tecnica, è una questione che riguarda la Lazio e i suoi architetti. La documentazione che la Lazio ha presentato è veramente completa, ora vediamo che diranno e cosa andrà bene e cosa no. La consegna della documentazione è un passaggio decisivo per la realizzazione dello stadio.

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Maestrelli, parla Massimo: “Il 2 dicembre, la chiamata di Rossi Stuart, il cinema e l’amicizia con Pietrangeli” – (AUDIO)

MASSIMO MAESTRELLI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’ a 49 anni dalla scomparsa di Tommaso

“Da una decina di anni a questa parte vado a Prima Porta, davanti alla cappella di babbo. Incontro molta gente, gli amici di Velletri, trascorro ore in compagnia con Padre Vittorio per poi iniziare la danza del cibo. Il prossimo anno saranno 50 anni, è passato tanto tempo.

Gli ultimi anni sono stati ricchi di tante iniziative per ricordare papà. La docuserie di Sky, il docufilm al Festival del Cinema e pochi giorni fa ho ricevuto la chiamata di Kim Rossi Stuart che mi ha invitato a casa sua. Siamo stati un pomeriggio a parlare, sono rimasto colpito di come fosse preparato su babbo. Lui cercava una storia e l’ha trovata. Non avrei mai pensato che il cinema si potesse avvicinare alla figura di mio padre. Lui è romanista, ma di quelli vivibili (ride, ndr). Ci sentiamo tutti i giorni, ci vediamo spesso a Ponte Milvio, parliamo molto e la cosa mi rende felice. Vediamo cosa uscirà fuori, quando c’è babbo di mezzo c’è sempre da stupirsi.

Non tutti sanno che Nicola Pietrangeli è stato un tesserato nel settore giovanile nella Lazio. Poi scelse di fare il tennista, ma l’amore per la Lazio è rimasto. Nacque un amicizia anche con papà ed un giorno nacque l’invito di venire ad allenarsi con la squadra. Oggi non potrebbe mai accadere. In quell’ora e mezzo in campo era trattato come se fosse un calciatore come un altro. Qualche calcio l’ha preso anche lui (ride, ndr)”.

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CURIOSITA'

Lazio, Kim Rossi Stuart nei panni di Tommaso Maestrelli: annunciato il film

Kim Rossi Stuart interpreterà Tommaso Maestrelli in un film che sarà diretto dallo stesso attore e regista romano.

L’amministratore delegato di Rai Cinema, Paolo Del Brocco, durante la presentazione del listino 2026, ha annunciato la produzione del film sulla vita di Tommaso Maestrelli. Il film non si concentrerà solo sul periodo alla Lazio e sulle gesta in campo del “Maestro” ma porrà l’accento su ogni sfaccettatura della sua vita.

Maestrelli sarà interpretato da Kim Rossi Stuart. L’attore vincitore di un David di Donatello sarà anche regista, per la quarta volta in carriera. Il film uscirà nel 2026.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Maestrelli: “La scelta di Sarri come quella di papà. Mi chiedo cosa sarebbe oggi la Lazio senza di lui…” (AUDIO)

MASSIMO MAESTRELLI in collegamento a ‘NMM’

“La scelta che ha fatto Maurizio Sarri di restare alla Lazio anche dopo aver saputo del mercato bloccato equivale alla scelta di papà di dire no alla Roma per la Lazio in Serie B. Non credo che in una situazione del genere, un altro tecnico di un certo calibro avrebbe preso la stessa decisione. Quando ha firmato non sapeva del mercato chiuso, immaginava una situazione negativa ma a questo livello. Lui dopo esser arrivato secondo aveva il desiderio di rinforzare la squadra per gettare delle basi importanti. Lì si è perso l’attimo, poi per vicende personali drammatiche ha dovuto lasciare la Lazio. Gli è sempre rimasto questo amore in bocca, riteneva fosse una storia d’amore che si era interrotta in modo non naturale. La mossa di tornare ha rappresentato il coronamento di quell’amore. Lui, secondo me, avrebbe accettato di tornare anche se avesse saputo tutto prima. Si sarebbe rimboccato le maniche, non è uno con la puzza sotto il naso.

Contro il Torino, durante la scena del Var che valutava il rigore, l’ho visto provato, senza forze. Raramente ho visto una scena così drammatica. Forse mi ricorda quella di papà con il Como. Si può discutere il tecnico, certamente, ma lui è un uomo da Lazio. Lui va oltre il tecnico. E’ un uomo che merita fiducia e stima. C’è un 30% di tifosi che non ha capito che il suo ultimo terzo anno prima delle dimissioni è stato il frutto di tante componenti, di tante situazioni che si erano venute a creare, partendo da una mancata aspettativa di giocatori che non sono arrivati. Gli ho detto che forse lui sarebbe dovuto andar via. Mi ha risposto che dal punto di vista tecnico avrebbe fatto la cosa migliore, ma era ancora convinto di poter chiudere qui e di poter risolvere le cose. Molti hanno visto in quella stagione un calcio brutto, ma si sono fermati alla superficie delle cose. Bisogna saper valutare qualcosa che va oltre il discorso tecnico. Mi chiedo, ma se oggi non ci fosse Sarri, cosa sarebbe la Lazio. E’ un uomo che fa scudo, ci mette la faccia, una garanzia di affidabilità. Poi il suo calcio è contestabile, per carità. Siamo nelle mani di una persona garbata che è legata alla Lazio”.

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RASSEGNA STAMPA STATISTICHE

Lazio, Sarri ed il “derby che prosciuga”: è caccia a Maestrelli e Sven

Maurizio Sarri e il derby della Capitale, certamente un rapporto simbiotico e che è nato fin da subito, fin da quando per la prima volta ha messo piede sulla panchina biancoceleste. Mau è diventato lo Special derby, l’uomo della stracittadina romana, quello che sportivamente ha punito più volte la Roma.

Come riporta il Corriere dello Sport questa mattina, il rapporto tra Sarri e il derby della Capitale sorride al tecnico toscano. Il primo lo vinse il 26 settembre 2021 per 3-2, dall’altra parte c’era Mourinho e per portare a casa i 3 punti preparò questa partita in maniera diversa. Derogò da alcuni concetti, con le chiavi di volta che ancora si ricordano: niente pressing esasperato, niente baricentro alto, avvio sì aggressivo ma senza sbilanciarsi.

Fu una Lazio attenta, accorta, equilibrata, con le distanze giuste tra i reparti. Manovra profonda e verticale, una Lazio votata alle verticalizzazioni e alle ripartenze fulminee. Mau è diventato lo Special derby, quindi, ne ha vinti 4 su 6 e il record, coppa compresa, lo detengono Maestrelli ed Eriksson.

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ESCLUSIVE

Lazio-Lecce, De Angelis: “Massimo Maestrelli in Curva Maestrelli” (VD)

“Massimo Maestrelli per la prima volta in Curva Maestrelli in Lazio-Lecce”: la bella e romantica notizia arriva da Guido De Angelis nel corso della trasmissione ‘Quelli che hanno portato il calcio a Roma” di questa mattina. Ecco il video:

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INIZIATIVE

Lazio club ‘Tommaso Maestrelli’, domani l’inaugurazione: i dettagli dell’evento (AUDIO)

Marco Conflitti e Luca in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Gli organizzatori dell’evento: “Campoli Appennino è un piccolo paesino in provincia di Frosinone, a 5 minuti da Sora. L’idea del Lazio club è nata per seguire la nostra lazialità, trasmessa a noi dai nostri padri e tramandata ai nostri figli. Vogliamo stare insieme, vedere le partite, organizzare le trasferte. Qui nel nostro paese. La scelta del nome? Non c’era persona più adatta in grado di unire tutti i laziali in un’unica bandiera e ringraziamo Massimo sempre disponibile e gentile”.

L’evento comincerà alle 15.30, presso il cimitero per salutare i nonni laziali che non sono più. Alle ore 16,00 ritrovo in piazza, con maglie, sciarpe e bandiere, di tutti i tifosi laziali; ore 17,00: taglio del nastro con Massimo Maestrelli. A seguire focus sulla storia della Lazio con Guido De Angelis.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Maestrelli: “Vi dico tutto su derby, Rovella e Flaminio. La commozione per il telegramma di Berlinguer per la morte di babbo” – (AUDIO)

Massimo Maestrelli, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’ per commentare la stagione della  Lazio, parlando di derby e dell’ipotesi Flaminio.

“Sarò una Befana pensierosa per il derby, dall’altra parte c’è un Befana esperta come Ranieri. Non è una gara come le altre, chi le dice è fuori strada. Il campionato ha dato indicazione chiare, basta vedere i confronti con Napoli e Atalanta. Il ko con l’Inter è stato pesante ma salutare perché vedevo troppa euforia in giro”.

“A Lecce credo fosse la gara più difficile, venivamo da due sconfitte in rimonta. Era importante vincere e la Lazio ha superato un ciclo pazzesco uscendone bene. Drby? Credo che Ranieri la giocherà per non perderla, la Lazio per vincerla. Sarri dopo il primo derby vinto disse di aver dormito male perché aveva dovuto accettare troppi compromessi”.

“La Roma credo giochi coperta e aggressiva, noi fatichiamo con chi si copre. Mi piace molto Dele Bashiru perché dà qualità, fosforo e forza in mediana. La Lazialità di Rovella? Lo scorso anno, nella festa dei 50 anni dello scudetto, ho girato il campo per chiedere la maglietta. Kamada e Immobile mi dissero di no, Rovella mi disse che l’aveva promessa a papà. Poi a fine gara Rovella nello spogliatoio, in ciabatte e accappatoio, mi diede la sua maglia sudata”.

“Ho sensazioni positive sul Flaminio. Renderlo disponibile a tanta gente è importante, è la casa della Lazio ma riqualificherebbe un intero quartiere. Su Lotito si può dire tutto, ma è la persona più determinata che conosco. Credo che anche il Campidoglio lo voglia, sono assolutamente fiducioso e credo che Lotito ce la possa fare”. “Quando venne a mancare papà arrivarono telegrammi da tutta Italia. Dal presidente Leona, Fraizzoli e Andreotti. Mi colpì molto quello di Enrico Berlinguer che uso espressioni affettuose, non di circostanza”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Anastasi: “Rapporto Baroni con squadra ricorda quello di Maestrelli…” (AUDIO)

FILIPPO ANASTASI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Mi aspettavo questa Lazio così brillante, mi vanto di essere un estimatore di Baroni della prima ora. Già nei primi allenamenti e nelle prime amichevoli mi aveva convinto. Mi piace l’atteggiamento ed i comportamenti che ha con la rosa questo allenatore. Mi sembra di ricordare come le nostre vecchie glorie parlavano nella stessa maniera di Maestrelli. Tutti ne parlano nella stessa direzione, non ci sono prime donne e questo è fondamentale.

Ci sono delle analogie con il ‘Maestro’, anche quando lui arrivò c’era molto scetticismo e molti giocatori prima dello scudetto arrivavano da squadre retrocesse o di serie B”.