L’attaccante ripartirà titolare: si gioca le carte per restare nell’11 di partenza.
Quella di Tijjani Noslin non è più una titolarità di “necessità”, ora è una maglia da difendere. Contro il Como, riporta il Corriere dello Sport, partirà ancora dall’inizio, per la quarta volta nelle ultime cinque gare della Lazio (considerando anche quella saltata per squalifica con la Fiorentina). Ma il contesto è cambiato. E con esso anche le gerarchie, che nella squadra di Sarri – vuoi per la costante emergenza, vuoi per l’avviamento del nuovo ciclo – non sono mai definitive.
L’olandese, si legge, si era guadagnato spazio e fiducia con ingressi convincenti e numeri concreti: due gol pesanti contro Lecce e Parma, un rigore procurato col Torino, prestazioni che avevano convinto il Comandante a investirci con continuità (sebbene non ne avesse ancora pienamente inquadrato il vero ruolo) anche quando davanti c’era ancora Castellanos. Poi l’addio del Taty ha cambiato tutto. Noslin è rimasto di fatto l’unico riferimento nella posizione, complice anche l’assenza di Boulaye Dia, impegnato con il Senegal in Coppa d’Africa. Un periodo, quello da unica alternativa nel reparto, che però non è stato sfruttato fi no in fondo dall’olandese.
Era l’occasione per consolidarsi, per dimostrare all’allenatore di poter reggere il peso dell’attacco. Le prestazioni, però, si sono fatte più opache, la pericolosità è calata e, soprattutto, non sono arrivati gol, né tantomeno giocate decisive. Segnali che hanno acceso una spia d’allarme, perché a Formello nessuno vive di rendita.
E adesso, conclude il quotidiano, la concorrenza è tornata a bussare con forza. La scorsa settimana è arrivato Ratkov dal Salisburgo, primo acquisto del mercato di gennaio della Lazio, erede scelto dalla società per prendere il posto lasciato libero da Castellanos; Dia in settimana rientrerà dalla spedizione in Marocco per la Coppa d’Africa, riportando a tre il numero dei pretendenti per un solo posto. Ecco perché la gara con il Como, per certi versi, diventa uno snodo cruciale. Non solo per la Lazio, chiamata a dare continuità, ma pure per Noslin, che deve dimostrare di meritare ancora
fiducia. Non più per assenza di alternative, ma per valore reale.
All’Olimpico, davanti al suo pubblico, Tijjani andrà anche a caccia di un traguardo personale: il decimo gol in Serie A. È fermo a quota 9 complessivi, sommando le reti segnate nel torneo con Verona e Lazio (5 e 4). La doppia cifra non gli era riuscita neppure in Eredivisie, dove si era fermato a 9 tra Hercules e Fortuna Sittard. Un numero tondo finora mai raggiunto in carriera (fatta eccezione per il secondo livello olandese), ma che può diventare uno stimolo. Mau lo osserva. Ratkov incalza, Dia rientra. La maglia non è più garantita