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ESCLUSIVE

‘SVB – Maffei: “Lazio, anno peggiore di questa gestione. I saluti di Sarri? Mi aspetto bagarre con Lotito” (AUDIO)

FABRIZIO MAFFEI in collegamento a ‘NMM’

“Sono in preda allo scoramento più totale. Non cerco notizie sulla Lazio per timore di trovare ciò che poi effettivamente troviamo. Dichiarazioni, accuse al pubblico: perché mi debbo avvelenare il sangue? Tanto so che non cambierà, non ci sarà un passo avanti, un miglioramento. Non ho armi, argomenti. Sono come un pugile suonato al centro del ring, che cerca le corde su cui appoggiarsi. E le corde sono la speranza, ma credo siano corde cedevoli, come le tocchi vai giù dal ring.

Al di là dell’aspetto meramente tecnico, della posizione di classifica che non dovrebbe competere alla Lazio, è un anno orribile, l’anno peggiore di questa società.

Lui in testa ha un progetto, che continua a sbandierare, che dovrebbe prevedere un salto di qualità nel 2027, ma sono solo parole anche queste. Non c’è mai un fatto. Sono parole volte ad illudere, la comunicazione è questa. Chiede pazienza, più di quella che abbiamo avuto?

Chi pensa che con Sarri ci sarà un saluto con tanto di stretta di mano, è fuori strada. Mi aspetto bagarre, sono due personaggi molto decisi. Analizzando la stagione, dobbiamo dire che con tutti i problemi che ci sono stati, una responsabilità se la deve prendere anche il tecnico al netto, ripeto, delle difficoltà e degli infortuni; quest’anno la Lazio non mi è piaciuta, se non in rare occasioni. In finale di Coppa Italia ci siamo consegnati. Ma riconosco a Sarri la capacità di aver tenuto il timone dritto, poi della rotta si può anche parlare.

Quello che si sta verificando a Roma, sponda Lazio, è assolutamente un problema sociale”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Se la Lazio ha un punto più dell’Udinese non è un caso e il prossimo anno…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“I giocatori che sono un po’ acciaccati domani verranno risparmiati, quelli che stanno recuperando saranno in parte impiegati. La sfida del Maradona è solo d’avvicinamento a quella che invece potrebbe segnare la svolta. Sappiamo che il campionato della Lazio è terminato, la partita che conta è quella di Coppa. Sarà un turnover mirato ma non massiccio, perché non potrai arrivare a Bergamo dopo un brutto ko.

Sono sicuro che Sarri troverà un’altra squadra, ma dubito la Lazio butti 10-12 milioni per esonerarlo. Ad ogni modo, è giusto parlare del futuro di Sarri alla Lazio, ma credo che l’aspetto più preoccupante sia legato al futuro tecnico della squadra.

Una Lazio così incerottata, nona in classifica, contro un’Atalanta che ha recuperato pezzi importanti, è nettamente sfavorita, per questo è difficile oggi parlare degli scenari che potrebbe regalare la Coppa Italia.

La società pensa solo ai soldi, il tifoso risponde non dandoglieli. Io mi schiero con i tifosi perché la penso come loro: se la persona davanti a me è pronta a dialogare ok, il primo passo lo faccio anche, ma se dall’altra parte si pretende e basta non va bene.

La Lazio ha bisogno di soldi per andare avanti, le altre squadre invece programmano in base alle entrate. Il ridimensionamento economico, sta portando a quello tecnico. Se la Lazio ha un punto più dell’Udinese non è un caso e il prossimo anno la Lazio sarà ancora lì; le prime sette sono staccate. Qui ogni anno sei costretto a vendere per tamponare”.

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RASSEGNA STAMPA

Riduzione monte ingaggi, sfoltimento rosa e giovani: la Lazio verso “un altro anno zero”

Dopo mesi di immobilismo forzato, la Lazio si prepara a cambiare volto. L’estate che verrà si preannuncia diametralmente opposta rispetto a quella del 2025, quando il club fu costretto a bloccare ogni operazione a causa dei noti vincoli finanziari legati agli indici di bilancio.
Ora, invece, il vento sembra essere cambiato. In attesa del verdetto della Commissione previsto entro il 31 maggio, come si legge su La Repubblica, la società ha già tracciato le linee guida per il futuro: ridurre il monte ingaggi, sfoltire la rosa e puntare su profili più giovani. Un processo che potrebbe concretizzarsi anche con un mercato a saldo zero tra entrate e uscite, ma con un impatto comunque significativo sull’organico. La variabile Europa resta centrale. Attualmente, l’unica via per accedere alle competizioni continentali passa dalla Coppa Italia, e questo potrebbe influenzare le scelte strategiche.

Tuttavia, alcune operazioni sono già state definite, come l’arrivo a parametro zero del terzino sinistro Pedraza, eccezione a una politica improntata al ringiovanimento. Il direttore sportivo Angelo Fabiani ha fissato l’obiettivo con chiarezza: “La Lazio non tarderà a inserirsi di
nuovo tra le prime cinque del campionato
”. Un traguardo ambizioso, che passerà inevitabilmente dalla capacità di sostituire al meglio i partenti. All’orizzonte si profila dunque una nuova rifondazione: un altro anno zero che potrebbe ridisegnare profondamente l’identità biancoceleste.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Fabiani chiede “pazienza”: “Anno zero, in totale ricostruzione. Illustreremo il programma ai tifosi. Su Sarri…”

Le parole del direttore sportivo biancoceleste Angelo Fabiani, durante i Media Days organizzati con i club, su Dazn (intervista realizzata prima di Lazio-Milan).

“Se questo è l’anno più difficile da quando sono alla Lazio? No, tutti gli anni sono difficili. Questo forse è stato l’anno più complicato, perché coincide con una ristrutturazione dell’intero organico. Come è stato detto da Sarri e dalla società, è l’anno zero. Come si sa, quando è in corso una ricostruzione ci possono essere degli  imprevisti. Però devo dire che al di là di tutto, molti punti che abbiamo perso per strada, li abbiamo persi immeritatamente. Ci sono stati tanti episodi negativi e soprattutto Sarri si è trovato solennemente a scendere in campo anche senza 6-7-8 titolari, come ad esempio successe a Genova. Questo ovviamente non accade solo alla Lazio, a onor del vero, basti vedere quello che è successo al Napoli, fino a 12-13. Purtroppo sono quelle annate un po’ segnate, ma l’importante è comunque credere in ciò che si fa, credere nel progetto. Seguire il progetto e camminare dentro quel solco tracciato per una ricostruzione e se vogliamo anche per ringiovanire una rosa tirando dentro dei giovani di prospettiva.

Come vive il mister tutti questi infortuni? Molti sono infortuni traumatici, molti sono dovuti ad affaticamenti. Purtroppo non capita solo alla Lazio, bisognerebbe porsi un po’ il problema e il tema di queste partite divise tra venerdì, sabato e domenica, poi ci sono le altre competizioni, lo stress del giocatore, come vive un giocatore la partita, ovvero sotto stress. Quindi stress più stress può portare a determinati infortuni. Non la si vive bene ovviamente questa situazione, però l’allenatore e i ragazzi, anche i non titolari, quando sono stati chiamati all’opera hanno fatto un qualcosa di straordinario”.

Mercato di gennaio – “Penso che la Lazio sia stata la società che più ha movimentato sia in uscita che in entrata. In uscita vorrei spendere due parole: noi non abbiamo messo alla porta nessuno, non abbiamo messo sul mercato nessuno ma quando ti trovi di fronte a delle reiterate richieste, da parte del calciatore, da parte dei procuratori che vogliono andare via perché ci sono altre squadre che gli allungano i contratti, gli danno il triplo dei guadagni che hanno, che comunque non se la sentono… con molta tranquillità e onestà bisogna accontentarli perché ritengo che all’interno di un gruppo e di uno spogliatoio ci debbano essere dei calciatori motivati.

Se cambierei qualcosa tornando indietro? La classifica, ovviamente (ride, ndr.). E alcune partite che ci hanno visto immeritatamente perdere, in cui meritavamo qualcosa di diverso. Mi sarebbe piaciuto vedere all’opera gli effettivi: ci sono state delle partite in cui abbiamo dovuto rinunciare per infortuni o quant’altro finanche a otto calciatori. E mettere su una squadra senza otto titolari l’amaro in bocca un po’ lo lascia. Ma devo dire anche che chi è andato in campo si è dato da fare e hanno fatto bene”.

Europa attraverso la Coppa Italia – “In una fase di ricostruzione totale, radicale, che sta avvenendo alla Lazio che sta avvenendo da quando io ho assunto la direzione tecnica, pensare di vincere lo scudetto, di centrare immediatamente l’obiettivo Europa, vincere trofei, sarebbe pura utopia. Quando si ricostruisce, quando si programma, quando si ha una visione a medio e breve termine, bisogna prevedere che ci possano essere anche queste conseguenze, di non centrare determinati obiettivi. Ma io sono straordinariamente convinto che la Lazio, proprio per il programma e per quello che si è imposta, cioè un nuovo ciclo, non tarderà a diventare una squadra che nel campionato di Serie A potrà competere per le prime cinque posizioni. Questo lo dobbiamo a noi, ai tifosi, all’ambiente. Chiedo soltanto un po’ di pazienza, la pazienza che disse Sarri quando assunse il ruolo di allenatore. Disse: ‘Per lavorare con i giovani devo avere pazienza, devo costruire e loro devono assimilare il mio sistema di gioco’. Però ha detto anche: ‘Come porterò pazienza io, chiedo a un po’ tutto l’ambiente di portare pazienza’”.

Le gare senza tifosi – “La risposta è scontata: non viviamo bene la situazione, questo è fuori discussione. Non bene per tanti motivi. Uno su tutti? Se mi metto un attimo nei panni dei calciatori, giocare senza il proprio tifo… fare un gol e andare sotto la propria curva, gioire, questo un po’ gli manca, oggettivamente. Quell’adrenalina che ti trasmette il pubblico, quando stai in campo, che fa ballare il terreno di gioco, è ben diverso dal non averlo. Per cui mi auguro che a stretto giro di posta si possa risolvere anche questa problematica. Stiamo, nel prossimo futuro, organizzando una tavola rotonda con tutte le componenti che fanno parte del mondo del calcio: media, tifosi, istituzioni… proprio per illustrare loro qual è questo nuovo programma, qual è questo nuovo percorso. Perché alcune volte la gente non capisce. Allora è giunto il momento, con dati oggettivi alla mano, informare tifosi, informare la gente di quello che oggi la Lazio sta facendo. Questo lo dobbiamo a noi, lo dobbiamo a loro. Torno a ripetere: giocare senza pubblico non è una bella cosa. Non si dà una buona immagine. Ovviamente non ce l’ho con i tifosi, rispetto il parere di tutti quanti, tifosi e giornalisti. Io ho un solo dovere e compito: è quello di preoccuparmi di programmare e far sì che nel più breve tempo possibile si possa avere una squadra competitiva nel massimo campionato. Sono le sfide più difficili? In trent’anni di calcio mi sono sempre imbattuto nelle ricostruzioni, io non ho mai gestito una squadra importante che l’anno prima aveva vinto uno scudetto. Mi sarebbe piaciuto tantissimo lavorare con Milinkovic, con Ciro Immobile che faceva 35 gol, perché no anche con Luis Alberto e Felipe Anderson. Però probabilmente mi sarei impoltronito, mi mettevo dietro la scrivania ‘tanto che problema c’è?, tanto poi ci sono loro che risolvono le questioni’. Va detto che quando questi ragazzi arrivarono alla Lazio, fecero fatica anche a inserirsi. Per esempio mi ricordo Milinkovic: è vero che stavo a un’altra società, ma ho sempre seguito le sorti della Lazio, i primi anni ha fatto un po’ di fatica. Poi è diventato il calciatore straordinario che tutti quanti conosciamo. Lo stesso Ciro Immobile, ha un po’ girovagato, anche all’estero, poi è arrivato alla Lazio, un po’ di difficoltà le ha avute, poi ha iniziato a fare 30/35 gol. Quando Sarri dice di avere pazienza, io ce l’ho la pazienza, ma mettiamocela un po’ tutti. Probabilmente vuole anche dire: ‘Diamo la possibilità a questi ragazzi di ambientarsi, di costruire un gruppo organico, uno spogliatoio importante per toglierci qualche soddisfazione’. Purtroppo l’erba voglio non la troviamo da nessuna parte, bisogna credere nel lavoro che si fa. Io ci credo tantissimo e mi auguro che insieme a me ci possano credere tutti quelli che hanno a cuore le sorti della Lazio”.

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DICHIARAZIONI

Lazio-Como, Rovella: “Vogliamo riscattare l’andata. Entro due settimane sarò al 100%, deve essere il mio anno”

Il centrocampista biancoceleste Nicolò Rovella ha presentato Lazio-Como nel consueto match program pre-gara. Queste le sue parole:

Arriva il Como: che Lazio troverà rispetto a quella della prima giornata?

“Una Lazio diversa e in fiducia dopo la vittoria di Verona. Vogliamo riscattare la partita di andata, dove ci siamo fatti trovare impreparati per una serie di motivi, compreso il fatto che fosse la prima giornata. Giochiamo in casa davanti ai nostri tifosi e per questo dobbiamo vincere per dare continuità al successo di domenica scorsa”.

Qual è stato il momento più duro degli ultimi mesi?

“E’ stato un periodo difficilissimo, quando non puoi fare quello che ami è sempre dura. Ho avuto la fortuna di avere accanto la mia famiglia ma rimanere fuori quasi quattro mesi è comunque complicato. Non vedevo l’ora di rimettermi la maglia della Lazio”.

Come ti senti adesso?

“Essendo rimasto fuori per diversi mesi, la forma non è al massimo. Ho ripreso a lavorare con la squadra da una settimana, come ha detto anche il mister servirà ancora un po di tempo però credo che in quindici giorni sarò vicino al 100% della condizione”.

Nelle difficoltà però c’è stata la nascita di tua figlia Venere: quanto è stata surreale, oltre che indimenticabile, proprio la notte prima di Como-Lazio?

“Una notte pazza! Eravamo appena arrivati a Milano e sono dovuto tornare subito a Roma per ripartire la mattina successiva, dopo aver trascorso tutta la notte in ospedale. Sono cose che non si dimenticano: ho provato un’emozione incredibile. Mi impressiona il fatto che siano passati già cinque mesi e che ora ci sia nuovamente il Como”.

Lazio e Nazionale: il 2026 può essere l’anno di Nicolò Rovella?

“Deve esserlo. Avevo iniziato bene la stagione, poi purtroppo questo infortunio mi ha rallentato. Ora so di dover lavorare tanto, in questi mesi ho parlato spesso anche con il c.t. Gattuso, che mi è stato molto vicino prima e dopo l’operazione. Questo mi ha dato ancora più carica per recuperare e provare a essere a disposizione della Nazionale per i playoff e, speriamo, anche per il Mondiale”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Lazio nona nell’anno solare? Classifica giusta, pagati gli errori fatti” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Nell’anno solare la Lazio sarebbe nona? Giusta classifica, ci sono stati degli errori e li paghi. Paghi il finale della passata stagione e l’inizio di questa. Il non mercato e tutte le ‘disavventure’ che ci sono state, le divergenze. Questa classifica rispecchia fedelmente il percorso che hai fatto. Hai fatto le cose a metà e quando le fai così ottieni la metà del risaltato.

Il Como ha fatto più punti? Lì c’è un progetto tecnico, hanno investito tanto. Hanno un allenatore bravo ed idee, puntano su giovani con qualità; stanno raccogliendo ciò che hanno seminato”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, ultima del 2025 all’Olimpico: per l’Europa e per migliorare il bilancio dell’anno solare

Chiudere in bellezza tra le mura amiche davanti ai propri tifosi è l’obiettivo dei biancocelesti.


Domani all’Olimpico arriverà la Cremonese, per l’ultima gara in casa dei biancocelesti del 2025. C’è bisogno, evidenzia il Corriere dello Sport, di prendere i 3 punti, per la classifica e anche per rendere meno pesante il bilancio nell’anno solare, che complessivamente non è stato così brillante. In Serie A la Lazio ha vinto solo 5 delle 17 gare disputate in casa nel 2025, con 9 pareggi e 3 sconfitte. Un dato che racconta di un rendimento altalenante e che rischia di entrare nella storia recente del club: in mancanza di vittoria con la Cremonese, infatti, i biancocelesti otterrebbero meno di 6 successi interni in campionato in un singolo anno solare solo per la seconda volta nell’era dei tre punti a vittoria, dopo quanto accaduto nel 2009. C’è da dire, però, che quelli attuali sono numeri in gran parte condizionati dal finale della scorsa stagione.

Guardando al presente, conclude il quotidiano, il quadro cambia. In questo campionato la Lazio è rimasta imbattuta in 6 delle 7 partite casalinghe disputate finora, con 4 vittorie e 2 pareggi. Un percorso costruito soprattutto sulla solidità, come dimostrano i numeri registrati che sono ai massimi livelli europei. La fase difensiva resta infatti il vero marchio di fabbrica. Nei cinque maggiori campionati, soltanto Roma e Arsenal hanno subito meno reti della Lazio, che con 11 gol concessi condivide questo dato con il Bayern Monaco. Ancora più significativo il numero dei clean sheet: 8, come Chelsea, PSG e Arsenal, meglio ha fatto solo il Lione con 9.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Bivio Lazio, o si rilancia o affonda. Sarri, capolavoro dialettico e le scelte anti-Milan” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Collu sarebbe stato promosso da Rocchi ma lo stesso Rocchi dice che non era mai fallo quello di Marusic quindi: come si fa a promuoverlo? Confusione clamorosa nelle indicazioni che vengono date agli arbitri e di conseguenza a tutti noi. Le decisioni si contraddicono di volta in volta, anche in situazioni simili. Non si vede la luce.

Ieri Sarri ha fatto un capolavoro dialettico: la frecciata all’arbitro c’era, quando fa capire che è stato condizionato, ma poi lancia l’idea di spostare il Var dall’altra parte delle panchine.

Qualche cambio domani Sarri lo farà, da Mandas a Provstgaard. Mi aspetto anche Tavares e probabilmente Dele-Bashiru.

Questo è un anno-bivio per la Lazio: o si rilancia, o affonda. Se Sarri a giugno resterà è perché la Lazio avrà imboccato la strada del possibile rilancio”.