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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Bivio Lazio, o si rilancia o affonda. Sarri, capolavoro dialettico e le scelte anti-Milan” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Collu sarebbe stato promosso da Rocchi ma lo stesso Rocchi dice che non era mai fallo quello di Marusic quindi: come si fa a promuoverlo? Confusione clamorosa nelle indicazioni che vengono date agli arbitri e di conseguenza a tutti noi. Le decisioni si contraddicono di volta in volta, anche in situazioni simili. Non si vede la luce.

Ieri Sarri ha fatto un capolavoro dialettico: la frecciata all’arbitro c’era, quando fa capire che è stato condizionato, ma poi lancia l’idea di spostare il Var dall’altra parte delle panchine.

Qualche cambio domani Sarri lo farà, da Mandas a Provstgaard. Mi aspetto anche Tavares e probabilmente Dele-Bashiru.

Questo è un anno-bivio per la Lazio: o si rilancia, o affonda. Se Sarri a giugno resterà è perché la Lazio avrà imboccato la strada del possibile rilancio”.

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ARBITRI

Milan-Lazio, Rocchi: “Angolo la giusta decisione”. Il Var a Collu: “Secondo me non è fallo di Marusic, ma scelta tua…”

Prima anticipazione di OpenVAR riguardante il tanto discusso episodio avvenuto nel finale di Milan-Lazio. In merito al tocco con il braccio di Pavlovic, su tiro da distanza ravvicinata di Romagnoli, il designatore arbitrale Gianluca Rocchi ha dichiarato: “L’azione meritava un check di 15 secondi. Non è rigore ma non è mai fallo alla difesa. La decisione giusta era calcio d’angolo”.

Oltre alla spiegazione di Rocchi, nel contenuto di Dazn è presente anche il dialogo tra il VAR Di Paolo e l’arbitro Collu durante la partita. Di seguito tutte le dichiarazioni.

SALA VAR: “È possibile fallo di mano? Sto guardando, aspetta dammi tempo. Chi la colpisce prima? Il braccio è salito, vedi dove va questo pallone. Aspetta, check in corso. Qui la mano però sta attaccata, perché se sta andando in porta potrebbe essere punibile ma quel braccio mi sembra proprio super attaccato… Eh insomma, no, è un po’ così. E il pallone sta andando lì. Dobbiamo vedere l’APP, c’è un possibile tocco di mano, devo controllare. Lui (Pavlovic, ndr.) allarga un po’ il gomito, un pochino il movimento lo fa. Te la devo far rivedere. Ti consiglio una OFR per un possibile calcio di rigore. È un tiro in porta, poi comunque lo valuterà. Pavlovic allarga anche un po’ il gomito”.

COLLU: “Punto di contatto di Pavlovic. Lui va in opposizione col gomito, aspetta un attimo. Però c’è il fallo di Marusic che lo trattiene prima del fallo di mano”.

SALA VAR: “Ti faccio vedere la dinamica allora, ok? Così lo valuti tu”.

COLLU: “Fammi vedere anche la tempistica di Marusic che trattiene”.

SALA VAR: “Vuoi vedere Marusic? Lui ritiene che ci sia un tirata, dobbiamo fargliela vedere con quella ancora più dietro”.

COLLU: “Perfetto, c’è la maglia tirata dai. Io fischio fallo per la difesa. Mi segui? 

SALA VAR: “Sì, ti sto seguendo. È una tua decisione”.

COLLU: “Ok, io spiego anche che c’è il fallo di mano, ma c’è il fallo prima”.

SALA VAR: “Lui sta davanti però secondo me, comunque è una scelta sua. Per me non può essere”.

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ARBITRI

Lazio-Juventus, Colombo lascia il segno e l’AIA lo ferma

La direzione di Lazio-Juventus è costata cara a Colombo, arbitro della sezione di Como. Dopo una prestazione giudicata piena di errori, l’AIA ha deciso di non inserirlo nelle designazioni per le gare successive in A e B.

All’Olimpico, Colombo è finito nel mirino per diverse decisioni controverse e omissioni giudicate gravi dalle parti coinvolte. Il passaggio più discusso riguarda McKennie, che avrebbe meritato il secondo cartellino giallo in seguito a un fallo su Guendouzi — episodio nemmeno sanzionato. 

Altri momenti controversi riguardano un possibile intervento di Gila su Conceicao in area, che avrebbe potuto essere punito con un calcio di rigore: Colombo, secondo i critici, ha lasciato correre nonostante il contatto apparisse netto. 

Nel complesso, si è rimproverata al fischietto la gestione imprecisa dei cartellini e una direzione “a rilento”, troppo permissiva nei passaggi cruciali del match. 

Il provvedimento dell’AIA

La conseguenza più severa è arrivata dall’AIA: Colombo è stato temporaneamente escluso dalle prossime designazioni nei campionati di Serie A e B. Una misura che testimonia quanto i suoi errori al match “big” abbiano pesato — sia sul campo che nella considerazione degli organi arbitrali. 

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ARBITRI PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “L’AIA fa un processo alle intenzioni. Con la Lazio non si ammettono mai errori” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

«Alla Juve resta il quarto posto, ma non se basterà. AIA? Ad un’altra squadra potrebbe capitare di non avere un rigore perché l’arbitro sa che lo sbaglierebbe. Si fa un processo alle intenzioni, non ho mai sentito una spiegazione del genere su un fuorigioco netto. Mandas è impallato da de Vrij, se si fosse spostato magari l’avrebbe presa. È una presa in giro, con la Lazio non si ammettono mai gli errori. Potrei sbagliare, ma credo che Lotito non voglia dare soddisfazione a chi lo ha sconfitto, la Federcalcio, lamentandosi pubblicamente. Secondo me la Lazio si sarebbe dovuta presentare davanti ai giornalisti per denunciare quello che sta succedendo. Bisogna parlare di calcio, il rischio di concedersi al Milan è molto alto».

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “L’AIA dovrebbe ammettere l’errore e basta. Centravanti? Pazza idea Vecino, ecco perché…” – (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

La ricostruzione dell’AIA? Stiamo peggiorando, è vergognoso. Chi lo dice che Mandas non ci sarebbe arrivato? Stiamo facendo il processo alle intenzioni. Basterebbe che ammettessero l’errore. Si devono assumere le responsabilità. Classe arbitrale scarsa, non in malafede. Chi sbaglia il suo lavoro, deve andare a casa.

Al di là di tutto, ora l’obiettivo deve essere quello di archiviare la partita di Milano con l’Inter e pensare a quella di domenica. Se fai il tipo di gara fatto martedì, puoi anche vincere. Non deve mancare la voglia di fare la partita come sempre

Possibile assenza di Romagnoli? Sono molto preoccupato. Come per Castellanos, la sua assenza si sentirà soprattutto quando non ci sarà. Lui è importante, come Rovella, Guendouzi e Zaccagni: sono magari poco appariscenti ma efficaci. Servirà essere intelligenti tatticamente contro il Milan e Gigot deve fare attenzioni.

Centravanti? Se stesse bene, nell’emergenza metterei Vecino prima punta. Chiaramente non è questo il caso, visto che rientra ora dall’infortunio, ma lo farei giocare come centravanti di riferimento. Per come gioca questa Lazio mi stimola l’idea di vederlo lì. Crea spazi, gioca di sponda, ripulisce il gioco. Interscambio Vecino-Dia. Guadagnerei in fisicità e palleggio“.

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COPPA ITALIA

Inter-Lazio, De Vrij in fuorigioco sul gol di Arnautovic? La posizione dell’AIA

La Lazio esce dalla Coppa Italia dopo la sconfitta per 2-0 in casa dell’Inter nei quarti. A far discutere in queste ore è la posizione di de Vrij in occasione del primo gol dei nerazzurri, quello di Arnautovic: stando alle immagini Mandas aveva la visuale ostruita dal difensore che era in fuorigioco.

Secondo quanto riportato da SkySport, anche senza comunicati ufficiali, comincia a filtrare l’opinione del designatore Rocchi, secondo cui la posizione di De Vrij non era punibile e quindi è stato corretto convalidare il gol.

I motivi? Mandas non sarebbe mai potuto arrivare a parare il tiro, neanche se lo avesse visto partire, in più la posizione di De Vrij è stata valutata “troppo lontana” dal portiere e anche dal pallone.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Cesari: “Guendouzi, rigore ok. Su Tavares interpretazione errata” (AUDIO)

L’ex arbitro Graziano Cesari ai microfoni di Radiosei

“Con il VAR siamo ad un punto in cui si capisce poco, almeno in Italia. All’estero viene usato meno, qui viene usato troppo spesso. Esistono i ‘varisti’ specializzati, ma non mi sembra che siano entrati nello spirito di collaborazione con gli arbitri. Vogliono diventare protagonisti. Il VAR nacque per determinare episodi violenti passati inosservati, piuttosto che oggettivi errore per i calci di rigore. Queste sono le cose importanti. Un meccanismo del genere usato in modo indiscriminato, non fa il bene del calcio”.

“Fiorentina-Lazio, Tavares entra sulla palla e se tocca il piede ci sta, ma l’interpretazione dovrebbe essere diversa. Il tocco è talmente lieve e sottile, che si poteva non fischiare. Guendouzi commette un’ingenuità invece, lì, niente da dire. Un calciatore rimane disorientato quando il metro di giudizio dell’arbitro cambia a partita in corso. Fallo di mano di Dodo? Io sono allibito. Quando ci sono queste situazioni il VAR dovrebbe vedere più immagini da più angolazioni, perché ne hanno ben 18 di telecamere. Mi piacerebbe che gli arbitri spiegassero le loro decisioni a tutto lo stadio, ai tifosi presenti come si fa negli USA”.

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ARBITRI

Inter-Lazio, designazione arbitrale e precedenti

Inter-Lazio, Juan Luca Sacchi della sezione di Macerata dirigerà il match di domenica alle 18.00. I precedenti con il fischietto sono perfetti: 4 vittorie su 4 gare arbitrate da lui. L’ultima in ordine temporale, la trasferta friulana contro l’Udinese vinta per 1-2 grazie al gol di Vecino. Le altre: Crotone-Lazio 0-2 (20/21); Lazio-Spezia 4-0 (22-23); Lazio-Genoa 1-0 (Coppa Italia, gol di Guendouzi). Serra al VAR; Bercigli e Palermo gli assistenti.

Arbitro: Sacchi

Assistenti: Bercigli – Palermo

IV Uomo: Santoro

Var: Serra

A.Var: Aureliano

I PRECEDENTI TRA SACCHI E LA LAZIO – I numeri con il fischietto marchigiano sono ottimi. Il direttore di gara ha arbitrato i biancocelesti in quattro occasioni e in tutte la Lazio è uscita con i tre punti in tasca. La prima è risalente addirittura alla stagione 20/21, quando a Crotone la squadra di Inzaghi vinse per 0-2, poi il 4-0 contro lo Spezia dello scorso anno e le vittorie contro Genoa (Coppa Italia) e Udinese di questa stagione.

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ARBITRI

Orsato, triplice fischio e lacrime: ultima in Champions per lui

Orsato e la commozione dopo i tre fischi che hanno decretato la fine di PSG-Borussia Dortmund, con i tedeschi sbarcati in finale di Champions. Si è conclusa così la carriera internazionale di Daniele Orsato. L’arbitro di Schio si è concesso un istante di pura commozione in cui non è riuscito a trattenere le lacrime.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio-Milan, il retroscena sul rigore non dato

Lazio-Milan può essere terminata sul rettangolo di gioco, ma fuori dal campo la partita non è mai finita, soprattutto in seno al rigore non concesso. Continuano infatti le discussioni intorno all’operato di Di Bello e degli altri direttori di gara che hanno reso più complicata la giornata per la classe arbitrale, come nel caso di Inter-Genoa (Ayroldi) e Torino-Fiorentina (Marchetti). Fatti che arrivano dopo le dichiarazioni recenti di Gravina, dove il presidente federale si è schierato a favore della classe arbitrale.

Come riporta il CdS nella sua edizione web, giovedì scorso si è tenuto in videoconferenza il classico raduno che coinvolge direttori di gara e assistenti. Il raduno è sempre un momento utile per fare il punto sull’operato degli uomini del designatore Rocchi. Nell’ultimo incontro il capo degli arbitri ha colto l’occasione per analizzare criticamente proprio gli episodi chiave dell’ultima giornata. A far discutere, fra tutti, proprio il presunto contatto da rigore fra Maignan-Castellanos nel primo tempo di Lazio-Milan che il direttore di gara non ha reputato sufficiente per fischiare la massima punizione. Da ciò che emergerebbe, in conferenza non tutti erano d’accordo con la decisione di Di Bello, e lo stesso designatore ha ribadito la sua posizione. Secondo Rocchi, infatti, se Di Bello avesse concesso il rigore non ci sarebbe stato alcun errore.

In occasione del raduno arbitrale in video-call, Rocchi ha avuto anche tempo e modo di puntualizzare la sua posizione anche sui due rossi diretti estratti a gara in corso. Entrambi erano, a suo dire, tutti evitabilissimi.