Inter-Lazio, le probabili formazioni del trentasettesimo turno di Serie A. I nerazzurri di Simone Inzaghi, tornati praticamente a contatto con il Napoli capolista, cercano un avvio forte per mettere pressione ai partenopei (impegnati al Tardini di Parma) nell’ottica di un clamoroso sorpasso. La Lazio di Marco Baroni a caccia del colpaccio per coltivare le ultime speranze Champions e guadagnarsi un possibile approdo in Europa League. Per i biancocelesti out Zaccagni, Lazzari e Pellegrini per squalifica.
Probabile formazione Inter, (3-5-2) – Sommer; Bisseck, De Vrij, C. Augusto; Dumfries, Barella, Calhanoglu, Zielinski, Dimarco; Taremi, Thuram.
Formello, rifinitura pre Inter-Lazio. Marco Baroni deve fronteggiare una nuova assenza: Lazzari non partirà per Milano e la situazione terzini torna ad essere un tema dominante. Hysaj strapperà la convocazione, mentre Tavares potrebbe addirittura partire dal 1′ contro i nerazzurri. Oggi provato Gigot (dopo due giorni di assenza) accanto a Romagnoli al centro della difesa. Non si toccano Rovella e Guendouzi in mezzo al campo, mentre sulla trequarti il recupero confermato di Isaksen fa tirare un sospiro di sollievo a Baroni. Il danese partirà a destra, con Dia alle spalle di Castellanos unica punta. Sarà invece Dele-Bashiru a sostituire Zaccagni a sinistra. Out, oltre al capitano, Pellegrini (squalificato), Patric (infortunio) e l’ultimo ad aggiungersi alla lista, Manuel Lazzari, fermato da un fastidio muscolare.
Lazio's Serbian midfielder Sergej Milinkovic-Savic celebrates after scoring during the Italian Serie A football match Lazio vs AS Roma at the Olympic stadium in Rome on September 26, 2021. (Photo by Vincenzo PINTO / AFP) (Photo by VINCENZO PINTO/AFP via Getty Images)
Inter-Lazio, numeri e curiosità del big match di San Siro. Dati OPTA. La Lazio ha trovato il successo solo in due delle ultime nove sfide (2N, 5P) nel massimo campionato contro l’Inter e in particolare non tiene la porta inviolata contro i nerazzurri in Serie A dal 31 marzo 2019: incontro terminato 1-0 in quell’occasione (gol di Sergej Milinkovic-Savic), con Simone Inzaghi in panchina. L’Inter ha vinto quattro delle ultime cinque gare casalinghe contro la Lazio in Serie A, pareggiando tuttavia la più recente: 1-1 il 19 maggio 2024, con le reti di Daichi Kamada e Denzel Dumfries. La Lazio ha subito sei gol nella gara d’andata contro l’Inter e l’ultima volta in cui ha incassato più reti da parte dei nerazzurri in una stagione di Serie A risale al 1965/66 (sette).
L’Inter ha pareggiato l’ultima gara casalinga stagionale in Serie A proprio contro la Lazio (1-1) lo scorso campionato, dopo che aveva vinto ben 13 delle 15 precedenti (2P). La Lazio ha vinto solo tre delle ultime nove gare di campionato (5N, 1P): successi che sono arrivati proprio in ciascuna delle ultime tre trasferte di Serie A, tenendo sempre la porta inviolata; l’ultima volta in cui i biancocelesti hanno infilato quattro successi esterni consecutivi nella competizione risale a novembre 2022, con Maurizio Sarri in panchina, anche in quell’occasione senza mai subire gol. Con Nicola Zalewski sono saliti a 19 i marcatori dell’Inter in questa Serie A: più di ogni altra squadra nel torneo in corso e record assoluto per i nerazzurri in una singola stagione nella competizione (superati i 18 del 2007/08 e del 2019/20).
Inter (29 anni e 207 giorni) e Lazio (27 anni e 242 giorni) sono due delle tre squadre con l’età media più alta in questo campionato (considerando titolari e subentrati) – tra di loro il Napoli (28 anni e 241 giorni). Quella nerazzura sarà la seconda squadra con l’età media più elevata a terminare una stagione di Serie A nelle prime due posizioni nell’era dei tre punti a vittoria, dopo il Milan 2004/05 (29 anni e 354 giorni, 2° posizione) – penalizzazioni incluse. Con quella di Matías Vecino contro la Juventus sono sette le reti segnate dalla Lazio dal 90° minuto di gioco in avanti in questa Serie A: più di ogni altra squadra; i biancocelesti hanno chiuso una singola stagione nella competizione con più marcature in questo intervallo di gioco solo nel 1994/95 (otto) e nel 2019/20 (otto).
La Lazio è la squadra contro cui Hakan Çalhanoglu ha servito più assist in Serie A: cinque; il centrocampista dell’Inter ha anche segnato tre reti contro questa avversaria e solo contro la Fiorentina ha preso parte a più gol nella competizione (9: 5G+4A). Valentín Castellanos (10 gol) è, con Lautaro Martínez (12), uno dei due giocatori di nazionalità sportiva argentina a essere andato in doppia cifra di marcature in questo campionato; solo quattro argentini della Lazio hanno segnato più reti in una stagione di Serie A: Silvestro Pisa (14 nel 1941/42), Hernán Crespo (26 nel 2000/01 e 13 nel 2001/12), Claudio López (15 nel 2002/03) e Mauro Zárate (13 nel 2008/09).
Formello, -2 alla penultima di Serie A. La Lazio di Marco Baroni partirà per Milano domani pomeriggio, dopo la rifinitura che andrà in scena la mattina. Oggi, nel penultimo allenamento nella capitale, il tecnico ha ritrovato Isaksen. L’esterno danese sembra aver risolto i fastidi muscolari che l’hanno tenuto fermo negli ultimi due allenamenti e si candida per una maglia da titolare a San Siro contro l’Inter. Conferme anche per Tavares, oggi in gruppo e in procinto di strappare la convocazione. Ancora assente Gigot, oggi fermi anche Provedel e Manuel Lazzari. Occhio ai terzini dunque, visto che l’ex SPAL – complica la squalifica di Pellegrini – era dato negli 11 iniziali. Domani sarà decisiva anche per lui.
Se in mediana dubbi non ce ne sono mai stati, sulla trequarti il rientro di Isaksen ristabilisce un minimo le gerarchie. Sarà Dia a giocare alle spalle del Taty, con il danese a destra. A sinistra invece, data la squalifica di Zaccagni, al momento il favorito resta Dele-Bashiru. Il nigeriano è stato provato anche oggi sulla fascia e a questo punto Pedro, dovrebbe essere il jolly da giocare a gara in corso. La terza opzione, ovvero Marusic al posto di Isaksen, è inevitabilmente subordinata alla presenza di Lazzari. Da capire anche se lo stesso Baroni vorrà approcciare la gara in maniera più conservativa o meno.
A Formello la seduta odierna porta in dote il ritorno di Nuno Tavares in gruppo. Il terzino portoghese sta lavorando a singhiozzo da ormai due settimane, senza riuscire a strappare la convocazione per il match contro la Juventus di sabato scorso. Questa settimana, resa ancor più importante dalla squalifica di Pellegrini, porta inevitabilmente i riflettori sulle sue condizioni. Al momento, la soluzione più probabile resta la ‘semplice’ convocazione. Impossibile stimare il minutaggio a disposizione di Tavares.
La coppia di terzini che scenderanno in campo contro l’Inter a San Siro, è quella formata da Lazzari a destra e Marusic a sinistra, con Hysaj pronto a subentrare. Al centro, Gigot coltiva speranze di titolarità nonostante il riposo osservato stamattina, ma resta dietro rispetto a Gila, per affiancare Romagnoli. Mandas fra i pali.
In mediana nessun dubbio di sorta: toccherà ancora al duo Rovella-Guendouzi. Discorso ben diverso per la trequarti, dove la squalifica di Zaccagni, sommata alla seconda assenza consecutiva a Formello di Isaksen, complica i piano di Baroni. L’esterno danese è alle prese con un fastidio muscolare e per questo il tecnico fiorentino sta valutando la carta Pedro, dal 1′.
Tchaouna al momento è escluso dai ballottaggi, esattamente come Dia che però, insieme a Castellanos, è certo di una maglia. Occhio quindi a sinistra, dove le opzioni sono due: Noslin o Dele-Bashiru, che oggi è stato nuovamente provato in allenamento. La terza opzione per la trequarti campo – al momento la meno probabile, vista la carenza di terzini – è quella con Marusic alto a destra. Le prove tattiche di domani saranno decisive.
Igor Tudor ai microfoni di Lazio Style al termine di Inter-Lazio: “Sono tanto orgoglioso, felice per i ragazzi, hanno disputato una grande gara, una battaglia dal primo all’ultimo minuto, c’è un po’ di rammarico. Non è facile giocare qua, le qualità individuali sono pazzesche, a parte questa bella atmosfera, prendiamo questo punto e ci prepariamo al meglio per l’ultima. La mia Lazio? Qua c’era una partita da preparare nel modo giusto, abbiamo voluto tenere compattezza e aggressività e provare a fare qualcosa. Sono felice di questa prestazione, sono ottimista per il furo, Kamada ha fatto un gran bel gol, ha dato tanto in queste gare, l’ho visto stanco.
“Non è mancato niente, è normale che spingono di più minuto dopo minuto, dipende tanto da loro e meno da noi. Loro hanno accelerato, noi volevamo, c’era anche la bella occasione di Castellanos, è mancata un po’ di lucidità, era un po’ stanco, peccato perché era un 2-0 e gara chiusa. Magari continua questo percorso, siamo positivi, dipende tanto dall’altra squadra, quando c’è la differenza come l’Inter che gioca uno dei miglior calcio di Europa se non i primi 3, giocare e fare queste robe qua bisogna essere felici. Europa? Abbiamo fatto buoni risultati, c’è da finire nel modo giusto e vedere cosa fanno gli altri”.
Nicolò Casale ai microfoni di Lazio Style al termine di Inter-Lazio 1-1: “Abbiamo fatto una buona partita. Giocare contro l’Inter a San Siro non è mai facile, abbiamo fatto ciò che ci ha chiesto il mister in settimana. Abbiamo avuto l’occasione su contropiede per chiudere la partita e non l’abbiamo fatto. Poi abbiamo preso gol su punizione, è un peccato perché ci avevamo lavorato tanto in settimana. Il lavoro parte da davanti, se c’è una grande pressione per noi è più facile. Quando ci manca questo è molto più difficile. Oggi però sotto questo aspetto abbiamo fatto una grande partita. Ora vogliamo finire al meglio con i tre punti contro il Sassuolo. Mi dispiace che la mia stagione finisca qui, mi servirà sicuramente a crescere. Pensavo di uscirne meglio, ma è andata così. Mi sono preso tutte le bastonate, le prendo come consigli per il futuro e le userò per rientrare in carreggiata la prossima stagione”.
“Da quando è arrivato Tudor non credo che ci siano state partite dove potevamo meritare di più. Il pareggio a Monza dispiace, ma non meritavamo la vittoria. Bisogna analizzare sempre tutto e poi ci sono le altre squadre. Da quando è arrivato lui abbiamo fatto una bella scalata. Ci eravamo prefissati l’obiettivo di arrivare in Champions League, ma guardiamo anche il lato positivo. In poco tempo siamo riusciti a stravolgere il nostro modo di giocare, e non è poco. Da fuori non si vede, ma ci sono tante dinamiche. Il percorso è positivo”.
Kamada illude, Dumfries firma la beffa di San Siro. Nell’ultima trasferta la Lazio porta a casa un punto in casa dei campioni d’Italia. Kamada nel primo tempo, Dumfries a tre dalla fine, quando ormai il colpaccio sembrava cosa fatta. Una gara aperta e scevra da tatticismi fin dalle prime battute, con una Lazio certamente in crescita rispetto alle ultime due scialbe prestazioni. A suggello arriva il gol del giapponese (secondo in Serie A) con un gran sinistro nel cuore del primo tempo. Nella ripresa, il grande rammarico per la Lazio è non averla chiusa. L’Inter concede spazi, ma né Vecino né Castellanos ne approfittano per sferrare il colpo del KO. E allora l’esterno olandese spedito in campo da Inzaghi sovrasta Marusic e firma il pareggio nerazzurro. Per la Lazio sfuma l’ipotesi sorpasso (momentaneo) alla Roma, ma contestualmente manca solo un punto per la matematica certezza di partecipare alla prossima Europa League. Ultimo appuntamento contro il Sassuolo, oggi matematicamente retrocesso.
Inter-Lazio, Tudor ai microfoni di DAZN prima del fischio d’inizio: “L’abbiamo preparata come tutte le altre, sappiamo che si tratta di un avversario di primissimo livello. Vogliamo fare il nostro massimo, questo è il nostro obiettivo. Niente di più niente di meno, come le altre gare. Rovella? Mi aspetto una buona gara da tutti quelli che giocano dall’inizio o che entreranno in corsa. Ci sarà da pedalare, fare le cose giuste. Da Rovella mi aspetto qualità, sostanza, si è allenato sempre bene e ha meritato di giocare oggi dall’inizio. Luis Alberto? È in panchina, vedremo come andrà la gara. Il calcio di oggi – con cinque cambi e tanti incontri ravvicinati – non c’è più titolare o panchina, sono tutti molto più coinvolti. Questa è una cosa che a me, come allenatore, piace moltissimo”.
Igor Tudor in conferenza stampa alla vigilia di Inter-Lazio:
“Serve una Lazio perfetta, giochiamo in casa dei più forti d’Italia, stanno giocando un calcio bello e concreto, anche efficace. La migliore squadra in assoluto dell’ultimo periodo, stanno facendo un grande lavoro nella programmazione e nella crescita. Complimenti a loro. Noi proviamo a fare del nostro meglio, ci sono ancora 2 gare e 6 punti, dobbiamo capire dove arriveremo in classifica, che Europa giocheremo”.
Un parere su Simone Inzaghi? Che lavoro sta facendo su attacco e difesa?
“Le percentuali cambiano sempre, non c’è una “quota” fissa. Magari ti accorgi che la squadra non è piaciuta su qualche aspetto e si lavora di più su quello. Su Simone ho già risposto, ha gestito la crescita che hanno avuto anche con la scelta dei giocatori, ma c’è tanto merito dell’allenatore. Un tecnico bravo. C’è la moda di dire “è un calcio europeo” o no, si parla di linea a tre o quattro, che la difesa a quattro sia più europea. Lui è la dimostrazione che non c’entra niente tutto ciò, gioca con un 3-5-2 che non è mai un modulo fisso. Più “europeo” di quello non lo so… Non capisco neanche che significa la parola “europeo”, sembra che l’Italia non faccia parte dell’Europa. Conta come ci si organizza con o senza palla. Poi bisogna scegliere i calciatori, loro a centrocampo hanno tre numeri 10: corrono, difendono e fanno assist. La scelta è importante, hanno preso quelli giusti in quell’ottica. Oggi non si possono scegliere giocatori non completi”.
Obiettivi
“Il top non c’è mai, un tecnico vuole sempre migliorare. Ci sono le preparazioni che sono importanti, come la scelta dei giocatori e le loro caratteristiche. L’importante è che siano giocatori forti, il calcio che si è fatto negli ultimi 3 anni è abbastanza diverso da quello nella mia testa e di come vedo io il calcio. A me piace anche tenere palla, la differenza però sono le distanze. Era un calcio bello quello dell’allenatore differente, lo reputo bello e giusto. Le distanze nel mio calcio sono diverse, per questo alcuni giocatori vanno meglio. La diversità c’è, che non vuol dire che tanti giocatori non possano fare entrambe le cose. Lo hanno dimostrato. Ora finiamo bene queste due gare, sono importanti, ci possono dare qualcosina di più. Poi, quando finisce, ci mettiamo a programmare la prossima stagione con calma e lucidità, facendo le cose giuste”.
Quanto pesa il derby perso?
“Lei non ha fatto una domanda positiva… bellissima questa sua caratteristica. Ci sono 38 partite in un anno, 1 punto o 0 cambia poco, si tirano le somme alla fine e si vede dove si arriva”.
“Luis Alberto è convocato, ha fatto una settimana normale”.
Ora arriva una big come avversaria, c’è l’etichetta che la sua squadra abbia vinto tante gare perché ha affrontato tante piccole.
“Etichetta è la parola sbagliata dopo 10 partite, non si parla in questo modo. Ho fatto Juventus e Roma, poi Genoa e Monza, poi abbiamo incontrato tre squadre di livello inferiore. L’analisi della difficoltà delle partite fatte è sbagliata. Abbiamo affrontato squadre importanti: quattro partite totali contro Juventus e Roma. Anche il Genoa e il Monza fuori casa sono super difficili, hanno fatto un grande campionato. Si prepara la partita allo stesso modo, Empoli e Verona in casa o Inter in trasferta. Si cerca di fare il meglio possibile, senza pensare o mettere etichette, senza calcoli o tabelle. Questo è il calcio allenato e vissuto. Le domande che si fanno sono relative a un calcio di opinioni e chiacchiere, di etichette. Voi parlate solo di sensazioni”
Isaksen
“Isaksen ha avuto quel minutaggio, dopo il derby ha giocato poco, è vero. Lo stimo tanto, ha doti interessanti, fisiche e mentali. Ha voglia di crescere e imparare, è da poco in Italia e non è facile. Possono giocate in 11 più 5 cambi, scelgo per il meglio della squadra e del club. Ci sono anche gli altri. Tutti hanno la possibilità di dimostrare. Il futuro lo vedremo insieme, nel calcio cambia tutto in una gara, qualcuno scende o sale, il bello e il brutto del calcio”.
Provedel o Mandas? I due verranno alternati?
“Provedel è un primo portiere e domani torna in porta. Mandas ha fatto molto bene, siamo contenti di questo. Provedel è il primo, è stato fuori per infortunio, stava tornando da più settimane e domani giocherà”.
Cosa chiede a Kamada?
“Con lui parlo poco, non per colpa della lingua. Con lui parlo poco perché fa sempre le cose giuste. Come i bambini a casa: qualcuno è sempre bravo e buono e quindi ci si dedica più agli altri… È un ragazzo che è come una macchina, in senso positivo. Non sbaglia niente, ha un cervello pazzesco collegato al talento calcistico. Può giocare dietro, avanti, mezzala, trequartista, ruba palla. Lo stimo, è una bella scoperta per me”.
Quanto è importante per la sua idea di calcio migliorare la Lazio nell’aspetto della fisicità?
“Non si tratta solo di centimetri, ma di gamba. Di motore, di potenza e accelerazione, di velocità e duelli. Non sono i centimetri. Una cosa naturale, se andiamo a vedere la Premier, la lega ora più avanti di tutti: lì sono più veloci e potenti nell’accelerazione, non sono più alti. Il calcio va in questa direzione. Quelli che sono veloci e bravi costano tanto, per questo vanno tutti in Premier. Non è un segreto, ma un dato di fatto. Le percentuali sono pazzesche, la via è quella, si vede ogni domenica. Non è facile trovare quei giocatori, li vogliono tutti, nessuno vuole quelli che vanno a 2 all’ora. Bisogna essere bravi a sceglierli, il calcio andrà sempre di più in quella direzione”.
Gila e Guendouzi come stanno?
“Sono tornato, Matteo è diventato papà, si è allenato poco questa settimana, vediamo oggi di scegliere bene, quelli giusti. Tutti si sono allenati bene, sarà una gara difficile, di corsa e sacrificio, abbiamo bisogno di 16 calciatori che lasciano l’anima per conquistare qualcosa”.
Gestito bene il calendario? La Lazio finirà il campionato senza sapere la “sua” Europa?
“Non è una cosa normale il calendario, noi finiamo e dobbiamo aspettare gli altri, per essere più “regolari” bisognerebbe pensarle prima queste cose”.
Pellegrini?
“Domani gioca, e vi dico anche Rovella. Vi do due nomi, gli altri no…”.