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Lazio, Pedro come Klose per l’ultima in biancoceleste: sarà lui il capitano contro il Pisa

Oggi l’ultima del campione spagnolo con la maglia della Lazio

Si chiude ufficialmente stasera il capitolo biancoceleste di Pedro. Il campione spagnolo ha salutato compagni e staff in settimana con una festa, oggi contro il Pisa vestirà per l’ultima volta la maglia della Lazio. Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, probabilmente indosserà la fascia al braccia: dovrebbe essere lui il capitano contro i toscani, proprio come accadde ad un altro mito come Klose, nel giorno del suo addio all’Olimpico contro la Fiorentina.

Una serata speciale almeno per omaggiare la leggenda, considerando invece che dal punto di vista del risultato poco inciderà la sfida sulla stagione.

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Lazio, bolgia biancoceleste a Tor di Quinto: in 15mila a sostenere la squadra a distanza

In una serata carica di emozioni, la Lazio ha dovuto fare a meno del sostegno dei propri tifosi, ancora vittime del divieto di trasferta. Tuttavia, nonostante la continua e forte contestazione nei confronti della società, il popolo laziale non ha spento la voglia di restare unito e di far sentire la propria voce. Per questo, mentre a Bergamo erano presenti soltanto circa 200 sostenitori biancocelesti, gli unici autorizzati ad accedere allo stadio perché non residenti nel Lazio, il cuore del tifo si è spostato a Roma.  A Tor di Quinto, infatti, è andata in scena una vera e propria bolgia: secondo il Corriere dello Sport, oltre 15.000 tifosi si sono riuniti davanti ad un maxischermo, organizzato dalla stessa tifoseria, e tra cori e bandiere hanno spinto la squadra anche a distanza.

Il legame tra Bergamo e la Capitale però non si è spezzato. Allo stadio, i tifosi laziali presenti hanno anche esposto uno striscione dedicato proprio ai fratelli rimasti nella capitale. Un segnale forte di appartenenza che denota come il popolo biancoceleste continua a unirsi sotto un’unica fede nonostante le difficoltà e le fratture sempre più profonde degli ultimi tempi.

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SERIE A

Doppietta Taylor: la Lazio batte il Bologna e lo supera. Motta para un rigore, terza vittoria di fila (AUDIO)

Termina 0-2 Bologna-Lazio, gara valida per la 30esima giornata di Seria A: doppietta di Taylor (72′ e 82′); prima Motta pare un rigore a Orsolini (51′).

PRIMO TEMPO

Sarri, squalificato, riparte senza il capitano. In campo quindi Motta; Marusic, Gila, Romagnoli e Tavares; Dele-Bashiru, Patric e Taylor con Isaksen, Maldini e Pedro davanti. Primi minuti all’insegna dell’equilibrio poi Marusic si mette in proprio e costringe all’intervento Ravaglia. Poco prima del 20′ contropiede Lazio, che termina con la conclusione al volo di Maldini che non trova lo specchio della porta. Subito dopo pericoloso il Bologna con un tiro dalla distanza di Moro che finisce sulla traversa. Al 26′ cambio obbligato per Ianni: si ferma Gila, pronto al suo posto Provstgaard con Romagnoli che si sposta al centro-destra. La prima frazione di gioco termina a reti inviolate.


SECONDO TEMPO

Un cambio nell’intervallo: Pedro (oggi 200esima gara con la maglia della Lazio per il campione spagnolo) lascia il posto a Noslin. Passano 5′ e Dele-Bashiru sbaglia il passaggio indietro che porta Motta ad intervenire fallosamente su Castro: rigore per il Bologna; dal dischetto va Orsolini e Motta para il penalty. Nella prima parte della ripresa si fa vedere di più la squadra di Italiano ma dal 60′ prova a prendersi la scena la Lazio. Al 62′ altre due sostituzioni biancocelesti: fuori Isaksen e Maldini, in campo Cancellieri e Dia. Al 72′ vantaggio Lazio con Taylor che approfitta di deviazione di Moro che diventa praticamente un assist. Tempo 10′ e l’olandese si ripete: servito da Dia, Taylor sigla la sua prima doppietta in Serie A (terzo gol con la maglia della Lazio). Termina così 0-2 la sfida del Dall’Ara, con la Lazio che supera in classifica proprio il Bologna e si piazza ottava. Ora spazio alla sosta per le Nazionali, poi all’Olimpico arriverà il Parma (sabato 4 aprile): Sarri conta di recuperare Basic e Cataldi; da valutare nei prossimi giorni Gila.

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Lazio, Gila il muro biancoceleste dal futuro quasi scritto: ultimo tentativo per il rinnovo

Altra prova di grande livello contro il Milan, ma il futuro dello spagnolo difficilmente sarà ancora a Roma.

S’intravede il passato a centrocampo di questo catalano atipico, cresciuto nelle giovanili del Real Madrid, che vanta ancora il 50%, ma non ha mai esaudito il suo desiderio di un ritorno “gálactico”. I piedi erano già abbastanza educati, ma ora Gila si sta consacrando anche come playmaker difensivo: cambi di campo, tagli verso le mezzali, lanci lunghi per gli attaccanti (il 91% di passaggi riusciti lo testimoniano). Sarebbe davvero un peccato perdere un centrale di questo calibro. Gila al momento, sottolinea Il Messaggero, guadagna “solo” 1,6 milioni lordi all’anno, non ha mai battuto i pugni, ma non ci sono trattative per il rinnovo. Il suo contratto scadrà nel 2027, in estate sono svaniti gli approcci per il prolungamento. C’è chi già lo considera del Milan di Tare (che lo ha scoperto e trascinato a Fomello), anche se l’Inter è in vantaggio e sogna addirittura di accparrarselo a parametro zero. In realtà, la Lazio farà un altro tentativo per trattenerlo, poi proverà a cederlo a giugno all’estero (ci sono Leicester e Bournemouth) per non rimanere con nulla in mano.

Non è un caso, conclude il quotidiano, che Fabiani stia monitorando Eray Comert, 28enne del Valencia, svincolato a fine stagione (ma ci sono anche Osasuna, Cske, Fiorentina e club della Bundeslinga) e non abbia affatto mollato Danilho Doekhi e Diogo Leite, anche loro a scadenza con l’Union Berlino.

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Lazio, solida ma anche fragile: i due volti dei biancocelesti

Lo 0-0 dell’Olimpico contro la Cremonese riassume questo avvio di stagione della Lazio.

Squadra solida dietro, che fa fatica davanti: questa è la Lazio del momento. Come evidenzia il Corriere dello Sport, parliamo di una squadra solidissima dietro, quasi impermeabile, ma fragile e inconcludente quando si tratta di trasformare il possesso in gol. Due facce della stessa medaglia, che convivono e si condizionano a vicenda, alimentando una classifica fatta di rimpianti e occasioni mancate.

La difesa è il punto fermo. I numeri, si legge, certificano un’eccellenza a livello europeo: nessuno nei cinque maggiori campionati ha collezionato più clean sheet della Lazio, 9 come il Lione. Sabato all’Olimpico, Ivan Provedel ha messo a referto l’ultimo, in 16 presenze, diventando il simbolo di un reparto che funziona, protegge l’area e riduce al minimo i rischi. Il problema è proprio lì davanti. L’attacco continua a faticare, a spegnersi nei momenti decisivi, a non trovare continuità. Non è un’impressione, ma una tendenza ormai strutturale: la squadra di Sarri non ha segnato in 8 delle prime 16 gare di campionato, un dato che si è verificato per la quarta volta nella storia del club (era già successo nel 1988-89, nel 1984-85 e nel 1959-60).

Il dato sul rendimento casalingo nel 2025, conclude il quotidiano, racconta un’altra faccia della crisi off ensiva. La Lazio, nell’anno solare in corso, ha ottenuto solo 5 vittorie all’Olimpico (con 10 pareggi e 3 sconfitte): meno di 6 successi in casa in Serie A era successo soltanto una volta nell’era dei 3 punti, nel 2009. Troppi pareggi, spesso maturati in gare dominate ma non chiuse. La squadra di Sarri resta una squadra difficile da battere, però troppo spesso è anche una che fatica a vincere. Difesa di ferro, attacco impalpabile.

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Lazio, sesta partita su 11 senza segnare: i numeri dell’attacco biancoceleste

Attacco poco concreto, ai biancocelesti manca il gol.

La Lazio ha finito la sesta partita su 11 senza segnare. Ieri, evidenzia il Corriere della Sera, ancora una volta, sono emersi i limiti di Dia, che, non sostenuto dal centrocampo, non riesce a fare reparto da solo. L’attaccante africano ha faticato a tenere palla e ha terminato la partita (al 65’, quando ha fatto spazio a Pedro) senza mai riuscire nemmeno a calciare verso la porta avversaria.

Sia Noslin che Pedro, si legge, in appena 25 minuti, in tal senso hanno fatto più di lui. A gennaio la squadra avrebbe bisogno di innesti sia a centrocampo che in attacco, al netto del recupero di Castellanos che già dopo la sosta dovrebbe tornare a disposizione.

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Lazio, pochi tiri ma efficaci: il dato dell’attacco biancoceleste

La squadra di Sarri è quattordicesima per tiri.

La Lazio è spietata, riporta Il Messaggero: ogni 11,7 tentativi, centra il bersaglio. E pensare come spesso prevalgano i rimpianti per le reti sbagliate, e altrettante vittorie sfumate, in queste prime dieci giornate di campionato. C’è un dato che testimonia l’esatto contrario. È vero che l’attacco è stitico e talvolta il grilletto s’inceppa, ma quando spara non lascia scampo quasi a nessuno. I biancocelesti sono quattordicesimi per tiri (153) in Serie A, ma sono anche al terzo posto (dietro Inter e Cremonese) nel rapporto con i gol realizzati (13) ovvero l’8,5%. La concretezza sta rimpiazzando lo spettacolo, in assenza di impulsi di qualità dal mercato bloccato.

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Lazio, la rinascita di Provedel: numeri da record per il portiere biancoceleste

Ha fiducia e dà fiducia ai compagni: l’estremo difensore si è ripreso i pali.

Dopo una stagione condita da alti e bassi, Provedel è tornata la certezza dei biancocelesti. Sarri lo ha scelto titolare ad inizio stagione ed il portiere è letteralmente rinato. Come riporta Il Messaggero, l’ex Spezia è a quota 43 parate in stagione su 50 tiri subiti, l’86%, più di ogni altro portiere in Serie A e al terzo posto nei top cinque campionati europei dietro gli estremi difensori di Nizza e Oviedo, rispettivamente a 44 e 55.

Il friulano tra l’altro è imbattuto da 396 minuti, si legge, e il ritmo ricorda quello del record dei 21 clean sheet ottenuto nella stagione 2022-23. Ora Ivan vuole superarsi a San Siro, dove però difficilmente ci sarà Romagnoli.

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Lazio, sorpasso Cancellieri: ora sogna l’esplosione ed un futuro in biancoceleste

Un buon pre-campionato, poi l’esplosione a Marassi: l’esterno vuole convincere Sarri.

Ha una grande chance, lo sa e vuole coglierla: Matteo Cancellieri è tornato a Roma più maturo, consapevole e volenteroso di fare bene. Si è allenato bene in estate e lo stop di Isaksen ha agevolato la sua titolarità. Dopo un avvio senza troppi guizzi, a Marassi si è preso la scena: ora l’esterno vuoleconfermarsi.

Oggi, evidenzia il Corriere dello Sport, è un altro Cancellieri, affamato di futuro e presto diventerà papà. Fa parte della Next Gen della Lazio, con Rovella è l’unico italiano degli under 25. La forza della volontà l’ha spinto in avanti, vincendo su chi era pronto a ricacciarlo all’indietro. Ci ha provato di più e meglio con la Lazio, oggi si gode i risultati. Sapeva che doveva rincorrere, che doveva vedersela con Isaksen o con Noslin, investimenti della società degli ultimi due anni. E’ stato bravo, è partito da dietro, non si è fatto staccare, ha rimontato e sorpassato.

I suoi numeri, riporta il quotidiano, oltre il gol, si dividono in: 4 tiri, 3 nello specchio, tutti da dentro l’area, 25 duelli, 18 vinti, 9 aerei
(7 vinti), 4 possessi guadagnati. Cancellieri è sotto contratto fino al 2027: prima dell’exploit di Genova, pensando a gennaio, era tra i nomi che il club considerava in uscita ma Sarri non se lo lascerà scappare a patto che il ragazzo continui a convincere.

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Lazio, Zaccagni vuole superarsi: i numeri del capitano biancoceleste

Con Sarri la sua miglior stagione in A e ora Zac vuole ripetersi.

Era stato proprio il tecnico toscano a farlo crescere e ora Zaccagni vuole confermarsi a grandi livelli. Come evidenzia Il Messaggero, il capitano laziale è pronto a superare sé stesso. Il ritorno di Sarri ha galvanizzato il numero 10 della Lazio, che proprio grazie al Comandante ha colmato quel gap che gli mancava con i colleghi di un gradino superiore agguantando anche la Nazionale. II 2022-23 ha sancito, si legge, il salto definitivo di Mattia con 10 centri, tutti in campionato, e 8 assist. Velenosissimo partendo largo a sinistra nel tridente e una tassa nei big match, visto che ha segnato a Napoli, Milan, Juventus, Atalanta, Roma nel derby e Fiorentina, risparmiando solo l’Inter, che ancora è un tabù nella lista delle squadre colpite col proprio arco.

Nonostante la pubalgia che lo ha tormentato da marzo in poi offuscando quanto di buono fatto per tre quarti della stagione, con Baroni l’esterno ha raggiunto comunque la seconda doccia cifra in biancoceleste, stavolta considerando tutte le competizioni, e sfiorando addirittura la “doppia-doppia” stile Milinkovic visto che si è fermato a 9 assist. Tra gli alti e bassi di squadra, conclude il quotidiano, a livello personale l’avvio di questo Sarri bis lascia ben sperare per Zaccagni, già a 2 frecce scoccate in cinque presenze, un ritmo mai avuto prima con la maglia della Lazio. Appena arrivato, nel 2021-22, trovò il primo guizzo addirittura il 12 dicembre a Reggio Emilia contro il Sassuolo, al quale aveva già segnato una doppietta alla prima giornata, ma con la maglia del Verona. Nel 2022-23 si sbloccò al 5° turno in casa col Napoli, nel 2023-24 al 6° col Torino, mentre l’anno scorso dopo il gol all’esordio col Venezia rimase a secco sino alla settima giornata contro l’Empoli. Ora l’arciere biancoceleste vuole lanciarsi definitivamente verso la migliore annata di sempre.