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DICHIARAZIONI RASSEGNA STAMPA

Parma, Valeri: “Voglio il gol, ma non esulterei. La Lazio è casa mia. 26 maggio? Non ci sono partite che tengano”

Alla vigilia di Lazio-Parma, il terzino dei ducali Emanuele Valeri, di nota fede laziale, ha parlato del match, e non solo, al Corriere dello Sport:

“Per me è la partita più emozionante della stagione, quella che aspetto ogni anno e vorrei giocare sempre. Io lì dentro ci sono cresciuto, con mio padre da piccolo andavo a vedere tutte le partite allo stadio e tutt’ora la seguo.

Non credo che esulterei, se dovessi fare gol, ma non ci penserei due volte a segnare. Sarebbe un mix di emozioni, sicuramente sarei felice perché al di là di tutto io porto una maglia addosso ed è la prima cosa che rispetto in campo. Davanti può esserci chiunque ma noi vogliamo vincere. Vale anche per il Napoli che arriverà il prossimo fine settimana”.

Gli inizi nei Pulcini della Lazio e il periodo da raccattapalle – “Avrò avuto nove anni e per un bambino era la cosa più bella del mondo. Quando ti ritrovavi sotto la curva… ti sentivi parte di una cosa sola, che potevi dare veramente una mano ai giocatori”.

Il campione che ricorda più volentieri – “Ne sono passati tantissimi in quegli anni, non solo della Lazio, ma ricordo in particolare Klose. Lui era un idolo, mi sembrava un supereroe. Tutti volevano essere al suo posto. Se mi sarei immaginato che un giorno ci sarei stato? Certo, ma me lo immagino ancora”.

Dalle giovanili della Lazio sono passati anche Scamacca e Frattesi – “Gianluca lo ricordo un po’di più, era già alto da bambino e lo misero subito con noi ’98. Poi l’anno dopo andò alla Roma. Davide invece era rimasto con i ’99, ma comunque si vedeva già da ragazzini che erano molto forti e avrebbero fatto strada”.

Cosa è successo alla Lazio? Non mi riconfermarono; è stata una bella batosta per me che ero anche tifoso: era tutto quello che desideravo. Ma ho ricominciato da zero.

Come si reagisce a un rifiuto del genere? Adesso faccio vedere la forza ma è stata tosta. Poi tante cose si sono allineate e sono stato anche fortunato. Dopo quel no per me era finita lì, sono andato in Eccellenza solo perché volevo divertirmi ma pensavo che prima o poi avrei dovuto trovarmi un lavoro”.

Sul 26 maggio – “Eh, il derby in finale di Coppa Italia, indimenticabile. Ero allo stadio: lì ti senti parte di qualcosa che va oltre, non è una roba normale. Non ci sono partite che tengano, quel trofeo è storico. Anche se comunque il derby lo vuoi vincere sempre”.

Sulla contestazione dei tifosi laziali contro la società – “Noi calciatori pensiamo solo a giocare, le contestazioni le lasciamo ai tifosi che hanno le loro ragioni. Poi è chiaro, domani mi dispiacerà giocare in uno stadio che non sarà pieno. La prima volta che sono stato con la Cremonese c’erano 70mila persone, fa piacere sentire l’amore dei tifosi ma rispetto le loro decisioni.

Se tornerei alla Lazio? Prima o poi, direi di sì, perché comunque è casa mia. Ma ora penso solo al Parma”.

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Lazio, Dele-Bashiru si è guadagnato la riconferma per le prossime partite

La semifinale contro l’Atalanta ha ridato spazio e visibilità al centrocampista nigeriano.

Se fino a qualche settimana fa Dele-Bashiru aveva perso il posto, scalzato pure da Belahyane che sembrava totalmente fuori dal progetto e che a gennaio era con la valigia in mano, la semifinale contro l’Atalanta ha ridato spazio e visibilità al centrocampista nigeriano. Una prestazione maiuscola, il migliore in campo. L’uomo ovunque: non solo il gol col cucchiaio (e chi lo avrebbe immaginato in grado di piazzare un colpo così delicato e con quella freddezza), ma pure muscoli e tanta quantità in mezzo al campo. Nel match in questione, riporta Il Messaggero, la percentuale di passaggi riusciti s’è fermata al 95%, il migliore della Lazio almeno in quelli che hanno iniziato la partita. Nel ruolo di interno destro, poi, rende sicuramente meglio di Basic fermo ai box dalla sfida alla Juventus e si è guadagnato la riconferma per le prossime partite. Di certo lasciarlo fuori adesso per il Comandante diventa complicato.

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Lazio, manca il vero 9 dai tempi di Klose e Immobile: biancocelesti a secco di gol in 13 partite su 26

Mal di gol in casa Lazio: i numeri dei biancocelesti.

Sarri ha provato tutti da 9, non ha trovato gol. Maldini ha sorpassato subito Ratkov, nessuno dei due acquisti è stato la mossa-scossa. A Dia e Noslin sono rimaste le briciole. L’olandese è l’unico che da 9 o da ala combina qualcosa. Fatto sta, sottolinea il Corriere dello Sport, che nessun centravanti, vero o falso, tra Maldini e Ratkov, ha tirato in porta a Cagliari. Gli unici tiri nello specchio sono stati di Provstgaard, Taylor e Cataldi.

Sarri, si legge, al dato sui clean sheet (12 su 26 partite) vede opporre il dato sui non-gol: in 13 partite su 26 la Lazio è rimasta a secco. «Facciamo poco davanti», è un disco rotto. Il mercato non ha prodotto la svolta, anzi ha fatto registrare numeri al ribasso. Da agosto a dicembre la Lazio aveva una media di 11,4 tiri e di 1,1 gol. Da gennaio a oggi la media tiri è scesa a 10,9, la media gol a 0,9. Sarri sperava di non accorgersi troppo della partenza di Castellanos e invece sì.

Dopo Klose e Ciro, per citare solo due degli ultrabomber più recenti, l’attacco della Lazio è diventato un frullatore di centravanti, veri o falsi. Per il futuro, conclude il quotidiano, serviranno scelte profonde. Maldini è in prestito con diritto di riscatto a 14 milioni, scatta con l’Europa League. Ratkov è stato pagato 13 milioni. Dia sarà riscattato a giugno per 11. Noslin pesa per circa 16 milioni. La società ha scommesso sul serbo, ma con Sarri non gioca.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Gila: “Nove finali più l’Europa, chiediamo ai tifosi…”

Nella giornata di ieri, presso il centro commerciale Rome Est, è stata allestita una mostra a tinte biancocelesti. Nel primo pomeriggio si sono recati all’evento anche alcuni tesserati della Lazio, sia della prima squadra maschile che femminile. Tra loro c’era anche Mario Gila, che ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni ufficiali del club:

 “È molto bello, siamo contenti di essere qui con i tifosi. Abbiamo bisogno di questi stimoli. Siamo felici di sentire la tifoseria vicino a noi e di fargli passare un bel pomeriggio. Il tifo della Lazio sarà importantissimo nelle prossime partite.

Noi chiediamo sempre ai tifosi di aiutarci, ci mancano nove finali più l’Europa League: se ci staranno vicini e ci sosterranno sarà più facile per noi raccogliere punti e giocare il finale di stagione”.

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PRIMAVERA

Lazio Primavera, date e orari dei prossimi impegni

La Lega ha reso noto le date e gli orari dei prossimi impegni del campionato giovanile fra la 25° e la 27° giornata: doppio impegno con orari mattutini per la Lazio Primavera di Sanderra. Occhi puntati sullo scontro diretto della 26° giornata contro il Milan.

25ª giornata

Lazio-Bologna, lunedì 11 marzo ore 15:00

26ª giornata

Milan-Lazio, domenica 17 marzo ore 10:45

27ª giornata

Lazio-Sampdoria, lunedì 1° aprile ore 11:00

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STATISTICHE

Lazio-Napoli, Mazzarri mai vincente contro Sarri

Manca sempre meno all’appuntamento clou di questo weekend di Serie A, domenica ore 18 allo stadio Olimpico, Sarri torna a sfidare il suo passato e lancia la sfida al Napoli. I numeri, spesso, restano numeri ma possono aiutare ad avere una visione più chiara della storia dietro l’incontro.

I numeri danno Sarri in vantaggio


Lo scontro, però, non può che riguardare anche i due allenatori. Sarri è fra i più ferventi giochisti del calcio italiano, spesso finendo per strafare; dal canto suo Mazzarri si è ormai da anni iscritto al tabellino dei risultatisti. I precedenti sorridono all’allenatore biancoceleste: Sarri e Mazzarri si sono incontrati solo 3 volte fino ad ora, ma il computo generale sorride al primo. Su 9 punti disponibili, Sarri è riuscito a conquistarne 5 punti frutto di una vittoria e due pareggi. Il primo precedente risale alla stagione 2017-2018 con Sarri ancora sulla panchina del Napoli e Mazzarri su quella del Torino, in quell’occasione finì 2-2. Il primo successo di Sarri contro l’allenatore originario di San Vincenzo risale invece alla stagione 2019-2020, ancora contro il Torino ma questa volta al timone della Juventus: finì 0-1 per i bianconeri. L’ultimo incrocio vede invece protagoniste il Cagliari di Mazzarri e la Lazio di Sarri (in realtà in quell’occasione a sedere in panchina fu Martusciello), il 19 settembre 2021 finì 2-2 con le reti di Immobile e Cataldi per i biancocelesti e l’asse Joao Pedro- Keita Baldè per i sardi.


L’andata di campionato questa stagione ha invece sorriso alla Lazio, capace di imporsi con il risultato di 1-2 sul terreno di gioco del Maradona. In quell’occasione i ragazzi di Sarri si trovarono contro il Napoli di Garcia che pur costruendo gioco non è mai riuscita a scardinare completamente la difesa biancoceleste. In quell’occasione la Lazio portò a casa il successo con le reti di Luis Alberto e Kamada, di Zielinski la rete del Napoli.