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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Presidente, siamo alla frutta. Caos totale, è un punto di non ritorno” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Caso Vernis? C’è una confusione totale. Ormai siamo ad un punto di non ritorno, difficile accada qualcosa che permetterà di fare le cose fatte bene. Chi di dovere deve pensare a fare un passo indietro. Presidente, siamo arrivati alla frutta.

Non posso parlare dell’ambito imprenditoriale, ma tutto il resto mi dice che le cose non vanno. Ormai l’ambiente è depresso, molto. Non c’è via d’uscita. Per amore e rispetto di tutto l’ambiente laziale c’è bisogno di un cambio di rotta.

De Laurentiis ha passione, mette i soldi, ha visione, è tifoso. Ragiona col cervello e con la pancia. Un imprenditore deve essere bravo e preparato, ok, ma serve anche empatia.

A me deprime vedere la tristezza, non c’è voglia di sognare. E credo che questo lo avvertano anche i calciatori. Detto tutto questo, c’è un campionato che va avanti: squadra, staff e calciatori devono andare oltre; è complicato allontanarsi da ciò che accade, ma l’allenatore deve essere bravo a tirare fuori ancora più energie dai suoi”.

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APPROFONDIMENTI

Caos Lazio: il “no” della piazza a Baroni, il silenzio dei giocatori, la speranza Sarri. Intanto in Germania rilanciano Klose

La notizia di un imminente arrivo di Marco Baroni alla guida della squadra biancoceleste ha innescato la reazione di alcuni tifosi della Lazio che – delusi per le voci che si stanno inseguendo in queste ore – stanno manifestando la propria contrarietà sull’eventuale scelta societaria: sui social è stato pubblicato l’hashtag #NoBaroni

Tutti in silenzio. Nonostante la notizia sia ormai di dominio pubblico da diverse ore, nessun calciatore della Lazio ha avuto modo di commentare l’addio di Igor Tudor alla Lazio. Nessun giocatore ha speso una parola nei confonti del tecnico dopo il suo congedo: un’ulteriore conferma di un rapporto stentato – un corpo estraneo – all’interno dello spogliatoio

Qualcuno pensava a un ritorno di fiamma, e in queste ore il nome di Maurizio Sarri era stato accostato nuovamente alla Lazio. Ma fin qui, non c’è stato alcun contatto tra le parti nonostante la stima con continua a legare il presidente Lotito, il diesse Fabiani e l’allenatore toscano

La questione della panchina della Lazio invade anche i quotidiani internazionali. Sul quotidiano tedesco Bild il primo nome che viene accostato alla panchina della Lazio è quello di Miroslav Klose, ex attaccante della nazionale tedesca e della squadra biancoceleste.

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RASSEGNA STAMPA

Sarri-ritiro-contratti: polveriera Lazio

Polveriera Lazio…

Polveriera Lazio. Ufficialmente in ritiro punitivo da ieri pomeriggio alle 15 senza allenatore e con uno scarno allenamento, tenuto in palestra con lo staff tecnico, che rimarrà in carica almeno sino a sabato (se non fino a giugno), ma ieri alle 23.30 ha lasciato almeno per la notte Formello. Già, perché le dimissioni di Sarri hanno sconvolto la società e ogni programma prestabilito. Fabiani ha comunicato la decisione del tecnico ai giocatori, che – almeno di facciata, con una delegazione di sei senatori – hanno provato a trattenerlo: «Mister, siamo al tuo fianco». Basta recite da oratorio, come quelle successive a cena nel confronto/chiarimento fiume in sala stampa per tre ore con Lotito: accuse reciproche per l’accaduto, toni alti di Hysaj e Luis Alberto, poi ancora bagarre sul ritiro. Già interessava meno la scelta irremovibile di Sarri, il meno responsabile di questa stagione horror. Quattro-cinque elementi della “vecchia guardia” hanno mollato, Fabiani ha ereditato questa situazione dal predecessore Tare e vuole convincere Lotito a un restyling assoluto a giugno, a costo di regalare qualche cartellino o parametro zero. Lunedì notte era già successo di tutto dopo il ko, c’è stato un battibecco furioso, Romagnoli ha risposto così all’annuncio del ritiro da parte del patron nello spogliatoio: «Io non ci vado. Mandami pure via. Non mi hai dato mille cose che mi avevi promesso». In ogni scontro, tornano sempre in ballo i rinnovi rimandati o l’adeguamento. A Lotito non è mai andato giù quello richiesto ad Auronzo (dopo un anno di infortuni) da Immobile, nervosissimo con Martusciello per il cambio con Castellanos: «Siamo sotto 2-1. Non capisco». Nel tunnel, a fine gara, Ciro avrebbe pure avuto una colluttazione (non vista dagli 007 della Procura) con Samardzic per un pestone ricevuto. Ne sarebbe scaturito un parapiglia e un pugno al sopracciglio al pacere Mandas, nello spogliatoio poi con la borsa del ghiaccio. Il Messaggero