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APPROFONDIMENTI

L’importanza di chiamarsi Pedro

Tiri, assist, dribbling, doppi passi. Soprattutto il carisma. Nessuno, sponda biancoceleste, se lo ricorda più con un’altra maglia. Pedro è salito a 8 gol in stagione, 7 solo in campionato distribuendo le soddisfazioni tra destro (3) e sinistro (4). Ci ha messo un attimo a far ricredere gli scettici sul suo conto. Il timbro nel derby ha finito di spianare la strada. Lo spagnolo s’è scatenato nell’ultimo periodo caricandosi la squadra sulle spalle nelle partite senza Immobile, guida spirituale e realizzativa della Lazio. Ha contribuito a 8 gol nelle ultime 10 gare, stessa quota di Lautaro Martinez, una punta e non un esterno. Meglio di lui solo Berardi (9), Calhanoglu (10) e Vlahovic (12). L’ultima volta che aveva raggiunto  uno score del genere in così poco tempo era successo nella stagione 2016/17, quando vestiva la maglia del Chelsea. Chiuse l’anno con un bottino di 9 gol e 10 assist in 35 presenze. Sembra quel Pedro, ringiovanito e coi muscoli tirati. Corriere dello Sport.

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DICHIARAZIONI

Pedro: “Contento di essere nella storia. Felice per Sarri”

Dopo aver messo il sigillo per la Roma nel derby del 15 maggio scorso, Pedro oggi con un piatto mancino chirurgico ha infilato il 2-0 entrato nel guiness della stracittadina. “Sono molto felice per questa vittoria, importante per noi e i tifosi – dice ai microfoni di DAZN – Non vincevamo da quattro agre, si trattava di un derby speciale per me, contento anche per Sarri perché abbiamo iniziato molto aggressivi come ci chiedeva. Il mio gol da ex? Mi sento molto comodo alla Lazio, sono felice, i tifosi mi hanno accolto al meglio così come i giocatori: c’è una famiglia. Mi piace Sarri, il suo modo di giocare, creiamo tanto. Sono molto contento, lascio tutto in campo e mi piace essere nella storia come uno dei tre calciatori che hanno segnato con le due maglie (Kolarov e Selmonsson, ndr) – conclude il fuoriclasse iberico – Questo derby uno dei più forti al mondo, se ne parla tutta la settimana, i tifosi ti fermano per strada”.