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Lazio, Pedro decide il futuro: campione diviso tra MLS e Spagna

Si è conclusa ora la sua avventura alla Lazio e lo spagnolo ora valuta la prossima destinazione.


Lo spagnolo non è ancora certo di dire definitivamente addio al calcio, anche perché le proposte non mancano. Da una parte, riporta il Corriere dello Sport, c’è l’opzione MLS, dove l’Inter Miami degli ex compagni Messi, Jordi Alba e Busquets lo accoglierebbe a braccia aperte. Una tentazione ricorrente negli ultimi anni, cui Pedrito ha sempre detto “no” per continuare a misurarsi nel calcio europeo.


Dall’altra, si legge, c’è l’ipotesi del ritorno in Spagna, più precisamente nella sua Tenerife: secondo i media locali si tratterebbe di un’opzione impossibile a livello economico, ma il desiderio di tornare a casa potrebbe spingere il giocatore ad abbassare i suoi standard.

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Lazio, con il Pisa il saluto a Pedro: pronta una targa per il campione spagnolo

Seppur in una gara ininfluente ai fini della classifica, c’è un appuntamento speciale in programma.

Sabato sera il tributo d’onore a Pedro, quella con il Pisa sarà la sua ultima partita. La Lazio, in collaborazione con Fantacalcio, saluterà il campione con una targa e una maglia celebrative. Un momento, ribadisce il Corriere dello Sport, che non vedrà la presenza dei tifosi, che concluderanno la propria stagione fuori dallo stadio per la contestazione nei confronti della società. Il loro ringraziamento, con tanto di lacrime da parte dello spagnolo, è già avvenuto al termine della finale di Coppa Italia con l’Inter. Last dance quindi per Pedrito, sabato, nella sua ultima sfida all’Olimpico.

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Lazio, commozione Pedro sotto la Nord. Il saluto: “Grazie campione”

I tifosi omaggiano il fuoriclasse spagnolo, prima di riprendere con la contestazione verso Lotito.

Aveva sognato un altro tipo di lacrime sotto la Nord al termine della gara. Avrebbe voluto salutare tutti con un trofeo, il primo della sua avventura italiana, magari con il personale nono gol in una finale (dopo i 7 con il Barcellona e uno con il Chelsea). Pedro non ci è riuscito ma, evidenzia il Corriere dello Sport, ha messo tutto sé stesso in quel quarto d’ora finale che gli è stato concesso, è entrato con l’atteggiamento di chi avrebbe voluto spaccare il mondo, caricato ancora di più dai fischi della metà dell’Olimpico interista che non gli ha perdonato la doppietta dell’anno scorso con la quale ha regalato lo Scudetto al Napoli. Il suo spirito combattivo (da un suo intervento duro su Dimarco è nato l’unico momento a nervi tesi della gara), però, non è stato sufficiente per rimettere in piedi una partita ormai abbondantemente compromessa.

Così, al triplice fischio, dopo un chiarimento immediato con il terzino dell’Inter, è andato sotto la Nord che lo aspettava per donargli l’ultimo abbraccio, visto che da adesso ripartirà lo sciopero del tifo all’Olimpico come forma di contestazione verso il presidente Lotito. Lui si è preso volentieri questo ennesimo attestato di stima da un popolo che lo ha amato sin dal primo giorno in cui ha attraversato il Tevere per sposare la causa biancoceleste. Ha guardato lo striscione esposto – “Grazie campione” – e non è riuscito a trattenere le lacrime, salutando e ringraziando di rimando tutti per quanto ricevuto in questa parte conclusiva della sua vita calcistica.

Da ieri quella della Lazio è diventata la seconda maglia più indossata nella sua carriera (207 presenze, staccato il Chelsea a 206) dopo quella del Barcellona (321). La toglierà di dosso al termine di questa stagione, dopo aver giocato contro Roma e Pisa. Saluterà senza aver alzato trofei, ma con un posto speciale nel suo cuore per sempre.

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Lazio, Pedro campione infinito: nessuno come lui dalla panchina

Entra e segna, con il solito colpo da campione.

I colpi talentuosi non invecchiano e non finiscono mai. Classe pura, non avrà più la condizione di un tempo, ma quei piedi continuano a parlare internazionale. La lingua del calcio. Tiro a giro perfetto, pallone all’incrocio. Okoye si è allungato slogandosi quasi un braccio, nel tentativo di arrivarci. Il tuffo del portiere non è servito
a nulla, talmente precisa è stata la traiettoria dal limite dell’area di rigore. Pedrito ha raccolto l’invito di Basic, non ci ha pensato un attimo: aveva già in testa come coordinarsi, dove infilarla. Nessuno, riporta il Corriere dello Sport, come lo spagnolo dalla panchina: dal suo arrivo in Serie A (2020/21) nessuno ha segnato più reti subentrando dalla panchina, 17 come Lautaro. Sale così a 4 gol in campionato, tra gennaio e febbraio aveva punito in ordine Fiorentina, Genoa e Juventus.

Manca un mese, conclude il quotidiano, alla fine della stagione e dell’avventura a Roma, soltanto le 5 partite rimaste (4 di campionato e la finale di Coppa Italia) diranno se quello di ieri sarà stato il suo ultimo gol con la Lazio. Gli era rimasta in canna la soddisfazione personale: contro l’Atalanta avrebbe calciato il quinto rigore, non ci fosse stato il quarto penalty murato da Motta. Il tiro di Pedro non meritava una serata con un ko di squadra. Ci ha rimesso lo zampino nel recupero per non farsi cancellare – nemmeno parzialmente – la felicità per la rete ritrovata.

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Lazio, Pedro campione infinito: 200 gol per lui e ora vuole ritagliarsi spazio a Verona

Contro la Fiorentina il suo 200esimo gol e non vuole fermarsi.

Duecento volte Pedro. Il rigore trasformato al 95′ contro la Fiorentina, pesante come un macigno per classifica e morale, non è stato solo un gol decisivo in un momento delicatissimo: è stato il numero, sottolinea il Corriere dello Sport, 200 in carriera tra i professionisti.


I numeri, si legge, raccontano una storia lunga e prestigiosa: 99 centri con il Barcellona, 43 con il Chelsea, 35 con la Lazio, 6 con la Roma, 17 con la Spagna. Duecento gol distribuiti tra club e nazionale, tra Champions, campionati, notti europee e mondiali. Per celebrare l’ennesima tappa di una carriera fuori dal comune, Pedro ha scelto i social. Un video, una carrellata delle sue reti più belle, un viaggio tra passato e presente. C’è tutto (o quasi): il Barcellona delle meraviglie, l’Europa conquistata a Londra, le gioie con le Furie Rosse e con l’aquila sul petto. Manca solo un frammento, quello romanista. Un’assenza che non è passata inosservata e che, senza bisogno di spiegazioni, dice molto del legame che lo spagnolo sente oggi con il mondo biancoceleste (e di quello mai veramente sentito sull’altra sponda del Tevere).


Dopo la celebrazione, però, è già il momento di riprovarci.
Perché, conclude il quotidiano, i 200 gol non bastano mai e perché il calendario offre subito un’altra occasione. A Verona, con Zaccagni squalificato (e il nuovo arrivato Ratkov che deve prendere ancora confidenza con Sarri), lo spagnolo è pronto a ritagliarsi spazio dall’inizio o a gara in corso. La sua, d’altronde, è una presenza che pesa anche quando non parte titolare: esperienza, letture, freddezza.

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Lazio, Pedro festeggia: il campione senza età torna centrale per Sarri

Ha spento 38 candeline ieri, festa con buona parte della squadra e focus sulla nuova stagione: Pedro vuole continuare ad alti livelli.

Un campione senza tempo, qualità infinita e determinazione da vendere: Pedro anche quest’anno punta ad essere il riferimento della Lazio. Il suo palmarés parla chiaro ed il bello per i tifosi laziali è che con il passare del tempo il fenomeno rimane tale, in campo e fuori.

Lo scorso anno è stato protagonista anche subentrando, non a caso Baroni invitava tutti ad ammirare lo spagnolo anche mentre si allacciava gli scarpini. Nell’ultima stagione, la sua migliore da quando è in Italia, ha messo a segno 14 gol complessivi (10 in campionato, 4 in Europa League) e fornito4 assist.

Pedro, sottolinea il Corriere dello Sport, ha lavorato con attenzione durante il ritiro, dosando le energie ma senza mai sottrarsi. Ha risposto presente, come sempre. Sa di dover gestire il fisico, ma ha imparato a farlo. Se trova continuità, può replicare – o almeno avvicinarsi – ai picchi della scorsa stagione. Nel gruppo è una guida. Non ha bisogno di grandi discorsi. Gli basta un tocco, un gesto, un assist in allenamento per dare l’esempio. I giovani lo seguono, i senatori lo rispettano. Sarri lo stima. E lo considera una risorsa da proteggere. L’età anagrafica non spaventa.

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‘SVB’ – Rambaudi: “Sento un disfattismo incredibile. Pedro? Un campione. E su Baroni…” – (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Disfattismo incredibile. Bisogna partire da un presupposto: la Lazio ha dei limiti, non c’è troppa qualità nella rosa, difetti anche nell’approccio delle gare. Ma intanto ancora in corsa per la Champions.

Nella rete incassata all’inizio potevano fare tutti di più. Noi facciamo solo bei gol, su azioni bellissime. Quello che stiamo facendo va oltre il materiale che c’è.

Pedro si è preso la squadra in mano, è un campione.

Le cose brutte vanno analizzate e ci si deve lavorare sopra, ma ci sono anche molte cose buone. Non gettiamo tutto al vento.

Baroni qualche errore lo avrà fatto, ma non penso che un altro tecnico avrebbe fatto meglio di lui.

Ora c’è da vedere se la società farà lo step successivo, un passo in avanti per la crescita del club. Il rammarico è che spesso manca qualcosa per andare più avanti, come è successo nel mercato di gennaio, visti agli acquisti che sono arrivati.”.