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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Pedro campione infinito: nessuno come lui dalla panchina

Entra e segna, con il solito colpo da campione.

I colpi talentuosi non invecchiano e non finiscono mai. Classe pura, non avrà più la condizione di un tempo, ma quei piedi continuano a parlare internazionale. La lingua del calcio. Tiro a giro perfetto, pallone all’incrocio. Okoye si è allungato slogandosi quasi un braccio, nel tentativo di arrivarci. Il tuffo del portiere non è servito
a nulla, talmente precisa è stata la traiettoria dal limite dell’area di rigore. Pedrito ha raccolto l’invito di Basic, non ci ha pensato un attimo: aveva già in testa come coordinarsi, dove infilarla. Nessuno, riporta il Corriere dello Sport, come lo spagnolo dalla panchina: dal suo arrivo in Serie A (2020/21) nessuno ha segnato più reti subentrando dalla panchina, 17 come Lautaro. Sale così a 4 gol in campionato, tra gennaio e febbraio aveva punito in ordine Fiorentina, Genoa e Juventus.

Manca un mese, conclude il quotidiano, alla fine della stagione e dell’avventura a Roma, soltanto le 5 partite rimaste (4 di campionato e la finale di Coppa Italia) diranno se quello di ieri sarà stato il suo ultimo gol con la Lazio. Gli era rimasta in canna la soddisfazione personale: contro l’Atalanta avrebbe calciato il quinto rigore, non ci fosse stato il quarto penalty murato da Motta. Il tiro di Pedro non meritava una serata con un ko di squadra. Ci ha rimesso lo zampino nel recupero per non farsi cancellare – nemmeno parzialmente – la felicità per la rete ritrovata.

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Lazio, Pedro campione infinito: 200 gol per lui e ora vuole ritagliarsi spazio a Verona

Contro la Fiorentina il suo 200esimo gol e non vuole fermarsi.

Duecento volte Pedro. Il rigore trasformato al 95′ contro la Fiorentina, pesante come un macigno per classifica e morale, non è stato solo un gol decisivo in un momento delicatissimo: è stato il numero, sottolinea il Corriere dello Sport, 200 in carriera tra i professionisti.


I numeri, si legge, raccontano una storia lunga e prestigiosa: 99 centri con il Barcellona, 43 con il Chelsea, 35 con la Lazio, 6 con la Roma, 17 con la Spagna. Duecento gol distribuiti tra club e nazionale, tra Champions, campionati, notti europee e mondiali. Per celebrare l’ennesima tappa di una carriera fuori dal comune, Pedro ha scelto i social. Un video, una carrellata delle sue reti più belle, un viaggio tra passato e presente. C’è tutto (o quasi): il Barcellona delle meraviglie, l’Europa conquistata a Londra, le gioie con le Furie Rosse e con l’aquila sul petto. Manca solo un frammento, quello romanista. Un’assenza che non è passata inosservata e che, senza bisogno di spiegazioni, dice molto del legame che lo spagnolo sente oggi con il mondo biancoceleste (e di quello mai veramente sentito sull’altra sponda del Tevere).


Dopo la celebrazione, però, è già il momento di riprovarci.
Perché, conclude il quotidiano, i 200 gol non bastano mai e perché il calendario offre subito un’altra occasione. A Verona, con Zaccagni squalificato (e il nuovo arrivato Ratkov che deve prendere ancora confidenza con Sarri), lo spagnolo è pronto a ritagliarsi spazio dall’inizio o a gara in corso. La sua, d’altronde, è una presenza che pesa anche quando non parte titolare: esperienza, letture, freddezza.