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L’addio di Pedro: “Mi pesa lasciare questa maglia. Auguro il meglio a tutti voi e alla Lazio”. Lotito: “Un onore” (VIDEO)

Il campione spagnolo ha salutato ieri i compagni di squadra e tutto il team con una festa.

“È una giornata speciale, un giorno un po’ triste perché finisce qui la mia storia alla Lazio ma allo stesso tempo felice perché sono molto contento di essere qui con tutti voi. Ho condiviso tutti questi anni insieme a voi ragazzi, e mi avete sempre trattato nel migliore dei modi possibili. Mi avete fatto sentire molto importante e questo per me vale tantissimo. Auguro sempre il meglio a tutti voi e alla Lazio. Grazie per essere qui, ai familiari e a ognuno di voi: per me è davvero molto speciale.

Non voglio parlare troppo, ma auguro il meglio a questa famiglia. Sono sicuro che resterà sempre qualcosa di mio anche qui. Ho avuto la fortuna di vivere tanto questa maglia e lasciarla mi pesa. Però me ne vado con la testa alta, perché ho dato tutto. Mi avete sempre fatto sentire un giocatore importante, e questa per me è una famiglia vera. Sento tanto rispetto e tanta stima per questo gruppo. La festa adesso non finisce, inizia. C’è anche da ballare. Grazie a tutti quelli che hanno organizzato questa serata. Spero che vi stiate godendo questo momento insieme a me. Grazie mille a tutti e forza Lazio”.

Le parole del Presidente Lotito alla festa di Pedro: “Per me è un onore essere qui oggi. Ho voluto testimoniare la mia presenza per onorare un campione che rappresenta la storia del calcio e che incarna un modello di vita e un modello sportivo. Vorrei che tutto questo restasse impresso nei nostri cuori, perché Pedro deve essere un esempio per tutti. Non l’ho mai sentito alzare la voce, non gli ho mai visto un atteggiamento sbagliato. È sempre stato il primo ad andare in campo ad allenarsi, e il risultato si è visto: ha sempre giocato con la testa, dimostrando che il calcio ha bisogno di intelligenza prima ancora che di tecnica.

Essere qui stasera è un onore, perché testimonio la mia vicinanza a un grande campione, a una persona che è campione anche nella vita. Pedro è un esempio di dedizione, di determinazione, della voglia di non fermarsi mai. È stato un punto di riferimento, sempre in silenzio, senza mai alzare la voce. Ha tracciato un percorso importante alla Lazio, anche nei momenti più difficili, e lo ha fatto con coraggio, dimostrando che con il sacrificio, le capacità, lo spirito di gruppo e la voglia di vincere si possono raggiungere risultati straordinari. Lo ha testimoniato vincendo tantissimi trofei in carriera. Grazie per quello che hai fatto e per quello che hai dato alla Lazio. Grazie a tutti voi, buona serata. Scusatemi, purtroppo ho un’altra cena meno piacevole”.

Di seguito le parole nella sua lettera d’addio“Oggi è un giorno molto triste per me perché dico addio a questo bel percorso e alla splendida famiglia laziale. Vorrei ringraziare tutti i tifosi, i calciatori, gli allenatori e tutta la società, dipendenti e collaboratori compresi, per avermi permesso di far parte della storia gloriosa di questo club.

È vero che non ho portato trofei a questa che considero una casa meravigliosa, ma ho sempre difeso questa maglia con coraggio, umiltà, ambizione e passione, insieme ai miei compagni di squadra. Sono sicuro che presto si festeggerà qualcosa di importante con questi grandi uomini e calciatori. Ogni volta che entravo in campo ho alzato lo sguardo, ammirando fiero il nostro popolo.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Taylor insostituibile ma ora potrebbe riposare: Dele si candida per una maglia dal 1′

Sarri non l’ha fatto mai riposare, gli ha solo evitato un po’ di minutaggio cambiandolo in corsa.

Non è stato solo il suo arrivo, ma ha contribuito alla svolta. Il gioco e il destino si sono messi a girare nei versi giusti. Sarri piano piano ha trovato la quadra, Taylor aveva i segni particolari adatti per rinforzare il centrocampo orfano di Guendouzi. Non un mediano ringhiante, una mezzala con i tempi di gioco giusti per Mau, con la forza del tiro, brava a sentire la porta; è successo qualcosa quando Taylor si è inserito nella Lazio. Nella squadra da strappo costruita in corsa da Sarri s’è rivelato adatto da fionda e sasso. Bravo nelle avanzate per triangoli, bravo a sacrificarsi in fase di non possesso, bravo a garantire soluzioni. Da gennaio a oggi, sottolinea il Corriere dello Sport, l’olandese è diventato insostituibile. Sarri non l’ha fatto mai riposare, gli ha solo evitato un po’ di minutaggio cambiandolo in corsa.

Siamo arrivati al bivio: tre partite in una settimana, finale e derby compresi. In più la diffida in campionato. Mai come stavolta Sarri pensa di dare un turno a Taylor. Salterebbe l’Inter domani evitando di correre il rischio di un giallo, lo escluderebbe dal derby. Un turno domani per arrivare fresco alla finale. In questo caso, si legge, rientrerebbe in gioco Dele-Bashiru, con Basic a sinistra; è un’ipotesi in ballo da qualche partita, finora mai realizzata. Taylor dall’11 gennaio ha giocato 16 partite su 16 in campionato, 10 da 90’. Più tre partite su tre in Coppa Italia, una da 90 (il Bologna), una da 83 (l’Atalanta all’andata), una da 120 (l’Atalanta al ritorno). Di partite ne mancano 4 con la Coppa. Sarri ha sempre riflettuto sulla necessità di
fermarlo, non l’ha mai fatto. Finale e derby sono due ottimi
motivi per prendere questa decisione.

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Lazio, Ratkov in cerca di un’occasione al Maradona: sfida Dia per una maglia da titolare

Napoli tappa di passaggio verso Bergamo, ma anche banco di prova per rimettere in moto chi è rimasto indietro.

Sarri lo ha sganciato nel quarto d’ora conclusivo contro la Fiorentina dopo quattro panchine consecutive, Ratkov ha risposto con l’unico tiro in porta prodotto da un centravanti biancoceleste: colpo di testa pulito, intercettato da De Gea. Niente di memorabile, comunque abbastanza per emergere nella pochezza generale. È da qui che riparte il serbo, alla ricerca di un po’ di spazio nel finale di stagione, almeno a gara in corso. In una Lazio che continua a faticare a trovare presenza e peso nell’area avversaria, un centravanti come lui potrebbe rappresentare un’opzione da sfruttare. A Napoli, riporta il Corriere dello Sport, sfiderà Dia per un posto dal primo minuto oppure, in caso di recupero di Maldini (gestito nelle ultime uscite per il problema al ginocchio destro), per dargli il cambio a gara in corso.

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Lazio, a Firenze convocazione simbolica per Zac. Con il recupero di Pellegrini ipotesi gestione per Tavares

Diversi dubbi di formazione per Sarri in vista del match di lunedì.

Zaccagni ha fatto tutta la seduta col gruppo tranne la partitella finale: vedremo se sarà simbolicamente convocato. Pellegrini, riporta Il Messaggero, ormai è pienamente recuperato e si candida per una maglia anche per far rifiatare Tavares che ha giocato undici partite di fila e quindi meriterebbe un po’ di riposo in vista di Bergamo.

Se ci dovesse essere questo cambio a sinistra, si legge, non è del tutto esclusa l’ipotesi di vedere pure Lazzari al posto di uno stritolato Marusic dal primo minuto. Insieme, l’ex Spal e il portoghese non possono giocare: «Avremmo problemi di equilibrio», il discorso del tecnico biancoceleste che non vuole concedere nulla agli avversari. In poche parole se da un lato c’è uno che spinge, dall’altro ci deve essere uno più bravo in fase di contenimento.

Gestione invece per Mario Gila che, conclude il quotidiano, ieri mattina si è allenato da solo: il difensore spagnolo lotta contro l’infiammazione al tendine rotuleo ma non dovrebbe essere a rischio per la semifinale di Coppa Italia. Lì ci sarà quasi sicuramente. Anche Patric è disponibile ma in mezzo al campo giocherà Cataldi. Oggi altra seduta, domani rifinitura prima della partenza direzione Toscana.

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Lazio, Dia vuole riprendersi il posto: si gioca la maglia e il futuro

Il senegalese potrebbe restare se non arrivassero delle offerte ritenute idonee.

Ha mandato segnali di risveglio Boulaye Dia: prima il gol contro l’Atalanta nella semifinale di Coppa Italia, illusorio purtroppo. Poi ci ha messo lo zampino nelle due reti di Taylor a Bologna. Una rinascita vera e propria: Sarri, riporta Il Messaggero, ci sperava sin dal ritiro estivo, ma quel gol sbagliato nel derby davanti a Svilar lo ha sicuramente annebbiato.

Oltre quello relativo alla fede, Dia ha fatto anche un altro digiuno, quello del gol: prima della rete ai bergamaschi aveva timbrato solamente con il Verona ad agosto. Per una nuova esultanza sono passati 185 giorni e 28 gare. Il Comandante, si legge, ha sempre creduto nelle sue potenzialità e nella sua testa era quell’attaccante che si sarebbe giocato la maglia con Castellanos nella prima parte di stagione. Scivolato nelle gerarchie alle spalle di Maldini – Ratkov è stato di nuovo rispedito indietro, le ultime scelte lo confermano – adesso Dia insidia il compagno di reparto. Ha caratteristiche diverse, ma dentro la rosa biancoceleste è quello che ha la media realizzativa più alta. Un dato che si deve tenere in considerazione. L’obiettivo è riprendersi il posto.

In estate, conclude il quotidiano, finiscono i due anni di prestito gratuito dalla Salernitana e la Lazio deve versare 11,3 milioni di euro ai campani per tenerlo. Ma il futuro è tutto da scrivere perché la prima linea biancoceleste potrebbe subire una rivoluzione totale nei prossimi mesi. Solo Ratkov è sicuro del posto. Dia potrebbe restare se non arrivassero delle offerte ritenute idonee. Boulaye, insomma, potrebbe essere “l’usato sicuro” se dovesse chiudere la stagione in crescendo.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Dia e Noslin si giocano la maglia e anche il futuro

I due attaccanti in questi mesi si giocano la permanenza nella Capitale.

Fiducia a tempo, scade a giugno per almeno uno dei due. I movimenti in entrata per l’attacco, evidenzia il Corriere dello Sport, non lasciano dubbi sul segno lasciato finora da Dia e Noslin: inesistente o quasi. Un solo gol segnato dal senegalese, risale alla seconda giornata con il Verona. Bisogna tornare addirittura al 31 agosto. Due reti l’olandese, ficcante nel recupero con il Lecce all’Olimpico e poi decisivo nella trasferta di Parma, in una delle poche soddisfazioni di questo campionato: squadra rimasta in 9 per l’espulsione di Zaccagni e Basic, pallone della vittoria infilato in porta a 8 minuti dalla fine.

Un bottino – 3 timbri complessivi – che li ha catapultati sul mercato, con la società pronta ad ascoltare le offerte durante la sessione di gennaio. Sono stati in bilico, alla fine sono rimasti con la prospettiva, conclude il quotidiano, di giocarsi la permanenza per la prossima stagione nel girone di ritorno. Devono dare un segnale, eppure la loro situazione si è complicata con l’arrivo a Roma di Maldini e Ratkov. Il primo, falso nueve sperimentato e schierato subito al centro del tridente da Sarri. Il secondo, centravanti puro acquistato a titolo definitivo su cui Lotito e Fabiani puntano molto per il futuro. La sfida di venerdì con il Genoa è stata la fotografi a delle possibili gerarchie ribaltate: Dia è rimasto in panchina per l’intero confronto, Noslin è entrato per il recupero muovendosi sulla fascia.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Protti: “Lotto con tutte le forze. La Lazio è stata un onore. Con Sarri avrei fatto fatica a giocare…” (AUDIO)

IGOR PROTTI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Si vive alla giornata, si naviga a vista. Vengo da sette mesi di cure; la malattia mi è stata scoperta a fine maggio e i primi di luglio sono stato operato per poter partire poi con le cure. Fino a qualche settimana fa mi avevano dato qualche risultato buono, purtroppo l’ho scoperto tardi, e la settimana scorsa si sono ripresentate le metastasi, quindi domani avrò nuove visite per capire come ripartire, con quali cure. Alcuni giorni sto benino, sono giornate dure dal punto di vista fisico e mentale ma finché ci siamo lottiamo. So che dipende da me, dai medici ma che ci sono anche cose che dipendono da altro. Spero possa andare tutto bene, che nel mio caso sarebbe almeno cronicizzare la malattia per un po’ di tempo. Guarire è un’utopia assoluta.

Vivo vicino a Livorno, ma in tutte le città in cui sono stato mi sono legato. Le mie città sono tutte quelle in cui ho giocato, sono rimasto anche legato a tutte le maglie che ho indossato.

Sono sttao scelto dalla Lazio e con grande onore e orgoglio ho vestito la maglia biancoceleste. Poi c’è un qualcosa di speciale che conoscete bene a Roma: quella partita di cui i tutti ti parlano appena arrivi. Quello ti dà una sensazione di senso di appartenenza perché sai che la gente aspetta tutto l’anno quella partita, che determina lo stato d’animo per giorni. Io ho avuto la fortuna di fare questo gol che mi ha aiutato ad entrare delle simpatie dei tifosi, nonostante i primi mesi avessi avuto qualche difficoltà di adattamento al gioco di Zeman, poi con Zoff è cambiato tutto.

Signori? Rapporto bellissimo. Appena sono arrivato a Roma Beppe si è messo a disposizione, mi ha aiutato a farmi ambientare. Ancora oggi abbiamo un bel rapporto, ci sentiamo. Lottavamo per la classifica cannonieri ma non c’è stata rivalità, abbiamo avuto un rapporto splendido. Io sempre ho avuto questi rapporti con i miei compagni, nonostante dicano che gli attaccanti siano egoisti. La mia carriera l’ho iniziata da centrocampista, quindi mi sono sempre messo a disposizione e quell’idea l’ho mantenuta: il gol era importante, ma anche collaborare con la squadra.

La Lazio di oggi? La seguo, ovviamente guardo le partite; è evidente la difficoltà nel riuscire a finalizzare. Guardando un po’ tutto il campionato però è un problema generale, la stessa Juventus o il Milan lo hanno. Castellanos non era un bomber ma aveva qualità, Guendouzi era uno dei migliori del campionato secondo me: la Lazio è in difficoltà, l’augurio è che le cose si sistemino. Con Sarri probabilmente io un po’ di fatica l’avrei fatta (sorride, ndr), le migliori stagioni le ho fatto quando avevo libertà di movimento, con lui i ruoli sono ben definiti. Cero è che parliamo di un allenatore che ha raggiunto traguardi importantissimi ed è un piacere vedere le sue squadre. Zaccagni per me è uno dei migliori della Serie A, questo per dire che la Lazio ha giocatori importanti.

Mi farebbe moltissimo piacere tornare all’Olimpico, ma in questo momento organizzare spostamenti è difficile. Vedere il derby sarebbe il top, ma qualsiasi partita andrebbe bene”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Ratkov si presenta: “Pronto per questa sfida. Lavoro per la maglia da titolare”. Fabiani: “Battuta Sarri, lo conosceva al 100%…” (AUDIO)

L’attaccante serbo si è presentato in conferenza stampa.

Lotito:Pensiamo possa essere un valore aggiunto per la nostra squadra, che ha fatto sempre programmazione. Sono giocatori seguiti da tempo, abbiamo l’area scouting che lavora tutto il giorno e Ratkov lo abbiamo seguito anche quando ha giocato a Bologna col Salisburgo. Ha dalla sua età, velocità e capacità di attaccare l’area“.

Fabiani: “Parliamo di un 2003, si inserisce nel contesto di un progetto tecnico della società. Uno ‘svecchiamento’. Riponiamo in lui tante belle speranze ma non deve dimostrare nulla perché lo ha già fatto al Salisburgo, quindi gli diamo il benvenuto. Sarri ha detto di non conoscerlo ma è una battuta, è toscano, lo sappiamo com’è fatto. Il suo staff di lavoro ha studiato il calciatore, lo conoseva al 100%. C’è grande condivisione con il mister. A volte si prendono alcuni nomi altri no, ma fa parte del mercato. Diceva così anche di Castellanos”.

Ratkov:Sono contento di essere qui, sono approdato in uno dei più grandi club d’Italia e di Europa. Mi trovo molto bene con tutti, giocatori e pubblico. Mi sento pronto, ero uno dei più grandi nel mio vecchio club e mi sento pronto ad accettare la sfida“.

I giocatori conosciuti sono tutti di grande livello, anche davanti. Sarri? Farò quello che mi chiede e aspetto di andare in campo.

Sono alto ma gioco bene anche la palla a livello tecnico, quindi posso essere decisivo pure con gli assist e non solo nella finalizzazione: potete aspettarvi molto da me. Do tutto per fare le migliori prestazioni possibili.

Idolo? Un riferimento è stato Lewandowski, l’ho guardato molto e mi sono ispirato a lui. Quanti gol conto di fare? Sarei contento di farne ma soprattutto sarei contento di andare in Europa.

L’azione di Cancellieri? Ero finito in fuorigioco, va bene così. Mi sto preparando per il Como, anche per essere titolare se il tecnico lo vorrà.

L’esordio di domenica? Mi sono divertito, non soltanto perché abbiamo vinto. Mi sono sentito bene, ho avuto sensazioni positive anche se chiaramente servirà altro tempo. Debutto all’Olimpico? Ieri ha fatto un giro allo stadio per prendere confidenza, non vedo l’ora di essere davanti a questi spettacolari tifosi.

Immobile? Qui avete avuto lui che è una leggenda, per me è come una sfida da tenere a mente. Voglio che mi si conosca.

Non ci vorrà molto per adattarmi. Quando ero in Serbia si faceva un gioco molto simile, quindi penso di averlo nelle corde.

Quando ho saputo dell’interesse della Lazio non ci ho pensato molto, ho parlato con Milinkovic che mi ha detto che è il club migliore in Italia e anche la città migliore. Quanto penso di rimanere? Spero a lungo.

Sono un attaccante che sa fare tante cose diverse, non sono solo il numero 9, quindi ho anche il tiro da fuori. Le parole di Sarri? Giuste, ma ora mi conoscerà“.

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Lazio, ballottaggio Lazzari-Pellegrini. Garanzia Marusic, certo di una maglia da titolare

Sarri studia le mosse anti-Como.

Lunedì all’Olimpico arriverà il Como di Fabregas. Dopo i due giorni di riposo concessi alla squadra, Sarri ha rivisto i suoi a Formello e sta studiando la formazione per il prossimo match. Come riporta il Corriere dello Sport, ci sono dubbi sulla fascia per il tecnico: Lazzari prova a rimettere in discussione le gerarchie e a insidiare Pellegrini, titolare in otto delle ultime nove giornate di campionato. Luca si è preso lo spazio che inizialmente apparteneva a Tavares, consentendo a Marusic di stabilizzarsi sulla corsia destra senza continui cambi di fascia. Al momento Pellegrini resta leggermente in vantaggio, ma il dubbio è riacceso dall’impatto dell’ex Spal nell’ultima gara. Certo di una maglia invece Marusic, che cambierà corsia in base al compgno che verrà scelto dall’allenatore.

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Lazio, Ratkov cerca spazio: sfida con Noslin per la maglia da titolare

L’attaccante vuole convincere subito Sarri.

Subito in campo a Verona dopo soli due allenamenti svolti con la squadra, domenica Ratkov è subentrato al posto di Noslin e ora cerca di convincere Sarri. L’ex Salisburgo, debutto in corsa a parte, ora spera di ricevere un’opportunità dall’inizio. Non è facile. Non è scontata nemmeno la panchina per il monday night con il Como. Dipenderà dalle sensazioni trasmesse a Formello, da quanto riuscirà a far cambiare idea a Sarri, di solito restio a gettare nella mischia calciatori appena arrivati.

Da oggi, si legge, riprenderanno le sedute nel centro sportivo, il classe 2003 ha tempo fino alla rifinitura di domenica per giocarsi il posto con Noslin. L’olandese, tornato dal turno di squalifica contro la Fiorentina, adesso è insidiato dall’ultimo arrivato, voglioso di mettersi in mostra e di esordire nel blocco dei titolari, davanti ai suoi nuovi tifosi.

Qualche spunto domenica scorsa, conclude il quotidiano, dal punto di vista atletico deve migliorare la propria condizione. Appena 7 passaggi riusciti nella mezz’ora abbondante a disposizione, comunque un dato interessante fatto registrare: Ratkov è stato il secondo giocatore per velocità media (19.618 km/h) dopo Lazzari (19.734 km/h), autore del cross decisivo deviato in porta da Nelsson. Il lavoro quotidiano può permettergli di sfidare Noslin per la maglia da centravanti.