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‘QUELLI CHE…’ – Protti: “Lotto con tutte le forze. La Lazio è stata un onore. Con Sarri avrei fatto fatica a giocare…” (AUDIO)

IGOR PROTTI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Si vive alla giornata, si naviga a vista. Vengo da sette mesi di cure; la malattia mi è stata scoperta a fine maggio e i primi di luglio sono stato operato per poter partire poi con le cure. Fino a qualche settimana fa mi avevano dato qualche risultato buono, purtroppo l’ho scoperto tardi, e la settimana scorsa si sono ripresentate le metastasi, quindi domani avrò nuove visite per capire come ripartire, con quali cure. Alcuni giorni sto benino, sono giornate dure dal punto di vista fisico e mentale ma finché ci siamo lottiamo. So che dipende da me, dai medici ma che ci sono anche cose che dipendono da altro. Spero possa andare tutto bene, che nel mio caso sarebbe almeno cronicizzare la malattia per un po’ di tempo. Guarire è un’utopia assoluta.

Vivo vicino a Livorno, ma in tutte le città in cui sono stato mi sono legato. Le mie città sono tutte quelle in cui ho giocato, sono rimasto anche legato a tutte le maglie che ho indossato.

Sono sttao scelto dalla Lazio e con grande onore e orgoglio ho vestito la maglia biancoceleste. Poi c’è un qualcosa di speciale che conoscete bene a Roma: quella partita di cui i tutti ti parlano appena arrivi. Quello ti dà una sensazione di senso di appartenenza perché sai che la gente aspetta tutto l’anno quella partita, che determina lo stato d’animo per giorni. Io ho avuto la fortuna di fare questo gol che mi ha aiutato ad entrare delle simpatie dei tifosi, nonostante i primi mesi avessi avuto qualche difficoltà di adattamento al gioco di Zeman, poi con Zoff è cambiato tutto.

Signori? Rapporto bellissimo. Appena sono arrivato a Roma Beppe si è messo a disposizione, mi ha aiutato a farmi ambientare. Ancora oggi abbiamo un bel rapporto, ci sentiamo. Lottavamo per la classifica cannonieri ma non c’è stata rivalità, abbiamo avuto un rapporto splendido. Io sempre ho avuto questi rapporti con i miei compagni, nonostante dicano che gli attaccanti siano egoisti. La mia carriera l’ho iniziata da centrocampista, quindi mi sono sempre messo a disposizione e quell’idea l’ho mantenuta: il gol era importante, ma anche collaborare con la squadra.

La Lazio di oggi? La seguo, ovviamente guardo le partite; è evidente la difficoltà nel riuscire a finalizzare. Guardando un po’ tutto il campionato però è un problema generale, la stessa Juventus o il Milan lo hanno. Castellanos non era un bomber ma aveva qualità, Guendouzi era uno dei migliori del campionato secondo me: la Lazio è in difficoltà, l’augurio è che le cose si sistemino. Con Sarri probabilmente io un po’ di fatica l’avrei fatta (sorride, ndr), le migliori stagioni le ho fatto quando avevo libertà di movimento, con lui i ruoli sono ben definiti. Cero è che parliamo di un allenatore che ha raggiunto traguardi importantissimi ed è un piacere vedere le sue squadre. Zaccagni per me è uno dei migliori della Serie A, questo per dire che la Lazio ha giocatori importanti.

Mi farebbe moltissimo piacere tornare all’Olimpico, ma in questo momento organizzare spostamenti è difficile. Vedere il derby sarebbe il top, ma qualsiasi partita andrebbe bene”.

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‘SVB’ – Protti: “Nel primo derby gambe bloccate per 20 minuti. Lazio assolutamente competitiva” – (AUDIO)

L’ex giocatore di Lazio e Napoli, Igor Protti, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’ per anticipare i contenuti del derby, parlando anche di come sia cambiato il calcio rispetto a quando lui era in campo..

“Una partita straordinaria, la cosa più difficili da spiegare sono le sensazioni in campo. Il primo finì 0-0 nel’andata del 1996, avevo le gambe bloccate nel primo quarto d’oro. Nel ritorno entrai al 72’ e segnai al 90’ dopo aver sostituito Signori. Omaggiai con il trenino anche la città di Bari cui ero legato. L’esultanza venne usata anche l’anno dopo dal club come immagine della campagna abbonamenti”.

“Nel 1978 a 11 anni c’erano i Mondiali in Argentina. Io volevo il Tango, già innamorato del calcio, andai da papà per chiedermi di comprarlo. Papà acconsentì ma mi chiese di andare con lui in cantiere a lavorare. Andai e imparare a manovrare la gru o a portare il cemento. Alla fine della settimana capii che none era giusto che mio padre lavorasse sette giorni per regalarmi un pallone”.

“Il calcio sta cambiando. Nel calcio, mio amore per l’intera vita, ho difficoltà a ritrovarmi. Gli stessi tifosi sono spiazzati, non sai quale giorno deve di dedicare anche se alla fine vedo gli stadi pieni. Per il momento il sistema cresce, non so se alla lunga si corra il rischio di un atteggiamento asettico verso la maglia. Il calcio potrebbe diventare più uno sport individuale, molti calciatori rappresentano delle ditte individuali”.

“La Lazio è una piacevolissima sorpresa, aspettavo una partenza più complicata perché Baroni era alla prima occasione in una piazza così importante. Insieme alla Fiorentina è la sorpresa maggiore. Il derby prescinde dalla classifica, si gioca soprattutto a livello emotivo. La Lazio mi sembra una formazione molto competitiva. In avanti, anche senza il bomber da 25 gol,  Isaksen, Castellanos e Zaccagni sono giocatori importanti e in mezzo al campo ci sono tutte le qualità che servono. Lo stesso dicasi in difesa dove Marusic resta una garanzia”.