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RASSEGNA STAMPA

Lazio, il derby per l’orgoglio: il discorso della squadra a Sarri

Sono stati i giocatori a chiamare il tecnico e a dirgli che lo vogliono al loro fianco.

Sarri ci sarà. Va pure contro i suoi ideali. Se il «non mi presento al derby qualora giocassimo domenica» lo avesse detto qualsiasi altro allenatore staremmo qui a parlare solamente di una provocazione. Ma siccome lo ha spiattellato in tv Mau, che non sembra essere uno che faccia tanti passi indietro nella vita, allora la minaccia che il tecnico della Lazio non si sedesse in panchina domani all’ora dell’aperitivo più che del pranzo (e con 30 ore in meno di recupero rispetto a lunedì sera) nella gara contro la Roma c’è stato. Non avrebbe rischiato nulla, sotto il profilo disciplinare il Comandante, evidenzia Il Messaggero, qualora la società avesse appoggiato questa scelta. Quindi siamo sicuri che ci abbia pensato davvero a lasciare spazio al vice, Ianni, così come successo nella finale di Coppa Italia. E vabbè che in quel caso era squalificato, però ne ha viste così tante nella sua carriera che una stracittadina in meno non gli avrebbe cambiato nulla.

Percependo questo rischio, si legge, si è mossa la squadra. Sono stati i giocatori a chiamare il tecnico e a dirgli che lo vogliono al loro fianco nell’ultima partita che vale solamente per l’orgoglio. Una Lazio nona in classifica che spera di arrivare ottava per evitarsi il primo turno di Coppa Italia non ci pare possa essere una grandissima motivazione. L’unica cosa che rimane è quella di giocarsi il match contro la Roma per cercare di dare mezza soddisfazione a quei tifosi che protestano praticamente dall’inizio dell’anno solare.

Il senso del discorso del gruppo biancoceleste, conclude il quotidiano, è stato questo: potrebbe essere il tuo l’ultimo derby, abbiamo una sola gara da giocare (quella col Pisa sarà una passerella, ndc) e noi abbiamo bisogno di Sarri che ci guidi in panchina. Insomma, alla fine, domani, Mau sarà al fianco della sua truppa. Un gruppo che, come lo stesso tecnico ha confermato, è cresciuto parecchio nel corso di questa annata per tutte le vicissitudini vissute. Si è coeso, si è cementato a difesa dei colori e dello stemma. Ha cercato di regalarsi e regalare gioie. Ha giocato una finale di coppa inaspettata (qualcuno ci credeva?) e ha lottato contro tutto e tutti. Insieme, quindi, nell’ultima battaglia. Solo per l’orgoglio.

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‘SVB’ – Bucciantini: “Da ammirare l’orgoglio della Lazio che combatte controvento. Stagione ingiusta per Sarri e l’ambiente” (AUDIO)

MARCO BUCCIANTINI in collegamento a ‘SVB’

“Lazio è lontana dai fuochi, questo è il dispiacere; naviga in un mare calmo, senza obiettivi. Per come è nata la stagione e poi come è andata avanti, pensando pure a gennaio, per me era più facile essere sotto che sopra in classifica. È quasi scontato essere lontani dal Como.

Da esterno, io sono perfino ammirato dall’orgoglio che sta manifestando tutto il gruppo di lavoro, parlo di Sarri e dei ragazzi. Si vede che si combatte controvento, per amor proprio. Ora c’è da capire chi ha agitato il vento. La Lazio non combatte solo con gli avversari della domenica, ma anche con la distanza societaria. Sono ammirato da quello che sta facendo la squadra perché la vedo muoversi nelle difficoltà indotte.

In questo momento tutti sono protettivi nei confronti della Lazio e paradossalmente anche il tifo è protettivo; è in atto una protesta forte, che si può condividere o meno, ma dettata dalla protezione. Scioperano anche gli abbonati, quindi chi ha già speso. È uno sciopero particolare, da cui arriva un messaggio forte. Il tifoso ha distinto bene le colpe.

Con Rovella e Guendouzi ogni squadra avrebbe un senso. Poi Zaccagni non è in forma. A tratti la Lazio ha giocato senza centrocampisti, poi ha avuto problemi con i difensori. Sarri, come tutto l’ambiente, ha vissuto una stagione ingiusta. Stupisce, e allo stesso tempo piace, vederlo così serio nonostante tutto. Il suo futuro si deciderà in base a quello che accadrà negli ultimi mesi”.

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‘QUELLI CHE…’ – Protti: “Lotto con tutte le forze. La Lazio è stata un onore. Con Sarri avrei fatto fatica a giocare…” (AUDIO)

IGOR PROTTI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Si vive alla giornata, si naviga a vista. Vengo da sette mesi di cure; la malattia mi è stata scoperta a fine maggio e i primi di luglio sono stato operato per poter partire poi con le cure. Fino a qualche settimana fa mi avevano dato qualche risultato buono, purtroppo l’ho scoperto tardi, e la settimana scorsa si sono ripresentate le metastasi, quindi domani avrò nuove visite per capire come ripartire, con quali cure. Alcuni giorni sto benino, sono giornate dure dal punto di vista fisico e mentale ma finché ci siamo lottiamo. So che dipende da me, dai medici ma che ci sono anche cose che dipendono da altro. Spero possa andare tutto bene, che nel mio caso sarebbe almeno cronicizzare la malattia per un po’ di tempo. Guarire è un’utopia assoluta.

Vivo vicino a Livorno, ma in tutte le città in cui sono stato mi sono legato. Le mie città sono tutte quelle in cui ho giocato, sono rimasto anche legato a tutte le maglie che ho indossato.

Sono sttao scelto dalla Lazio e con grande onore e orgoglio ho vestito la maglia biancoceleste. Poi c’è un qualcosa di speciale che conoscete bene a Roma: quella partita di cui i tutti ti parlano appena arrivi. Quello ti dà una sensazione di senso di appartenenza perché sai che la gente aspetta tutto l’anno quella partita, che determina lo stato d’animo per giorni. Io ho avuto la fortuna di fare questo gol che mi ha aiutato ad entrare delle simpatie dei tifosi, nonostante i primi mesi avessi avuto qualche difficoltà di adattamento al gioco di Zeman, poi con Zoff è cambiato tutto.

Signori? Rapporto bellissimo. Appena sono arrivato a Roma Beppe si è messo a disposizione, mi ha aiutato a farmi ambientare. Ancora oggi abbiamo un bel rapporto, ci sentiamo. Lottavamo per la classifica cannonieri ma non c’è stata rivalità, abbiamo avuto un rapporto splendido. Io sempre ho avuto questi rapporti con i miei compagni, nonostante dicano che gli attaccanti siano egoisti. La mia carriera l’ho iniziata da centrocampista, quindi mi sono sempre messo a disposizione e quell’idea l’ho mantenuta: il gol era importante, ma anche collaborare con la squadra.

La Lazio di oggi? La seguo, ovviamente guardo le partite; è evidente la difficoltà nel riuscire a finalizzare. Guardando un po’ tutto il campionato però è un problema generale, la stessa Juventus o il Milan lo hanno. Castellanos non era un bomber ma aveva qualità, Guendouzi era uno dei migliori del campionato secondo me: la Lazio è in difficoltà, l’augurio è che le cose si sistemino. Con Sarri probabilmente io un po’ di fatica l’avrei fatta (sorride, ndr), le migliori stagioni le ho fatto quando avevo libertà di movimento, con lui i ruoli sono ben definiti. Cero è che parliamo di un allenatore che ha raggiunto traguardi importantissimi ed è un piacere vedere le sue squadre. Zaccagni per me è uno dei migliori della Serie A, questo per dire che la Lazio ha giocatori importanti.

Mi farebbe moltissimo piacere tornare all’Olimpico, ma in questo momento organizzare spostamenti è difficile. Vedere il derby sarebbe il top, ma qualsiasi partita andrebbe bene”.

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‘SVB’ – Poli: “Un grande orgoglio far parte dei 126 anni di storia della Lazio, tifosi straordinari. Ora fiducia in Sarri…”(AUDIO)

Fabio Poli in collegamento a ‘SVB’

“Essere sempre ricordato dai tifosi della Lazio fa un grande effetto, che dura da 40 anni: vedo un legame, una cordialità e una gratitudine da parte loro impressionante. La Lazio ha sofferto tanto ma si è sempre rialzata e ha combattuto, con al seguito tifosi meravigliosi. Un mese e mezzo fa ne ho conosciuto uno che ha pianto vedendomi, questo per farvi capire come il tifoso della Lazio possa ricordarsi. Sono orgogliosissimo di far parte della storia della Lazio. Il tifoso è attaccato in maniera incredibile, ti fa rimanere a bocca aperta per quello che fa: nessuno può immaginare cosa sia in grado di fare e cosa abbia fatto per me. Tifoso particolare e bello da amare, per come è legato alla maglia, ai ricordi e a dei personaggi che hanno fatto qualcosa per loro; è un orgoglio essere amato da questi tifosi.

L’importanza del gol non l’abbiamo compresa subito, stavamo vivendo un momento complicato; quella settimana l’abbiamo vissuta male, poi nel tempo tutti ci siamo resi conto che veramente avevamo fatto qualcosa che per il tifoso della Lazio era straordinario. In questi 40 ci siamo resi conto che abbiamo fatto qualcosa di bello. E nel tempo, vedendo anche i giocatori straordinari che sono passati alla Lazio, abbiamo capito che abbiamo dati ai tifosi la possibilità di vederli a Roma quei calciatori lì.

La Lazio attuale? Non conosco i giocatori arrivati ora dal mercato, mi dispiace per i due importanti che sono andati via perché li reputo molto bravi (Castellanos e Guendouzi, ndr). Ho fiducia in Sarri, credo abbia le qualità per far giocare la squadra e dare delle motivazioni. Per le situazioni che ci sono state credo che la Lazio ora possa essere contenta, poi se il mercato è stato importante lo vedremo e diremo più avanti. Servirebbe una società evoluta, un po’ più seria, questo al momento sta mancando.Dobbiamo capire Lotito quanto amore mette dentro questa società, bisogna capire le sue priorità

Come mai i tifosi ricordano con grande affetto la mia Lazio? Perché in quegli anni c’è la rinascita, la speranza, è per questo che siamo amati più di coloro che hanno vinto e di questo ne sono felice perché significa che qualcosa abbiamo fatto”.