Categorie
SERIE A

Roma-Lazio, probabili formazioni

Roma-Lazio, match valido per la 37ª giornata di Serie A 2025/26, si giocherà allo stadio Olimpico di Roma, lunedì 18 maggio ore 20.45. La Roma ha vinto tre delle ultime quattro partite (1N) contro la Lazio, considerando tutte le competizioni: tanti successi quanti ne aveva ottenuti nelle precedenti 13 sfide (4N, 6P). Inoltre, in questo parziale, i giallorossi hanno subito soltanto un gol (nell’1-1 del 13 aprile 2025) tenendo la porta inviolata nelle altre tre occasioni.

Probabili formazioni

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Celik, Cristante, Pisilli, Wesley; Soulè, Dybala; Malen. All. Gasperini

Squalificati: Nessuno

Indisponibili: Ferguson, El Shaarawy

LAZIO (4-3-3): Furlanetto; Marusic, Gila, Provstgaard, Tavares; Basic, Rovella, Taylor; Isaksen, Dia, Noslin. All. Sarri

Squalificati: Romagnoli

Indisponibili: Provedel, Zaccagni

Categorie
DICHIARAZIONI

Derby alle 12,30, Gasperini dopo la protesta di Sarri: “Non ci sono altri orari possibili, vedrete che Maurizio ci sarà…”

All’indomani della vittoria della Lazio a Cremona, riecheggia ancora l’accusa di Maurizio Sarri verso la Lega Calcio in riferimento alla questione calendari e all’orario del derby che andrà in scena alla penultima giornata di campionato. Tema ripreso anche dal tecnico della Roma, Gasperini, dopo il posticipo dell’Olimpico con la Fiorentina:

Derby alle 12,30? Magari piove, non farà caldo… Il problema è che non ci sono altri orari, nessuno è felice di quell’orario, ma mi hanno spiegato che di sera non si può giocare, di lunedì alle 18 è ancora peggio, poi c’è la contemporaneità… Vedrete che alla fine Sarri ci viene“.

Categorie
ESCLUSIVE

‘NMM’ – Gregucci: “Lazio, alcuni atteggiamenti ancora fatali. Tornare alla doppia punta per sopperire alla mancanza…” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI in collegamento a ‘NMM’

“La Lazio ha perso il derby uscendo dal campo con la consapevolezza che la Roma non è superiore, è alla portata. Poi, però, mi chiedo quale è la nostra portata. Il problema è aver sbagliato per l’ennesima volta i comportamenti e gli atteggiamenti nella gara. Lo scenario davanti a noi è preoccupante, soprattutto per motivi disciplinari.

A livello tecnico, quello che noto è che la Lazio non ha capacità di riempire l’area. Questo anche nei momenti in cui la squadra riesce a sviluppare bene la manovra. Non ci sono assaltatori, è un discorso anche di caratteristiche. Per questo, se fossi stato Sarri, dopo l’infortunio di Rovella, avrei proposto l’aggiunta di Castellanos a Dia. La doppia punta per sopprerire alla mancanza di giocatori che da dietro riempiono l’area di rigore. Farlo tra il primo ed il secondo tempo sarebbe stata una forzatura, ma gli ultimi 20′ me la sarei giocata così. Anche perchè non ho mai visto una Roma forte e determinata.

Portare indietro Nuno Tavares non è una cosa buona. Quello che prima era la nostra forza, oggi è diventata la nostra debolezza. Quando si disimpegna in costruzione con Tavares il rischio è forte”.

Categorie
SERIE A

Lazio-Roma, le probabili formazioni

Lazio – Roma è senza dubbio la gara più attesa della quarta giornata di campionato. I derby hanno sempre il loro fascino, in particolare quello della Capitale. Storia, rivalità, passione un mix di emozioni incredibili che i 60mila presenti all’Olimpico non vedono l’ora di vivere.

Lazio – Roma, il momento delle due squadre

Un avvio in salita per la Lazio che ha alternato, finora, risultati positivi a altri negativi. Due sconfitte in trasferta con Como e Sassuolo, nel mezzo la vittoria col Verona in casa. I biancocelesti sono a caccia di punti, vogliono risalire la classifica che al momento li vede dodicesimi a -4 dal quarto posto. In dubbio Rovella, Vecino non si sente ancora al meglio e ancora out Patric e Lazzari.

La Roma ha avuto un inizio sprint con due successi consecutivi contro Bologna e Pisa, poi il ko contro il Torino che ha rallentato la corsa. I giallorossi scenderanno in campo con l’obiettivo di riscattarsi e conquistare punti che gli consentono di riprendere il cammino verso i primi posti. Dubbi per Gasperini che valuterà le condizioni di Wesley e HermosoNon ci sarà invece, Dybala.

azio – Roma, le probabili formazioni

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Nuno Tavares; Guendouzi, Cataldi, Dele-Bashiru; Pedro, Castellanos, Zaccagni. All. Sarri.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; Wesley, Cristante, Koné, Angelino; Soulé, El Aynaoui; Ferguson All. Gasperini.

Categorie
DICHIARAZIONI

Derby, Gasperini: “Lazio ottima squadra con un ottimo allenatore. Wesley ed Hermoso…”

Il tecnico giallorosso Gian Piero Gasperini in conferenza stampa ha presentato la stracittadina in programma domani alle 12.30:

Wesley ed Hermoso – “Non sappiamo ancora oggi se saranno disponibili, Wesley ha avuto una gastroenterite, sembrava sulla via di guarigione ma ha avuto una ricaduta. Non ci sono indicazioni positive nemmeno per Hermoso, vediamo oggi”

Emozioni – “Il derby di Roma è famoso in tutto il mondo, soprattutto per lo spettacolo del pubblico, per le coreografiche, per il pubblico, è una partita diversa al di là della classifica e del campionato. È una rivalità cittadina in campo che rende tutto più bello e attento e con molta più tensione”.

Vincere o pareggiare – “I derby che restano sono quelli che vinci, quelli che pareggi non li ricordi e quelli che perdi li dimentichi subito. Giocare alle 4ª giornata? È vero che è presto però è una parte iniziale della stagione dove forse le squadre sono rivolte più a pensare di costruirsi anziché migliorarsi. Il calendario ha detto questo, questa partita alza subito l’attenzione sul campionato. La Lazio è un’ottima squadra con un ottimo allenatore che ha fatto bene in tutte le piazze, non ha fatto mercato ed è rimasta la squadra dell’anno scorso che, tolti gli ultimi due mesi, aveva raggiunto risultati molto buoni, ho rispetto del valore di questa squadra e di alcuni giocatori. È una partita di livello”.

La Roma è la sfida più entusiasmante della sua carriera? – “In questo momento penso al presente, è una sfida, una bella sfida dove cerco di portare quella che è l’esperienza della mia carriera. Sono motivato a intraprendere questa strada a Roma, sono molto convinto della bontà della scelta di venire qui ma devo guardare al presente e ottenere il massimo di quello che abbiamo in questo momento. Probabilmente, dovrò uscire dalla mia zona di comfort che era quella di essere abituato a fare un certo tipo di calcio con un certo tipo di rose, ma magari è un’ulteriore sfida. Dovrò recuperare altre situazioni, pur mantenendo i miei principi di avere una squadra che ottenga risultati attraverso il gioco e lo scontro sportivo che richiede una partita di calcio”.

Sarri – “Ci conosciamo da anni, l’ho incontrato forse in C nel 2003-2004 la prima volta. Ha fatto una carriera facendo gavetta con squadre inferiori e ora le sue squadre giocano a calcio. Anche io sono partito dalle giovanili, la nostra carriera è stata costruita nel tempo attraverso i risultati”.

Cosa occorre in queste sfide – “Devi essere micidiale negli episodi, devi avere grande attenzione e concentrazione, pathos, cuore. Sono cose che abbiamo noi e gli avversari, devi essere bravo nel portare gli episodi dalla tua parte ed essere molto preciso quando hai situazioni a favore, ma questo contraddistingue tutte le partite dove c’è grande equilibrio. Sono le situazioni fondamentali che cambiano il risultato da una parte e dell’altra, al di là delle situazioni tattiche”.

Dovbyk – “Domenica scorsa non è entrato perché c’era un’altra situazione, posso dire che non abbiamo fatto peggio del Torino, abbiamo perso il match non giocando una buona gara subendo un tiro in porta. Non l’abbiamo preparata benissimo, ci sono stati i nazionali, abbiamo fatto una partita sottotono. Due partite vinte e una persa, stop. Devo guardare lo sviluppo della squadra, Dovbyk, Pellegrini e Baldanzi dovevano andare via durante il mercato e sono rimasti e ora devo recuperarli. Dovbyk deve fare molto bene, Pellegrini deve fare benissimo, Baldanzi deve fare bene. Adesso il mercato è chiuso, ci sono 22-23 giocatori e bisogna tirare fuori il meglio nelle prossime partite. Mi dispiace che ci siano partite dopo giochi sottotono, domani voglio vedere una squadra che sul piano del gioco, della corsa, faccia qualcosa di superiore rispetto all’ultima partita”.

Tsimikas e Pellegrini – “Tsimikas ha iniziato a inserirsi, ha iniziato a lavorare settimana scorsa con i compagni. Ora abbiamo un calendario fitto di impegni e giocherà, tempo di conoscersi e magari potrebbe giocare anche domani non lo so. Non dovete aver dubbi, prima o poi gioca, poi saranno le prestazioni a decidere. La condizione di Pellegrini? Allora, per me è un giocatore forte, potenzialmente molto forte. Vale un po’ il discorso di Dybala, poi ci sono le prestazioni. È fuori da mesi, questa partita va un po’ oltre, si sta allenando da tanto, ha fatto delle partitelle, poi quando è il momento di giocare non lo so, forse anche domani ma non lo so, quanto dura non lo so. Mi aspetto che diventi un giocatore di alto livello perché ha le potenzialità, se lo è stato a tratti anni indietro non lo so, ma è un giocatore da Nazionale, anzi Gattuso lo aspetta pure però c’è bisogno di altre prestazioni. Ha 29 anni, perché non deve correre e fare tutto? Può farlo, un po’ più avanzato è più forte. Domenica scorsa ha giocato El Aynaoui lì, ci può giocare Pellegrini, Pisilli e Cristante lì dove ha fatto diverso gol all’Atalanta. Pellegrini lo recupero da solo e va bene per la società, però se ormai è inviso alla piazza non lo posso fare, così come se è inviso alla società. Se lo devo recuperare è perché ci serve, altrimenti diventa un problema e vado su un altro giocatore. In questo momento devo recuperare tutti, quelli meno e quelli più considerati. Dove ho bisogno, giocano”.

Troppi infortuni – “Chiunque gioca deve esprimere il meglio, sono partite di grande attesa da parte della tifoseria. Dispiace che ci siano infortuni perché toglie qualcosa alla partita, però poi si gioca 11 contro 11 e chi va in campo farà bene”.

Sui possibili cambiamenti – “Dall’inizio della carriera mi hanno detto tante cose se giochi in Serie C o in Serie A o in Champions League devi cambiare i principi. Devo tener conto di alcune cose, Pellegrini non è un attaccante, Baldanzi è un trequartista, come attaccanti abbiamo Dybala e Bailey che sono fuori. Non sono convinto che abbiamo fatto così male, ora per una partita stiamo cancellando i due mesi precedenti fino a sabato scorso erano diversi i commenti. I miei principi non sono modificabili, ma devo tener conto delle caratteristiche dei giocatori, altrimenti dovrei snaturarmi e non voglio farlo e forse è andata bene così”.

Non era mai partito così male con 2 gol in 3 partite ai tempi dell’Atalanta – “Non parlerei di sfortuna. La fase offensiva, come quella difensiva, va fatta da tutti. Se hai una buona fase offensiva, metti in condizione gli attaccanti di fare più gol, così come è importante la fase difensiva. Se ti manca qualche gol, devi trovare delle soluzioni e dei miglioramenti in tutta la squadra, devi disimpegnare meglio e offrire agli attaccanti situazioni migliori, altrimenti sarebbe troppo facile. Evidentemente, sotto quell’aspetto, per quello che abbiamo visto, abbiamo fatto cose buone ma dobbiamo fare ancora meglio. Altrimenti è troppo facile dare la colpa a uno o quell’altro”.

El Aynaoui con Koné oppure alternativa – “Ha giocato avanzato con il Torino ed è un ruolo più facile, può fare tutti i ruoli del centrocampo, può giocare assolutamente in tutti i ruoli”.

Orario del derby – “Il problema di giocare alle 12:30 è dovuto alle temperature e riguarda tutte e due le squadre, vale per entrambi. Come ho detto domenica scorsa, giocare con queste temperature è una grande difficoltà per i giocatori”.

Soulé dietro le punte “È stato provato lì in allenamento, ma ci vuole tempo. Sta facendo bene, l’anno scorso giocava spesso come quinto, quest’anno gioca più offensivo ed è anche abbastanza prolifico. Non ci vedo grandi problemi, poi dietro le due punte devo verificare. El Shaarawy è entrato con il Torino, a parte quelli che abbiamo detto prima (Wesley ed Hermoso, ndr), stanno tutti bene”.

Categorie
ESCLUSIVE

‘NMM’ – Gregucci: “Lazio, Guendo ha capito tutto del derby. Umori e autostima passano da questa gara” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI in collegamento a ‘NMM’

“Leggendo le parole di Guendouzi mi viene da dire che ha capito tutto del derby e dell’ambiente in cui gioca. Il francese qualche derby in giro per il mondo l’ha giocato. In questo modo nobilità l’importanza di una gara che condiziona buona parte della stagione. Gli umori e le condizioni psicologiche di questa annata passano da domenica. Non arrivano bene entrambe le squadre. Bisogna serrare le fila, restare in silenzio per prepare al massimo una gara che pesa molto. Vincere contro la Roma vorrebbe dire ripartire con una forma di autostima importante che permetterebbero alla squadra di Sarri di accodarsi anche alle loro ambizioni.

Sappiamo come giocherà la Lazio, un po’ meno come deciderà di schierare il suo tirdente Gasperini. Nel modo di Sarri di interpretare la gara poco cambierà, mentre il tecnico della Roma ha una varietà maggiore di piano partita”.

Categorie
AVVERSARIO

Roma, Gasperini al primo derby: “Bello sfidare Sarri, Lazio con concetti chiari”

“È una partita importante, particolare, alcuni dicono giustamente che è una partita a sé, per quello che si porta dietro nelle settimane successive, in città c’è questa grande rivalità”. Quello di domenica alle 12.30 sarà il primo derby della Capitale per Gian Piero Gasperini, allenatore della Roma che ne ha parlato a Dazn: “Quello che mi auguro è che sia un derby sì combattuto, dove tutti cercheranno di fare il massimo, ma rispetto agli ultimi derby che ci sia un po’ più serenità fuori, prima e dopo le partite. Che prevalga lo sfottò ma che non si sfoci nei termini della violenza, è qualcosa che uccide il calcio”.

Sfiderà nuovamente Maurizio Sarri.
“Sarà bello incontrarci in questo derby di Roma, noi che ci affrontiamo da tanti anni, sempre con grande rispetto reciproco, sempre con la consapevolezza di incontrare un avversario difficile, una squadra organizzata, una squadra con dei concetti chiari. Mi auguro che venga fuori una partita molto bella per il pubblico, che possa onorare i concetti di entrambi degli allenatori”.

Che giudizio dà di questo avvio della squadra?
“Sono molto contento di come tutti hanno lavorato in questi primi due mesi, è stato importante stabilire un contatto efficace subito. Per me è sempre stato così, i risultati te li costruisci strada facendo. Inizialmente è difficile mettere degli obiettivi, man mano che metterai partite e capirai quanto miglioriamo noi e quanto sono forti gli avversari potrai avere idee più chiare”.

Prova a portare anche in giallorosso il suo stile di gioco.
“Questa è la mia carriera. È stato così quando ho iniziato nel Crotone, a Genova, Bergamo, ovunque sono stato. I concetti che mi hanno permesso di arrivare fino a questo punto e quindi sono quelli che cercherò di proporre alla Roma anche se ovviamente il calcio va avanti, si aggiorna e bisogna essere sempre attenti a ogni piccolo cambiamento, attenti agli avversari, attenti alle caratteristiche dei propri allenatori”.

Categorie
APPROFONDIMENTI

La nuova frontiera del Derby, Sarri vs Gasp: due filosofie opposte per una rivalità lunga 20 anni

Per la prima volta Sarri e Gasperini si sfidano da allenatori delle due squadre della Capitale. Se per Sarri si tratta di un ritorno sulla panchina della Lazio, per Gasperini è invece un debutto assoluto sulla sponda giallorossa che arriva appena alla quarta gara ufficiale. Due figure simbolo della panchina italiana, con percorsi professionali molto diversi ma entrambi impreziositi da un trionfo in Europa League.

Gian Piero Gasperini è il tecnico con più panchine in Serie A Enilive tra gli allenatori in attività (602, sesto di sempre), frutto di un percorso da istruttore iniziato nelle giovanili della Juventus dopo una carriera da calciatore tra Serie B e una breve parentesi in A col Pescara. La sua ascesa è fulminea e in pochi anni passa dal Crotone al Genoa, con cui nel 2007 conquista la promozione in A, categoria in cui resterà protagonista per ben 19 stagioni.

Nonostante il solo anno di differenza che lo divide dal tecnico della Roma, Maurizio Sarri vanta meno della metà delle panchine in Serie A (297), segno di un percorso di vita e professionale diverso. Avvicinatosi al mestiere senza un passato da calciatore, ha impiegato vent’anni tra dilettanti e categorie inferiori prima di arrivare nella massima divisione nel 2014 con l’Empoli. Una parabola molto diversa culminata con l’esperienza al Napoli, lo Scudetto alla Juventus, oltre al trionfo europeo con i Blues.

Una rivalità lunga vent’anni

Il primo incrocio risale al 29ottobre del 2005 in Serie BCrotone-Pescara 0-0. In cadetteria si affrontano tre volte – due pareggi e un successo per il Gasp – prima di ritrovarsi in Serie A nel 2014 (Genoa-Empoli 1-1) dopo un buco di sette anni. Da allora i duelli sono stati numerosi: 21 in totale, con un bilancio in grande equilibrio – 6 vittorie per Gasperini, 7 per Sarri e 8 pareggi.

Tra le sfide più iconiche spiccano il 2-0 dell’Atalanta sul Napoli al San Paolo nel 2017 firmato da una doppietta di Caldara, o il 3-1 in rimonta della Juventus a Bergamo con doppietta di Higuaín e sigillo di Dybala. Gli ultimi precedenti risalgono alla stagione 2023/24: all’Olimpico la decide Vecino con una splendida acrobazia per il 3-2 finale per la Lazio, mentre al ritorno è l’Atalanta a imporsi 3-1 con la doppietta di De Ketelaere.

Filosofie opposte, impronta comune

Il bilancio numerico racconta equilibrio, ma sul piano tattico il confronto è stato sempre acceso. Da una parte il “Sarriball”, come ribattezzato dalla stampa in Inghilterra durante la sua avventura in Premier League, basato su gioco posizionale, triangolazioni, corse del terzo uomo e un 4-3-3 capace di creare superiorità con schemi ripetuti. Dall’altra l’approccio rivoluzionario di Gasperini, che ha riportato in auge difesa a tre e marcature a uomo a tutto campo, concetti che parevano fuori moda ma che lui ha trasformato in un manifesto moderno. L’uno contro uno a tutto campo, la capacità di coinvolgere tanti uomini nella fase offensiva e la pressione feroce e continua sono diventati marchi di fabbrica del suo calcio verticale e aggressivo, capace non solo di esaltare i giocatori ma anche di influenzare allenatori di primissimo piano in Europa.

Sarri è erede e perfezionatore dei principi di Michels, Sacchi e Guardiola, adattati con precisione scientifica alla realtà del calcio italiano corrente. Gasperini ha riscritto il vocabolario tattico della Serie A, trasformando nozioni date per superate in strumenti moderni di successo, replicati e reinterpretati a ogni livello del calcio europeo.

La nuova frontiera del Derby

Stavolta lo scenario è speciale: il Derby della Capitale, una rivalità eterna che aggiunge pathos e responsabilità. Lazio e Roma arrivano da una sconfitta – i biancocelesti col Sassuolo, i giallorossi col Torino – e non possono permettersi passi falsi. Sarri non vuole la terza battuta d’arresto in quattro giornate, Gasperini cerca il riscatto dopo il primo ko casalingo.

Nei derby romani Sarri vanta finora un bilancio positivo (4 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta) mentre Gasperini, invece, lega la sua esperienza nelle stracittadine soprattutto al periodo genovese, con 4 successi, 2 pari e 5 sconfitte contro la Sampdoria. 

Ora questo duello trova nel Derby della Capitale la sua cornice più epica: una rivalità eterna, scolpita nelle fondamenta di Roma, pronta ad aggiungere in caratteri latini i nomi dei due allenatori nella sua saga senza tempo.

Lega Serie A

Categorie
AVVERSARIO

Roma, Wesley non si allena: il motivo

Domenica alle ore 12:30 andrà in scena allo Stadio Olimpico l’attesissimo Derby della Capitale tra Lazio Roma, valido per la quarta giornata di Serie A. La squadra giallorossa sta continuando a lavorare al ‘Fulvio Bernardini’ di Trigoria e dall’allenamento odierno è arrivata una brutta notizia per Gian Piero Gasperini: come riportato dal giornalista de Il Tempo Filippo Biafora, Wesley non ha partecipato alla seduta a causa di problemi gastrointestinali.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Sarri, Gasperini ed un derby che fa subito paura: tecnici chiamati a replicare alle prime critiche

Da Champions e anche di più, per ora, ci sono solo i tifosi. Quelli giallorossi che, contro il Torino, hanno fatto registrare l’ennesimo sold out. Quelli biancocelesti che, dopo un estate di tormenti, hanno staccato trentamila abbonamenti e in seimila sono andati a vedere la partita con il Sassuolo. Se fosse per loro, il derby di domenica sarebbe davvero di altissimo profilo. Il grande entusiasmo del pubblico non ha invece contagiato le squadre, reduci da un turno di campionato che ha lasciato una scia di polemiche. Già, perché – dopo un promettente avvio – la Roma si è fatta infilare da un Toro ordinato e con alcune individualità di assoluto livello. […] In casa giallorossa non si è mai smesso di discutere su un reparto che può contare sul ventenne Ferguson e su un centravanti, Dovbyk, che i dirigenti hanno provato a cedere fino all’ultimo secondo.

E La Lazio? Nemmeno a parlarne. Le due sconfitte hanno rilanciato la discussione, dopo quel blocco di mercato che ha gelato i tifosi e le aspettative di Sarri. Fatto sta che, un copione già visto, proprio i due allenatori […] sono finiti al centro del dibattito. Gasperini per aver iniziato con Dybala e Soule, ma senza un centravanti di ruolo. “Ma come si fa?“, è stato il commento più garbato. Inutile provare a spiegare che con quell’assetto, magari discutibile, la Roma stava comunque pareggiando. E ha perso nella ripresa, quando è tornato alla prima punta, con i due trequartisti ai lati. Come dire: più che tattico, il problema è stato tecnico.

[…] Insomma, è singolare che proprio Gasperini e Sarri – fino a dieci giorni fa considerati il valore aggiunto – siano diventati il bersaglio delle critiche. Ma così va il mondo e così va il calcio. È in questo clima, già piuttosto infuocato, che Lazio e Roma dovranno gestire la settimana e presentarsi a quell’incontro ravvicinato che avrebbero volentieri evitato.
Non solo perché Gasperini non avrà Dybala e Sarri dovrà capire se potrà contare su Rovella, ma anche e soprattutto perché la paura di perdere rischierà di essere più forte della voglia di vincere. Che ha sempre ispirato i due allenatori: con il calcio spinto e dinamico del primo, quello più rotondo e ricamato del secondo. Due stili che hanno portato Gasperini a far diventare l’Atalanta una cliente fissa della Champions e padrona dell’Europa League. E Sarri a conquistare uno scudetto, sfiorarne altri e – anche lui – a mettere in bacheca una Europa League. Allenatori top di due tifoserie con numeri da Champions. Ecco perché, nonostante tutto, l’appuntamento è importante. […]

(gasport)