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DICHIARAZIONI

Napoli campione d’Italia: in una nota i complimenti di Lotito

Tramite una nota diffusa sul sito e sui social, arrivano le congratulazioni per lo scudetto del Napoli: “Il Presidente della S.S. Lazio, Senatore Claudio Lotito, si congratula con la S.S.C. Napoli e con il suo Presidente Aurelio De Laurentiis per aver raggiunto l’ambito traguardo con largo anticipo e con pieno merito”. Sslazio.it

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APPROFONDIMENTI

Levante: la RFEF gli assegna lo scudetto del 1937. La Figc cosa aspetta a fare altrettanto con la Lazio?

La Federazione spagnola ha assegnato il titolo Levante per il campionato vinto nel 1937.

Levante. Nel 1937 nonostante la guerra civile, nei territori spagnoli ancora non controllati dal regime franchista, si disputò ugualmente un campionato di calcio. La Copa de la España libre – come fu battezzato il torneo – venne vinta il 18 luglio 1937 dal Levante, ma il titolo non venne mai riconosciuto.

O almeno non fino a due giorni fa: sabato 25 marzo, dopo una lunga battaglia con la Federcalcio spagnola, il club di Valencia si è visto riconoscere ufficialmente quello che ad oggi è diventato il primo e unico titolo della sua storia.

In Italia la Lazio sta provando da anni a veder ripristinata la verità relativa al titolo di Campione d’Italia 1914-1915, ma senza risultati.

La Figc nonostante il parere positivo del famoso collegio dei saggi, è totalmente immobile e sorda di fronte alla caterva di prove inoppugnabili che mettono la Lazio sullo stesso piano del Genoa a cui lo scudetto del 1915 è stato ufficialmente assegnato. A questo punto le strade percorribili dovrebbero essere due: o revocare lo scudetto al Genoa e lasciarlo non assegnato, o dare l’ex aequo alla Lazio che all’interruzione di campionati a causa della guerra era nella stessa identica situazione del Genoa rispetto allo scudetto.

Gravina è evidentemente troppo impegnato ad ascoltare cori allo stadio…

Alessio Buzzanca

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DICHIARAZIONI

Moggi senza freni: “La Juve ruba? No, Lazio e Roma…”

Luciano Moggi, in qualità di piccolo azionista del club bianconero, è tornato a parlare all’assmblea degli azionisti. L’ex direttore generale, radiato per lo scandalo di Calciopoli del 2006, è stato accolto dagli applausi e non si è fatto mancare un passaggio sugli Scudetti di Lazio e Roma: “È un epiteto dato alla Juventus ‘Vince perché ruba’, ma non è vero. La Juventus ha vinto sempre sul campo e non ha mai rubato niente a nessuno. Anzi hanno rubato a noi a Perugia con il campo allagato anche l’anno dopo contro la Roma quando il presidente cambiò le regole in corso per far giocare Nakata a Torino che decise la partita con un gol”. 

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DICHIARAZIONI

D’Amico: “Milinkovic avrebbe giocato con noi del ’74”

Milinkovic, Mr. 100 milioni. Lotito chiede il massimo per il suo gioiello, nonostante le trattative per il rinnovo non siano neanche decollate. Sergej sta bene a Roma, non ha mai fatto – né verosimilmente farà – barricate per lasciare la Lazio. Gode della simpatia dei compagni, dell’affetto dei tifosi e soprattutto, della stima dei suoi colleghi. Vincenzo D’Amico, al Corriere dello Sport, lo ha elogiato. Sul Sergente ha detto: “Avrebbe giocato con noi del ’74, non so al posto di chi, ma avrebbe giocato”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Martini: “Chinaglia ci ha trascinato, la sofferenza per Maestrelli l’ha spinto negli USA” (AUDIO)

LUIGI MARTINI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Sul nuovo volume di ‘Lazialità’ ho scritto una lettera aperta in cui riemergono emozioni che ho vissuto da giovane. In vecchiaia di torna bambini, si mettono per iscritto delle emozioni sempre vive. C’è quella foto con Tommaso Maestrelli in cui facevamo braccio di ferro. Era un periodo in cui non stavamo bene, c’era sofferenza per lo stato di salute del mister. Giorgio (Chinaglia, ndr) voleva fuggire da questo dolore, la partenza per gli Stati Uniti non è stata raccontata nel modo giusto. Stava troppo male, me lo disse il giorno prima della sua partenza, era uno straccio. Dal punto di vista tecnico era bravo Giorgio, ma la sua vera qualità era trascinare tutti noi all’arrembaggio. Questo è il motivo del nostro scudetto, la carica che ci trasmetteva. Gli scontri che avevamo in allenamento erano veri, fortunatamente l’arbitro era Maestrelli che sapeva mediare. Era un nostro modo per caricarci alle gare. Spesso qualcuno di noi ha dovuto saltare le gare ufficiale perché aveva la caviglia gonfia. Ma quello era il nostro segreto. Noi mangiavamo in testa a tutti per queste componenti emotive

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RASSEGNA STAMPA

Con e senza Europa, le due facce della Lazio: con più riposo è media scudetto

Calcolatrice alla mano e i conti sul tavolo. Sarri analizza la sua Lazio dai due volti ed è arrivato alla conclusione: l’impegno europeo ha tolto tanti punti in campionato. Sono 8 le partite dopo l’Europa League e appena una vittoria (con la Salernitana in disarmo all’Olimpico), con due pareggi e ben cinque sconfitte. L’impegno del giovedì ha pesato tantissimo nella testa e nelle gambe dei giocatori. Media punti: 0,62 a partita. Al contrario invece, senza la Coppa, la squadra ha macinato punti a gran ritmo.

La Lazio senza coppe


Settimane libere, più riposo, più allenamenti. La Lazio senza Europa League ha risposto alla grande: 9 vittorie, 1 pari e solo 2 sconfitte (con Milan e Juventus) in 12 partite di campionato. Media punti di 2,1 punti a match. Il Milan primo in classifica con 63 punti in 29 giornate ha una media identica. Sarri senza partecipare alle coppe si sarebbe potuto ritrovare in corsa per il campionato, non solo per la Champions come indicato dalle proiezioni rilevate nel 2022 (dietro soltanto a Juve, Milan e Napoli con un bottino di 18 punti da gennaio). Le coppe non ci sono più e il tecnico cercherà di tirare fuori il meglio dai suoi giocatori in queste ultime partite di campionato.

Corrieredellosport.it