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‘9 GENNAIO’ – Moggi: “La Lazio sopravvive, il problema nasce dal avvicendamento Tare-Fabiani. Sarri? Fa anche troppo…” (AUDIO)

LUCIANO MOGGI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

Il problema di fondo per la Lazio è il cambiamento della società. C’è stato un cambiamento radicale, da quando è andato via Tare c’è meno sicurezza. Il fatto si ripercuote sulla squadra, c’è uno scollamento, malgrado Lotito sia un presidente che segue attentamente tutto quello che viene fatto. E’ mancato qualcosa di ciò che c’era prima, magari anche un pizzico di professionalità. La Lazio di oggi è con un grande presidente ma un po’ solo, anche in virtù delle distanze evidenti con Sarri.

Non so per quale motivo in passato fosse criticato il direttore sportivo Tare. Non sono in grado di sapere tutto, così come non sono in grado di giudicare l’operato di Fabiani. Se il presidente dice che tutto va bene e le cose sono state fatte bene non posso che adeguarmi. E’ chiaro che nell’ultima sessione di mercato c’è stata più attenzione per le uscite piuttosto che per le entrate.

Sarri? Secondo me fa anche troppo. Se ti vengono meno i giocatori migliori è tosta. La Lazio arranca, ma sopravvive. Non può fare i miracoli, sarebbe stato criticabile nel caso in cui la società avesse rinforzato la rosa. La sostanza è che c’è una ragione che spiega la mancanza di risultati. In poche parole, non può dare quello che potrebbe non per proprie responsabilità. Occhio, però, ai giocatori sconosciuti che arrivano. Poi il campo smentisce lo scetticismo”.

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Sarri: “Sento quotidianamente la fiducia della società, ora bisogna risalire in classifica. Moggi? Dovrei rispondere a un radiato…” (AUDIO)

Poco prima dell’inizio dell’allenamento pomeridiano a Formello, il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha parlato ai microfoni ufficiali della società, come riportato da LSC. Queste le sue parole: “Questa è stata la mia miglior Champions, è la verità, ci dispiace ma alla fine abbiamo perso contro una squadra forte con un miliardo di fatturato. Abbiamo due rammarichi, gli ultimi 10 minuti dell’andata e la palla-gol sullo 0-0. Alla fine è stato un percorso positivo, un bel viaggio ma ora c’è da concentrarsi su altre cose.

In questo momento bisogna pensare a risalire la classifica in campionato dato che abbiamo fatto meno di quanto potevamo, dobbiamo trovare le motivazioni giuste. La partita con l’Udinese è difficile, una gara dura contro una squadra fisica. Vorrei vedere le giuste motivazioni nella squadra. La fiducia della società la sento quotidianamente, non è che mi mancasse niente da questo punto di vista. Le dichiarazioni di Moggi mi mettono in difficoltà, perchè dovrei rispondere ad un radiato. L’ultimo scudetto alla Juve è sotto la mia gestione, e nella storia ultracentenaria della Juve l’unica retrocessione è sotto la sua gestione. I fatti sono questi”

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‘QDL’ – Moggi risponde a Sarri: “Quando vinci sei un fenomeno, se perdi è colpa di Lotito”

“Troppo facile infierire. Più difficile se chiedessi a Sarri il perché. Nel processo sportivo e penale non sono stati riscontrati reati da parte mia. Ma quando le cose non vanno, si criticano gli altri lasciando a casa la coscienza. Non ho mai detto che con lui la Juventus sarebbe retrocessa, ho parlato citando una tua dichiarazione nella quale affermava che i bianconeri fossero difficilmente allenabili. La Juve pensava di migliorare con lui, invece è peggiorata. Non mi utilizzasse come parafulmine, la verità è che quando vince è un fenomeno, quando perde è colpa di altri (Lotito). Avevo pronosticato che con gli addii di Milinkovic e Tare avrebbe faticato a confermare il secondo posto dell’anno scorso. Alla Juve davano più ascolto a Ronaldo che non a lui. Non so come vive la situazione Immobile, non so perché Ciro giochi poco. Io lui lo stimo, come stimo Lotito. Le decisioni del tecnico su di lui riguardano Sarri. Né me né mio figlio che è il procuratore del capitano della Lazio. Senza Tare si è perso carisma all’interno dello spogliatoio. E i giocatori aspettano le persone carismatiche”.

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Moggi senza freni: “La Juve ruba? No, Lazio e Roma…”

Luciano Moggi, in qualità di piccolo azionista del club bianconero, è tornato a parlare all’assmblea degli azionisti. L’ex direttore generale, radiato per lo scandalo di Calciopoli del 2006, è stato accolto dagli applausi e non si è fatto mancare un passaggio sugli Scudetti di Lazio e Roma: “È un epiteto dato alla Juventus ‘Vince perché ruba’, ma non è vero. La Juventus ha vinto sempre sul campo e non ha mai rubato niente a nessuno. Anzi hanno rubato a noi a Perugia con il campo allagato anche l’anno dopo contro la Roma quando il presidente cambiò le regole in corso per far giocare Nakata a Torino che decise la partita con un gol”. 

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Moggi, ag. Immobile: “Il più forte degli ultimi 20 anni”

Alessandro Moggi, procuratore di Ciro Immobile, ha parlato del suo assistito ai microfoni di Radio Marte: “Deve battere tutti i record e diventare leggenda. Quello che sta costruendo Ciro dimostra che sia l’attaccante italiano più importante degli ultimi 20 anni. Anche a livello internazionale è importante. Punta a vincere la classifica dei cannonieri per la quinta volta. Oltre ad essere un grandissimo attaccante è anche un grande uomo e vedrete che quest’anno sarà lì a lottare per vincere la classifica marcatori”.

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Immobile, furia agente: “Ciro ancora capocannoniere, ma nessuna rilevanza. Che vergogna!”

”È passata una settimana ma sembrano anni, nessuno se lo ricorda. È una vergogna”. A cosa si riferisce Marco Sommella, agente di Immobile insieme ad Alessandro Moggi? Alla poca rilevanza mediatica che ha ricevuto il capitano della Lazio, fresco vincitore del titolo di capocannoniere della Serie A: è la quarta volta che vince la classifica marcatori in Italia, è un record per un calciatore azzurro. “E invece ha avuto la stessa risonanza di una doppietta nell’amichevole del giovedì”, aggiunge Sommella in esclusiva a TuttoMercatoWeb.com.

Se lo spiega il motivo?
“Non me lo spiego, è una vergogna. Quando c’è da puntare il dito contro di lui sono tutti pronti a farlo, mentre quando c’è da sottolineare un fatto eclatante, che è oggettivo ed è sotto gli occhi di tutti, nessuno lo fa. Sembra che lo abbia fatto in un campionato d’Eccellenza, con tutto rispetto. Forse molte persone sono in malafede”. 

I numeri incredibili di Immobile non lo mettono a riparo da pesanti critiche: 
“Ciro è un ragazzo che andrebbe messo in una campana di vetro, è uno degli unici attaccanti veri che abbiamo. Proprio l’altro giorno chiedevo a dei miei amici di ricordarmi uno che può vantare i suoi numeri: non c’è. Le chiacchiere stanno a zero, i numeri resteranno per sempre. A Ciro gliel’ho detto che la grande maggioranza dei tifosi, non i laziali ovviamente, solo tra 7-8 anni si renderà conto di quello che ha fatto. Già è difficile vincere una volta la classifica marcatori di Serie A, figuriamoci quattro. Però molti vanno dietro a chi fa 3 gol in B o segna le prime volte in A”.

Quest’anno ha anche saltato tante partite, tra Covid e problemi fisici:
“Le assenze di quest’anno sono state tante. Se avesse giocato tutte le partite si sarebbe potuto giocare la Scarpa d’oro un’altra volta”.

Ha vinto la classifica in una stagione complicata, segnata dall’eliminazione dal Mondiale e da feroci critiche: 
“La cosa clamorosa è che quando l’Italia ha vinto l’Europeo il merito è stato dato a tutti tranne che a lui. Mentre quando ha perso il colpevole unico era Ciro. C’ero anche io a Palermo contro la Macedonia. Il responsabili della sconfitta non è solo Immobile, come qualcuno ha detto e scritto, ma anche Immobile, insieme al resto del gruppo. Lui non ha mai risposto alle polemiche ma ha fatto parlare solo il campo. Anche noi non abbiamo mai parlato ma adesso è il momento, perché Ciro sta ricevendo da anni un trattamento vergognoso. Segnare in tutte le categorie è difficile, ci vorrebbe la decenza nel riconoscere i meriti e la bravura di Immobile. Ma d’altronde siamo in un Paese che considerava bollito Ancelotti e credeva che allenasse ancora solo per farsi le vacanze. Invece con il Real ha dimostrato di essere tra gli allenatori più forti al mondo”. Tuttomercatoweb.com

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Si scrive Immobile, si legge Lazio. L’ag: “Resterà fino al termine della carriera”

In casa Lazio c’è un futuro tutto da scrivere. 11 partite al termine della stagione, poi un calciomercato che – verosimilmente – sarà una sorta di rivoluzione. Punti fermi? Pochi, ma fra questi, il più importante di tutti: Ciro Immobile. Alessandro Moggi (l’agente del bomber) ha svelato la scelta di vita del suo assistito, ai microfoni di Radio Marte: Resterà alla Lazio fino al termine della sua carriera. Il club ha fatto un gesto importantissimo legandosi a Ciro fino al 2026. Parliamo del più forte centravanti in Italia degli ultimi anni, numericamente ha fatto benissimo e ha vinto anche la Scarpa d’Oro”.