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DICHIARAZIONI

Lotito: “Grande rispetto per Cragnotti. Voglio tramandare i valori del club”

Il presidente della Lazio Claudio Lotito, dalla sala stampa di Formello, ha ricordato così lo Scudetto del 2000:

“Non esiste futuro senza passato. Manzini è emblematico, ha rinunciato a interessi personali per qualcosa che va sopra a tutto. La Lazio ti rapisce, ti coinvolge.

Questa è l’unica società insignita del titolo di ‘ente morale’ che porto avanti con orgoglio e responsabilità.

Nel calcio contano i risultati sportivi ed economici, ma visto il valore mediatico è giusto che ha il calcio è giusto che sia inclusione, rispetto delle regole, merito, capacità di aiutare l’altro. Noi lo dobbiamo fare nella vita dando stereotipi veri. Io voglio un calcio didascalico e moralizzatore.

Ho grande rispetto di Sergio Cragnotti e di quello che ha fatto, se sono qui è grazie a lui. E’ chiaro che quelli erano altri tempi e oggi ci sono regole più stringenti e portano ad avere comportamenti diversi.

Il tifoso è appassionato va premiato e tutelato, poi all’interno di questo ambiente ci sono delle persone che fanno del calcio un interesse. Io ho combattuto questo per riportare le regole, il rispetto, i valori. Questo per dire che non deve esserci la voglia di vincere a tutti i costi, ma per merito.

Non sempre abbiamo raccolto quanto meritato ma è un problema di tempo. Il mio compito al di là del ruolo di azionista è quello di tramandare i valori del club. Io spero che mio figlio potrà portare avanti tutto questo, non è una questione di famiglia ma semplicemente di tramandare valori importanti”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Champions? Juve padrona del proprio destino. Occhio al Bologna…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

«Roma? Il vero signore si vede nei momenti di difficoltà, non quando le cose vanno bene. Champions? La Juventus è padrona del proprio destino, con l’Udinese sembrerebbe più facile. La Lazio può sperare, ma i risultati anche in zona retrocessione non sono stati favorevoli per i biancocelesti.

La Lazio dovrà guardare la finale di Coppa Italia, che condizionerà anche quello che succederà in campionato, e lo scontro di domenica prossima tra Fiorentina e Bologna. Contro l’Inter sarà quasi impossibile, servirà tenere in vita la partita attraverso le onde radio. Bisognerà sperare che il Napoli possa andare facilmente in vantaggio contro il Parma, per far capire ai nerazzurri che il miracolo è possibile»

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FORMELLO

La Lazio tra passato e presente: Cragnotti-Lotito, ecco l’abbraccio a Formello (FT)

FORMELLO Sergio Cragnotti e Claudio Lotito, l’abbraccio all’interno del centro sportivo di Formello immortalato e divulgato dal club biancoceleste sui social. E’ andato in scena l’incontro, è ancora in corso, ha avviato le celebrazioni per i 25 anni dal secondo scudetto.

Per la prima volta il presidente di oggi ha accolto l’ex presidente a Formello. Oggi Sergio Cragnotti, per la prima volta dopo 22 anni, è tornato nella casa che lui stesso aveva acquisito e inaugurato nel 1997, quando la squadra biancoceleste mollò il campo di Tor di Quinto per trovare casa in via di Santa Cornelia, limitrofa alla Cassia Veientana. Oggi quasi certamente si commuoverà nel vedere un centro sportivo diventato ancor di più gioiello della Lazio e ristrutturato quasi completamente dall’attuale patron. Un passato glorioso di grandezza e successi si stringe al presente. Ecco l’immagine pubblicata dalla società con tanto di ‘Welcome back’

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AvantiLazio

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, pensa solo a dare il massimo a San Siro. Scelte di Inzaghi decisive” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“In casa Roma, in riferimento all’episodio contestato ieri da Ranieri a Bergamo, si sostiene che non doveva essere tolto dal Var un rigore che non c’era. Sono fantastici ed uniti in questo, malgrado i precedenti arbitrali di questa stagione che rischiano di condizionare corsa Champions e Scudetto. Anche loro, giustamente, stanno facendo i calcoli sulle prossime partite e sul calendario delle altre. Il loro ambiente, comunque resta positivo, in questo non gli si può dire nulla.

Le conseguenze di Atalanta-Roma? Credo che comunque nelle ultime due gare con Milan e Torino faccia sei punti. La Lazio è chiamata a fare una grandissima partita a San Siro, anche se purtroppo il pareggio del Genoa ha cambiato i piani di Inzaghi e la difficoltà della partita di domenica. L’Inter schiererà i titolari, siamo di fronte ad una gara chiaramente proibitiva sulla carta. Non sempre si possono ripetere situazioni come Inter-Roma. Sarà decisivo capire chi sceglierà di schierare Inzaghi, quanti titolari ci saranno“.

Chiaro che c’è il rischio di non c’entrare l’Europa anche pareggiando a Milano. Scenario beffardo, ma possibile. La Lazio dovrà solo pensare a dare il massimo, sono troppi i calcoli e gli incroci di questi ultimi 180′. Riguardano anche la finale di Coppa Italia per le motivazioni di Milan e Bologna, ma anche la corsa salvezza e l’ultima della Juve a Venezia”

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Cragnotti-Lotito: abbraccio storico a Formello

Lotito è un pragmatico, uomo di sostanza e di durezze gestionali, ventuno anni di presidenza usando “il passo di montagna” e limitando i rischi con parsimonia. Cragnotti era un genio creativo, partorì l’intuizione di portare la Lazio in Borsa e farla diventare una società per azioni: era un vulcano di idee, alla ricerca di partnership per favorire lo sviluppo commerciale del club entrato nella holding Cirio incontrò persino Murdoch. Lo scudetto, a chiusura del ciclo triennale di Eriksson che si sarebbe concluso con un’altra Supercoppa italiana nel settembre Duemila, e l’improvviso sgonfiarsi delle valutazioni di mercato (Nesta venne ceduto al Milan per 30 milioni e non 100 come aveva promesso la Juve pochi mesi prima) lo obbligarono agli aumenti di capitali per mantenere in equilibrio il bilancio, ma se non fosse venuto meno l’appoggio di Geronzi e dalla banca non se ne sarebbe mai andato.

Lazio, Cragnotti torna a Formello

La crisi deflagrò tra novembre e dicembre 2002 per il default della controllante Cirio, la Lazio aveva ancora i crediti dei diritti televisivi e Capitalia si rifiutò di “scontarli”, come si dice in gergo, garantendo la liquidità che avrebbe permesso di pagare gli stipendi ai giocatori. Il finanziere di Porta Metronia decise, suo malgrado, di fare un passo indietro nel corso di un Cda infuocato sotto Natale in via Valenziani. Il 3 gennaio 2003 firmò le dimissioni, lasciando il timone all’avvocato Ugo Longo, già consigliere del club, suo amico e uomo di fiducia della banca. La montagna di debiti si accumulò in larghissima parte nel biennio successivo, Masoni prese il posto di Baraldi e nel luglio 2004, come tutti sanno, Lotito entrò nell’azionariato della Lazio evitando il fallimento. Oggi, avviando le celebrazioni per i 25 anni dal secondo scudetto, per la prima volta accoglierà l’ex presidente a Formello. Oggi Sergio Cragnotti, per la prima volta dopo 22 anni, tornerà nel centro sportivo della Lazio che lui stesso aveva acquisito e inaugurato nel 1997, quando la squadra biancoceleste mollò il campo di Tor di Quinto per trovare casa in via di Santa Cornelia, limitrofa alla Cassia Veientana. 

Si tratterà di un momento emozionante e neppure è il caso di tornare su antiche polemiche. Lotito, cedendo a uno smisurato orgoglio, ogni volta in cui veniva contestato e soprattutto nei primi anni di gestione (durissima e dedita al risanamento dei conti), era solito snocciolare i miliardi di debiti ereditati per salvare il titolo nobiliare del club, disconoscendo la storia, la tradizione e i titoli. La verità storica è un’altra, come accennato: il dissesto finanziario si acuì nel biennio gestito dalla banca, che aveva voluto mantenere certi standard sportivi e costi altissimi di gestione. Lotito avrebbe dovuto usare un minimo di dolcezza in più, Cragnotti non è mai stato aggressivo nei suoi confronti, anzi ne ha sempre apprezzato le capacità imprenditoriali: sicuramente sarebbe ancora capace di trasmettere idee e suggerimenti. Oggi quasi certamente si commuoverà nel vedere un centro sportivo diventato gioiello della Lazio e ristrutturato quasi completamente da Lotito. 

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SOCIETA'

Lazio, ufficiale il ritorno del presidente Cragnotti a Formello: tutti i dettagli della giornata di domani

Ufficiale il ritorno dello storico presidente della Lazio Sergio Cragnotti a Formello

La notizia era nell’aria e in queste ore la S.S. Lazio ha ufficializzato la presenza del presidente Cragnotti domani a Formello per celebrare i 25 anni dal secondo scudetto.

La nota della Lazio

“La S.S. Lazio è lieta di annunciare la presenza di Sergio Cragnotti, storico ex Presidente del club, presso il Lazio Training Center di Formello. L’ex patron biancoceleste tornerà, su invito della Società, per partecipare alla presentazione di un libro celebrativo dedicato al 25° anniversario dello Scudetto del 2000. L’evento si terrà martedì 13 maggio 2025 alle ore 12:00 presso il Centro Sportivo di Formello.

All’appuntamento sarà presente il Presidente Claudio Lotito, che accoglierà per la prima volta a Formello Sergio Cragnotti. Il suo ritorno nel centro sportivo biancoceleste avviene infatti dopo 22 anni dall’ultima visita, una presenza di grande valore simbolico per tutta la famiglia laziale e per la storia del Club.

La Società intende così onorare una ricorrenza storica: in questi giorni ricorre il 25° anniversario del secondo Scudetto conquistato dalla Lazio. Quel trionfo del 2000, ottenuto sotto la presidenza Cragnotti e la guida tecnica del compianto Sven-Göran Eriksson, maturò al termine di un finale di campionato memorabile – passato alla storia per il celebre “diluvio di Perugia” – che consentì ai biancocelesti di superare la Juventus all’ultima giornata. In quegli anni la Lazio seppe imporsi ai massimi livelli, conquistando – oltre a quello Scudetto – numerosi trofei nazionali e internazionali sotto la gestione Cragnotti.

In occasione dell’evento, sarà inoltre intitolata la nuova biblioteca del Centro Sportivo di Formello alla memoria di Flavio e Francesco Rosci, i due giovani tifosi laziali recentemente scomparsi. Con questa celebrazione la S.S. Lazio desidera ribadire l’importanza di mantenere vivo il legame tra la gloriosa storia del club e il presente, onorando i protagonisti del passato e trasmettendo i loro valori alle nuove generazioni di tifosi. La Società invita i rappresentanti dei media a partecipare a questo appuntamento speciale di memoria e condivisione”.

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ESCLUSIVE

ANTEPRIMA SPECIALE 14 MAGGIO – Cragnotti: “Premio alla nostra grandezza con rimpianto Champions. Con Murdoch accordo per ulteriore sviluppo”. E sul Flaminio… (AUDIO)

Il presidente SERGIO CRAGNOTTI a Radiosei ricorda il 14 maggio 2000 a 25 anni dallo Scudetto:

“Venticinque anni sono tanti, ai tempi ne erano passati 26 dal precedente, è maturo il tempo per il terzo (ride,ndr). Eravamo arrivati in graduatoria FIFA primi nel mondo, avevamo i migliori giocatori che circolavano in Europa. C’è addirittura il rimpianto di aver vinto meno di quello che avremmo potuto. Un periodo aureo con la vittoria di quello scudetto incredibile, un titolo tribolato a conferma che la Lazio deve sempre vincere nella sofferenza. Non me l’aspettavo più, tanto che prima di quella giornata firmai anche un contratto con Siemens per gli anni successivi. Se avessi aspettato avrei strappato un accordo più importante ancora. Fu una grande soddisfazione, l’imprevisto di Perugia ci diede anche maggiore gioia. Ricordo l’altoparlante dello stadio che irradiava il match della Juventus. Eravamo una squadra all’altezza di qualsiasi situazione, avremmo vinto anche in caso di spareggio. Già l’anno precedente avremmo meritato, è sempre difficile vincere. Incontro tifosi che ancora mi raccontano di aver conservato le zolle dell’Olimpico di quel 14 Maggio. 

Resta il rimpianto di non aver disputato una finale di Champions, resta il fastidio per quella gara di andata con il Valencia. La grande ambizione di appartenere al grande calcio europeo venne a mancare. Eravamo troppo sicuri dopo la vittoria di Torino con il gol di Simeone. Avevamo fatto i conti senza oste. Forse ambiente e città non hanno permesso un ulteriore salto. Il fatalismo e l’aspetto culturale di Roma è parte in causa di questa città, poi fatalmente tutto il progetto cadde e non fu possibile andare oltre da quei fasti. Magari dopo lo scudetto subentrò anche appagamento. Anche nella stagione successiva c’era tutto per ripetersi, prendemmo Crespo. Fu una fatalità perdere quel match di Bari con l’Inter. 

Con Murdoch a Milano stipulammo accordi economici per far decollare ulteriormente il nostro progetto internazionale. Avevamo facile contatto con grandi gruppi finanziari mondiali. C’era un ulteriore piano di sviluppo. L’affetto che ancora oggi mi dimostrano i tifosi biancocelesti mi gratifica, li ringrazio con nostalgia. 

Stadio di proprietà? Lo stadio Flaminio fu il primo progetto che tentai, ma c’erano tanti problemi ed ostacoli. Se Lotito ci riuscisse sarebbe un grande affare, all’epoca anche il sindaco Rutelli mi consiglio di lasciar stare. C’erano proteste e trambusti, non procedemmo. Poi la burocrazia così lenta non ci permise di concretizzare altri progetti come quello nella zona della centrale del latte. Il progetto oggi è fattibile, ma all’epoca anche il Coni si oppose. Pensammo con la Roma anche a prelevare la proprietà dell’Olimpico, ma nonostante gli accordi non ci fu permesso”. 

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, il presidente Cragnotti torna a Formello. Biblioteca del centro sportivo dedicata ai gemelli

Il patron della Lazio Claudio Lotito invita a Formello il presidente del secondo scudetto biancoceleste Sergio Cragnotti.

Come riporta Il Messaggero, il presidente tanto amato è pronto a tornare nel centro sportivo martedì alle 12, quando ci sarà la presentazione del libro “Diluvio e delirio, lo scudetto più incredibile di sempre” di Manuele Baiocchini e Valerio Spina. Presenti per la prima volta insieme nel Lazio Training Center sia Cragnotti che Lotito, affiancati da Marco Baroni e Matita Zaccagni. Verrà anche intitolata la nuova biblioteca del centro sportivo ai gemelli Flavio e Francesco Rosci scomparsi nei mesi scorsi.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Paglia: “Lazio-arbitri, responsabilità di Lotito. Flaminio? Mica crederete alla Befana?” (AUDIO)

L’ex Responsabile della Comunicazione della Lazio, GUIDO PAGLIA, in collegamento a ‘NMM’!

“Questa situazione arbitrale mi sta massacrando e levando la passione per il calcio. Credo avrei avuto difficoltà a relazionarmi con la società odierna, forse saremmo andati allo scontro. La responsabilità di Lotito è evidente. Il presidente ha portato un attacco a Gravina e non dico che gli arbitro dipendano dalla FIGC, se non per la loro carriera. Se vogliono farla, quindi diventare internazionali e guadagnare di più, devono essere in buoni rapporti con la FIGC. Escludo categoricamente che sia lo stesso Gravina a ‘dare indicazioni’, credo più che sia proprio la classe arbitrale che voglia ‘farsi bella’ agli occhi della FIGC stessa. E’ il mio convincimento, non è un complotto di Gravina contro Lotito, ma una sorta di autocondizionamento dei fischietti. Ci sono una serie di episodi talmente chiari ed evidenti che meriterebbero un’indagine interna. La giustificazione dell’episodio contro l’Inter è pazzesca, onestamente”.

“Lotito ha rinunciato alla Lega, sa di essere emarginato. E’ consapevole, ma non gliene frega assolutamente niente. Non è mosso da una lazialità spinta come altri tifosi. Lui protegge il suo status da senatore, la sua carriera politica. La Lazio non è alla pari con questi interessi. Ad oggi, sa perfettamente che una campagna-arbitri condotta da lui, sarebbe controproducente anche per una questione di credibilità e non sa realmente come uscirne. Danno economico in caso di mancata Champions? E quanto ha speso la Juventus? Cioè, se non dovesse arrivare in Europa le colpe verrebbero scaricate sull’allenatore e la campagna acquisti verrebbe fatta di conseguenza. Flaminio? Ma voi credete ancora alla Befana? Non ci ho mai creduto. Credo sia una messa in scena, anche lì è stato presentato un piano che non sarà accettato. Il progetto della Roma Nuoto è più credibile e non stravolgerebbe un intero quartiere. Al Flaminio non credo dal 2000, quando provammo noi con Rutelli. Non c’è niente da fare: se scavi trovi i cocci romani, hai le mani legate anche per i posti a sedere”.

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Cragnotti: “Il nostro un periodo aulico, la Lazio voleva rappresentare il grande calcio. L’apice contro il Manchester. Nesta? Se avesse voluto…” (AUDIO)

SERGIO CRAGNOTTI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’!

“Quando ero presidente della Lazio per me era complicato festeggiare contemporaneamente il mio compleanno e quello del club (ride, ndr).

Abbiamo attraversato un periodo aulico, si voleva vincere, si voleva rappresentare il grande calcio, si volevano fare investimenti. C’era la volontà condivisa con il presidente della Roma Sensi di rilanciare la città di Roma a livello sportivo. La grande soddisfazione è aver capito di aver investito bene, visto che molti dei prescelti sono oggi diventati dei manager importanti.

Con Ronaldo, senz’altro, la Lazio avrebbe vinto di più. Sicuramente avremmo anticipato lo scudetto. Ha fatto vedere di che stoffa era, poi avuto un travaglio fisico. Cercavamo quello che poteva renderci ancora più grandi ed affermare ancora di più la lazialità.

Il momento clou fu quando vincemmo la Supercoppa con il Manchester. Lì tutto il mondo capì che grande lavoro era stato fatto. Fu un epoca felice, si poteva rinnovare, già a fine anni ’90 si parlava della costruzione degli stadi di proprietà. Entrammo in borsa, costruimmo Formello. Quando parlai di calcio e finanza non venni capito, in realtà fummo innovativi già in tempi non sospetti. La plus-valenza l’abbiamo inventata noi. Non si capiva che il giocatore già ammortizzato e ben venduto implicasse la possibilità di investimenti ancora più importanti.

Nesta è stato un grande calciatore, tutti lo ammiravano, anche se dal punto di vista caratteriale era un po’ fragile. Se avesse voluto restare da noi l’avrebbe potuto fare. Magari anche lui si è fatto un po’ ingolosire dalla possibilità di confrontarsi su altri piani”.