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AVVERSARIO

Genoa, De Rossi già in ritiro a Roma per la Lazio: ecco il motivo

I numeri non raccontano tutto, ma possono spiegare tanto. Da quando Daniele De Rossi ha preso il Genoa solo le squadre che si giocano la Champions e il Como di Fabregas hanno fatto più punti. Lui e Palladino hanno cambiato il volto di Genoa e Atalanta. Ma se i bergamaschi hanno una rosa più forte e strutturata, il lavoro di De Rossi in Liguria finora è stato di alto profilo. Diciassette punti da novembre ad oggi, meglio solo Inter (31), Milan (26), Juve (24, a proposito di allenatori che cambiano il volto alle squadre), Como (23), Roma e Atalanta (22). Quando De Rossi e Diego Lopez hanno preso in mano il Genoa la squadra era terzultima, oggi ha sei punti di vantaggio sulla zona retrocessione. Al netto di un attacco che segna tanto, è il nono del campionato, quello che colpisce è come De Rossi si sia perfettamente calato nel Genoa e nella città di Genova. Entra a Pegli alle 7.30-8 di mattina, esce quando è buio e infatti ha detto di aver visto il balcone di casa sua con il sole poche volte. Insieme a Lopez sta mettendo mano a tutta la struttura. Sul mercato sono perfettamente allineati: come ha spiegato lui stesso, il direttore propone, Daniele valuta e dice la sua, scegliendo solo profili che possano davvero aumentare il tasso tecnico e di personalità della squadra. 

L’allenatore ha poi chiesto – e ottenuto – che venissero rifatti i campi del centro sportivo e quindi la squadra da ieri è in ritiro a Roma. Oggi primo allenamento, il gruppo resterà fino alla partita di venerdì con la Lazio. Non solo calcio: De Rossi vive quando può Genova per cercare di capirne angoli e sfumature. Ogni tanto lo va a trovare qualche vecchio amico, come Burdisso o Strootman, ma la maggior parte del tempo è dedicata al lavoro con il suo staff. Il contratto scade a giugno, con rinnovo automatico in caso di salvezza: la strada è quella giusta. Corriere dello Sport

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SERIE A

Mancini decide il derby: sipario sulla stagione

La Lazio torna a perdere un derby dopo due anni. Decide Gianluca Mancini, allo scadere del primo tempo, sfruttando una dormita di Romagnoli. Tredicesima sconfitta stagionale per i biancocelesti, che partono bene, con un primo tempo aggressivo, ma conferma la totale sterilità offensiva. Il gol del difensore è una mazzata, certo, ma ancora una volta termina il match con un solo tiro in porta (innocuo, oltretutto). Più cinica e cattiva la Roma, che – trovato il gol – non corre rischi anche a costo di rinunciare ad azzannare la partita. Stagione finita, quella della Lazio. Ora le ultime 7 per cercare di creare le basi per il nuovo corso di Igor Tudor. Il tecnico oggi ha provato a cambiare la Lazio all’intervallo, con un triplo cambio che non produce effetti. In tre partite su tre, la Lazio gioca un tempo e nel secondo crolla, al netto del gol di Marusic. Tre partite, ed è solo quello del montenegrino il gol segnato. 

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SERIE A

Roma-Lazio 1-0 (41’ Mancini)

Roma-Lazio, trentunesima giornata di Serie A, derby della capitale. Due allenatori subentrati e a caccia dell’Europa. I biancocelesti di Igor Tudor – alla sua seconda panchina in campionato – e con la terza formazione diversa considerando anche il match di Coppa Italia contro la Juventus. Confermato Guendouzi con Vecino in mediana, mentre Kamada toglie il posto a Luis Alberto. Felipe largo a sinistra, Isaksen a duettare col giapponese dietro a Ciro Immobile. Patric parte dalla panchina, c’è Casale.

PRIMO TEMPO

7′ prima occasione per la Lazio, con Isaksen che imbecca Immobile. Destro masticato, sull’esterno della porta. 18’ di Vecino il secondo tentativo, deviato in corner. È una gara aperta, due squadre che si assumono rischi e i ribaltamenti di fronte non mancano. 20’ giallo per Vecino. Al 41’ Mancini si libera di Romagnoli e colpisce di testa indisturbato, portando in vantaggio i giallorossi.

SECONDO TEMPO

La ripresa si apre con il triplo cambio di Tudor: Patric, Castellanos e Pedro per Romagnoli, Immobile e Isaksen. La solfa non cambia: la Lazio fatica terribilmente a tirare in porta. Anche oggi, il dato è magro: una sola conclusione a rete al termine della partita. Tudor prova nel finale a scatenare qualcosa anche a costo di generare un pizzico di confusione, ma il finale non lo premia. La Roma torna a vincere un derby dopo due anni.

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ALTRE

SPAL e il cambio da derby in panchina: esonerato De Rossi, subentra Oddo

Cambio in panchina a Ferrara. La SPAL ha ufficializzato l’esonero di Daniele De Rossi e l’ingaggio di Massimo Oddo. Un cambio che sa di derby.

 “S.P.A.L. comunica di aver affidato a Massimo Oddo l’incarico di allenatore della prima squadra. Il nuovo tecnico biancazzurro ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2023 con rinnovo automatico fino al 30 giugno 2024 in caso di raggiungimento della salvezza nella presente stagione sportiva”.