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TIFOSI

Da New York a Cuba, anche i Lazio Club contro Lotito

Dopo la lettera di Lotito al Messaggero dove il presidente biancoceleste ha provato a coinvolgere nel dialogo di ripartenza anche i Lazio Club, stanno arrivando le prime risposte dei club biancocelesti in giro per il mondo, dopo quella della Curva Nord di ieri, che rivelava a chi non lo sapesse la presenza di club anche all’interno della tifoseria organizzata.

Da New York, dove c’è il club più noto della Lazio, chiusura totale alla proposta societaria, rivendicando anche il silenzio in situazioni passate oltre ad aver vietato l’approdo ad alcuni calciatori durante viaggi negli States. Sulla stessa linea d’onda anche altre città mondiali, da Miami a Monaco di Baviera, passando per Parigi e Cuba. I Lazio Club si uniscono al tifo organizzato: ora è tardi per aprire un dialogo.

LAZIO CLUB NEW YORK –“Con immenso stupore e disgusto abbiamo avuto modo di leggere la lettera del “signor” Lotito ai tifosi. Oltre a confermare la quasi totale mancanza di ammissione di colpe, le pressoché inesistenti scuse e le solite frasi fatte (scritte da qualcun altro), che dimostrano come questo soggetto non comprenda che la frattura tra la dirigenza e la tifoseria sia ormai insanabile, prendiamo atto della menzione dei Lazio Club.

Da parte nostra, non esiste il minimo desiderio di dialogare con chi da 22 anni INFANGA l’immagine della S.S. Lazio e l’onore dei suoi tifosi. Si prega, pertanto, di non inviare ulteriori CAZZARI a fare da intermediari presso la nostra sede.

Vi ringraziamo inoltre per non aver fatto assolutamente nulla quando i nostri giocatori sono venuti a NY, e per non aver dato la possibilità a chi, per la Lazio, compie sacrifici da oltre oceano di ricevere anche solo un ringraziamento. La porta è chiusa, anzi blindata, e resterà tale fino a quando la NOSTRA Lazio sarà prigioniera di questa tirannia. LCNYC”.


LAZIO CLUB MIAMI – “RISPOSTA ALLA LETTERA DEL SIGNOR LOTITODopo il post messo a caldo ieri, poco dopo l’uscita della lettera scritta ai Laziali da qualche lacchè ed a firma Claudio Lotito, il Lazio Club Miami ribadisce la NON volontà ad essere affiliato né legato in alcun modo all’attuale proprietà e dirigenza della S.S. Lazio S.p.A. Il Lazio Club Miami ribadisce altresì il proprio indissolubile legame e sostegno ai colori, alla storia, alla tifoseria tutta, alla squadra ed alla struttura tecnica della S.S. Lazio.

In data 12 novembre 2024 avevamo formulato un’articolata richiesta per poter essere affiliati alla S.S. Lazio come Club ufficiale. La risposta, ricevuta il 16 novembre 2024, fu: “Buongiorno, noi non gestiamo direttamente i lazio club. Ora, improvvisamente, noi saremmo “la strada concreta per ridare e ricostituire un rapporto ordinato, strutturato e rispettoso tra la società e il suo popolo.”

Troviamo tutto questo fortemente strumentale ed offensivo. Troviamo questa mossa atta a portare disunione all’interno della tifoseria e finalizzata a distogliere l’attenzione dal vero problema. La storia ci insegna che solo un popolo unito fa cadere il suo tiranno. Ed i Laziali sono uniti! D’ora in avanti, finché non cambierà la proprietà, il Lazio Club Miami aggiungerà la dicitura: LAZIO CLUB MIAMI – NON AFFILIATO”.


LAZIO CLUB MONACO – “‘TROPPO TARDITra le tante cose che sono state dette in quella lettera, che nemmeno avrà scritto lui, ci siamo soffermati in un argomento che ci riguarda da vicino, i Lazio club. La proposta di riconoscimento dei Lazio club in giro per il Mondo fu avanzata da noi medesimi qualche anno fa, ma non è mai stata presa in seria considerazione e di occasioni per parlarne ce ne sono state. L’ultima che ricordiamo è stata quel famoso ottavo di finale di Champions League contro il Bayern.

Sarebbe bastata semplicemente la creazione di una sezione web e elencare tutti i Lazio club ufficiali e riconosciuti in giro per il Mondo. In questo modo, qualsiasi tifoso Laziale lontano da Roma avrebbe avuto un punto di riferimento dove incontrare altri Laziali a Londra, New York, Bruxelles, Monaco o Parigi e invece non è stato fatto nulla di tutto questo. I siti ufficiali di altre società come la Juventus e l’Inter lo fanno da sempre. Che nel momento di maggiore contestazione e ormai insanabile spaccatura tra noi e la società ci venga tesa la mano in questo modo ci fa sorridere perché lo troviamo alquanto opportunista e ipocrita.

Non siamo interessati e riteniamo che non ci siano margini per dialogare con una persona che se n’è sempre fregato altamente di noi e del nostro mondo. Rispediamo al mittente questa proposta. Siamo a un punto di non ritorno. Seguiremo la nostra Lazio al pub e quando sarà possibile verremo anche in trasferta per sostenerla sempre e comunque nella speranza di un domani più luminoso e ambizioso. Libera la LazioLazio Club München”.


LAZIO CLUB PARIGI – “Abbiamo letto con attenzione il passaggio della lettera del Presidente Claudio Lotito dedicato ai Lazio Club e alla possibilità di avviare un percorso di riconoscimento ufficiale, con l’obiettivo dichiarato di ricostruire un rapporto ordinato, trasparente e rispettoso tra la società e il proprio popolo.

Parole importanti. Parole che però arrivano dopo anni durante i quali decine di Lazio Club, sparsi in Europa e nel resto del mondo, hanno avanzato richieste, proposte e manifestazioni di interesse per costruire un rapporto più diretto e strutturato con la società. Richieste che, nella maggior parte dei casi, non hanno mai trovato ascolto. I Lazio Club sono parte integrante del popolo Laziale.

Si torna a parlare di ricucire rapporti, di promesse, di trasparenza, dei Lazio Club, dei tifosi, di rispetto, proprio mentre il rapporto tra la società e tifoseria attraversa uno dei momenti più delicati degli ultimi anni. Una coincidenza che non può passare inosservata. Ricordiamo al presidente Claudio Lotito che i Lazio Club in Europa e nel mondo che sono parte integrante del popolo laziale. ORMAI È TROPPO TARDI!

Non abbiamo bisogno di essere ricordati quando conviene. I Lazio Club esistono da sempre, continueranno a esistere e continueranno a rappresentare la Lazio ovunque, con la stessa passione che nessuno è mai riuscito a spegnere.

Se davvero esiste la volontà di costruire un rapporto ordinato, trasparente e rispettoso tra la società e i suoi tifosi, allora è arrivato il momento di passare dalle dichiarazioni alle azioni. Fino ad allora, i Lazio Club continueranno a fare ciò che hanno sempre fatto: sostenere la Lazio, difendere la propria identità, restare al fianco dei Laziali e contestare chiunque utilizzi la Lazio per fini personali, mettendo in secondo piano la sua storia centenaria, la sua dignità e il rispetto dovuto ai suoi tifosi. Lazio Club Paris”.

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Lazio, Zazzaroni: “Lotito, ora basta. Fenomenologia di un rapporto ormai finito”

L’editoriale del direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni

“L’ ho fatto. Per solidarietà: ho provato a entrare nella testa, o forse era il cuore, del laziale col quale – sia chiaro – mi scuso in anticipo se il tentativo non dovesse essere riuscito. Mi sono immaginato tifoso della squadra presieduta da oltre vent’anni da Claudio Lotito subito dopo la lettura della lettera che ha fatto pubblicare dal Messaggero. Un goffo tentativo di riavvicinamento, fallito sul nascere. La testa, il cuore, dicevo: ha inevitabilmente prevalso il fegato (spappolato). Mi sono venuti i conati di vomito, mi sono sentito una volta di più schiacciato dentro un incubo sotto vuoto. Ho trovato la lettera, probabilmente scritta con l’AI, un autentico delirio, perché afferma la miseria nella quale è caduta la Lazio, un tunnel dove la luce non esiste più. Lui non vende e basta. Il senso di spiazzamento e angoscia che provo e vorrei trasmettere al pianeta Terra è questo: tutte le squadre del mondo hanno potuto e possono sempre coltivare la speranza di una via d’uscita, mentre a noi è negata. In passato, persino nei momenti più bui abbiamo potuto pensare che sarebbe cambiato il presidente, che sarebbe arrivato qualcuno in grado di farci sognare. Ma da tempo non è più così: siamo blindati, «è mia» e tutto sotto chiave. Fuori dalla cassa, ovviamente vuota, c’è solo la disillusione che alimenta la protesta.

Lotito sopravvive anche a un disperante disamore. «Se ho paura dello stadio vuoto nella prossima stagione?» ha aggiunto ieri con la nettezza del tratto che ignora le ombre. «No, perché io non faccio le cose in termini materiali. Per me la Lazio è un’emozione e io voglio costruire emozioni. Non vogliono venire allo stadio? È legittimo. Io lavoro con responsabilità, senza interessi materiali. Pure io voglio sognare, ma io voglio sognare anche per il futuro, non solo per il presente».

Io io io. La sua è una “malattia” ormai. Ha smesso di pensare, di interessarsi realmente alle cose: nessuno che si appassioni o creda in qualcosa che non sia la sua piccola, dannata, comoda mediocrità, si comporta così” . (…)

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Mattei: “Lotito in negativo è il presidente più bravo della storia. E c’è chi lancia campagne mediatiche a suo favore…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ieri un po’ tutti – a parte alcuni ‘tengofamiglia’ – hanno commentato la lettera di Lotito sottolineando quanto fosse vuota e priva di sincerità. Poi ieri, il presidente della Lazio è tornato a parlare dando piena conferma di tutto questo. Tra le altre cose, ha dichiarato che quello che lui ha fatto nessuno l’ha fatto nella storia del calcio italiano. Come se i vari Berlusconi, Cragnotti e via dicendo non contassero nulla al suo cospetto. In negativo, sicuramente, il presidente Lotito è stato il più bravo di tutti. In negativo, però.

Posso anche mettermi nei panni di Lotito e pensare che lui davvero ragioni in questo modo, ma quello che non posso accettare è che, di fronte a questa valanga che sta travolgendo il mondo Lazio, ci sia un quotidiano come ‘Il Messaggero’ che decida di lanciare una campagna mediatica pro-Lotito, perdendo di vista il vero scopo del giornalismo. Ossia, essere imparziali ed equidistanti.

La realtà è che al tifoso laziale manca non essere rispettato per ciò che rappresenta e per la propria storia. Poi c’è tutto il resto.

Nei vari telegiornali, avete mai visto o sentito una dichiarazione ufficiale come rappresentante di Forza Italia di Lotito? Mai”.

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Lazio, dalle risorse alle ‘nuove realtà’: le dieci domande di Bisignani a Lotito

Sulle colonne del quotidiano Il Tempo, Luigi Bisignani, colui il quale aveva dato il via a una serie di lettere pubblicate sul giornale di Piazza Colonna, è tornato a dialogare a distanza con il presidente Lotito, ponendogli dieci domande:

Caro Direttore, il dibattito aperto da Il Tempo sul futuro della Lazio ha avuto almeno un merito: far uscire Claudio Latito dal suo bunker. Era ora, soprattutto perché ha finalmente am messo che «non va tutto bene».  Il confronto ormai va oltre il calcio. Con il 2027 alle porte, anno di elezioni nazionali e romane, anche la politica osserva con attenzione una frattura che rischia di trasformarsi da contestazione sportiva a questione di rilevanza pubblica. La lunga lettera ai tifosi nasce probabilmente per riaprire un varco. Forse sarebbe stato più utile un intervento a voce, a braccio, perfino imperfetto, meno da IA.  Nella lettera si parla di sostenibilità, Acaderny, Flaminio, media company, internazionalizzazione. Obiettivi condivisibili. Resta da capire con quali risorse, con quali partner, con quali tempi, con quale governance, con quale rosa rafforzata e con quali investimenti sportivi la Lazio intenda tornare a crescere. Per questo, più che altre parole, oggi servono risposte. Le formulo in dieci domande.

1. PRESIDENTE, MA DOV’È LA PAROLA SCUSATE?

Era la sola parola che molti laziali aspettavano: per anni di fratture, di toni sbagliati, di distanza crescente, di tifosi trattati troppo spesso come un fastidio e quasi mai come il capitale più prezioso del club. Una lettera ai laziali poteva cominciare da lì. Avrebbe avuto un altro peso.

2. QUANTO CAPITALE INTENDE METTERE LA PROPRIETÀ NELLA LAZIO?

Lei parla di crescita e competitività. Bene: con quali risorse? Aumento di capitale, finanziamento soci, garanzie bancarie, partner industriali? Trenta milioni? Cinquanta? Cento? I tifosi chiedono di conoscere l’impegno diretto della proprietà. La sostenibilità ha valore quando accompagna l’ambizione. Diventa una formula comoda quando li salto di qualità viene sempre rimandato. Il calcio di oggi richiede capitali, strutture, management, tecnologia, rete commerciale, competenze internazionali. Il futuro costa. Nella sua lettera il futuro compare spesso, il conto resta fuori dalla pagina.

3. COME FINANZIERÀ IL FLAMINIO?

Il Flaminio è un progetto strategico: chi paga, con quali partner e con quali tempi? Uno stadio richiede una struttura finanziaria dedicata, autorizzazioni, cronoprogrammi. banche, garanzie, project financing, hospitality, naming right, gestione dei rischi. Dovrà essere sostenuto da una NewCo? Da capitale privato? Da debito? Da partner esterni? E soprattutto: come si evita che il sogno dello stadio assorba risorse dalla gestione sportiva? I laziali vogliono il Flaminio, ma vogliono anche una squadra competitiva. Le due cose vanno spiegate insieme. 

4. CHE FINE HA FATTO LAZIO 2032?

A febbraio fu annunciato «Lazio 2032 – II Sogno Responsabile», sviluppato con Deloitte e Luiss e presentato come piano pluriennale. La conferenza prevista per il 10 marzo è sparita. Quel piano esiste ancora? Un piano industriale, anche se presentato come teaser, contiene numeri investimenti, scadenze, obiettivi, responsabilità. Una lettera al giornale appartiene a un altro registro. Se Lazio 2032 esiste, venga presentato anche solo in forma ridotta. Altrimenti rischia di sembrare l’ennesimo slogan per tenere buona la piazza. 

5. PERCHÉ L’ACADEMY È ANCORA UNA PROMESSA?

Da anni si parla di Academy, formazione, giovani, futuro. I tifosi chiedono di sapere quanto costerà, quando aprirà, con quali tecnici, con quale budget e con quale modello. Doveva essere un progetto nato e cresciuto intorno a Formello. Di tutto questo, però, si vedono poche tracce. Un club moderno produce calciatori, identità e valore. Alla Lazio il vivaio appare ancora più evocato che decisivo.

6. PERCHÉ CATALDI RESTA UN’ECCEZIONE E NON DIVENTA UN MODELLO?

Danilo Cataldi è un figlio della Lazio. È cresciuto nel settore giovanile biancoceleste e dimostra che il percorso dal vivaio alla prima squadra è possibile. La domanda è perché accada così raramente. In giro per Roma si vedono molte società dilettantistiche affiliate all’AS Roma e perfino ad altri club italiani. La presenza della Lazio nel territorio giovanile dovrebbe essere più forte, più visibile, più organizzata. Un bambino laziale deve poter immaginare un percorso naturale verso Formello.

7. PERCHÉ IL MARCHIO LAZIO RENDE COSÌ POCO?

Nel bilancio al 30 giugno 2025 i ricavi da sponsorizzazioni, pubblicità e royalties valgono circa 18,5 milioni di euro. I merchandising circa 2,36 milioni. Sono numeri modesti per un club con la storia, il seguito e la città della Lazio. La AS Roma é visibile a Termini, a Fiumicino, nei punti nevralgici del turismo cittadino. La Lazio, invece, fatica a trasformare la propria identità in presenza commerciale quotidiana.  Qui servono investimenti. Retail, negozi, e-commerce, licensing, prodotto, distribuzione, contenuti, esperienza.

8. COME INTENDE VALORIZZARE LA CAPITALE SENZA LASCIARLA SULLO SFONDO?

Roma è una delle città più conosciute al mondo e la Lazio la più antica squadra della Capitale. Turismo, alberghi, ambasciate, moda, lusso, cinema, cultura, istituzioni, eventi internazionali. Ogni anno milioni di persone attraversano la città.  Quali investimenti intende fare la società per trasformare questo potenziale in ricavi? Qui il tema riguarda prima di tutto strumenti e risorse. Con budget ridotti, strutture limitate e poteri concentrati, anche le persone capaci arrivano fino a un certo punto. Servono CRM, dati sui tifosi, hospitality vera, pacchetti stadio-albergo. Roma può essere una piattaforma globale. La Lazio la usa ancora troppo spesso come sfondo.

9. LEI DICE DI VENDERE SOLIDE REALTÀ. QUALI SONO?

Lei in passato ha detto: «Non vendo sogni, ma solide realtà». È una frase efficace, molto lotitiana. Proprio per questo merita una verifica. Quali sono oggi le solide realtà promesse ai tifosi? Una rosa più forte? Investimenti sportivi visibili? Un’Academy aperta? Il Flaminio finanziato? Una crescita commerciale misurabile? Una governance più moderna? Un rapporto ricostruito con la tifoseria? Lei nella lettera cita anche Fabiani. E allora guardiamo un dato esterno, con il beneficio d’inventario che meritano sempre le valutazioni di Transfermarkt: oggi la rosa della Lazio vale circa 223 milioni di euro ed è decima in Serie A, dietro anche a Bologna, Fiorentina e Como. Dopo anni di solide realtà, un club che vuole crescere dovrebbe presentare un patrimonio tecnico in accelerazione. Quel dato, invece, fotografa una posizione lontana dalle ambizioni dichiarate. Il calcio vive anche di sogni, presidente. La Lazio è nata, cresciuta e sopravvissuta grazie a una comunità che ha saputo sognare perfino nei momenti più difficili. Ma dopo tanti anni i tifosi vorrebbero vedere anche qualche realtà nuova.

10. SE LA LAZIO VIENE PRIMA DI TUTTO, È DISPOSTO A CAMBIARE DAVVERO?

È disposto ad aprire la governance a competenze vere sul modello Atalanta? È disposto ad attrarre nuovi capitali? È disposto a presentare un piano pubblico, con scadenze e responsabilità? È disposto a dire quanto investirà la proprietà nei prossimi tre anni? È disposto a trasformare il rapporto con i tifosi da problema d’ordine pubblico a pilastro strategico del club? Presidente, i laziali hanno già ascoltato molte parole. Hanno letto comunicati, interviste, promesse, progetti, conferenze annunciate e poi sparite. Oggi chiedono altro: fatti, scadenze, capitali, responsabilità, cambiamento. Altrimenti si abbia Il coraggio di dirlo: questa Lazio può soltanto amministrare il presente mentre gli altri costruiscono il domani. Ora che ha riaperto un filo con i tifosi, da vecchio raccattapalle dell’era Lorenzo, attendo fiducioso le risposte. Grazie e Forza Lazio, sempre”.

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Lazio, lettera di Lotito ai tifosi: “Torniamo a parlarci e rispettarci. Anche io voglio vincere, ma con sostenibilità”

Sulle colonne de Il Messaggero, il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha scritto una lunga lettera ai tifosi biancocelesti:

“Cari tifosi laziali, desidero innanzitutto ringraziare il Direttore e il giornale che ospitano queste righe perché offrono spazio a una riflessione ampia, in un momento delicato. Essere tifoso significa contribuire a un comune sentimento, più lente e più utile alla Lazio. Scrivo a chi gioisce. A chi vive la Lazio ogni giorno. A chi la segue allo stadio, in televisione, in trasferta, nei Lazio Club, nelle famiglie, nei quartieri, nei ricordi e nelle speranze. Scrivo a chi gioisce, a chi soffre, a chi critica. Scrivo anche a chi si è allontanato, deluso, amareggiato. Non lo faccio per alimentare polemiche. Non lo faccio per chiedere indulgenza. Non lo faccio per dire che va tutto bene, perché non sarebbe vero e non sarebbe rispettoso della vostra intelligenza. Lo faccio perché mi sembra doveroso, da Presidente della S.S. Lazio, condividere con alcuni di voi alcune responsabilità e alcune prospettive. E soprattutto perché credo sia arrivato il momento di provare ad aprire una fase nuova: una fase di dialogo, di ascolto, di rispetto reciproco.

Si può non essere d’accordo con una scelta societaria, con una strategia societaria, con una stagione sportiva. Si può criticare il Presidente, la società, il mercato, il rapporto con la tifoseria. Ma ridurre vent’anni di lavoro, sacrifici, responsabilità personali, risultati ottenuti e battaglie istituzionali a una caricatura significa non leggere fino in fondo cosa sia diventato oggi il calcio moderno.

Il calcio di oggi è un sistema sempre più complesso, spietatamente appoggiato a volte privo di una visione autentica. Un sistema nel quale i fautori vengono raccontati come trofei, mentre dietro quei numeri si nascondono spese indebitate, fondi che entrano nel mercato senza controllo per costruire un ritorno di passione, ma per speculare sul valore di un brand e non come emissivo di una comunità. 
Ho sempre pensato che la Lazio dovesse restare padrona del proprio destino. Questa è stata, ed è rimasta una linea fondamentale. La Lazio deve competere, deve crescere, deve ambire alla vittoria. Ma deve farlo senza perdere dignità, autonomia, equilibrio e futuro. Il primo dovere di chi amministra un club non è inseguire l’applauso di un giorno. È garantire che quella società resti solida, libera e rispettata anche domani. So bene che questo principio, a volte, può apparire duro. So bene che il tifoso vuole vincere, vuole vedere la propria squadra sempre più forte. È giusto che sia così. Anch’io voglio una Lazio capace di vincere. Ma la sostenibilità non è il contrario dell’ambizione. È il modo più serio per dare un futuro. In questo anche ho sempre messo la faccia. Nelle scelte facili e in quelle difficili. Nei momenti positivi e in quelli complicati. Ho combattuto nelle istituzioni non soltanto per la Lazio, ma per difendere il sistema calcio nel suo complesso. Perché un calcio sano, senza regole, senza equilibrio, senza rispetto per i tifosi è un calcio destinato a perdere se stesso. Questo non significa non aver commesso errori. Chi decide sbaglia. Chi governa una società complessa come la Lazio sa di farlo in modo spesso complicato, contestato. In questo sono consapevole. È per questo che chiedo che il giudizio tenga conto dell’intero quadro, non soltanto della scelta singola o più conveniente da raccontare. E dentro questo quadro c’è anche chi vuole affrontare con chiarezza il rapporto con i tifosi: deve migliorare radicalmente. Lo dico senza ambiguità. La Lazio deve trovare forme nuove, serie e responsabili di ascolto, dialogo e coinvolgimento dellapropria gente. Esistono regole, vincoli attingenti, responsabilità giuridiche e istituzionali che spesso limitano il dialogo diretto e creano, in alcuni momenti, una barriera quasi invalicabile. Ma una barriera, se esiste, va affrontata. Non ignorata. Voglio dire qualcosa di molto personale: può essere accaduto che, in qualche occasione, in un clima di forte tensione, amareggiato da polemiche, offese e attacchi continui, io abbia risposto a telefono in modo avventato, con toni che non avrei voluto usare e che possono essere stati percepiti come distanza o chiusura. Se questo è accaduto, me ne assumo la responsabilità. Ma voglio essere chiaro: non è mai stata, né ci sarà mai, una mancanza di rispetto verso i tifosi della Lazio. Il rispetto per chi ama questi colori viene prima di tutto. Ogni tifoso che merita tempo, risposta, chiarimento, passione, sacrifici personali e familiari per seguire la Lazio merita uno schianto rispetto, ma gratitudine. Perché senza questo amore quotidiano, senza questa appartenenza profonda, nessun club avrebbe davvero un’anima. E io, che ho l’onore e la responsabilità di rappresentare la Lazio, non posso e non voglio dimenticarlo.

Per questo l’idea di chiamare tutti i Lazio Club, avviare un percorso di riconoscimento ufficiale e coinvolgere gli aderenti al codice etico della società e del territorio. Non come progetto di immagine. Non come progetto astratto. Ma come strada concreta per ridare e ricostituire un rapporto ordinato, strutturato e rispettoso tra la società e il suo popolo. Una misura non è sufficiente. Ma deve essere una mediazione seria. Perché la mia preoccupazione è questa: che si possa diventare una guerra tra voi e i vincitori, tra la società e la tifoseria, tra la ragione istituzionale e la passione popolare. La Lazio è una idea. E se essa, se una barriera si costruisce, se una parte vuole scavare una separazione, la società deve ascoltare di più e meglio. Questo è quello che farò. Ma deve essere uno sbocco dentro la logica della cura e della responsabilità”

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DICHIARAZIONI

Lazio, Min. Abodi: “Lotito? Mi piacerebbe una società in salute. Se nel calcio levi il cuore…”

“Sono un appassionato e un abbonato in Tribuna Tevere. Lo rifarò? Sono sotto spesa, devo fare economia e delle scelte (ride, ndr). A me piacerebbe una società in salute sia dal punto di vista finanziario che nelle relazioni con la comunità e nell’empatia”. Così Andrea Abodi, ministro per lo sport e i giovani, ospite a “Un giorno da pecora” su Rai Radio 1, rispondendo a una domanda sul momento vissuto dal club biancoceleste. “Lotito? Negli anni ha fatto squadre che hanno vinto diversi trofei. Ma se nel calcio levi il cuore levi una parte determinante“, conclude. Ansa

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio, per cambiare le cose non basta una lettera. Lotito non pensava si arrivasse a questo punto della contestazione” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Mi chiedo il motivo per cui Lotito non ha pensato di scrivere quella lettera ai tifosi della Lazio in un momento di minore contestazione. La mia sensazione è che dire adesso alcune cose è come provare ad aggrapparsi ad una ciambella di salvataggio visto che siamo all’ultima spiaggia. Forse non pensava di potesse arrivare a questo punto della contestazione. Non so quale effetto positivo possa avere ora, anzi probabilmente peggiora le condizioni.

In un momento in cui la tifoseria organizzata ha scelto di non abbonarsi, c’è stato questa sorta di passo indietro. Secondo me, è una situazione di non ritorno. L’unica soluzione è che lui venda, ho questa percezione. Lui in questo momento si sente in grandissima difficoltà. Poi l’aspetto sportivo, il pensiero di stabilizzarsi in zone di classifica anonime è pericoloso anche per le prossime generazioni di tifosi. Per far si che si torni a diventare una squadra invidiata è necessario che cambino le cose. Ed in questo momento per cambiare le cose non basta una lettera o delle scuse”.

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SOCIETA'

Lazio, Lotito ripensa a Peruzzi: il contatto e le condizioni dell’ex Club Manager

Claudio Lotito, dopo un’annata ricca di ombre e con tunnel apparentemente senza luce, prova a rimettere i cocci a posto. Forse anche per la scelta di tre allenatori di lasciare la nave – due volte Sarri, in mezzo Tudor e Baroni – il presidente della Lazio sta cercando una figura che abbia due requisiti.

In primis, ridurre la distanza siderale dai tifosi. In secondo luogo, un profilo che sappia legare le scelte del tecnico alla volontà societaria. La scelta sarebbe caduta su Angelo Peruzzi. Il presidente, tramite una persona di sua fiducia, ha chiesto un confronto con l’ex Club Manager. Peruzzi, dal canto sua, avrebbe replicato dicendo di aspettarsi una chiamata direttamente da Lotito.

Si tratta di una prima presa di contatto, niente di più. Ovviamente Peruzzi rientrerebbe solo a due condizioni: un trattamento economico credibile; la libertà nel compiere la propria funzione, senza interferenze come accaduto in passato. Si attendono sviluppi. Laziofamily.it

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SOCIETA'

Cessione Lazio, il comunicato di smentita del club: “Nessuna trattativa o mandato conferito”

Comunicato S.S. Lazio

“In relazione alle notizie e alle ricostruzioni diffuse nelle ultime ore da alcuni organi di informazione e canali social riguardanti una presunta cessione della S.S. Lazio, la Società smentisce categoricamente quanto riportato. Non esiste alcuna trattativa in corso finalizzata alla vendita della Società, né sono stati sottoscritti accordi, intese o impegni di qualsiasi natura aventi ad oggetto il trasferimento, totale o parziale, della proprietà del Club. La proprietà non ha conferito alcun mandato per la cessione della Società né ha avviato interlocuzioni finalizzate a operazioni di vendita. Le informazioni relative a presunti nuovi proprietari, investitori italiani o stranieri, fondi di investimento, modifiche dell’assetto proprietario o accordi collegati al progetto Stadio Flaminio risultano del tutto prive di fondamento. La Società invita tifosi, azionisti, investitori e operatori dell’informazione a fare riferimento esclusivamente alle comunicazioni ufficiali diffuse attraverso i canali istituzionali della S.S. Lazio. La diffusione reiterata di notizie prive di riscontro riguardanti la governance, l’assetto proprietario e le strategie societarie della Società rischia di generare disinformazione, alterare la corretta percezione del mercato e influenzare l’andamento del titolo. Per tali ragioni, la S.S. Lazio, in qualità di società quotata, ha provveduto a trasmettere apposita segnalazione alle Autorità competenti affinché possano essere svolte le opportune verifiche in merito alla diffusione di informazioni non supportate da elementi oggettivi e ai possibili effetti sul regolare funzionamento del mercato. La Società continuerà a operare con la trasparenza, la responsabilità e il rispetto delle regole che hanno sempre contraddistinto la propria attività, riservandosi ogni opportuna iniziativa a tutela della Società, dei propri azionisti e della comunità biancoceleste. S.S. LAZIO S.p.A”.

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TIFOSI

Lettera di Lotito, la replica del tifo organizzato: “Tardiva e non risponde alle richieste di un popolo stanco di questa gestione”

Dopo la lettere del presidente Claudio Lotito, la replica dei rappresentanti del tifo organizzato:

“Leggiamo con stupore la lettera inviata dal sig. Lotito al Messaggero, una lettera che non aggiunge nulla a questi 22 anni di gestione fallimentare della nostra amata Lazio.

Potremmo commentare punto per punto e smontare, per l’ennesima volta, quello che c’è scritto ma evitiamo di farlo perché tutto quello che dovevamo dire lo abbiamo messo nero su bianco nel nostro precedente comunicato a cui, anche in questa lettera, non c’è stata risposta.

Su una cosa però vogliamo rispondere.

È una lettera inviata volutamente ai Lazio Club, lo si specifica più volte, e questo da la misura di come il sig. Lotito non conosca la tifoseria della Lazio.

Il sig. Lotito non sa che dei “gruppi del tifo organizzato” fanno parte anche diversi Lazio Club, i più rappresentativi ed attivi, questo non può saperlo semplicemente perché non conosce questo mondo e mai ha avuto interesse nel conoscerlo.

L’intento di questa lettera è quello di dividere un popolo tra buoni e cattivi, cercando di accaparrarsi una parte a discapito dell’altra, anche in questo caso non ci riuscirà, ci trova nuovamente compatti, uniti in un unico fronte che è stufo di questa situazione.

Una cosa però ci sentiamo di chiarirla: la proposta di riconoscimento dei ‘Lazio Club’, è nostra ed è stata fatta 2 anni fa, la presentammo con uno scopo ben preciso e cioè quello di eliminare la barriera tra squadra e tifosi costruita da questa gestione, riportare i giocatori alle cene con i tifosi, far vivere ai nostri figli quelle serate con i loro idoli che il sig. Lotito ha completamente cancellato da quando è diventato presidente della S.S. Lazio, ebbene quella nostra proposta fu bocciata dalla società, chi ha scritto questa lettera lo sa e ci stupiamo che abbia tirato fuori questo argomento quando è già stato discusso ed ha avuto una chiusura totale da parte della S.S. Lazio.

Si parla ancora di Academy, media company, Nasdaq, di uno stadio che verrà, di sostenibilità dei conti e di tanta fuffa ancora, ma anche questa volta nulla di concreto.

Si parla di storia dimenticando che quella ‘cazzo di storia’ per il sig. Lotito è un peso e non un plus di cui vantarsi e lo ha detto e dimostrato decine di volte in questi 22 anni, si vuole aprire un rapporto con la tifoseria, quale tifoseria? Quella che il sig. Lotito ha denigrato, umiliato, insultato, denunciato fino all’arresto di alcuni di loro con false accuse rovinando la vita di molte famiglie? Quella tifoseria che a suo dire è composta da gente che in Curva Nord si occupa esclusivamente di spaccio e gestione della prostituzione? Quella tifoseria che la società ha abbandonata a se stessa come è successo in Polonia, in Germania ed in tantissime altre trasferte senza alcun supporto societario? Quella che voleva regalare un’emozione unica ad una nipote nel giorno del ricordo di suo nonno e che il sig. Lotito gli ha negato? Quella a cui è stato vietato di esporre la parola che dovrebbe campeggiare in ogni luogo: libertà.

Bene sig. Lotito, i gruppi del tifo organizza della sua lettera non se ne fanno nulla!

Riteniamo che oltre ad essere tardiva non risponde minimante alle richieste di un popolo che è stanco della sua gestione e, soprattutto, ci sembra un ulteriore specchietto per le allodole messo nero su bianco da chi non conosce la determinazione e la forza di volontà del popolo Laziale.

Ribadiamo con fermezza quanto già detto nel nostro precedente comunicato a cui ognuno è libero di aderire o non aderire:

  •   NON ci abboneremo e non presenzieremo alle gare casalinghe sia di campionato che di coppaltalia;
  •   Saremo presenti in tutte le trasferte;
  •   Saremo presenti ai derby sia in casa che in trasferta;
  •   Disdiremo in blocco e non rinnoveremo gli abbonamenti a tutte le piattaforme che trasmettono a pagamento le partite della Lazio;
  •   Boicotteremo tutte le attività che daranno il loro appoggio a questa presidenza, siamo sponsor o partner vari;
  •   Non daremo il nostro voto a Forza Italia ed ai candidati da lui sostenuti, fossero anche tifosi della Lazio”.

SE I LAZIALI SONO UNITI NON SARANNO MAI SCONFITTI! AVANTI LAZIO, AVANTI LAZIALI.

I Gruppi del Tilo Organizzato.