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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Mattei: “Lotito è all’angolo ma senza interesse a cedere. Lettera ipocrita che sortisce l’effetto contrario” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“A proposito delle notizie circolate ieri, non ho mai pensato neanche per un minuto a tutto questo. O si interviene dall’alto strappando la società a Lotito oppure lui non ha nessun interesse a fare quel passo.

La lettera, lunga, troppo lunga, è una scelta strategica comunicativa sbagliata. Scegliere un giornale vuol dire affidarti ad un amico e farti nemici tutti gli altri. Sono errori che negli ultimi mesi stanno accadendo spesso, segno di persone che sono arrivate da poco e stanno lavorando male. E’ un concentrato di ipocrisia e false verità che non servono a nulla. Ci sono solo parole vuote che non avvicina la società alla tifoseria. Anzi, sortisce l’effetto completamente il contrario. La tifoseria è ancora più arrabbiata. Questa è la conferma che questa presidenza è all’angolo, sta incassando colpi e sta accusando molto la contestazione. Con una sola mossa concreta si poteva fare molto di più, ossia un aumento di capitale”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, tifoso vittima con disperata voglia di cambiamento. Lettera Lotito? ‘Investire’ è la parola che manca…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il tifoso laziale è vittima di tutto questo. Quello che è successo ieri è il punto più basso in assoluto da quando io seguo la Lazio. Con l’esplosione dei social è xambiato tutto, l’amplificazione di certe situazioni. Il tifoso laziale è disposto a credere a qualsiasi cosa pur di arrivare ad una svolta societaria. Questo è il primo concetto in assoluto. C’è voglia di altro, di un’altra proprietà, di sognare, di un altro tipo di proprietà che possa riuscire a tenere il passo delle concorrenti che si affidano ad investitoti internazionali.

Sulla lettera di Lotito ai tifosi, credo che Lotito una mossa per cercare di riaprire un dialogo con i tifosi dovesse farla. Quello che conta è che dietro le parole di siano fatti, comportanti e sostanza. La parola ‘investire’ è determinante se davvero vuoi anche tu vincere ed essere ambizioso. Quella parola, nella lettera, non c’è. Ci sta, è comprensibile un’iniziativa di Lotito in questo senso, ma non è accettabile che non si investa e che non ci sia ancora un budget di mercato.

La Consob non ha obbligato la Lazio a smentire, poi nel corso della giornata le cose sono cambiate ed hanno portato al comunicato di smentita. La voglia disperata di cambiamento del tifoso della Lazio, è la morale più forte di tutto quello che è accaduto. La notizia è che è vero che Lotito cerca finanziatori, ha capito di aver bisogno di nuovi capitali, ma non perdendo la sua quota di maggioranza”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Lotito non mette in vendita il club ma cerca finanziatori: “Nuovi capitali, senza perdere la maggioranza”

Il presidente biancoceleste non lascia la società ma cerca un partner.

Raramente, sul tema Lazio, il tam tam sui social è stato più frenetico di ieri. Fibrillazione pura da parte dei tifosi biancocelesti, alimentata da voci sulla possibile cessione del club da parte di Lotito, con indiscrezioni su incontri segreti con potenziali acquirenti — nababbi arabi, imprenditori italiani — e di annunci imminenti. I tifosi sperano nella svolta, ormai da tempo contestano Lotito — hanno annunciato il boicottaggio totale, dalla campagna abbonamenti agli sponsor — e gli chiedono di fare un passo indietro. «Invenzioni», riporta La Repubblica, la secca risposta di chi è vicino al presidente, deciso a non vendere la Lazio — ma è vero che cerca partner — nonostante le pressioni che arrivano da più parti. Intanto è sempre più concentrato sul progetto Flaminio. Ieri le voci di cui sopra circolavano anche in ambienti politico-istituzionali della capitale, basate su presunte comunicazioni che il presidente e senatore forzista dovrebbe effettuare in settimana.

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Quello che è successo ieri è il punto più basso in assoluto da quando io seguo la Lazio. Con l’esplosione dei social è xambiato tutto, l’amplificazione di certe situazioni. Il tifoso laziale è disposto a credere a qualsiasi cosa pur di arrivare ad una svolta societaria. Questo è il primo concetto in assoluto. C’è voglia di altro, di un’altra proprietà, di sognare, di un altro tipo di proprietà che possa riuscire a tenere il passo delle concorrenti che si affidano ad investitoti internazionali.

Sulla lettera di Lotito ai tifosi, credo che Lotito una mossa per cercare di riaprire un dialogo con i tifosi dovesse farla. Quello che conta è che dietro le parole di siano fatti, comportanti e sostanza. La parola ‘investire’ è determinante se davvero vuoi anche tu vincere ed essere ambizioso. Quella parola, nella lettera, non c’è. Ci sta, è comprensibile un’iniziativa di Lotito in questo senso, ma non è accettabile che non si investa e che non ci sia ancora un budget di mercato.

La Consob non ha obbligato la Lazio a smentire, poi nel corso della giornata le cose sono cambiate ed hanno portato al comunicato di smentita. La voglia disperata di cambiamento del tifoso della Lazio, è la morale più forte di tutto quello che è accaduto. La notizia è che è vero che Lotito cerca finanziatori, ha capito di aver bisogno di nuovi capitali, ma non perdendo la sua quota di maggioranza”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Lotito può scrivere quello che vuole, ma è aria fritta. Serve una conferenza” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Lotito può scrivere quello che vuole, ma è aria fritta. Se vuole riprendere in mano la situazione con passione, umiltà, fa conferenza stampa con tutte le parti e risponde alle domande in modo costruttivo, sincero, col cuore. La gente lo capisce se parli in maniera chiara e sincera.

Ha fatto delle cose buone e altre meno, lo deve dire. Si può sbagliare nella vita, ma si può anche rimediare se uno ha voglia e capacità di farlo. A me della lettera non interessa niente, non è comunicare. Io voglio il contatto. Serve una conferenza con giornalisti, tifosi, con tutto l’ambiente.

La cosa più brutta è che arriva il messaggio che sia normale che la Lazio si trovi lì, a metà classifica, a galleggiare. Una volta c’era anche il controbattere alla Roma, qui il bello è anche questo: da entrambe le parti c’è sempre stata questa voglia di competere con l’avversario. Ora sembra essere venuto meno anche questo aspetto.

Se togli i sogni, nel calcio togli tutto. Oltre ai soldi servono idee. Ci vogliono capacità, conoscenza, amore in quello che si fa. La prima cosa che deve cambiare è la comunicazione con il proprio popolo, con la sua gente. Io credo che le persone possono sempre cambiare, migliorare. Questa storia della lettera non la condivido, avrei fatto in maniera diversa organizzando una conferenza stampa con tutte le componenti”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Gregucci: “Lazio, vedo l’oblio, il totale buio. Non esiste società senza popolo e tifosi alla stadio” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI in collegamento a ‘NMM’

“Stiamo vivendo momenti drammatici, io l’ho definita la sacra del masochista. Quando anche i tifosi che hanno vissuto momento sportivi anche più difficili ti dicono che non andranno più allo stadio e non vogliono più parlare di Lazio, significa che siamo arrivati ad un punto terribile. Abbiamo superato la fase della tristezza. Vuol dire che è successo qualcosa di grosso, davvero. L’unione c’è, ma non andare più allo stadio porta inevitabilmente dei danni alla bandiera. Non esiste società senza popolo e tifosi allo stadio. Le società che fanno letteratura, sono quelle gestite dai tifosi e dell’azionariato popolare. Io penso che il calcio futuro non sarà degli sceicchi, ma dell’azionariato popolare o comunque questa idea del club.

Questa proprietà doveva scendere e parlare con il proprio popolo. Questo non è accaduto. Non si può rubare un sogno ed il mercato a saldo zero fa esattamente questo. L’ideale sarebbe trovare un dialogo, ma che lo scenario sia compromesso è evidente. Non comunicano quale dovrebbe essere lo sviluppo e la visione. Vedo l’oblio, il totale buio. Certamente, per quanto sia un uomo pulito ed un personsaggio integro, non può essere un solo uomo, in questo caso Gattuso, a cambiare le sorti. La soluzione la vedo complicata, in particolare dal punto di vista dell’empatia e del rapporto tra le parti. L’unita Lotito l’ha creata, mettendoci tutti dall’altra parte”

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RADIOSEI

Lazio, non è più sufficiente farsi bastare poco sperando che diventi tutto, senza far nulla affinchè accada

Negli ultimi giorni si è solo apparentemente consolidato ció che già negli ultimi mesi si stava manifestando, una realtà distopica generata ad immagine e somiglianza del proprio creatore. In realtà, nei riflessi sul futuro della Lazio si sta andando oltre. E’ stata emessa una sentenza definitiva. Non solo per ciò che hanno scelto di fare o faranno i tifosi, al netto del tentativo sempre più goffo di criminalizzare un dissenso univoco e trasversale; anche per ció che non è in grado di fare questo club, questa società, questo presidente per invertire la rotta. Sento ancora parlare di mancanza di volontà, ma la verità è che sono evidentemente esauriti gli argomenti che possano andare oltre il tentativo sposare responsabilità, anche comunicative, sugli altri. Perchè quando il gioco si fa duro, Lotito gioca a fare la ‘vittima’, la parte lesa, il frainteso, l’ammortizzatore sociale. Il fatto, però, è che non più solo una questione di mancanza di rispetto e considerazione: il nocciolo della questione è che non c’è più un reale motivo, un appiglio, una visione, una reale intenzione di rilancio che possa legittimare la necessità di continuare a possedere questa società.

Il tentativo di minimizzare, normalizzare, far passare il messaggio che un’intera comunità debba accontentarsi di quello che passa il convento è ufficialmente fallito. Questo è stato il vero effetto della contestazione/diserzione che ha animato gli ultimi cinque mesi della stagione. Ha risvegliato coscienze, attirato attenzioni illustri, argomentato e dato eco ad una mobilitazione che ha sortito l’effetto più grande. Quello di porre fine alle premesse basilari per proseguire ad oltranza senza le condizioni necessarie.

Anche nella forma, poi, Lotito si è trasformato nel proprio carnefice. Anche l’arroganza, la prosopopea, il narcisismo, l’egocentrismo e l’orgoglio personale devono avere un limite, oltre il quale conviene non andare. Superandolo, ha servito l’assist più invitante ad un intero popolo che ora si prepara a dare corpo non più ad una semplice manifestazione di dissenso, ma ad impartire una lezione storica travestita da boicottaggio.

È arrivata la sentenza, la più logica visto quanto non fatto per evitarla. E’ giunta la risposta alla famosa domanda che è stato legittimo porsi in questi mesi: “Dove porterà tutto questo?”. Ad un fragoroso, ma apparente abbandono per urgenza di cambiamento. Alla manifestazione pratica del “noi o lui”, di uno slogan che fino a poco tempo fa era ostaggio di un vincolo morale. La Lazio, oggi, è tutto ció di cui un tifoso non puó sentirsi rappresentato. Una scatola svuotata dall’arroganza, dall’assenza totale di sentimento, dall’indifferenza (intesa come il contrario di ambizione), dall’eleganza, dalla visione, dalle capacità imprenditoriali e sportive di chi la gestisce. È la raccolta inevitabile, ma tutt’altro che scontata, di ció che è stato seminato in oltre due decenni. Eccola, la resa dei conti che arriva dopo il punto più basso.

Il proprio carnefice ha fatto il vuoto ed ora non resta che aspettare di vedere come se la cava o fino a che punto decide di far sprofondare la ‘Prima squadra della Capitale’, sull’altare del proprio bisogno individuale. Ai più distratti, potrebbe sembrare la fine, ma per ricominciare e migliorare è doveroso fare dei sacrifici. Non è sufficiente farsi bastare poco sperando che diventi tutto, senza far nulla affinchè possa accadere. I tifosi della Lazio non si vedranno, ma ci sono. Sono vivi e uniti, tanto appassionati da mettersi nelle condizioni di scrivere una pagina di storia tutta loro. Tanto da rimettersi al centro della narrazione, con l’unico scopo di riappropriarsi della propria concezione di Lazio. Per abbattere degli steccati che non li rendono liberi di vivere la propria passione con l’orgoglio e la dignità della propria ‘cazzo di storia’. “La Lazio ha un nome e cognome, Claudio Lotito“: ora dimostri ad un popolo intero come si gestisce la sua azienza senza clienti, consensi, credibilità, soldi e umiltà. “Che problema c’è – diceva settimane fa – , faccio un aumento di capitale e risolvo il problema“. Bene, aspettiamo con ansia e ottimismo che questo primo step si concretizzi. Lo faccia e dimostri di potersela permettere senza poter meramente speculare sul capitale umano e materiale della propria gente. Daniele Baldini Radiosei

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RASSEGNA STAMPA

Lotito-Reggina, scenari, risvolti politici e la rabbia dei tifosi della Lazio: “Ennesima conferma di disinteresse”

Cosa mancava alle critiche, da aggiungere al malcontento generale? Le voci sull’interesse per un’altra squadra. L’indiscrezione di mercato, in questo caso riguardante passaggi societari, ha dell’incredibile soltanto se non associato a una figura come Claudio Lotito. Il presidente della Lazio sarebbe coinvolto in una cordata, non ancora precisata, pronta a rilevare la Reggina, rimasta in Serie D dopo la mancata promozione in C (sfumata nella finale playoff contro la Nissa). La giornata di ieri, almeno inizialmente, doveva segnare l’avvicinamento definitivo tra il club amaranto e il gruppo italo-americano rappresentato da Matt Rizzetta. La trattativa con l’attuale proprietà, guidata da Ballarino, sembrava in una fase avanzata, forse risolutiva. Invece all’improvviso si sarebbe inserito un altro gruppo, associato anche a Lotito, aprendo uno scenario che fino a quel momento sembrava inatteso (nonostante si vociferasse da settimane di incontri già avvenuti).

Le ricostruzioni, com’era ovvio che fosse, hanno portato a un collegamento della notizia al contesto istituzionale cittadino. Un’interpretazione non solo sportiva, quindi, visto che Francesco Cannizzaro – neo sindaco eletto a Reggio Calabria e parlamentare di Forza Italia – conosce molto bene Lotito (stesso partito). Insomma, l’argomento Reggina – molto sentito nella regione – potrebbe portare anche a risvolti nelle politiche. Dalla Lazio non sono arrivate conferme, né smentite. L’unico a rilasciare “dichiarazioni” in merito alla vicenda, utilizzando i social, è stato proprio lo spiazzato Rizzetta: «Oggi troppo de luso per parlare e non voglio rischiare andando oltre», ha scritto su una storia Instagram. Forse la conferma di una pista che ormai appare definitivamente saltata.

Secondo le ricostruzioni di ieri ci sarebbe stato perfino un vertice in giornata tra i rappresentanti del gruppo riconducibile a Lotito e la dirigenza amaranto. Sponda Lazio, le informazioni rimbalzate hanno
acceso ancora di più la contestazione da parte dei tifosi. Soltanto pochi giorni fa era arrivato l’invito dei gruppi organizzati di non abbonarsi in vista della prossima stagione. Per molti, l’accostamento di Lotito alla Reggina, è stata l’ennesima dimostrazione del disinteresse nei confronti del club biancoceleste. «Con tutto quello che sta succedendo, lui cosa
fa? Pensa a un’altra squadra invece di investire sulla Lazio», è stato uno dei commenti più ripetuti sui social. Corriere dello Sport

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Lotito-Reggina? Faccenda che porta a parlare d’altro, il focus va tenuto su ciò che sta accadendo alla Lazio” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Lotito-Reggina? Ci può stare se non ti manca niente nel resto. Teoricamente prima risolvo le mie problematiche, poi vado ad occuparmi di altre cose. Questa faccenda comunque porta a parlare di altro, ma il focus va tenuto su ciò che sta accadendo in casa Lazio.

Rovella all’Atalanta? Evidentemente Sarri, allenandolo, lo ha cresciuto su determinati principi, quindi ci può stare che il tecnico intraveda in lui ciò che può servire alla sua squadra. Ricci non è un play, può giocare in mezzo ma tende a ragionare con un secondo in più.

Ciò che manca alla società-Lazio è il rapporto con gli altri, è la mancanza di rispetto che hanno Lotito e i suoi collaboratori anche nel porsi. Chiaro, lui è soggetto a critiche e giudizi, ma è il ruolo che impone questo. Deve iniziare a cambiare partendo da questo, cominciando con un bagno d’umiltà”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mellone: “Lazio, futuro senza futuro. Rischio disincanto con lo scadaloso silenzio della società. Serve assunzione di responsabilità!” (AUDIO)

ANGELO MELLONE (Dir. Day Time Rai) in collegamento a ‘NMM’

“La situazione emotiva che sta attraversando la Lazio, soprattutto, ma non solo nel rapporto ingarbugliato con la propria tifoseria, è di grande difficoltà. Non credo che sia rispettoso approcciare a tutto questo in modo superficiale. Il rapporto con la stragrandissima maggioranza della tifoseria laziale è il proprio presidente è arrivato ad essere vicino al capolinea. Lo scadaloso silenzio della società su questo tema e questa situazione sta creando dei problemi grossi a chiunque ama questa società. Nella scorsa stagione il disagio era personale per quanto avvenuto fuori dal campo e fuori. Rispetto all’assenza di un racconto della realtà con ammissione delle proprie colpe, da tifoso della Lazio mi sono sentito offeso.

Sul tema abbonamento, ad oggi, mi sento di dire che io ed i miei figli non sottocriveremo la tessera. Questo, però, genera rischi e paradossi. Questa situazione rischia di rompere quel meccanismo bellissimo rappresentato dal ‘Di padre in figlio’. Siccome ci sono dei responsabili di questa situazione, qualcuno dovrebbe assumersi la responsabilità di questo svilimento, di questa amarezza che rischia di diventare disincanto. Ossia, vivere in una situazione in cui tutta quella passione e dedizione nel raccontare la grandezza della storia laziale si nasconde. Solo perchè dall’altra parte, ti senti considerato un cretino, una pedina sostituibile. Qui c’è chi ha grandissime responsabilità di questo stato delle cose, ma confesso la mia totale incapacità di formulare una previsione di ciò che possa accadere. E questo complica le cose, è un futuro senza futuro che una selva di punti interrogativi”.