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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, la probabile formazione anti-Mou. Liste? Marusic anche centrale potrebbe ‘salvare’ Noslin e Cancellieri” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La formazione per questa sera contro il Fenerbahçe di Mourinho dovrebbe essere Provedel, Hysaj, Gila, Provstgaard, Tavares in difesa; Guendouzi, Rovella, Dele-Bashiru a metà campo con Pedro, Taty e Zaccagni in avanti. Aumenterà il minutaggio dei titolari, con Marusic potrebbe partire dalla panchina in virtù della necessità di avere un cambio ai centrali difensivi visto l’assenza di Gigot e Patric. Ci sarebbe, ovviamente, anche l’opportunità di provare la linea difensiva che dovrebbe giocare a Como, quella con il montenegrino a destra.

Domani 31 luglio scadono le clausole di Rovella e Guendouzi? Esatto, credo che scadranno senza che nessuno si faccia avanti per prenderli a quelle cifre, 50 milioni Rovella e 55 Guendouzi. Abbiamo capito che loro resteranno, ma nel caso ci fossero poi degli interessamenti sarebbero a cifre diverse. Ancor di più è probabile la loro permanenza. Chiaro che visto le disponibilità economiche dei club di Premier, non s può escludere da adesso che non ci saranno tentativi o offerte ad agosto.

Noslin-Cancellieri? Non c’è tra i due una grande differenza di ingaggio, probabile che il secondo abbia più mercato del primo anche perché più giovane. Se come ripiego, Marusic dovesse dare buoni segnali da centrale difensivo, credo che alla fine in lista Sarri potrebbe mantenere sia Cancellieri che Noslin, tagliando Gigot e magari un terzino tra Lazzari e Hysaj. Senza dimenticare la candidatura di Basic“.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, prima l’identità poi le alternative al 4-3-3: i moduli pensati da Sarri e l’incastro con Insigne

Una tentazione da rimandare, ma neanche tra così tanto tempo. Il 4-3-3 resta la strada tracciata da perseguire per riportare la Lazio ad alti livelli, ma col mercato bloccato Sarri non nasconde che ci sarà da aspettarsi qualche novità tattica nel corso della stagione, in barba alle voci che lo considerano un integralista. Un’idea solo abbozzata durante i primi 11 giorni di ritiro, ma che si rivedrà più avanti come svelato dal tecnico: «Questa settimana dovevamo lavorare su qualche modulo alternativo, ma abbiamo deciso di posticipare per non mandare in difficoltà qualche giocatore. Lo faremo quando ci saranno più certezze sul lavoro iniziale».

Vietato appesantire i primi apprendimenti tattici, soprattutto per chi lo ha appena conosciuto come Nuno Tavares e Dele-Bashiru, molto attenti e partecipativi finora. Si riparte quindi da un 4-3-3 modificabile in corsa, soprattutto se dovesse arrivare un pupillo come Insigne: «Lorenzo mi ha dato tantissimo, ma da quello che mi dice il presidente ora certe possibilità non ci sono». I contatti proseguono con l’ex Napoli. Sarri prenderebbe in considerazione anche il 4-2-3-1, il 4-3-1-2 o il 4-3-2-1 per inserirlo, ma al contempo non può distrarsi da quello che ha a disposizione, che verrà valutato da qui a gennaio per capire come muoversi nel mercato di gennaio. I reparti considerati sguarniti, come rivelato da Mau a Castiglione della Pescaia, erano difesa (i terzini) e centrocampo, ma il campo potrebbe cambiare le opinioni del tecnico. Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Mal di gol Lazio, la soluzione di Baroni è sempre il 4-2-3-1: i ballottaggi

Due partite senza segnare, a Venezia e a Milano con l’Inter, mai successo durante la gestione Baroni. Come evidenzia Il Tempo, fino ad ora la Lazio ha siglato ben 47 reti in campionato, terzo migliore reparto della Serie A dopo Inter e Atalanta in testa a questa speciale graduatoria con 59 gol. 

Ora Baroni studia le soluzioni per sostituire il Taty: Noslin, Tchaouna o Pedro ma c’è anche l’ipotesi Dia centravanti e l’inserimento di un centrocampista in più (Belahyane), considerate le difficoltà della sfida. Tuttavia il tecnico, evidenzia ancora il quotidiano, non vorrebbe derogare al suo 4-2-3-1 ultra offensivo e, quindi, è più probabile che il senegalese non sia spostato avanti.

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RASSEGNA STAMPA

Due Lazio in una: costruirà a tre e difenderà a quattro: così Felipe può fare l’esterno

Oggi inizia la seconda settimana di lavoro con mister Tudor, quella che porterà alla prima gara ufficiale con lui in panchina. Il mister – sottolinea il Corriere dello Sport – ha creato una Lazio camaleontica, che vedrà la costruzione a 3 e una fase di difesa con un 4-4-1-1. Può cambiare qualche posizione o qualche uomo, ma la direttiva data è questa. Sarà la filosofia che presenterà il mister già sabato contro la Juventus. La sua type=’text/javascript’ idea offensiva e la linea difensiva applicata da Sarri. Tudor dimostra coraggio, ma non è una novità per chi lo conosce. Ha avuto un buon impatto sullo spogliatoio: “qualcosa terrò” riferito allo stile di gioco di Sarri, ma gradualmente sta lavorando al suo modello di gioco. Sugli uomini che utilizzerà? Non ci sono molti dubbi. In porta toccherà a Mandas, con Provedel in fase di ripresa. Gila, Romagnoli e Casale sono stati provati da trio difensivo. Patric prova a rientrare con la Juve in Coppa. Si può immaginare la fase di costruzione, con il modulo Tudor, con Marusic e Felipe Anderson ai lati del centrocampo a 4. Un centrale sarà Guendouzi, l’altro Vecino o Cataldi. Luis Alberto e Zaccagni agirebbero dietro Ciro Immobile, ancora in pole su Castellanos. La fase difensiva vedrebbe la difesa a 4 con Marusic abbassato e Gila spostato terzino a destra. Una variante che lo stesso mister ha definito come superoffensiva sarebbe quella che vedrebbe Luis Alberto davanti alla difesa vicino a Guendouzi. 

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano “Responsabilità, duelli e sacrificio: la Lazio non può più perdere. Serve un altro atteggiamento ” (AUDIO)

Bruno Giordano in diretta a ‘NMM’ sul futuro atteggiamento della Lazio in campo

“Mi aspetto in Coppa Italia due belle partite, che ci permettano di giocare una finale. Ci saranno più responsabilità, peserà il singolo individuo. Marusic non sarà mai Luis Alberto e così via, la squadra è fatta da singoli che devono trovare l’amalgama giusta sotto l’aspetto del gioco. Non credo che ci saranno grandi problematiche, Sarri arriva dopo Inzaghi e sono riusciti comunque a prenderne le nozioni. Ora la problematica è avere il tempo, ci sono partite su partite: per me la stagione inizia già dal ritiro quando hai 30-40 giorni per lavorare sulla testa e sul fisico.”

Atteggiamento Lazio – “Ora si chiede di giocare con altre caratteristiche, poi moduli e schemi di gioco funzionano fino ad un certo punto. C’è da vincere i famosi duelli, per cui vediamo se c’è lo spirito di sacrificio dei singoli. Non possiamo permetterci più di perdere, mancano le ultime nove partite. Bisogna fare di necessità virtù, chiediamo alla squadra di fare ciò che chiede l’allenatore e avere la giusta predisposizione.

Tudor sta lavorando sul sistema di gioco, sapendo che l’altro è già assimilato negli ultimi tre anni. Lui proverà a dare le sue type=’text/javascript’ idee, ma se poi vede che la squadra va in confusione è un attimo tornare al 4-3-3. Niente è semplice nel calcio, ma bisogna lavorare e trovare la soluzione migliore: magari la prossima settimana si rende conto che non hanno le qualità per farlo e si trova un sistema ibrido.”

In Nazionale – “Retegui a me piace molto, è un giocatore che sa stare in area di rigore, sta prendendo i ritmi del campionato italiano e può fare molto bene. Retegui e Raspadori sono sicuro saranno i due attaccanti agli europei, il terzo slot se lo giocano Immobile e Scamacca. All’inizio Retegui non mi dava fiducia, ora lo vedo padrone della situazione, in area è a casa sua.”

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Maffei “Tudor più attento di Sarri nella comunicazione. Lotito, dichiarazioni di cattivo gusto. Immobile? Per me troppi social” (AUDIO)

Fabrizio Maffei in diretta a ‘NMM’

“I cicli iniziano e hanno sempre una conclusione, che può essere dolorosa o condivisa, ma che segna sempre una storia. Noi abbiamo vissuto una storia importante con Sarri, lo dobbiamo ringraziare per quello che ha fatto vedere in campo e per un inaspettato secondo posto. Questa stagione va ringraziato per aver fatto un passo che in pochi avrebbero fatto, dimostrandosi una persona per bene, decidendo di togliere il disturbo avendo verificato di essere diventato un intralcio per la crescita della squadra.

L’arrivo di Tudor è anticipato rispetto ai tempi, sono convinto che la conclusione del rapporto Lotito-Sarri sarebbe arrivata a fine stagione. E Tudor insieme ad un altro era fra i papabili. Credo che questo sia il modo per Tudor di anticipare i tempi rispetto alla prossima stagione, per sperimentare, conoscere e cercare compatibilità con l’ambiente. Soprattutto la chiave tecnica del suo credo e vedere se la squadra può recepirla.

Credo le premesse ci siano, soprattutto se la premessa è che gioca chi lo merita. Noi cronisti siamo liberi di disegnare le squadre, ma non è detto che la nostra scienza possa essere poi certificata dal campo. Staremo a vedere nel primo incontro ufficiale, quello che oggi appartiene alla tattica o all’11 contro zero lascia il tempo che trova. Quello che alleni devi metterlo in pratica con un squadra avversaria di fronte, però sono fiducioso.

Secondo me Tudor è il migliore che la Lazio potesse ingaggiare, non il migliore del mondo. Tra quelli disponibili e possibili è davvero una buona scelta, chi lo conosce me lo descrive come un ottimo allenatore: uno che cura la preparazione e parla con i giocatori, ha già cominciato i primi colloqui con Kamada, Casale, Luis Alberto”.

Gestire la comunicazione

“Se Sarri ha avuto mancanze nella gestione della squadra è proprio quello di non aver parlato con i giocatori, senza darsi a questi ragazzi che hanno problemi come tutti gli altri uomini. Tudor è uno che si dedica molto, si mette sempre a voler comprendere. Per quanto riguarda gli aspetti tattici staremo a vedere, si può vedere un 3-4-2-1 oppure ancora una difesa a 4 per non snaturare troppo la squadra di questa stagione: non me la sento di dire altro. Non possiamo anticipare di due mesi il ritiro, sia chiaro, c’è ancora Derby e Coppa Italia, ma abbiamo possibilità di sperimentare. Dipendesse da me la difensa a tre con Gila, Patric e Romagnoli la vedo benissimo.

La Lazio da sempre non brilla sotto il profilo comunicativo, a volte non ho condiviso nemmeno la comunicazione di Sarri: più volte davanti ai microfoni ha criticato tutto e tutti, un copia e incolla di Mourinho. Ci sono alcuni aspetti che per certi versi mi fanno pensare ad una vita comune dei due, penso che una società seria possa accettare solo fino ad un certo punto di essere messa in negativo dal tecnico. Per quanto riguarda la società, dovendo fare tutto Lotito non sta a lui tenere i rapporti con i giocatori. Poi però non riesce nemmeno a delegare qualcuno, per paura di creare una figura di intermezzo, un clone di Peruzzi, non lo vuole perchè teme gli possa fare ombra e prendersi dei meriti.”

Lotito, Immobile e il rapporto Sarri-squadra

“Nel rapporto Sarri-Giocatori, l’allenatore ha avuto tante mancanze, non si è calato fino in fondo nella disponibilità personale. Sappiamo che Sarri ha avuto problemi personali, ma non so cosa abbiano generato: sicuramente è stato qualcosa che lo ha toccato personalmente. Ho trovato di pessimo gusto quello che ho sentito dalla voce di Lotito, sia per quanto riguarda lo scarico di responsabilità, sia per il commento all’aggressione subita da Immobile. Non c’è dubbio che i calciatori vivono una vita molto social, che sono una cassa di risonanza enorme e non so quanto benefica o dannosa, non pensano alle conseguenze. Credo che Ciro faccia parte di questo gruppo che vuole condividere i momenti della sua vita, però forse lui anche un po’ troppo. Non condivido questa presenza continua, prima c’era una riservatezza maggiore.”

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‘NMM’ – Abbate “Nella Lazio non ci sono giocatori a misura di Tudor. Castellanos uno che porta punti pesanti” (AUDIO)

Alberto Abbate (IlMessaggero) in diretta a ‘NMM’

“Come succede con ogni allenatore, al momento nessuo ha rapporti tali da avere sicurezze. La società ha fatto firmare Tudor fino al 2025 chiedendogli di esporre il suo piano. Anche con la Juventus potrebbe andare col suo modulo. Lui continua a provare ogni giorno il 3-4-2-1, se continuerà anche alla vigilia della Juventus mi aspetterò questo modulo. Tudor deve capire che è giustissimo portare avanti le proprie type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee, ma anche che di questa stagione della Lazio se resta qualcosa è la Coppa Italia come obiettivo per arrivare all’Europa, oltre al derby che a Roma è sempre fondamentale. Quelle tre partite che arrivano la Lazio deve affrontarle senza rischio di entrare in confusione.

C’è da dire che quando Tudor arrivò a Verona, prese una squadra che aveva ancora i dettami di Juric e iniziò a fare il gioco basandosi sui dettami del vecchio allenatore. Potrebbe fare lo stesso per queste ultime 10 partite, mettendoci dentro del so, ma non ha giocatori in rosa che possono fare il suo calcio. Ovviamente oltre a chi lo ha già avuto, come Casale, Zaccagni e Guendouzi.”

Il peso di Castellanos nella Lazio – “Luis Alberto lo stiamo vedendo sulla trequarti, ma la corsa non è nelle sue caratteristiche: anche volendo non riesce a fare quello che gli chiedono determinati allenatori, non è solo un discorso di applicazione ma anche di caratteristiche. Lo stesso discorso riguarda Immobile, Castellanos ha segnato più delle riserve di altre squadre, solo Jovic nel Milan ha fatto meglio. C’è anche un dato ulteriore, con i tre assist e quattro gol Castellanos ha portato 12 punti alla Lazio, Immobile soltanto 6, molti legati ai rigori, ovviamente solo per quanto riguarda il campionato e non la Champions dove Immobile è stato decisivo.”

Le ultimissime – “Ieri si è detto di Rovella tornato in campo, con allenamenti a parte. L’altra buona notizia è che Provedel ha tolto tutore e stampelle e sta camminando, ieri ha assistito agli allenamenti. Pellegrini ha una distorsione alla caviglia, si sta andando con calma anche per via della squalifica. Ieri è stato risolto il contratto dei collaboratori di Sarri e quello di Sarri stesso, l’unico che rimarrà a libro paga è Martusciello”

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Casale può rilanciarsi con Tudor e la difesa a tre

Una stagione travagliata quella di Casale, fino ad ora. Tanti infortuni ed un rendimenti che ha tradito le belle cose che si erano viste nella scorsa stagione. Quella coppia di ferro con Romagnoli ed il record di clean sheet sembrano un lontano ricordo, almeno fino ad ora. Come riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport, infatti, con l’arrivo di Tudor le quotazioni di Casale potrebbero subire un importante rilancio. Il ragazzo conosce già il tecnico, con cui ha giocato al Verona nella difesa a tre e con cui ha vissuto proprio l’anno della sua esplosione in Serie A

Il tecnico croato ha già provato il suo 3-4-2-1 nei primissimi giorni di lavoro a Formello, senza intenzione di temporeggiare e attuare pratiche conservative. Gerarchie azzerate quindi , come abbiamo già raccontato: d’ora in poi conta il presente, non quanto prodotto in precedenza. Allora sì che la candidatura di Casale ad un posto di prim’ordine nella difesa a tre di Tudor si fa concreta. Nelle type=’text/javascript’ idee del tecnico, i test degli ultimi giorni hanno contribuito a mettere alla prova una difesa a tre con Romagnoli al centro, Gila sul centrodestra e proprio Casale come braccetto sul centrosinistra.

Elogi per il giocatore, dal tecnico, erano già piovuti nei giorni scorsi quando nella sua prima intervista da tecnico della Lazio aveva affermato come Casale fosse “un ragazzo d’oro, un giocatore forte e che sarà sicuramente utile”. Che Tudor nutra fiducia nelle capacità del suo difensore non è un mistero: nella stagione a Verona a fine anno le presenze totali di Casale furono 37 (36 in campionato, una in Coppa Italia). Le possibilità di rilanciarsi e le motivazioni di ritrovare la migliore condizione fisica ci sono. Sta al ragazzo ora trovarle e metterci cuore, anima e fatica.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Piscedda: “La Lazio ha gli uomini per fare 4-3-1-2. Si può cambiare modulo, ma decide Sarri” (AUDIO)

Scalvini e Ruggeri sono un esempio, MASSIMO PISCEDDA in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“L’Atalanta di quest’anno ha inserito due giovani cresciuti nel proprio vivaio come Scalvini – che già era alla Dea – e Ruggeri di ritorno dalla Salernitana. Ho visto i bergamaschi contro la Juve e ieri e mi sembra una squadra in salute, che fa molta pressione e non ti fa respirare. Servirà un’altra Lazio.

Se Ciro sta male non deve scendere in campo, ma se non ci sono infortuni io lo vedrei sempre titolare. E comunque giocatori come Ciro, decidono in proprio se giocare o no.

A me piace molto De Ketelaere dell’Inter, è un grande talento.

L’Atalanta è vero che cambia molto, ma prende sempre giocatori resistenti e alcuni anche di qualità e che quindi a livello europeo funziona molto bene e si adatta molto meglio di altre.

Purtroppo la Lazio non può fare il tipo di gioco dell’Atalanta perché non ha giocatori con quelle caratteristiche.

Si può cambiare modulo alla Lazio? Sì, ma sono scelte dell’allenatore e del suo staff. I giocatori attuali della Lazio sicuramente permettono di poter cambiare modulo, ma – ripeto – sono decisioni che deve prendere l’allenatore. Contro il Celtic ho notato che è stata sufficiente una filtrante per mettere in difficoltà la Lazio che mi sembra evidente non faccia pressing organizzato. Luis Alberto o Guendouzi che partono da soli a pressare e dietro non sale nessuno, non lo puoi chiamare pressing”.

Alessio Buzzanca

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DICHIARAZIONI

Milinkovic ed il sarrismo: “Pochi complimenti. Mi diverto, ma preferivo il 3-5-2. Futuro? A Roma sto bene…”

Il centrocampista della Lazio Sergej Milinkovic-Savic ha rilasciato una intervista ai microfoni di ‘DAZN’. Il botta e risposta, andato in scena prima della sfida contro l’Inter, è stato mandato in onda quest’oggi: “Con Sarri mi diverto molto, abbiamo sempre palla noi. E’ il secondo anno con Sarri e dopo la prima stagione con qualche difficoltà l’abbiamo capito di più”.

Com’è invece Simone Inzaghi?
“Gioca un calcio diverso, con un modulo diverso. Con Simone giocavamo spesso palla alta, con Sarri più rasoterra. All’inizio era dura capire il calcio di Sarri, ora abbiamo capito come si fa e come pensa lui e le prestazioni sono cresciute”.

Come cambia il tuo gioco?
“Cambia molto. Nel 3-5-2 hai più giocatori intorno e sai sempre dove darla, nel 4-3-3 ne hai meno e corri di più. Da centrocampista a me piace di più il 3-5-2″.

Cosa vi dice Sarri a fine partita?
“Pochi complimenti. Quando palleggiamo bene è contento, ma non vuole dirlo… Ci siamo abituati e andiamo avanti, siamo felici quando vinciamo”.

Che rapporto c’è con Immobile?
“Ci capiamo bene. So sempre dov’è anche quando non lo vedo, e lui sa cosa gli posso dare. Lo sento sempre intorno a me…”

Quanto si sta bene alla Lazio?
“Qui si sta bene, sono qui da otto anni e mi godo ogni giorno. Ultimamente non vado tanto in città, ma me la godo ogni giorno”.

Che rapporto hai con i tifosi della Lazio?
“I tifosi della Lazio ci sono stati sempre per me, anche nei momenti difficili. Per loro posso avere solo belle parole”.