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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Cagni: “Lazio, più di questo non si poteva fare. I tifosi hanno delle ragioni, ma se attacchi Lotito…” (AUDIO)

GIGI CAGNI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“La Lazio non avrebbe potuto fare meglio in questa stagione. Il campo non mente, al di là dei motivi, questa è una squadra che ha 16 titolari. Se poi ci sono anche degli infortuni, il resto è una conseguenza. Poi bisogna capire quali fossero gli obiettivi iniziali, quelli io non li conosco. Se Sarri dice che il club non gli ha chiesto l’Europa, allora è stato fatto quello che avrebbe dovuto fare.

I gol presi non sono stati un problema, ma i gol fatti. Questo è un problema generale, non ci sono più i centravanti. Così come non ci sono più i grandi centrocampisti o le grandi ali. La Nazionale, non ha caso, per la terza volta non farà il Mondiale. Siamo un Paese che non programma, il tutto e subito non è possibile, se invece costruisci per il futuro bisogna saper aspettare. Quando si parla di città dove c’è il derby, cambia tutto. C’è il confronto costante, sono piazze particolari.

In questo momento, il tifoso della Lazio che contesta il proprio presidente, avrà delle ragioni. E questo è il primo problema da risolvere, influisce molto. Visto da lontano, il problema esiste. Poi, mi sembra che Lotito sia uno di quelli che se gli rompi le scatole hanno una reazione contraria. Non so se conviene, più l’attacchi e più fa il contrario. Non so quanto valga continuare a combattere con lui”.

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CALCIOMERCATO

Conte-Nazionale può innescare il valzer delle panchine: in ballo anche Sarri

Parole che non lasciano spazio a molte interpretazioni, quelle di Aurelio De Laurentiis su Antonio Conte: l’allenatore decida ora se restare o salpare verso nuovi lidi, così da permettere al club di valutare altri profili. Come riporta il Corriere dello Sport oggi in edicola, le parole che il presidente ha pronunciato nell’intervista a The Athletic sono antecedenti a quelle di Conte al Tardini, anche se l’intervista è stata pubblicata solo ieri.

Poco cambia comunque nel quadro che si è creato. Da un lato Conte ha avvisato di voler capire le strategie future prima di decidere se continuare al Napoli o meno, visto che i rivali si preparano con “i fuochi d’artificio”, dall’altro De Laurentiis vuole evitare di trovarsi con il cerino in mano per aspettare Conte, che comunque ha la priorità, oltre che un contratto fino al 2027.

Il quotidiano scrive che la riunione per programmare il futuro con il ds Manna e l’ad Chiavelli inizialmente immaginata a fine stagione o a Champions raggiunta, dovrebbe essere anticipata e una prima occasione è rappresentata dal fatto che De Laurentiis rientrerà oggi a Roma, mentre nel weekend si sposterà a Napoli. E se Conte dovesse lasciare? Fra i nomi in lizza ci potrebbero essere quelli dell’allenatore della Roma Gian Piero Gasperini, quello del Bologna Vincenzo Italiano, Fabio Grosso (Sassuolo) e magari un ritorno di fiamma con Maurizio Sarri, ora alla Lazio.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Ventura: “Crisi Italia? Io sono la prova, non basta cambiare Ct, deve subentrare il Governo. La Lazio il mio grande rimpianto, Sarri…” (AUDIO)

L’ex Ct della Nazionale, GIAN PIERO VENTURA in collegamento a ‘NMM’

“Già dopo l’eliminazione nel 2017 della mia Nazionale contro la Svezia si diceva che era necessario un cambiamento. Mi terrorizza sentir dire che il problema si risolva cambiando il presidente federale o il Ct. Credo che ci siamo molto da fare, molte domande dovrebbero porsi, inutile solo cercare dei responsabili. E’ tempo di iniziare un percorso che ci permetta di tornare ad essere protagonisti. Una volta andavamo al Mondiale per vincere, ora sogniamo semplicemente di andarci. Il vero grande problema è che già se ne parla meno, ci rituffiamo sul campionato come se nulla fosse. Qui dovrebbe subentrare anche il nostro Governo, c’è da ricostruire e per farlo bisogna ripartire dal basso, dalle fondamenta. Da tutto quello che non c’è più, ci sarebbe da costruire dei centri federali in tutta Italia, da scegliere tecnici preposti per un obiettivo ben preciso. Che non è il risultato, ma la formazione tecnico-calcistica del giovane. Una volta fatti crescere, c’è da capire come immetterli. Nel passaggio Primavera-prima squadra il talento viene disperso, visto che in Italia i giovani non vengono poi utilizzati. Il percorso non lo fai con le parole, ma con i concetti e con i mezzi. Ci sono Paesi in cui vengono investiti 150-200 milioni di euro per i centri federali. Da noi mi auguro che avvenga, ma ho qualche dubbio.

E’ la qualità dei giocatori che determina, noi ci entusiasmiamo per Pio Esposito e Pisilli che certamente hanno un futuro, ma che hanno bisogno anche di tempo per affermarsi. Il problema è che parliamo di due giocatori. Dopo tre partite Vergara è stato definito il nuovo Sivori. In Italia funziona così, allora mi chiedo come mai è stato lanciato solo a causa di un’emergenza infortuni. Il nostro calcio è andato a sparire, questo vale anche per il nostro campionato, non più paragonabile agli altri top. Il Napoli ha preso sei gol dal PSV, la Juventus ne ha presi cinque dal Galatasaray. Oggi in Serie A, ogni volta che un giocatore fa un contrasto aereo resta a terra per minuti. Oggi, non si riesce più a vedere con piacere una partita nel campionato italiano, lo spettacolo è davvero sceso. Se togli l’emozione dal calcio è finita e l’emozione è il gesto tecnico, l’intuzione.

Il trammento che ha ricevuto dopo l’eliminazione con la Svezia ha influito sul mio addio alla panchina? E’ così. Qualche riflessione la dovrebbero fare quelli che hanno giocato su questo. Sono stato e resto un grandissimo tifoso della Nazionale, ho sofferto molto dopo i rigori contro la Bosnia.

Succesore Gattuso? Mi viene difficile rispondere, non credo che Allegri andrà mai in Nazionale. L’unico che davvero vuole andare, credo sia Mancini. Ma dopo quanto accaduto è difficile. Ancellotti sarebbe un nome che metterebbe d’accordo tutte le componenti del calcio italiano”.

“Rimpianto Lazio”

E’ chiaramente un’annata che non verrà ricordata come straordinaria. Dall’assenza dei tifosi, ai tanti infortuni, passando per alcune prestazioni non all’altezza. A volte ho visto delle reazioni che non è da squadra di Sarri. Quando ti trovi a dieci punti dalla Conference non può essare un’annata da ricordare. Sarri sa facendo tutto quello che può in un contesto in cui non è facilissimo fare.

Rimpianto di non aver scelto la Lazio piuttosto che la Nazionale? Assolutamente si, la Lazio aveva una grande squadra, mentre per me non c’erano i presupposti per andare ad allenare la Nazionale senza una rete. Il rammarico è per la qualità di quella Lazio, è il mio grande rammarico nel calcio. Quella squadra lì aveva valori assolutamente superiori a quella di oggi”.

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DICHIARAZIONI

La doppia versione di Isaksen: “Differenza di media gol tra Lazio e Nazionale folle. Forse incide…”

L’attaccante della Lazio Gustav Isaksen ha parlato in patria soffermandosi anche sul suo diverso rendimento in termini statistici fra le prestazioni con la maglia biancoceleste e quelle della sua
Danimarca. “Per me è fantastico essere qua, è forse la cosa migliore che un giocatore possa desiderare. C’è un allenatore che mi sostiene e mi dice che non gli importa se perdo palla 10 volte perché sa che l’undicesima posso farcela. Sento che i compagni mi cercano molto alla Lazio e sono molto felice del modo in cui giochiamo lì. Però è un po’ folle che la mia media gol sia così diversa rispetto a quella in Nazionale. In Italia i difensori sono davvero bravi e in Serie A non si segnano così tanti gol. Forse questo incide”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Isaksen sta diventando cigno, ora servono più gol con la Lazio. In chiave mercato…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Buona la prima per l’Italia, anche se non pensavo che l’Italia del Nord fosse così scarsa. Anche l’Italia è modesta, ma non è un caso che siano stati i due giocatori più forti a deciderla, Tonali e Kean. Sono i nostri giocatori più europei, indubbiamente.

Isaksen e la sua doppietta con la Danimarca? Sta crescendo, nella percezione collettiva giocatori come lui, Guendouzi e Castellanos hanno pagato la pressione di dover succedere a elementi come Milinkovic, Immobile e Anderson. Il danese sta crescendo, sta diventando più forte, da brutto anatroccolo sta diventando un cigno. Ora deve crescere dal punto dei vista dei numeri realizzativi. Il rapporto tra le gare giocate ed i gol fatti non è possitivo. Per come sta crescendo come giocatore può e deve evolvere anche in termini di gol. Ha delle attenuanti fisiche per un inizio di stagione complicato, c’ha messo un po’ ma sta lentamente crescendo. Nella nazionale danese si sente stimato e considerato, magari nella Lazio può soffrire un po’ la staffetta con Cancellieri. Pesano alcuni gol pesanti sbagliati con Pisa, Sassuolo ed Udinese, ma per questo finale sarà importante per Sarri.

La sua crescita legata anche al mercato? Sono arrabbiato con la scarsa chiarezza della Lazio su queste situazioni. Per un club che si è fatta bloccare il mercato l’estate scorsa, non ci sono incedibili. Non solo Isaksen, anche uno come Taylor deve essere considerato così. Poi dipende dagli obiettivi, se è la Champions League dovresti trovare di meglio, anche a fronte della sua crescita. L’ideale, poi, è affidarsi nelle scelte in entrata ed in uscita a Sarri. Chiaro che le priorità di mercato per migliorare la squadra in estate sono altre. L’attaccante e la mezzala, anche se purtroppo ci sarà da rimettere mano alla difesa”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Przyborek studia da mezzala. Intanto vuole mettersi in mostra in Nazionale

Convocato dalla Polonia Under 19, oggi sarà impegnato alle 17 contro il Portogallo.

Zero minuti, non ha ancora esordito, finora il percorso con la Lazio è stato caratterizzato solo dall’apprendistato portato avanti durante gli allenamenti. Przyborek aspetta il suo momento, lavora nell’ombra e studia i compiti tattici che Sarri richiede a una mezzala (“Adrian è un giocatore molto giovane, ha grandi qualità ma deve specializzarsi. Secondo noi è più un centrocampista, un interno”, le parole di Ianni dopo Bologna-Lazio). Nel frattempo, evidenzia il Corriere dello Sport, c’è la baby Nazionale, che porta con sé un’occasione concreta per mettersi in mostra lontano da Formello.

Convocato dalla Polonia Under 19, impegnata oggi alle 17 contro il Portogallo. Si giocano le qualificazioni agli Europei di categoria. Ci sono altre due sfide in programma: sabato 28 contro l’Inghilterra e martedì 31 contro la Serbia. Tre partite in pochi giorni, sono tre vetrine per rilanciarsi. Per ritrovare ritmo e soprattutto farsi notare a distanza.

Si sta adattando al nuovo contesto, conclude il quotidiano, soltanto attraverso i miglioramenti quotidiani riceverà un’opportunità nelle gare ufficiali. Sarri non gli ha concesso spazio, ma lo sta osservando da vicino, ne valuta crescita e margini. Niente fretta, ma tanta voglia di debuttare da parte del più giovane tra gli acquisti chiusi nella sessione invernale di mercato. Per ora Przyborek è stato costretto ad accontentarsi degli allenamenti, per quanto giovane spera di dimostrare nel minor tempo possibile di poter reggere l’impatto con il campionato italiano. La convocazione con la Polonia Under può aiutarlo dal punto di vista mentale, è una chance per ritrovare il campo e potersi esprimere. Da Formello, senza dubbio, seguiranno con attenzione le sue prestazioni con la Nazionale.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Coppa e Mondiale: Zaccagni cerca il doppio riscatto

Il capitano punta a mettere ancora minuti nelle gambe a Torino, per poi concentrarsi su Coppa Italia e Nazionale.

Zaccagni vuole esserci allo spareggio del 26 marzo, ha intenzione di tornare a segnare. Ha intenzione anche di caricarsi la sua Lazio sulle spalle e rendere meno amara questa stagione. Ventiquattro presenze per lui, evidenzia Il Messaggero, quattro gol e un assist in stagione contando anche la Coppa Italia. Il bottino è misero rispetto a quello che era riuscito a fare l’anno scorso quando aveva chiuso (parliamo solo del campionato, quest’anno niente Coppe) con 8 gol e 6 assist in 34 apparizioni. C’è tempo per aggiustare anche i numeri, per renderli più succulenti.


La maglia azzurra, si legge, è un ulteriore stimolo. Quell’emozione subito dopo il gol alla Croazia all’Europeo è sempre viva e ogni tanto torna in mente. Deve tornare a trascinare Zaccagni, anche per invertire il brutto trend che inchioda la stagione della Lazio. Mai in stagione questa squadra è riuscita a vincere una partita ribaltando una situazione di svantaggio. Solamente in due occasioni, su dieci, i biancocelesti hanno ripreso il match pareggiandolo.

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MONDIALI

Norvegia 32^ qualificata, Italia ai playoff: le possibili avversarie degli azzurri

Con i posti già assegnati a 32 nazionali, ne mancano ancora 16 per completare il quadro delle partecipanti al prossimo mondiale. L’elenco attuale comprende i tre paesi ospitanti (Canada, Messico, USA), nove africane (Marocco, Tunisia, Egitto, Ghana, Algeria, Capo Verde, Sudafrica, Costa d’Avorio e Senegal), otto asiatiche (Giappone, Iran, Uzbekistan, Corea del Sud, Giordania, Australia, Qatar e Arabia Saudita), cinque europee (Francia, Inghilterra, Croazia, Norvegia e Portogallo), la Nuova Zelanda per l’Oceania e sei sudamericane (Argentina, Brasile, Ecuador, Uruguay, Colombia e Paraguay). Per l’Italia ci sarà ancora l’incubo playoff per la terza volta consecutiva.

Come funzionano i playoff europei:
Le 16 squadre coinvolte saranno le 12 seconde classificate dei gironi europei e le 4 migliori vincitrici della Nations League non qualificate direttamente.

Verranno suddivise in quattro fasce:
1ª fascia (teste di serie): al momento Italia (sicura), Turchia, Ucraina (sicura) e Polonia.
2ª e 3ª fasce: le altre seconde, in base al ranking (al momento Scozia , Repubblica Ceca, Slovacchia, Albania, Macedonia del Nord, Irlanda, Bosnia e Kosovo)
4ª fascia: le ripescate dalla Nations League (al momento Galles o Macedonia del Nord, Romania, Svezia, Irlanda del Nord, Romania, Svezia, Irlanda del Nord).

Semifinali:
1ª fascia vs 4ª fascia
2ª fascia vs 3ª fascia
Le vincenti si affronteranno in finale, sempre in gara secca.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Gila il punto fermo di Sarri: obiettivo Bergamo e Nazionale

Lo spagnolo è l’unico calciatore di movimento a non aver saltato un minuto in questo avvio di campionato.

La certezza di Sarri al momento è Mario Gila: il centrale, come sottolinea il Corriere dello Sport, quando sono state consumate soltanto 6 giornate di campionato, è l’unico calciatore di movimento schierato titolare in tutte le partite fin qui disputate. Estraneo a traumi, affaticamenti e squalifiche. La Lazio è stata colpita da problematiche di ogni genere, bisogna tenersi
stretti quelli costanti e ancora in forma: lo spagnolo – oltre a Provedel – è stato il solo a non uscire mai dall’undici di partenza.

Finora, conclude il quotidiano, ha saltato solamente 6 minuti di gare ufficiali, quando ha lasciato il campo a Marassi a risultato totalmente acquisito (0-3). La Lazio, sempre più rabberciata, deve affidarsi alle sue certezze per rialzarsi e reagire alle avversità. Gila, al netto dei punti conquistati dalla Lazio, è stato uno dei migliori della rosa per rendimento. Non si è fatto distrarre dalle questioni contrattuali, è in scadenza nel 2027 e finora i confronti per il rinnovo non sono andati a buon fine. Situazione più che delicata. Gila sta vivendo la pausa a Formello con l’intento di farsi trovare nuovamente pronto dalla trasferta di Bergamo. E nel frattempo spero in una nuova convocazione dalla Spagna, dove non ha ami esordito.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, da ‘esubero’ a protagonista: Cancellieri sogna la Nazionale

Rientrato dal prestito, l’esterno ora sta convincendo a suon di gol e non solo.

Tornato a Roma con l’obiettivo di dimostrare la sua crescita, Cancellieri ora si sta facendo valere con la maglia biancoceleste. Complice anche lo stop forzato di Isaksen in estate, Matteo si sta giocando la sua grande chance e per il momento è suo il posto titolare sulla corsia destra.

Come riporta La Gazzetta dello Sport, Cancellieri ha sorpreso un po’ tutti, fuori e dentro Formello, tranne Maurizio Sarri che nelle potenzialità dell’attaccante romano ha sempre creduto al punto da non avere esitazioni nel chiedere alla società di toglierlo dal mercato la scorsa estate e poi di puntare su di lui una volta che Isaksen è stato messo fuori causa dalla mononucleosi.

Tra i suoi estimatori, ricorda il quotidiano, in tempi non sospetti, pure l’ex ct della Nazionale Roberto Mancini, che nel 2022 lo convocò e lo fece anche debuttare in azzurro, contro la Germania in Nations League. Quella presenza è rimasta l’unica in Nazionale e, fino a pochi mesi fa, sarebbe stato impensabile pronosticarne un’altra a breve. La sua improvvisa crescita rende invece di nuovo attuale il sogno azzurro. Le sue prestazioni infatti, non sono sfuggite a Rino Gattuso, che continuerà a tenerlo d’occhio.