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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Tavares pronto al confronto con Dumfries: si preannuncia una sfida fisica e di sgasate improvvise

Cambieranno gli interpreti su quella corsia, in campionato si sono fronteggiati Pellegrini e Diouf, in Coppa Italia toccherà a Tavares e Dumfries.

Sarri l’ha tenuto con sé in panchina sabato pomeriggio, ha voluto preservare ogni energia del suo terzino titolare. Nuno ora è chiamato al confronto personale con Dumfries, sganciato invece da Chivu soltanto a mezz’ora dal termine (al 63′ per Lautaro). Molte speranze della Lazio passano per la fascia sinistra, dal ritorno in campo del portoghese associato a Taylor (mezzala) e Zaccagni (esterno alto).
Questioni tattiche a parte, sottolinea il Corriere dello Sport, sarà una sfida fisica e di sgasate improvvise. Sarri confida nelle accelerazioni di Nuno, tornato riferimento fisso da inizio marzo.

Domani sera servirà un grande Tavares per tenere testa ai nerazzurri sulla fascia mancina. Per lui è anche un’occasione di riscatto. Nella scorsa stagione, il 16 dicembre 2024, crollò all’Olimpico insieme al resto dei compagni: finì 0-6 per la squadra di Inzaghi, proprio Dumfries segnò il quarto gol di testa (cross di Bastoni) anticipando nettamente il terzino laziale, rimasto inchiodato sulle gambe. La finale di Coppa Italia, conclude il quotidiano, è un appuntamento speciale che può cancellare quella macchia, fu la sconfitta più pesante dell’annata biancoceleste, probabilmente condizionò morale e risultati pure delle successive partite. Tavares tornerà in campo a nove giorni dall’ultima presenza contro la Cremonese. Il pit-stop di sabato, totalmente programmato, può permettergli di incidere arrivando al match nel miglior stato di forma possibile.

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Lazio-Inter, squadre diverse ma stessa solidità difensiva: il confronto tra le due filosofie

Il dato complessivo sui gol subiti conferma l’equilibrio: 31 per l’Inter, 34 per la Lazio.

Squadre, campionati e ambizioni sono molto differenti, ma c’è comunque un punto in comune tra Lazio e Inter. Sì, perché la doppia sfida nel giro di 4 giorni, sottolinea il Corriere dello Sport, sarà soprattutto un confronto tra due sistemi difensivi solidi, strutturati, diversi ma ugualmente efficaci. Due modi di proteggere la porta, due filosofie opposte che si incrociano nel momento più delicato della stagione.

L’Inter campione d’Italia, si legge, è la squadra che ha subito meno tiri in Serie A, appena 313. Un numero che racconta il controllo, la capacità di difendere lontano dalla propria area, di limitare al minimo i pericoli. La Lazio, al contrario, ha concesso molto di più (468 conclusioni subite, solo 5 squadre nel torneo hanno fatto peggio), ma questo non significa fragilità. Anzi, evidenzia un altro tipo di resistenza, più reattiva che preventiva. I biancocelesti hanno costruito la propria solidità sulla capacità di reggere l’urto, di concedere ma mai in modo pulito, di soffrire e restare in piedi. Non è un caso che abbia collezionato 15 clean sheets, contro i
17 dell’Inter.
Quella biancoceleste è una difesa che magari concede, ma che spesso resiste.


Le differenze e le analogie emergono anche nei dettagli. L’Inter è quasi impeccabile nel gioco aereo: appena tre gol subiti di testa, il minimo in campionato (al pari di Juventus e Roma). La Lazio ne ha concessi sei, un dato comunque contenuto. Dove i ragazzi di Sarri eccellono è nella gestione delle transizioni, visto che sono l’unica squadra del campionato a non aver ancora subito gol in contropiede. Quella di Chivu, invece, ha incassato sei reti in queste situazioni, segno di una struttura più offensiva, a volte più esposta quando perde palla: una possibile chiave tattica per i velocisti di Mau.
Anche sulle palle inattive il confronto è equilibrato. I nerazzurri hanno subito nove gol da sviluppi di calcio piazzato, la Lazio dieci.


Il dato complessivo sui gol subiti, conclude il quotidiano, conferma l’equilibrio: 31 per l’Inter, 34 per la Lazio. Tre reti di differenza che raccontano quanto siano vicine le due difese, nonostante le sette posizioni di distanza in classifica. Anche la distribuzione dei gol nel corso della partita offre spunti interessanti. La Lazio tende a concedere qualcosa in più nella ripresa (19 gol contro i 15 del primo tempo), mentre l’Inter mantiene un andamento più lineare. Ma il dato più significativo riguarda il finale: i nerazzurri hanno subito ben 11 gol negli ultimi 15 minuti, quasi il doppio dei 6 incassati dalla Lazio (specialista invece nel segnare in extremis).

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Lazio-Parma, Rambaudi: “Provstgaard dà centimetri e lo vedo bene anche nel confronto con Pellegrino. Davanti partirei con Pedro” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Le dimissioni di Gravina erano nell’aria. Per il ruolo di presidente vorrei ci fosse qualcuno che pensa calcio in modo diverso, altrimenti non cambia nulla. Un ex giocatore, come Rivera o Baggio, potrebbero dare qualcosa anche di campo. Non ho un nome in mente, ma direi che ci vedo bene gente che pensa davvero di far crescere i giovani italiani e l’intero sistema. Per quanto riguarda l’allenatore, la soluzione potrebbe essere un selezionatore che faccia anche da manager. L’unico tecnico che può ricoprire questo ruolo, come gestore, è Allegri. Mancini? Ci vuole qualcosa di nuovo.

Cuesta è l’unico allenatore che non mi entusiasma, ho visto tutte le squadre ma il Parma solo mezza volta; non riesco a guardarlo. Si parla sempre di allenatori che se arrivano da fuori sembra portino chissà cosa al campionato. Comunque affronteremo una squadra chiusa, però abbiamo qualità tecniche per essere superiori al Parma. Devi giocare un calcio propositivo e con Maldini hai ancora di più qualità per aprire l’avversario. Pellegrino? Non è solo fisicità, è anche bravo nell’attacco alla profondità, è abbastanza veloce; lui e Bernabé non mi dispiacciono.

A me Patric non è dispiaciuto in mezzo al campo, non tanto per le prestazioni, quanto per la semplicità che ha reso funzionale ai compagni, è stata utile a far giocare bene gli altri. Chiaro che parliamo di due partite soltanto, ma ha fatto funzionare bene il tutto.

Provstgaard dà centimetri e lo vedo bene anche nel confronto con Pellegrino. Davanti partirei con Pedro”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Cardone: “Romagnoli è deluso. Sicuramente non finirà come con Ledesma e Pandev. Oggi confronto con Sarri” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Romagnoli più che arrabbiato è deluso. Ha salutato anche sui social sotto al post della Lazio, riguardante il suo saluto. Aveva avuto l’ok della società, quello di Sarri non lo ha mai avuto perché il tecnico ha sempre detto che è imprescindibile. Il cortocircuito nasce per non dare all’allenatore l’alibi di doversi privare di un calciatore fondamentale per lui, ma Sarri ne ha diversi di alibi in questa complicata stagione. Romagnoli è nel mezzo di questo braccio di ferro.

Sicuramente non finirà come con Ledesma e Pandev. Oggi si ritroveranno a Formello: se non verrà ceduto, Romagnoli nonostante lo stato d’animo andrà in campo. Almeno questo ho capito, poi qui le cose cambiano ogni minuto. Vedremo cosa uscirà fuori dall’ennesimo confronto Sarri-Romagnoli, che si terrà oggi. Questo treno poi potrebbe non ricapitare a giugno, per questo Romagnoli insiste: la società teoricamente sta rinunciando a 18 milioni, la stessa a cui deve rinunciare quindi anche il calciatore.

Fabiani ha dei messaggi a dimostrazione del sabotaggio di cui si parla. La situazione riguarda Taylor e Samardzic”.

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Lazio, rebus Romagnoli e Mandas: trattative in corso ed il rinnovo del centrale sfumato

Oltre agli arrivi la Lazio ragiona sulle possibili partenze: la situazione.

Romagnoli e Mandas possono partire allettati dalle offerte dell’AlSadd e del Bournemouth. Ma Lotito, riporta il Corriere dello Sport, fa la voce grossa. L’offerta per Romagnoli è bassa, quantificabile in 7-8 milioni. Ne servono almeno il doppio. In Qatar propongono ingaggi faraonici ai giocatori, non spendono troppo per i cartellini. Gli inglesi per Mandas offrono un prestito oneroso più un diritto di riscatto a 20 milioni. La Lazio vuole l’obbligo. Si chiude il 2 febbraio, c’è tempo per rivalutare i due casi.

Romagnoli, si legge, ha parlato con il diesse Fabiani, il quale ha informato Lotito. Alessio ha un’offerta irrinunciabile, farebbe vacillare tutti. Ha scelto la Lazio per amore ed è l’alfiere di Sarri, uno degli ultimi rimasti. In tre anni guadagnerebbe 18 milioni netti. La promessa di rinnovo ormai è sfumata, non ci sono margini per riparlarne. E’ in scadenza nel 2027. Lotito ha chiarito che terrà solo i giocatori convinti di restare, a patto di ricevere offerte convenienti. Romagnoli è arrivato a zero, la cessione frutterebbe un’altra grossa plusvalenza. L’unico aspetto conveniente. Perderlo nello stesso mercato invernale che ha già registrato gli addii di Castellanos e Guendouzi sarebbe disastroso. Può fruttare una plusvalenza record anche Mandas, preso a circa un milione. Piace Beto dell’Al-Nassr come alternativa.

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Lazio, Zaccagni vince il confronto con i pari ruolo nei top cinque campionati. Ed è il più tartassato dagli avversari

Capitano e leader: Zac si è ripreso la Lazio dopo gli acciacchi della passata stagione.

Il girone di ritorno della passata stagione lo ha visto combattere con la pubalgia, poi l’operazione ed il recupero: ora Zaccagni si è ripreso la Lazio. Dopo l’intervento per risolvere il problema, evidenzia La Repubblica, c’è un altro giocatore, la garanzia tecnica di un gruppo che si affida alle sue giocate. Ma anche al suo sacrificio. Zac è tornato ad alti livelli in entrambe le fasi di gioco. I dati lo confermano: a oggi, è meglio del 99% dei pari ruolo nei top cinque campionati europei per intercettazioni difensive, segno di una partecipazione costante alla manovra anche quando si tratta di arretrare.

Parlando della fase offensiva, conclude il quotidiano, è un motore costante che punta spesso sull’uno contro uno, con l’obiettivo di creare superiorità numerica, insieme ai continui strappi in velocità sulla fascia sinistra. Tanto che i difensori devono ricorrere alle maniere forti per fermarlo: Zaccagni è primo in Italia per falli subiti (41) e secondo in tutta Europa. Ma questo non lo limita, dato che tra gli attaccanti della Lazio è primo per tiri totali (16) e conclusioni verso la porta (6), per una percentuale pari al 37.5%, più alta del 30.4% con cui aveva chiuso la scorsa stagione. Una vera certezza.

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Atalanta-Lazio è anche Sarri vs Juric: i numeri a confronto

Tornano a sfidarsi Sarri e Juric: gli esiti dei confronti tra i due.

A Bergamo spesso si sono registrate partite accesissime. La Lazio, riporta il Corriere dello Sport, è rimasta imbattuta in sette delle ultime nove sfide contro l’Atalanta (4 vittorie, 3 pareggi). A Bergamo
ha vinto 1-0 ad aprile, gol di Isaksen.

Di fronte Juric e Sarri. Il primo, dopo cinque gare da imbattuto (2 vittorie, 3 pareggi), ha perso le ultime due sfide contro Sarri, entrambe 2-0 ed entrambe alla guida del Torino. Juric ha vinto solo due gare su 13 contro la Lazio (cinque pareggi e sei ko nel parziale): una con l’Hellas Verona nel dicembre 2020 (2-0 in trasferta) e una col Torino nell’aprile 2023 (1-0 sempre in trasferta). Sarri invece, conclude il quotidiano, ha perso due delle ultime tre partite (una vittoria) contro l’Atalanta, tante sconfitte quante quelle rimediate contro i bergamaschi in tutti i precedenti 13 confronti (6 vittorie, 5 pareggi)

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Classifiche a confronto, Baroni chiude con 4 punti in più ma senza Europa

Classifiche a confronto al termine della Serie A 2024/25. Il Napoli che s’è laureato campione d’Italia dopo il decimo posto della scorsa stagione ha chiuso il campionato con ventinove punti in più. Saldo negativo per l’Inter, squadra che ha duellato fino all’ultima giornata coi partenopei: -13. L’Atalanta sul gradino più basso del podio ha concluso la stagione con cinque punti in più. La Juventus ha sostanzialmente confermato il cammino in campionato della stagione precedente: -1.

Dopo Monza e Inter il Milan fuori dalle coppe europee è la squadra col confronto peggiore: -12. Nel finale di campionato è crollato anche il Bologna che però va in Europa League grazie allo storico successo in Coppa Italia: -6. Male Torino e Genoa, balzo dell’Udinese che un anno fa si salvo all’ultima giornata.
In coda l’Empoli paga il -5 rispetto alla scorsa stagione e retrocede in Serie B. S’è invece salvato il Lecce che ha chiuso la stagione con quattro punti in meno rispetto allo scorso campionato. Di seguito il dato squadra per squadra.

Napoli 82 punti al termine della Serie A 2024/25 (+29 punti rispetto alla Serie A 2023/24)
Inter 81 (-13)
Atalanta 74 (+5)
Juventus 70 (-1)
Roma 69 (+6)
Fiorentina 65 (+5)
Lazio 65 (+4)
Milan 63 (-12)
Bologna 62 (-6)
Como 49 (in Serie B)
Torino 44 (-9)
Udinese 44 (+7)
Genoa 43 (-6)
Hellas Verona 37 (-1)
Cagliari 36 (=)
Parma 36 (in Serie B)
Lecce 34 (-4)
Empoli 31 (-5)
Venezia 29 (in Serie B)
Monza 18 (-27)

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APPROFONDIMENTI

Lazio, classifiche a confronto, il dato dopo 12 partite: Baroni vola

La Lazio, classifiche alla mano, è la squadra più cresciuta rispetto alla scorsa stagione. Dopo 12 giornate, la squadra di Baroni ha ben 8 punti in più rispetto alla stagione 2023/24. 25 i punti raccolti finora, mentre erano 17 la scorsa stagione. Baroni ha letteralmente rivoluzionato la Lazio anche in campo europeo: i biancocelesti viaggiano a punteggio pieno nella classifica unica, con 12 punti raccolti dopo 4 partite.

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STATISTICHE

Classifiche a confronto, il boom è della Lazio. Roma e Juve…

(Tuttomercatoweb.com) Classifiche a confronto dopo dodici giornate di Serie A. Il più otto fatto segnare dalla Lazio grazie alla vittoria di ieri con il Monza è il picco più alto dopo quasi un terzo di campionato. Chi però sta andando molto peggio sono proprio i brianzoli: un anno fa erano orientati verso le posizioni d’Europa, con diciassette punti, mentre ora ne hanno solo otto, meno nove rispetto appunto a una stagione fa.

Nel mezzo ci sono Fiorentina, Atalanta, Udinese ed Empoli, che hanno migliorato decisamente il proprio score con cinque punti. Viola e nerazzurri sono le sorprese di questo inizio di stagione – con la Lazio, appunto – e i balbettii delle big sembrano potere aprire il vaso di Pandora e sperare di arrivare fino in fondo. Serve comunque una media di (almeno) due punti a partita, perché probabilmente lo Scudetto si vincerà intorno agli 85 punti. Male sia l’Inter, con -6, ma anche la Juventus che ha perso 5 punti per strada come il Milan (che però ha una partita in meno). Male anche Lecce e, ovviamente, Roma.

Di seguito il dato delle 20 squadre di Serie A.

Napoli 26 (+5 rispetto alla Serie A 2023/24 dopo 10 giornate)
Inter 25 (-6)
Atalanta 25 (+5)
Fiorentina 25 (+5)
Lazio 25 (+8)
Juventus 24 (-5)
*Milan 18 (-5)
*Bologna 18 (=)
Udinese 16 (+5)
Empoli 15 (+5)
Torino 14 (-2)
Roma 13 (-5)
Parma 12 (in Serie B)
Hellas Verona 12 (+4)
Como 10 (in Serie B)
Cagliari 10 (+3)
Genoa 10 (+1)
Lecce 9 (-5)
Monza 8 (-9)
Venezia 8 (in Serie B)