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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Lazio, Rambaudi: “Le squadre di Gattuso senza identità ma con la Lazio può essere diverso. Floriani? Lo terrei” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Credo sia giusto iniziare un nuovo ciclo, col tecnico nuovo, con calciatori motivati. Penso che li chiamerà uno ad uno.

Tra Gila e Romagnoli immagino sia più probabile trattenere il secondo, magari anche perché conosce Gattuso. Io mi auguro che col mercato non si faccia l’errore fatto con Sarri, col tecnico che chiedeva certi profili e poi ne sono arrivati altri; è da evitare quella comunicazione e quel malcontento.

Le caratteristiche di Gattuso-allenatore? Non mi ha mai colpito. Non ha mai dato un’identità precisa. Ora è stato chiamato in una situazione difficile, vediamo come se la caverà. Magari partendo dall’inizio riesce a dare un’identità precisa. In generale ho un giudizio non entusiasmante, è sempre andato a sistemare situazioni complicate, non ho mai visto la sua mano.

Floriani? A me piace, è un giocatore che deve migliorare nella fase difensiva, ma ha ottima qualità, è un calciatore di gamba. Ha buona tecnica. Il dubbio con Sarri era sull’esperienza, ora è andato a giocare e ha fatto un buon campionato. Io lo terrei.

Si parla del 4-2-3-1 ma se rimane Tavares si mette a 4 dietro? L’importante comunque è che il mister abbia il piano A, ma anche il piano B per qualsiasi evenienza”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio-Inter, squadre diverse ma stessa solidità difensiva: il confronto tra le due filosofie

Il dato complessivo sui gol subiti conferma l’equilibrio: 31 per l’Inter, 34 per la Lazio.

Squadre, campionati e ambizioni sono molto differenti, ma c’è comunque un punto in comune tra Lazio e Inter. Sì, perché la doppia sfida nel giro di 4 giorni, sottolinea il Corriere dello Sport, sarà soprattutto un confronto tra due sistemi difensivi solidi, strutturati, diversi ma ugualmente efficaci. Due modi di proteggere la porta, due filosofie opposte che si incrociano nel momento più delicato della stagione.

L’Inter campione d’Italia, si legge, è la squadra che ha subito meno tiri in Serie A, appena 313. Un numero che racconta il controllo, la capacità di difendere lontano dalla propria area, di limitare al minimo i pericoli. La Lazio, al contrario, ha concesso molto di più (468 conclusioni subite, solo 5 squadre nel torneo hanno fatto peggio), ma questo non significa fragilità. Anzi, evidenzia un altro tipo di resistenza, più reattiva che preventiva. I biancocelesti hanno costruito la propria solidità sulla capacità di reggere l’urto, di concedere ma mai in modo pulito, di soffrire e restare in piedi. Non è un caso che abbia collezionato 15 clean sheets, contro i
17 dell’Inter.
Quella biancoceleste è una difesa che magari concede, ma che spesso resiste.


Le differenze e le analogie emergono anche nei dettagli. L’Inter è quasi impeccabile nel gioco aereo: appena tre gol subiti di testa, il minimo in campionato (al pari di Juventus e Roma). La Lazio ne ha concessi sei, un dato comunque contenuto. Dove i ragazzi di Sarri eccellono è nella gestione delle transizioni, visto che sono l’unica squadra del campionato a non aver ancora subito gol in contropiede. Quella di Chivu, invece, ha incassato sei reti in queste situazioni, segno di una struttura più offensiva, a volte più esposta quando perde palla: una possibile chiave tattica per i velocisti di Mau.
Anche sulle palle inattive il confronto è equilibrato. I nerazzurri hanno subito nove gol da sviluppi di calcio piazzato, la Lazio dieci.


Il dato complessivo sui gol subiti, conclude il quotidiano, conferma l’equilibrio: 31 per l’Inter, 34 per la Lazio. Tre reti di differenza che raccontano quanto siano vicine le due difese, nonostante le sette posizioni di distanza in classifica. Anche la distribuzione dei gol nel corso della partita offre spunti interessanti. La Lazio tende a concedere qualcosa in più nella ripresa (19 gol contro i 15 del primo tempo), mentre l’Inter mantiene un andamento più lineare. Ma il dato più significativo riguarda il finale: i nerazzurri hanno subito ben 11 gol negli ultimi 15 minuti, quasi il doppio dei 6 incassati dalla Lazio (specialista invece nel segnare in extremis).

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Le squadre si migliorano cedendo chi non serve e confermando i migliori, nella Lazio avviene il contrario” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Lazio-Udinese? Partita tra due squadre senza obiettivi, quindi regnava la leggerezza. Il pubblico si è divertito col 3-3. Che poi pubblico si fa per dire, visto che lo stadio è sempre più vuoto ma il presidente Lotito neanche ne parla.

Le squadre si migliorano cedendo chi non serve e confermando i migliori, nella Lazio avviene il contrario perché c’è bisogno di fare cassa. Guendouzi e Castellanos non è che non servivano a questa Lazio, ma le loro cessioni servivano per tamponare il buco economico che si stava creando.

La Lazio invece di andare avanti, va indietro. Solo con la vittoria della Coppa Italia si può dare un senso alla stagione. Il solo fatto di andare in finale non serve a niente.

La coppia centrale è la forza del reparto, se non di tutta la squadra. Perdere Gila e Romagnoli sarebbe un errore”.

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EUROPA LEAGUE

Europa League 2024/25, non solo la Lazio: tutte le squadre già qualificate

Si delinea la nuova Europa League 2024/25. 

Il format che avrà inizio dalla prossima stagione prevede 36 squadre alla prima fase, che al sorteggio saranno suddivise in 4 fasce: ciascuna formazione sfiderà 8 avversarie diverse, due per fascia. Al termine di tutte le partite, le prime 8 in classifica passeranno agli ottavi di finale. Le altre 16 (dal nono al ventiquattresimo posto), invece, si affronteranno in un playoff intermedio. Le ultime 12 saranno eliminate.

Dei 36 posti disponibili ne sono rimasti solo 23 che verranno decisi tramite le gare di qualificazione. Ecco le 13 squadre già certe della loro partecipazione al torneo: Manchester United, Tottenham, Athletic Bilbao, Real Sociedad, Eintracht Francoforte, Hoffeneim, Roma, LAZIO, Nizza, Lione, AZ Alkmaar, Porto, Olympiacos.