Di fronte a un Re ci si inchina. E’ un gesto riverente, di profondo rispetto, a volte anche di timore di fronte alla potenza straripante di un sovrano. Quello che la gente laziale ha tributato a Ciro Immobile il 13 luglio, non è però un saluto ossequioso e formale. Sono lacrime di gratitudine, di affetto: d’amore. Ciro il Re ha chiuso il capitolo Lazio, ha posato delicatamente la corona su un trono ormai vuoto. Lo ha fatto, dopo 8 anni al comando, con l’aquilifero come vessillo. Ciro è uno sportivo generazionale, uno che – attraverso le sue prestazioni – ha letteralmente forgiato un’intera generazione di tifosi. Così come Chinaglia ha trascinato la generazione degli anni sessanta e settanta. Così come Giordano, Signori e i campioni del 2000.
La sua storia parte da Torre Annunziata, dove nasce nel 1990. I primi passi nel settore giovanile della Juventus e poi tanta, ma tanta gavetta. Siena, Grosseto e soprattutto Pescara. Lì, alla corte di Zeman, esplode formando insieme a Verratti e Insigne, un trio delle meraviglie. Capocannoniere della Serie B e poi i primi passi in Serie A con il Genoa. L’avventura con il Grifone è breve e inconsistente, così approda a Torino, con Ventura che riesce a tirare fuori il vero bomber che c’è in lui. Una stagione anche qui, ma che gli vale il titolo di capocannoniere della massima serie. 40 milioni per i Granata, da parte del Borussia Dortmund: l’avventura tedesca però, segna un nuovo passo indietro nella carriere di immobile. La lingua, il cibo. Niente sembra farlo sentire a casa. La parentesi Siviglia successiva non cambia le carte in tavola: in Spagna gioca poco e male, per Ciro la parabola sembra destinata al baratro. Ecco però che arriva quell’occasione inaspettata e al tempo stesso, perfetta.
il 27 luglio 2016 sbarca a Roma: la Lazio lo acquista per circa 9 milioni di euro. Il resto è storia, una storia fatta di gol, record e leadership. In 8 anni nella capitale, Ciro Immobile scrive il suo nome in cima alla lista dei marcatori biancocelesti. Miglior realizzatore in competizioni ufficiali: 207 gol. Miglior marcatore della Serie A: 169 gol. Miglior realizzatore in Coppe europee: 26 gol. Soprattutto, parlando di idoli passati, solo lui e Beppe Signori hanno vinto 3 volte il titolo di capocannoniere della Serie A. Con la Lazio vince tre trofei: la Supercoppa Italiana nel 2017 e nel 2019. La Coppa Italia nel 2019. La Scarpa d’Oro nel 2020, eguagliando il record all-time di Gonzalo Higuain, proprio nello Stadio (il San Paolo di Napoli) dove l’argentino l’aveva stabilito. Il 13 luglio la sua avventura a Roma termina. Prende un aereo che lo porta in Turchia, a Istanbul, al Besiktas. Forse la verità è che pensare di poter chiudere una storia d’amore così grande senza lacrime, è solo una pia illusione. Quando si ama, si soffre: è una dura legge, almeno quanto quella del gol. La legge di Immobile.