Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone (Repubblica): “Delusione enorme, rosa praticamente al completo, eppure Sarri…” (AUDIO)

Giulio Cardone a ‘QUELLI CHE…’: “Sono molto deluso, forse la delusione più cocente degli ultimi tempi. Mi aspettavo un’altra Lazio, un’altra prestazione. Ero convinto che alla fine avremmo vinto, visto il primo tempo promettente contro la Sampdoria. E’ mancata la fase offensiva, ma in una partita del genere dovrebbe essere esaltata anche dall’atteggiamento degli avversari. La Lazio è l’unica squadra che è al completo, lo dimostrano i cambi di ieri e secondo me è fortissima. E con tutto che Sarri ha avuto tutte queste scelte a disposizione, non è riuscito a spuntarla. Mi aspettavo – ad esempio – l’utilizzo di Muriqi nella fase finale, almeno per contrastare la fisicità di Marcao. Non avevi niente da perdere, in fin dei conti. Il terreno dell’Olimpico? Anche Acerbi l’ha definito ‘orrendo’ e lo stesso Sarri non è stato da meno. Ad ogni modo, la Lazio ieri doveva vincere la partita, punto. Secondo me ieri Sarri poteva fare qualcosa di più, come sbaglia Immobile un gol, può sbagliare anche l’allenatore”.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, un altro passo indietro

È un destino che la Lazio non riesca a dare continuità alla sua stagione: accomodata su un’altalena che non si ferma mai, passa dalla vittoria facile (fino a quando è rimasta in 11) e spettacolare di Genova contro la Samp (3-1) all’angosciante 0-0 contro il Galatasaray che la spinge ai playoff di Europa League, senza un solo tiro nello specchio della porta. Una pressione costante e un giro palla insistente che non hanno mai provocato qualcosa di serio, se non un tiro improvviso di Immobile e una conclusione, nel finale, di Luis Alberto, richiamato dalla panchina per alzare la qualità biancoceleste quando ormai Terim aveva chiuso tutti i varchi, lasciando Sarri con le briciole e il taccuino in mano.

Alla Lazio serviva solo un successo per evitare lo spareggio contro uno dei colossi in arrivo dalla Champions (Barcellona, Siviglia, Porto e Dortmund da evitare assolutamente): perdere o pareggiare era lo stesso, ma Sarri prima di cambiare gli interpreti che lo avevano fatto volare a Genova ha aspettato oltre un’ora. Troppo tempo, per quanto aveva fatto vedere la squadra, cioè quasi nulla: il tris contro la Samp era nato da cinque cambi rispetto al 4-4 contro l’Udinese ma ieri in campo sono andati gli stessi più Leiva al posto di Cataldi. Giocatori sfiniti, probabilmente, dal punto di vista fisico e mentale: vedremo se Sarri insisterà con gli stessi anche a Reggio contro il Sassuolo, dove troverà una squadra fresca e assatanata.


 Da qui alla sosta di Natale, la Lazio sarà impegnata su due fronti: il recupero di qualche posizione in campionato e il rinnovo del contratto di Sarri, frutto dei continui confronti tra il tecnico e il presidente Lotito. Ma Mau vuole garanzie: su questo si discute. Da due a quattro anni con la certezza di una programmazione che possa far nascere una squadra più adatta a lui e alle sue idee di calcio, ovviamente con qualche alternativa migliore di quelle attuali. Tre acquisti a sessione, in modo che in un paio d’anni la Lazio possa tornare a competere per il vertice assoluto. L’allenatore continuerà a spingere per il rinnovo di Luiz Felipe, che è stato portato a scadenza di contratto: dal punto di vista legislativo, il difensore brasiliano potrebbe accettare le offerte di un altro club già da gennaio. Una situazione simile a quella che spinse De Vrij verso l’Inter e vissuta pochi mesi fa con lo stesso Simone Inzaghi: dando tutto per scontato, spesso il patron e i suoi principali collaboratori si sono fatti sorprendere. C’è più fiducia, invece, sul rinnovo di Marusic, che pare già in cassaforte, ma anche di questo non vi è certezza: non a caso Mau chiede programmazione, cioè un piano ben studiato, che non preveda ulteriori scommesse o salti nel vuoto come è accaduto negli ultimi anni. Corrieredellosport.it