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RASSEGNA STAMPA

“Mammamia Sergej”: le big dormono, Sarri se lo gode. Ora missione rinnovo (con clausola)

Un altro assist divino, senza prezzo, sempre in serbo. Dopo l’arcobaleno con l’Inter per Felipe Anderson, un tacco de Dios che manda a vuoto Colley, con la coda dell’occhio. Ancora Milinkovic da urlo: «Mamma mia, Sergio, cos’hai fatto?», grida Immobile, dopo aver trafitto sotto le gambe Audero. Un gioco da ragazzi metterla dentro, quando un bomber viene servito in questo modo. In Serie A, dall’inizio dello scorso campionato, è il nono assist per i gol di Ciro, in totale il quattordicesimo: freccia su Kimmich e Bourigeaud (a 13), nessuno in Europa ha fatto meglio. Terzo passaggio decisivo in queste prime quattro giornate, solo Neymar e Messi del Psg sono in vantaggio con sei e quattro. Come Sergej, solo Joao Felix, De Bruyne e Harrison, tutti gioielli già sull’Olimpo del calcio. Incredibile come le big invece abbiano ignorato questo fenomeno o quanto meno non abbiano fatto a botte per accaparrarselo. Peggio per loro, meglio per la Lazio. Milinkovic è arrabbiato e sfoggia ancora di più il suo genio: «Visionario», lo ha definito Sarri, al settimo cielo per averlo ancora in pugno. Averlo trattenuto per il settimo anno è il grande colpo di mercato di Lotito. Juve e United non volevano pagarlo più di 50 milioni, il presidente ha bloccato sul nascere offerte al ribasso, nonostante il rischio di perderlo a zero nel 2024. A breve il patron offrirà a Sergej il rinnovo, vuole farne il giocatore più pagato (oltre 4 milioni, ndr) della Lazio, c’è ancora uno spiraglio. Per consentire a Milinkovic di fare il salto promesso, ha chiesto comunque aiuto (nell’affare Maximiano) al superprocuratore Mendes per trovare un grande club disposto a mettere almeno 60-70 milioni sul piatto. 

SPAURACCHIO AZZURRO

Non pensateci, godetevelo. Al massimo quest’avvio di campionato e il prossimo mondiale potrebbero far schizzare il prezzo. L’agente Kezman ha assaporato per tutta l’estate l’addio, non lo ha più nascosto, ma Milinkovic non vuole andare via a parametro zero, è grato alla Lazio. Nei prossimi mesi si lavorerà di diplomazia, con una clausola Sergej potrebbe accettare di firmare il prolungamento. Adesso però pensa ad altro, vuole solo risollevare se stesso e la Lazio. A Marassi era a terra sconsolato a fine gara per la beffa del pareggio. Non è arrivato di testa sul cross di Cancellieri all’ultimo secondo, ha suonato la carica il giorno dopo: «Forza, dare sempre il massimo». La stessa delusione, Milinkovic l’aveva provata l’anno scorso, dopo il gol di Ruiz in pieno recupero. È ancora indelebile l’immagine di Sergej, che si strappa la maglia in versione Hulk al 94’. Il Napoli è uno spauracchio, il serbo non lo ha mai scacciato: in 14 confronti, appena un gol (inutile, in un 5-2) e nessun assist nel tabellino. Oltraggio, è tempo di aggiornarlo. Il Messaggero

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