Sta tutto nella corsa sotto la Nord. Alessio Romagnoli, accompagnato da Danilo Cataldi, che bacia la maglia della Lazio, la bacia ancora e ancora. Il tutto mentre si avvicina, a grandi falcate e con la felicità dipinta sul volto, verso la sua gente. Perché sia lui che Cataldi sono tifosi e per loro la distanza fisica che c’è con chi sta allo stadio non c’è per quel che riguarda le emozioni. Perché il loro cuore batte alla stessa velocità di quello delle persone sugli spalti. Accelera allo stesso modo, rallenta negli stessi momenti. Ieri però il numero 13 la giornata è stata diversa, è stata particolare. Ha infatti segnato il suo primo gol in biancoceleste, quello che ha sognato per anni, quello che in estate continuava a immaginare mentre decideva di rifiutare offerte ben più ricche di quella della Lazio pur di indossare quella maglia. “Ho fatto sognare i bambini, come succedeva a me quando ero piccolo – ha detto Romagnoli -. Spero che anche loro un giorno possano vivere quel che è successo a me oggi”. Ha interrotto l’intervista commosso, travolto dall’emozione. Forte come quella che aveva provato nel febbraio del 2018, quando aveva realizzato il rigore decisivo (anche in quel caso sotto la Nord) che eliminava la Lazio dalla Coppa Italia e permetteva al suo Milan di superare il turno. Segnò e chiese scusa ai tifosi biancocelesti. Perché sapeva di averli feriti. All’epoca doveva limitarsi a fare il professionista. Ora può lasciarsi andare anche emotivamente. “È stato bello. Il fatto che il gol sia arrivato sotto la Nord rende il tutto ancor più bello. Ho tenuto la maglia del primo tempo, con cui ho segnato, anche sporca di sangue, quella del secondo tempo l’ho regalata ai tifosi”. Cominciano a essere significativi i numeri della difesa: era dal 2015 che la Lazio non vinceva tre partite di fila senza subire gol (ed è la prima volta che conquista 9 punti in 3 giornate da quando c’è Sarri), ma soprattutto era dal 2001-02 che i biancocelesti non subivano solo 5 reti nelle prime 8 gare disputate in Serie A. Quella difesa la formavano giocatori quali Nesta (idolo di Romagnoli) e Stam. “I miglioramenti non sono solo grazia a me – ha spiegato il numero 13 -. Siamo una squadra, giochiamo come tale e difendiamo come tale. Lavoriamo su questo in settimana e su tante altre cose che si possono migliorare. Credo sia presto per parlare della classifica, ma vogliamo arrivare fra le prime quattro”. Anche la rincorsa al quarto posto è riassunta nella corsa di Romagnoli sotto la Curva. Mentre bacia la maglia.
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Lazio, la difesa è da record. Per le statistiche Romagnoli e Patric sono come Nesta e Stam