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RASSEGNA STAMPA

Via ai Mondiali, mai meno laziali presenti. Ma dal 1990 sempre almeno uno ai quarti

Ancora la Serbia, ancora l’Uruguay. E anche stavolta si è orfani dell’Italia. I Mondiali in Qatar sono notoriamente un unicum, perché mai si sono disputati in inverno e a stagione in corso. Eppure i tifosi della Lazio vivono un déjà vu. Con qualche piccola differenza, ma sembra di immergersi in quella che fu l’esperienza del 2018. Già, perché, anche a causa della mancata qualificazione dell’Italia, sono solamente due i biancocelesti presenti al torneo. Mai, da quando la fase finale mette di fronte 32 squadre (è dal 1998 che la formula è questa, quindi è la settima edizione) ci sono stati meno laziali. Viene così pareggiato il record negativo stabilito quattro anni fa in Russia. Anche in quella circostanza uno dei due giocatori presenti era Milinkovic, e, curiosamente, pure quattro anni fa l’altro giocatore era uruguaiano (all’epoca Caceres, ora Vecino). La Serbia esordirà ai Mondiali (che cominciano oggi) giovedì, sfidando il Brasile alle 20. Lo stesso giorno, ma alle 14, ci sarà anche il debutto dell’Uruguay di Vecino. Poi entrambi i giocatori biancocelesti torneranno in campo lunedì 28 (Milinkovic contro il Camerun, Vecino sfiderà il Portogallo) e infine lunedì 2 dicembre (Uruguay-Gana e Serbia-Svizzera). Da quel momento cominceranno gli ottavi, ai quali la Lazio potrebbe perfino non portare alcun giocatore. Quattro anni fa Milinkovic uscì già alla fase a gironi, mentre Caceres arrivò fino ai quarti. Nel 2014, anche dopo l’eliminazione dell’Italia al primo turno, agli ottavi c’erano ben quattro laziali: Klose (Germania) e Biglia (Argentina) arrivarono fino alla finale (poi vinta dai tedeschi), mentre Onazi (Nigeria) e Alvaro Gonzalez (Uruguay) vennero invece eliminati prima di arrivare ai quarti. Nel 2010 Muslera (ancora una volta con l’Uruguay) arrivò fino alla semifinale, nel 2006 Oddo e Peruzzi vinsero il torneo, mentre nel 2002 gli unici due laziali in grado di superare la fase a gironi (Nesta e Mendieta) vennero eliminati dalla Corea del Sud: l’italiano agli ottavi, lo spagnolo il turno successivo. Nel 1998 l’Italia di Nesta e l’Argentina di Chamot e Almeyda si fermarono ai quarti. Insomma, negli anni i giocatori biancocelesti si sono tolti diverse soddisfazioni. Perfino nell’ultima edizione, quando Caceres arrivò fra le prime otto. Milinkovic e Vecino dovranno provare a portare avanti la tradizione, perché l’ultima volta che la Lazio non ha portato giocatori almeno fino ai quarti di finale era il 1986. In quell’anno i biancocelesti erano in Serie B, e non venne convocato nemmeno un giocatore per la coppa iridata. Da quel momento il ritorno in A e i grandi successi prima con Cragnotti e poi con Lotito e, di conseguenza, anche sempre qualche giocatore impegnato fino alla fase finale della competizione. Eppure per i tifosi laziali, almeno inizialmente, non saranno Mondiali esaltanti. Perché non c’è l’Italia, perché ci sono solo due biancocelesti. E anche se il torneo in Qatar per il momento è un unicum, sembra di vivere un déjà vu.

Corriere della Sera

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